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  ECCO COME MORIMMO
Postato il Martedì, 20 ottobre @ 18:10:00 CDT di davide
 
 
  Informazione DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Il processo iniziò il 23 agosto del 1971 nella sale della Camera di Commercio degli Stati Uniti d’America, e arrivò alla sentenza il 31 maggio del 1975 nell’assemblea plenaria della Commissione Trilaterale a Kyoto. In quattro anni di dibattimento i Padroni della nostra vita decisero che l’imputato doveva morire. L’imputato si chiamava Sinistra, cioè diritti, cioè democrazia partecipativa dei cittadini comuni, cioè pace, tolleranza, interesse collettivo, amore libero e libero pensiero, cioè Un Mondo Migliore per ogni uomo o donna di questo pianeta, cioè il mondo che avremmo voluto avere e che oggi non abbiamo. Negli anni ’70 quel mondo appariva sul punto di realizzarsi, sospinto dallo straordinario vento di progressismo che aveva spazzato il mondo occidentale nella decade precedente. La sentenza decretò che l’imputato era colpevole, e ne dettò le modalità di esecuzione capitale. Oggi quello che vi appare come il Potere - dalle multinazionali alle guerre economiche, la P2, le mafie, il mostro mediatico commerciale, la Casta politica e le altre Caste, le lobby dell’attacco alle Costituzioni, l’impero dei consumi – non lo è. Queste manifestazioni aberranti sono solo il risultato di quella sentenza. Il Potere è la cupola dei mandanti di allora e di oggi, quella è l’origine di tutto.



Chi di voi è molto giovane stenterà a credere a queste parole, ma realmente fino all’epoca del processo di cui parlo esisteva una cosa chiamata Speranza. Era figlia di due secoli di lotte epocali di uomini e di donne comuni, un’epopea di sacrifici immani in difesa di idee stupefacenti, condotta dalla fine del ‘700 alla fine del ‘900 da persone che furono capaci di cambiare la Storia. E cambiare la Storia significava una sola cosa: strappare il potere ai pochi e darlo a molti, per il bene di tutti, per stare meglio tutti. I pochi, eredi di un potere gigantesco tramandato dalla notte dei tempi, subirono per oltre due secoli quel cambiamento in modi che oggi sono inimmaginabili, fino al giorno in cui decisero che era giunta l’ora di fermare la Storia. L’idea di giustizia secondo cui i molti avevano il diritto di decidere a scapito degli interessi dei pochi, cioè l’esser di Sinistra, doveva essere messa in stato di fermo ed estinta. Iniziò così il processo, una mattina di agosto del 1971.

Le righe che seguono vi dicono essenzialmente una cosa: combattere il Potere significa capire chi veramente è, poiché combattere i suoi pupazzi e i suoi tentacoli non serve a nulla. E’ necessario che qualcuno vi aiuti a comprendere innanzi tutto dove nacque ilnemico’, quali mezzi ha usato, con quali strategie, cioè capire il percorso che ha portato noi persone comuni contro il muro di oggi, per far sì che forse domani altri uomini e altre donne tornino a lottare contro il bersaglio giusto e con mezzi adeguati. I maggiori ‘antagonisti’ odierni non si curano di questo, e stanno sbagliando sostanzialmente tutto. Ricordatevi che ogni singola citazione che leggerete di seguito ha cambiato e sta cambiando tutta la nostra vita in tutto il mondo, perché sono le parole del Potere, il vero Potere. E allora bando alla ciance, ed ecco i fatti.

L’avvocato ‘del diavolo’.

Dunque, fermare la Sinistra, per sempre. I primi a porsi questa meta furono non a caso i businessmen americani dell’era Nixon a capolino degli anni ‘70, capitanati da Eugene Sydnor Jr. della Camera di Commercio USA. Ma come fare, si chiesero? La risposta fu chiara: con la forza delle idee, il potere immane delle idee. Non fu forse così che gli Illuministi vinsero la guerra contro tremila anni di assolutismi blindati? Un’idea spacca, sconvolge, vince. Bastò una telefonata alla persona giusta, un avvocato. Lewis Powell sedeva come legale nei consigli di amministrazione di svariate aziende, era uomo di grande cultura e acuto pensiero, gli fu affidato il compito di iniziare il processo per fermare la Storia.

Powell scrisse unMemorandum’ di undici pagine scarse, in un linguaggio da prima liceo, e forgiò così la prima arma storica per il contrattacco vincente delle nuove destre internazionali: la semplicità. Concetti semplici, sgrossati fino all’assoluto essenziale, una comunicazione diretta e comprensibile da chiunque - dal presidente della grande industria come dal taxista. Le destre comunicano così, sempre, e infatti sempre vengono recepite. Ed essere recepiti, significa vincere. Le sinistre invece non hanno mai capito neppure l’abc della comunicazione, né oggi vogliono capirlo.


Le regole di guerra.

Prima idea di Lewis Powell: all’alba degli anni ’70, è arrivata l’ora di cambiare tutti i valori figli di due secoli di rivoluzioni di sinistra, nientemeno.

La diagnosi: “(Noi delle destre economiche) non ci troviamo di fronte ad attacchi sporadici. Piuttosto, l’attacco al Sistema delle corporations è sistematico e condiviso. C’è una “guerra ideologica contro il sistema delle imprese e i valori della società occidentale”. “E’ chiaro come il sole che le fondamenta stesse della nostra libertà sono sotto attacco massiccio”, perché “la minaccia al sistema delle imprese non è solo una questione di economia, ma colpisce la libertà dell’individuo”. E non c’è da discutere, poiché “l’unica alternativa al (nostro) sistema sono le dittature delle burocrazie socialiste o fasciste”.

La chiamata alle armi: “E’ arrivata l’ora per il business americano di marciare contro coloro che lo vogliono distruggere”.

Chi sono i virus da sopprimere? “Certamente la sinistra estrema, che è molto più numerosa, meglio finanziata e benaccetta di quanto non lo sia mai stata prima nella Storia. Ma le voci più preoccupanti provengono da elementi perfettamente rispettabili, come le università, i media, gli intellettuali, gli artisti, e anche i politici. La massima preoccupazione del Potere deve essere “l’ostilità delle sinistre e dei riformatori sociali”. Poi vengono gli studenti, infatti “quasi la metà degli studenti è a favore della socializzazione delle industrie americane fondamentali”. Le sinistre stanno portando un “vasto attacco al sistema stesso, che mina la fiducia del pubblico e lo confonde”.

Contate quelle parole; sono poco più di 170. Esse ci raccontano già tutto quello che è accaduto nei trentotto anni successivi, in tutto l’Occidente, nei campi sociale, economico, ideologico, politico, dell’istruzione, dei media, sindacale. Cioè la vostra vita. Ma continuiamo.

Lewis Powell dettò le regole di guerra, e i primi a doversi disciplinare erano proprio i Padroni del Vapore, che dopo una decade di successi dello Stato Sociale in Europa e anche negli USA, dopo cioè il decennio più di sinistra che il mondo avesse mai conosciuto, si percepivano come ridotti in uno stato di irrilevanza. IlMemorandum’ proclama infatti che “pochi elementi della società americana di oggi hanno così poca influenza sul governo come il business, le corporazioni, e gli azionisti… Non è esagerato affermare che… siamo i dimenticati”. Per sovvertire un’intera epoca ormai considerata trionfante, quella degli Stati Sociali, le destre dovranno avere la forza di “organizzarsi, pianificare nel lungo termine, essere disciplinate per un periodo illimitato, essere finanziate con uno sforzo unificato”. Ovvero, trasformarsi in un esercito di attivisti di micidiale efficacia. La conseguenza di questi semplici concetti sarà enorme: nacque così il mondo delle lobby moderne del potere economico, quelle che oggi eleggono i presidenti americani, che regolano le guerre in Medioriente, che decidono le politiche europee per noi tutti, che decidono chi può commerciare e che cosa in tutto il mondo e che infatti hanno portato “il business, le corporazioni, e gli azionisti” dall’essere “i dimenticati” allo strapotere di oggi. Powell fa qui una premessa scioccante, se letta in tempi moderni: “Il business deve imparare le lezioni messe in pratica dal mondo dei lavoratori, cioè che il potere politico è indispensabile, che deve essere coltivato con assiduità, e usato in modo aggressivo se necessario, senza imbarazzo”. In altre parole, questo passaggio ci rivela che le destre trovarono le vie del riscatto imitando precisamente quella che era la forza delle sinistre di quell’epoca. Loro la acquisirono, noi l’abbiamo perduta. E poi: “Chi ci rappresenta deve diventare molto più aggressivo… deve far pressione con forza su tutta la politica perché ci sostenga, e non dovremo esitare a penalizzare chi a noi si oppone”. Le lobby dovranno dedicarsi particolarmente al settore giudiziario, “sfruttandolo, come hanno fatto le sinistre, i sindacati e i gruppi dei diritti civili… che ebbero successi spesso a nostre spese”.

I gemelli vincenti: Educationtelevision.

Lewis Powell intuì che in conseguenza proprio di questo attacco alla Sinistra, il futuro decisionale delle società moderne si sarebbe spostato dall’attivismo popolare tipico del dopoguerra ai colletti bianchi sfornati in numeri sempre maggiori dalle università occidentali. Ma gli atenei dell’epoca erano visti dall’autore delMemorandum’ come pericolosissimi covi di idee sovversive: “Vi sono apparsi oratori di sinistra ed estremisti a centinaia… ma non vi è stata alcuna parità di presenze dei sostenitori del sistema di governo americano e del business”. Dunque, la forza delle lobby di destra doveva colpire a tutto spiano le università. Le Scienze Politiche erano il primo bunker da espugnare, e le destre economiche dovevano creare un esercito di “docenti che credono fermamente nel sistema delle imprese”. Una volta raggiunta tale meta, “i nostri docenti dovranno valutare i libri di testo, soprattutto quelli di economia, scienze politiche e sociologia”. Ma il lavoro centrale delle lobby accademiche di destra era da destinarsi ovviamente agli insegnamenti di economia, dove “dobbiamo godere di un rapporto particolare con le facoltà”. Ecco spiegato con cristallina chiarezza da dove nasce il fondamentalismo del Libero Mercato, detto anche Neoliberismo, che da vent’anni domina ogni singolo insegnamento di economia universitaria dopo aver estirpato anche la più microscopica resistenza a tale dogma. E sappiano i lettori meno ferrati, che è dalle fucine universitarie Neoliberali che provengono le politiche di perenne impoverimento dei nostri servizi essenziali, del diritto al lavoro, del diritto alla salute, del diritto agli alloggi, del sistema pensionistico, del bene comune, ecc. Cioè le decisioni su come noi viviamo e moriamo. I nostri governi sono solo esecutori che non hanno scelta, e dunque non è a Berlusconi né a Prodi o a Tremonti che dobbiamo guardare per comprendere da dove viene il nostro (miserabile) tempo, e non è contro di loro che dobbiamo combattere.

Nel 1971, all’epoca degli sforzi di Lewis Powell, i media erano già centrali ai giochi del Potere, ma non come il Potere avrebbe voluto. E l’avvocato neppure qui si perse in giri di parole: “Le televisioni dovranno essere monitorate costantemente nello stesso modo indicato per i libri di testo universitari. Questo va applicato agli approfondimenti Tv, che spesso contengono le critiche più insidiose al sistema del business”. La stampa e la radio non sfuggono: “Ogni possibile mezzo va impiegato… per promuoverci attraverso questi media”; né le riviste popolari, dove “vi dovrà essere un costante afflusso di nostri articoli”; né le edicole, dove “esiste un’opportunità di educare il pubblico e dove però oggi non si trovano pubblicazioni attraenti fatte da noi”. Powell prescrisse qui il boom, realmente poi avvenuto, dell’editoria popolare straripante di rappresentazioni positive del consumismo, cioè dell’Esistenza Commerciale. Ma le sue parole preconizzarono anche l’avvento dei messaggi subliminali che i media moderni ci rifilano in ogni forma e salsa per rafforzare il Sistema, e infatti egli scrisse “Spendiamo centinaia di milioni di dollari in pubblicità… ma solo una frazione di essi pubblicizza il Sistema”.

Solo il meglio.

IlMemorandum’ che segnò il primo passo per l’esecuzione capitale della Speranza, si conclude con le direttive assolute impartite da Powell al futuro esercito dei padroni del mondo. Primo, essere sempre ultra finanziati, e qui, scrive l’avvocato, “necessitiamo di un sostegno finanziario da parte delle corporations molto superiore di quanto abbiano mai fatto finora”. Powell sapeva che l’essenziale lavoro di creazione del consenso non poteva essere affidato a ‘belle anime’ intellettuali o a volontari spesso impreparati (come invece è sempre stato nelle sinistre e ancora è), e infatti sancì che chi lavora al progetto di fermare la Storia deve essere “pagato allo stesso livello dei più noti businessmen e professori universitari”, e le loro competenze “dovranno essere eccezionalmente alte, nei settori chiave come la pubblicità e i media, il mondo intellettuale, l’avvocatura”. Il progetto di fermare la Storia deve essere perennemente controllato nella qualità e fedeltà, e “le nostre presenze nei media, nei convegni, nell’editoria, nella pubblicità, nelle aule dei tribunali, e nelle commissioni legislative, dovranno essere superbamente precise e di eccezionale livello”.

Undici pagine così scritte da un singolo uomo furono prese a modello dalle destre economiche di tutto il mondo occidentale, che, come chiunque di noi può verificare, le hanno messe in pratica sostanzialmente alla lettera. E il risultato si vede, in milioni di esseri umani benestanti ipnotizzati dai “valori del Sistema”; in milioni di studenti indottrinati in un’unica direzione; nella corrosione implacabile dei diritti fondamentali come lavoro, alloggio e salute causata dalla vittoria del “sistema delle imprese”; in una rete immensa di media che ossessivamente promuovono quel Sistema; nello strapotere delle sue lobby; e nella micidiale compattezza, competenza, abilità ed efficienza dell’implacabile macchina dell’Esistenza Commerciale. Quelle undici pagine di concetti dettati in estrema sintesi sono state il software che ha guidato le destre economiche per 38 anni in un lavoro 24 ore su 24, sette giorni su sette, unite, disciplinate, discrete, senza mai un dissenso e con una comunicazione studiata come null’altro al mondo. Cioè Il Potere, dedicatosi anima e corpo nella guerra alla Speranza, che fino al 1971 si chiamò Sinistra, e che, come preannunciato, fu definitivamente decapitata quattro anni dopo i primi sforzi di Lewis Powell. Ci volle infatti il lavoro di altri tre uomini per completare il processo, e altre poche pagine di parole scritte con grande semplicità.

La Democrazia va salvata, uccidiamola.

E’ sconsolante assistere in questi giorni agli sbraiti di alcuni demagoghi che denunciano l’attacco alla democrazia, portato oggi a sentir loro da alcuni pupazzi del Potere e dalle loro malefatte locali. E’ come se qualcuno ci gridasse allarmi per l’avvento del consumismo perché dietro casa sua è stato aperto un ipermercato. L’attacco alle democrazie fu pianificato 34 anni fa, e con tale efficacia da non lasciare speranza. Come si è detto in precedenza, esso fu l’atto finale della condanna a morte della Sinistra.

La Commissione Trilaterale nacque nel 1973 come libera associazione di cittadini americani, europei e giapponesi con l’intento di “incoraggiare una stretta collaborazione fra queste tre regioni sui problemi comuni, e di migliorare la comprensione pubblica di questi problemi”. Naturalmente questo proclama è una baggianata. Essa è un club esclusivo di potenti personaggi decisi a tutelare i propri interessi, ma che, contrariamente a quanto si crede, non sono affatto un crocchio di autocrati mafiosi e complottisti. La Commissione Trilaterale è invece il volto più che pubblico delle destre economiche moderne, cioè pieni sostenitori della democrazia, intesa però come strumento liberamente consegnato a pochi da parte di molti affinché poi i molti possano fare l’interesse dei pochi. Infatti, una delle acquisizioni fondamentali delle destre moderne è stata che le dittature non sono più il mezzo migliore per spremere i cittadini; esse sono affari sporchi, incontrollabili, che finiscono sempre col creare imbarazzanti contraccolpi sui media. Meglio la democrazia, teleguidata naturalmente. Ed ecco che se fino a ieri le destre occidentali esportavano colpi di Stato (Iran, Cile, Grecia ecc.), oggi esportano democrazia (Iraq, Afghanistan, Pakistan ecc.). Ma la democrazia ha un brutto vizio: tende a riportare l’interesse dei molti in primo piano, a scapito degli interessi dei pochi. Tende cioè a essere istintivamente di sinistra. E allora bisognava intervenire. La Commissione Trilaterale ha fatto questo negli scorsi trentaquattro anni, con la gentile partecipazione di personaggi noti e meno noti, come Zbigniev Brzezinski, Jimmy Carter, David Rockefeller, Giovanni Agnelli, Piero Bassetti, Francesco Forte, Arrigo Levi, Carlo Secchi, Edmond de Rothschild, George Bush padre, Dick Cheney, Bill Clinton, Alan Greenspan, Henry Kissinger e tantissimi altri.


Henry Kissinger e Giovanni Agnelli


Spiego meglio: la democrazia liberamente espressa fa giocoforza l’interesse dei cittadini, visto che sono i cittadini a governarla, e questo ha sempre combaciato perfettamente con l’ideale della Sinistra. Ciò, come si diceva, fu vero più che mai alla fine degli anni ’60, a compimento di due secoli e oltre di Storia. Il Potere non gradiva, ma si è anche detto che il Potere aveva compreso il valore della democrazia come veicolo supremo dei suoi interessi, e qui stava una forte contraddizione. I Padroni del Vapore, all’epoca del processo iniziato da Lewis Powell, dissero in sostanza: la democrazia sta consacrando la sinistra, dunque dobbiamo ucciderla; ma la democrazia ci serve, per cui dobbiamo salvarla. Soluzioni? Di nuovo partirono poche telefonate, questa volta a tre pensatori: Samuel P. Huntington, Michel J. Crozier e Joji Watanuki. Tre intellettuali, docenti universitari e consulenti di governi, rispettivamente americano il primo, francese il secondo e giapponese il terzo. Di nuovo essi stilarono le ricette in termini semplicissimi, nelle 227 pagine del loro The Crisis of Democracy, consegnato alla Commissione Trilaterale nel 1975. Di nuovo essi prescrissero la condanna a morte della Sinistra, ma con uno stupefacente ma. Esso era contenuto nella risposta alla contraddizione di cui sopra, una risposta che può apparire demenziale: se volete salvare la democrazia e ucciderla allo stesso tempo, dovete salvare la democrazia mentre la uccidete. Seguitemi e sarà chiaro.

La spiegazione dell’assurdo paradigma appena scritto si trova, in fondo, nelle parole a pagina 157 di The Crisis of Democracy, dove si legge che “la storia del successo della democrazia… sta nell’assimilazione di grosse fette della popolazione all’interno dei valori, atteggiamenti e modelli di consumo della classe media”. Cosa vuol dire? Significa che se si vuole uccidere la democrazia partecipativa dei cittadini (quella che per definizione fa l’interesse dei molti a scapito dei pochi privilegiati - la Sinistra) mantenendo in vita l’involucro della democrazia (quella che ci fa votare i pochi privilegiati che poi ci spremono come limoni) bisogna farci diventare tutti consumatori, spettatori, piccoli investitori. Che è quello che ci hanno fatto. Così ci hanno fregati, ci hanno annientati come protagonisti della democrazia. E’ stata la loro idea suprema, di suprema genialità. La massa dei cittadini che in seguito a due secoli di lotte dal basso aveva appena imparato a divenire partecipativa, è stata ridotta a Spettatori inerti, appunto consumatori, spettatori, piccoli investitori. L’involucro della democrazia fu salvato, il suo contenuto fu annientato. I tre autori scrissero le istruzioni in termini chiarissimi, ed esse furono messe in pratica per oltre trent’anni in tutto l’Occidente: “Il funzionamento efficace di un sistema democratico necessita di un livello di apatia da parte di individui e gruppi. In passato (prima degli anni ’60 nda) ogni società democratica ha avuto una popolazione di dimensioni variabili che stava ai margini, che non partecipava alla politica. Ciò è intrinsecamente anti-democratico, ma è stato anche uno dei fattori che ha permesso alla democrazia di funzionare bene. Infatti, nel testo si legge che la minaccia alla democrazia americana proveniva “dalla dinamica stessa della democrazia in una società altamente istruita, mobilitata e partecipativa”, quella dove erano fioriti i “gruppi giovanili, etnici, e dove quei gruppi stavano assumendo una nuova consapevolezza”. Andavano disattivati, resi apatici, immobili, ed è accaduto precisamente questo ovunque, con il boom edonistico degli anni ’80 e con l’avvento della Tv commerciale.

Vi chiedo di soffermarvi sulle righe qui sopra, perché se si comprende questo si comprende chi è il Potere, come hanno lavorato e chi veramente dobbiamo combattere. Cioè non Berlusconi, ma il Sistema che usa Berlusconi come uno dei suoi tanti strumenti per i suoi scopi finali. E’ infatti assolutamente inutile che oggi gli antagonisti di moda in Italia sbraitino contro la Casta, perché non fu la Casta a disabilitare la democrazia, e soprattutto non è sbraitando contro la Casta che si riattivano i cittadini spenti ormai da più di trent’anni dalle strategie di The Crisis of Democracy.


Samuel P.Huntington


“Curare la democrazia con ancor più democrazia è come aggiungere benzina al fuoco.”

Il lavoro di Samuel P. Huntington, Michel J. Crozier e Joji Watanuki si spinse però molto oltre, per colpire ogni aspetto cruciale della democrazia partecipativa. Basta leggere a pagina 161 la lista di ciò che secondo gli autori ostacola la democrazia: “1) la ricerca dell’eguaglianza e del valore dell’individuo… 2) l’espansione della partecipazione alla politica… 3) la competizione politica essenziale alla democrazia… 4) l’attenzione che il governo dà all’elettorato e alle pressioni dalla società”. Ora, se pensate all’epoca che stiamo vivendo, vi trovate in ordine che : 1) sono stati distrutti l’eguaglianza e il valore dell’individuo attraverso la cultura della Visibilità (leggi Vippismo, sia nel Sistema che nell’Antisistema); infatti oggi, e nonostante ci troviamo nella modernità evoluta, chi non è ‘visibile’ nel potere o nei media o nello spettacolo/sport è uno zero sociale rispetto ai chi lo è – 2) l’apatia partecipativa nella polis è ai massimi livelli, così come nelle fabbriche o nella cultura – 3) l’eliminazione dei partiti minori a favore dei grandi schieramenti ha imbavagliato diverse forze politiche ed eliminato del tutto altre – 4) la sensazione a livello di cittadinanza è che il governo ignori sempre e cronicamente le istanze reclamate dai cittadini attivi e dai gruppi che non siano lobby di potere. Ergo, le istruzioni di Huntington, Crozier e Watanuki combaciano in tutto con il presente.

Essi dissero al Potere che “l’idea democratica secondo cui il governo deve rispondere ai cittadini, crea in questi aspettative di soddisfazione dei bisogni e di eliminazione dei mali che affliggono certi gruppi nella società”, e che “curare la democrazia con ancor più democrazia è come aggiungere benzina al fuoco”. Parole incredibili, ma hanno però di fatto modellato le nostre vite fino a oggi. Naturalmente ogni idea di Stato Sociale che “avrebbe dato ai lavoratori garanzie e avrebbe alleviato la disoccupazione” veniva tacciata di essere “una deriva disastrosa… poiché avrebbe dato origine a un periodo di caos sociale”. Nel testo si avvertono i potenti che “L’impulso della democrazia è di diminuire il potere del governo, di aumentare le sue funzioni, e di diminuire la sua autorità”, che è esattamente ciò che invece doveva accadere se le nostre democrazie fossero rimaste sane.

The Crisis of Democracy proclama che la risposta a questi ‘mali’ democratici doveva essere una sola: il ritorno al governo delle elite. Huntington, Crozier e Watanuki iniziano ricordando l’esempio illuminante del Presidente americano Truman, che “era stato in grado di governare il Paese grazie all’aiuto di un piccolo numero di avvocati e di banchieri di Wall Street”. Infatti, “la democrazia è solo una delle fonti dell’autorità e non è neppure sempre applicabile. In diverse istanze”, scrivono gli autori, “chi è più esperto, o più anziano nella gerarchia, o più bravo può mettere da parte la legittimazione democratica nel reclamare per sé l’autorità”. Faccio notare che queste parole scandalose furono nella realtà il fondamento ideologico di ciò che avverrà in Europa 34 anni dopo con la creazione della nuova Europa sancita dal Trattato di Lisbona, che infatti decreta che noi europei verremo tutti governati in futuro da una elite di burocrati super specializzati che nessuno di noi potrà eleggere, avendo appunto messo da parte ogni legittimazione democratica. Capite da dove viene l’attacco alla democrazia di oggi?

La trappola.

I sindacati, e ogni altra forma di associazione di cittadini attivi, erano ovviamente un problema da affrontare. Qui gli autori diedero il meglio di sé, con una delle trovate più insidiose della storia politica moderna: la cooptazione. Compresero che nelle democrazie evolute era ormai controproducente mantenere uno scontro frontale con i sindacati o con altre organizzazione similari, e con le loro parole diedero inizio a una delle epoche più infami dei rapporti fra Potere e mondo dei lavoratori/cittadini, quella che nel giro di pochi decenni porterà i sindacati dalla loro storica tradizione di lotta per ottenere sempre maggiori diritti, alla miserevole condizione odierna, dove essi ormai possono solo contrattate sul ‘grado di abolizione dei diritti’. Huntington, Crozier e Watanuki scrissero: “Le richieste crescenti e le pressioni sui governi impongono una collaborazione maggiore. Potremmo escogitare mezzi per assicurarci sostegno e risorse… dai sindacati e dalle associazioni civiche. Si faccia attenzione: queste parole vengono scritte agli albori degli anni ’70, in un’epoca in cui la sola idea di un sindacato che “assicurasse sostegno e risorse” al governo avrebbe attratto derisione da una parte se non grida di alto tradimento e sommosse violente nelle fabbriche di tutta Italia. Ma è successo, ce l’hanno fatto fare, e non è necessario riassumere qui la vergognosa parabola in quel senso di CGIL, CISL e UIL perennemente impegnate a togliere le castagne dal fuoco a governi e imprese, o addirittura a finanziare partiti che saranno poi parte dei governi che dovrebbero monitorare. La medesima cosa è accaduta per le cosiddette organizzazioni di cittadinanza attiva, le ONLUS e altri, che oggi sempre più sono cooptati nella spartizione delle torte dei servizi alla cittadinanza, dimentiche che la loro funzione era di vigilare e di combattere le amministrazioni, non di banchettarvi assieme. Ma tornando ai sindacati, The Crisis of Democracy aveva in serbo un altro siluro. Gli autori compresero che la forza delle formazioni sindacali stava nell’ideologia radicale, poiché “quando essa perde forza, diminuisce il potere dei sindacati di ottenere risultati”. E quale potesse essere l’antidoto all’ideologia, gli apparve subito chiaro: la concertazione. Scrissero infatti: “(Essa) produce disaffezione da parte dei lavoratori, che non si riconoscono in quel processo burocratico e tendono a distanziarsene, e questo significa che più i sindacati accettano la concertazione più diventano deboli e meno capaci di mobilitare i lavoratori, e di metter pressione sui governi”. La concertazione nacque dunque per disabilitare i sindacati. Questi ragionamenti sono inseriti in un contesto più ampio nel testo, ma colpisce come un fulmine il fatto che quei germi della futura disgregazione sindacale fossero così lucidamente chiari a coloro che trentaquattro anni fa pianificavano l’esecuzione capitale della Sinistra in tutto l’Occidente. E non era solo necessario cooptare i sindacati e chiuderli nella trappola della concertazione; bisognava anche privilegiare quelli più grossi e autoritari nella leadership, poiché “nello Stato moderno i capi potenti dei sindacati… capaci di comandare i propri membri, sono una minaccia inferiore all’autorità dei leader politici e sono persino un aiuto ad essa”. Il motivo era chiaro: “Se i sindacati sono disorganizzati, se i membri sono ribelli, se le rivendicazioni estreme e gli scioperi selvaggi sono frequenti, l’applicazione di una politica nazionale dei salari diventa impossibile… contribuendo all’indebolimento del governo (non dei lavoratori!, nda)”, dunque ben venga il sindacato corporazione, più facile da domare.

Questi concetti raccontano, come in un percorso prestampato, tutto ciò che è avvenuto poi, fino alla miserrima condizione odierna dove i sindacati “potenti e capaci di comandare i propri membri” hanno svenduto il Diritto Umano al lavoro e hanno del tutto abbandonato il radicalismo necessario a impedire una tale sciagurata deriva. Di nuovo, ciò dimostra che se vogliamo combattere anche questo trionfo del Potere sul mondo del lavoro di oggi, è inutile prendersela con gli affari parrocchiali di questo o quel governo italiano, di questo o quel leader sindacale. Essi sono solo esecutori volenti o nolenti, nulla di più. Gli esempi si sprecano, come la cocciuta insistenza di ogni nostro esecutivo negli ultimi dieci anni nell’innalzamento dell’età pensionabile, a fronte del fatto che i contabili di Stato continuano a dire che i conti delle casse previdenziali sono invece sanissimi. Perché allora quell’insistenza? Perché devono eseguire ordini dall’alto, ordini concepiti più di trent’anni fa in altri luoghi del mondo. E allora vanno combattuti i mandanti, che oggi come allora non si chiamano Tremonti, Ichino o Epifani.

Social Control.

Come risulta chiaro, il Potere già allora possedeva una visuale cristallina dei problemi seri da affrontare, o di quelli irrilevanti nonostante le apparenze. Fra questi ultimi c’era la massiccia presenza comunista negli Stati europei come l’Italia, che veniva liquidata già nel 1975 con queste parole: “I partiti comunisti hanno perso terreno quasi ovunque nell’Europa occidentale. La loro ideologia è sbiadita, e appare come una Chiesa omologata il cui carisma è in parte scomparso. Perché mai partiti così sedati e moderati dovrebbero costituire una minaccia alla democrazia proprio quando ne rispettano le fondamenta?. Liberi dal pericolo di un’effettiva resistenza da parte dei ‘rossi’ (14 anni prima del crollo del Muro di Berlino), i Padroni del Vapore dovevano concentrarsi su elementi assai più moderni, come i media. La Tv fra tutti doveva essere controllata, poiché “vi sono prove massicce che ci dicono che lo sviluppo del giornalismo televisivo ha contribuito all’indebolimento dell’autorità dei governi”, e che anche la stampa “ha assunto un ruolo sempre più critico verso i governanti e i loro funzionari”. L’avvento dei media disposti a sfidare l’autorità era per gli autori una minaccia al funzionamento stesso degli esecutivi, poiché “ha reso quasi impossibile il mantenimento del distacco per governare”, e oltre tutto “l’etica democratica rende difficile oggi impedire (ai media) l’accesso e decurtare l’informazione”. Lamentabile era in particolare “il crescente potere dei giornalisti a discapito di quello degli editori o dei padroni”, e questo obbrobrio veniva affermato senza l’ombra della vergogna. Dunque qualcosa andava fatto, urgentemente, e The Crisis of Democracy decreta cosa: “Occorrono misure importanti per ristabilire il giusto equilibrio fra la stampa, il governo e altre istituzioni”, un concetto che suona come una bestemmia a chiunque abbia chiaro che imporre tale equilibrio significa imbavagliare il ruolo di controllo dell’informazione sui poteri. Superfluo elencare ora come questi precetti si sono di nuovo trasformati in realtà, e come gli esecutori come Murdoch o Berlusconi ancora oggi lavorino per eseguire quegli ordini.

Il lavoro di cui stiamo trattando mantiene tuttavia la focale ben puntata sui cittadini di quell’epoca, che erano usciti dai turbolenti e rivoluzionari anni ’60 rinvigoriti nell’attivismo politico, gente che “siccome richiede (ai governi) maggiori interventi per risolvere i loro problemi, necessita di ancor più controllo sociale”. L’attivismo di quei tempi era democrazia partecipativa, ed essa era la Speranza, ovvero la Sinistra, che andava decapitata. Nel decalogo della riscossa del Potere di Huntington, Crozier e Watanuki, il controllo sociale è una delle ghigliottine. Anzi, più precisamente si parlò il controllo sociale indiretto sull’individuo, quello che sappiamo essere il più subdolo e il meno plateale, il più difficile da contrastare. Uno strumento già oliato in parte negli USA, ma semi sconosciuto in Europa, “dove la disciplina sociale non è adorata come in Giappone, e dove le forme indirette di controllo sociale sviluppate in America non sono presenti”, in particolare in Italia. Il pericolo di tale mancanza di controlli sociali è che “le classi lavoratrici non vengano del tutto assimilate nel ‘gioco sociale’, specialmente nelle nazioni latine”. In altre parole: se non li si include nel grande popolo dei consumatori, non li potremo controllare mai e continueranno a partecipare. E nelle nuove democrazie consumistiche, sentenziano Huntington, Crozier e Watanuki, sarà necessario “sperimentare metodi più flessibili che producano maggior controllo sociale con minore coercizione”. Dodici parole, dodici stringate parole che prescrivono al Potere uno dei processi di ingegneria sociale più devastanti della Storia, finalizzato al controllo di tutti noi: l’Esistenza Commerciale e la Cultura delle Visibilità, cioè le masse dei cittadini ridotti a consumatori/spettatori del tutto disattivati, e che infatti verrà rilanciato con immane potenza di fuoco a partire dalla decade successiva, fino a oggi.

The Crisis of Democracy fu discusso dall’assemblea plenaria della Commissione Trilaterale il 31 maggio del 1975. Le voci di dissenso a questo processo alla democrazia partecipativa vi furono anche in seno alla Commissione stessa, ma di fatto i tre autori diverranno da lì a poco membri dell’amministrazione di Jimmy Carter e le loro idee prenderanno il volo, per atterrare oggi sui davanzali delle nostre case, assieme a quelle dell’avvocato Lewis Powell. Ecco come morì la Sinistra, ecco chi veramente decide come la gente deve vivere. La lista dei manovratori del mondo non si ferma ovviamente a quelli menzionati, ve ne sono altri (WTO, IMF, gli investitori internazionali, le grandi banche d’affari come Goldman Sachs, la Commissione Europea, il gruppo Bilderberg, le Think Tank economiche ecc.), ma sono sempre membri dello stesso club, una elite ristretta che dopo due secoli di sconfitte è tornata sul trono. Ecco chi è il Potere, quello che telecomanda tutto ciò che i nostri politici e amministratori fanno di fondamentale.

Conclusione.

Cosa fare in concreto? Innanzi tutto, l’attivismo italiano deve essere meno egocentrico. Oggi in Italia viviamo una sciagurata deriva pilotata da approfittatori in malafede, che vorrebbero convincerci che i problemi capitali di sessanta milioni di italiani sono quelli percepiti da loro e dalla minoranza di borghesi o studenti col sedere protetto che li seguono, e cioè i problemi relativi a Berlusconi e ai sui guai giudiziari, o alle sue presunte connivenze con le mafie regionali, o al suo mediocre conflitto d’interessi ecc. Queste sono sciocchezze se paragonate a quanto sopra descritto, che al contrario domina in modo devastante la vita concreta degli italiani nei sei ambiti vitali: Lavoro, Alloggi, Sanità, (Non) potere di decidere la propria economia, Istruzione, e Possibilità di partecipare alla polis. Decine di milioni di italiani ogni mattina affrontano veri drammi in questi sei campi, drammi che ne decidono la vita e quella dei loro figli, che li angosciano, e che li hanno resi del tutto inerti e impotenti, esattamente come voleva il Potere. Chi si definisce attivista dovrebbe accettare che certe ‘manie’ di moda non sono i problemi capitali delle persone, che gli odiati target di moda non sono le cause primarie del male degli italiani, e infine che è del tutto inutile incitare i cittadini alla partecipazione se essi sono stati scientificamente disabilitati da più di trentacinque anni di lavoro dell’Esistenza Commerciale e della Cultura della Visibilità. Va trovato l’antidoto alla loro paralisi, inutile urlargli addosso con l’Industria della Denuncia e dell’Indignazione. O si comprende questo oppure siamo finiti.

La lotta va fatta con la stessa intelligenza e con la stessa immensa perizia con cui il Potere ha riconquistato il mondo, e che ho sopra descritto. Contro il bersaglio giusto.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=151
20.10.2009
 
 
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Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di maxbla il Martedì, 20 ottobre @ 19:27:37 CDT
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Sono d'accordo su tutto, ma occorrerebbe anche una storia sull'immissione della droga tra i giovani quale altro progetto di ingegneria sociale fermamente voluto dal potere. In base all'idea del consumo libero di stupefacenti, quale rituale di massa durante i megaconcerti rock degli anni 60', si è passati a uno strumento di dominio sulle menti giovani, contrastando le spinte rivoluzionarie che hanno bisogno di energie fresche, facili entusiasmi, speranze e forme utopistiche di pensiero radical-anarchico. Inoltre è interessare valutare la morfologia geopolitica della produzione di oppio negli ultimi tre secoli e la rotazione del dominio coloniale e postcoloniale su tale produzione. DOPO LA COLOMBIA SARA' L' AFGANISTAN A DETENERE LA PRODUZIONE. Parallelamente occorrerebbe tracciare le linee di pensiero della psicanalisi e della psichiatria, nel dirottare le proprie teorie esistenzialiste, tanto care agli intellettuali fondatori della new-age californiana, in direzione del behaviourismo e dei riflessi condizionati applicati con successo nella teledemocrazia e nella videosubliminalità pubblicitaria. In ultima analisa la legalizzazione degli psicofarmaci quale ulteriore arma di distruzione mentale nell' ambito di una strategia di disinnesco mentale e quindi di attuazione di un'ipnosi collettiva a sostegno o in sostituzione di una inefficace mesmerizzazione da parte dell' apparato mediatico. Recentemente la comunità scientifica sta coniando un nuovo nome per indicare la malattia mentale della quale sarebbero affette le persone che dissentono dal potere o che vedono in esso oscure trame complottiste:dopo di che, in ossequio all'eziologia, i nuovi psicofarmaci saranno presto in circolazione. Il potere è ovunque: come non accorgersene. Il potere è alimentato dalla nostra passività mentale indotta. Il rischio è di impazzire nel tentativo di contrastarlo da soli: ecco perchè bisogna farlo collettivamente.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di stefanodandrea il Martedì, 20 ottobre @ 19:28:23 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.appelloalpopolo.it
Articolo molto importante.
Intanto perché muove dalla intelligenza del nemico, che i presuntuosi antagonisti, sovente poco intelligenti, sogliono sottovalutare.
In secondo luogo, perché c'è la comprensione che una parte politica - la destra economica, che non coincide con la destra tout court: la destra non economica è stata annientata, non diversammente dalla sinistra, dalla destra economica - ha deciso di conquistare la egemonia e l'ha conquistata, avvalendosi di strumenti che danno luogo e hanno dato luogo a trasformazioni antropologiche (subito intuite da Pasolini).
In terzo luogo perché muove dal concetto che il partito che è necessario - questo l'autore non lo dice; parla di lotta contro il potere, che sembra un potere astratto e globale; mentre è evidente che "ogni popolo avrà la sua lotta" (Marcos) se aprà conquistarsela - è alternativo alle due coalizioni e non giova a nessun obiettivo lasciarsi prendere dall'antiberlusconismo, che è una tendenza che ha finito per giustificare la scelta di emerite nullità, soltanto perché rappresentavano l'alternativa a Berlusconi.
Il carattere astratto e globale che sembra assumere la "lotta" contro il potere induce l'autore a non mettere in evidenza che sevre un partito italiano (e sotto questo punto di vista, forse, la tesi dell'articolo può essere completata; ma non sappiamo se Barnard sarebbe daccordo): un partito del popolo italiano. E' qui in italia che dobbiamo portare la lotta, perché è la nostra lotta. I canali televisivi da spegnere, attraverso la eliminazione o forte riduzione della pubblicità, sono quelli italiani. Le leggi sul consumo da cambiare sono quelle italiane. Serve però un partito davvero radicale: un fronte popolare, direi.
Il cammino da percorrere, comunque, è lungo. La resistenza è unnanzitutto individuale. Passa per la educazione dei figli, che non devono diventare clienti a qualunque costo e anche assumendo rischi gravi.
Il nemico vicino, ossia il servo del padrone, che è il nemico lontano, è il consumatore. Il consumatore non è un uomo; è una fogna. Non va tutelato; va disprezzato e sanzionato. Siamo tanto daccordo con Barnard, con il quale questa volta ci complimentiamo, che abbiamo scritto "18. Il termine consumatore deve essere bandito. Esistono soltanto il consumismo e la spesa equilibrata. Il consumismo è l’atteggiamento e l’ideologia dei drogati del consumo; il consumerismo magari fosse metadone: è la dose a basso prezzo" (il consumerismo è la teoria, soprattuto giuridica, ma anche politica, che fa perno sulla tutela del consumatore): cfr. in Manifesto del Fronte popolare italiano http://www.appelloalpopolo.it/?p=22.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Bubba il Mercoledì, 21 ottobre @ 02:40:59 CDT
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Le lobby dovranno dedicarsi particolarmente al settore giudiziario, “sfruttandolo, come hanno fatto le sinistre, i sindacati e i gruppi dei diritti civili… che ebbero successi spesso a nostre spese”.
Che cosa si intende con "sfruttare il settore giudiziario"?


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Tonguessy il Mercoledì, 21 ottobre @ 03:01:43 CDT
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"Basta leggere a pagina 161 la lista di ciò che secondo gli autori ostacola la democrazia: “1) la ricerca dell’eguaglianza e del valore dell’individuo…"... "vorrebbero convincerci che i problemi capitali di sessanta milioni di italiani sono...i problemi relativi a Berlusconi e ai sui guai giudiziari"
Devi deciderti, Barnard. O la ricerca dell'uguaglianza davanti alle legge è una priorità per tentare di smontare quella sindrome del burocratizzato (il senso di impotenza che pervade chiunque abbia la disgrazia di entrare in contatto con il Potere, Golem onnivoro che divora gli innocenti-traumatizzandoli- per proteggere i custodi del sistema) oppure il PRIMO punto stilato dagli esperti in debunking istituzionale non è da considerare prioritario, nel qual caso hai ragione a svalutare le vicende giudiziarie del berlusconi.
Cosa scegli?
Altrettanto interessante: "Cosa fare in concreto? Innanzi tutto, l’attivismo italiano deve essere meno egocentrico". Detto da chi ha lanciato la propria scarpa contro CDC è un gran bel scrivere. Penso che dovresti metterti d'accordo con te stesso, non trovi?
Comunque ti ringrazio per le informazioni.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di demianlee il Mercoledì, 21 ottobre @ 03:02:26 CDT
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Leggere Barnard fa bene. Grazie.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Nellibus1985 il Mercoledì, 21 ottobre @ 03:47:43 CDT
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Ottimo articolo. Mai sentiti nominare i politologi Crozier e Watanuki, ma Samuel Huntington lo conosco piuttosto bene, e lo considero una delle menti più brillanti del ventesimo secolo, per quanto riguarda il suo campo. Tanto lo studio descritto da Paolo Barnard quanto quello, ben più famoso, sullo "scontro di civiltà" (che funse da risposta ai deliri sulla "fine della storia" di Francis Fukuyama), gli sono stati commissionati ed egli, da buon repubblicano, ha fatto di tutto per spianare il terreno alla più selvaggia e aggressiva politica neocons, di cui abbiamo visto gli effetti negli ultimi anni. Mi chiedo se del testo "The crisis of democracy" ne esista una versione italiana, perchè non sono riuscito a trovarlo nemmeno su internet. In ogni caso, mi complimento con Paolo Barnard, che considero un bravissimo giornalista; articoli di uno spessore simile capita rarissimamente di poterli leggere. Saluti.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di KATANGA il Mercoledì, 21 ottobre @ 04:22:58 CDT
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PSICOSTORIOGRAFIA...Gaal Dornick servendosi di concetti non matematici,ha definito la psicostoria come quella branca della matematica che studia le reazioni di un agglomerato umano a determinati stimoli sociali ed economici.... inplicito in tutte queste definizioni e' il fatto che l'agglomerato umano in questione deve essere sufficientemente grande da consentire valide elaborazioni statistiche.le dimensioni minime dell'agglomerato possono essere calcolate con il Primo Teorema di Seldon (Lewis Powell eh,eh!)che dice che..... Un ulteriore assunto e' che la comunita esaminata deve essere,essa stessa,all'oscuro dell'analisi psicostorica affinche le sue reazioni siano assolutamente istintive... La base di ogni scienza psicostorica valida e' nello sviluppo delle Funzioni Seldon che conferiscono propieta' analoghe a quelle forze sia economiche sia sociali che.... ENCICLOPEDIA GALATTICA ISAAC ASIMOV per un "libriccino" di fantascienza del '63 non e' mica male come potenzialita' predittiva....chissa' da dove a preso spunto 'sto Powell??


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Cornelia il Mercoledì, 21 ottobre @ 04:25:55 CDT
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Fantastica giornata.
Oggi due articoli fondamentali e indispensabili: questo, e quello uscito su Luogocomune.
Entrambi da incorniciare.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Accatto1 il Mercoledì, 21 ottobre @ 04:36:13 CDT
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Interessante disamina, ma sempre dall'interno della "storia". Per completezza si dovrebbe osservare che la realtà che ci viene proposta per trasformarci in esseri non pensanti e facilmente manipolabili è insostenibile. Il controllo delle nostre coscienze è attuato convincendoci ad aderire alla religione della crescita continua, non sostenibile in un mondo finito. La lotta per un mondo migliore dovrebbe partire dalla consapevolezza di questo assunto, che dovrebbe costituire la base di aggregazione per cercare di scardinare questo sistema.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di operaiomantici il Mercoledì, 21 ottobre @ 05:01:38 CDT
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Analisi interessante ed utile.
Secondo me questa strategia avviene anche in campo ambientalista, dove i soliti padroni del mondo (o del vapore) hanno fondato wwf e greenpeace per impedire che siano direttamente le persone ad occuparsi dei problemi del pianeta, ma si affidino a loro.
Inoltre ho sempre trovato raccapricciante l'idea che gli esseri umani possano stare bene mettendosi in competizione tra loro, quando sarebbe opportuno invece sviluppare metodi di cooperazione.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di AlbaKan il Mercoledì, 21 ottobre @ 05:45:29 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.vocidallastrada.com/
Gli attacchi alla Costituzione sono all'ordine del giorno, in questi tempi di "democrazia". Ci stiamo dirigendo verso un Totalitarismo globale, anche se a parlare di Nuovo Ordine Mondiale si rischia sempre di essere definiti "complottisti" Paolo Barnard ha spiegato molto bene il COLPO DI STATO IN EUROPA [www.vocidallastrada.com] in alcuni video su YouTube di cui consiglio la visione...


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di lino-rossi il Mercoledì, 21 ottobre @ 06:00:53 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4610

Kalecki:
"Durante la depressione, sotto la pressione delle masse o anche senza di essa, verranno intrapresi investimenti pubblici finanziati mediante prestiti per prevenire la disoccupazione di massa. Tuttavia, se saranno fatti tentativi per applicare questo metodo allo scopo di conservare l'alto livello di occupazione raggiunto nell'espansione successiva è probabile che verrà incontrata una forte opposizione da parte dei “dirigenti d'impresa”. Come è stato sostenuto la piena occupazione non è affatto di loro gradimento. I lavoratori “sfuggirebbero al controllo” e i “capitani d'industria” sarebbero ansiosi di “dargli una lezione”. Inoltre l'aumento dei prezzi nell'ascesa è svantaggioso per i piccoli e grandi rentiers, e perciò anch'essi sono ostili all'espansione. In tali condizioni è probabile che si formi un potente blocco tra gli interessi delle grandi imprese e dei rentiers e che essi trovino più di un economista disposto a dichiarare che la situazione è evidentemente insana. E assai probabile che la pressione di tutte queste forze, e in particolare delle grandi imprese indurrà il governo a tornare alla politica ortodossa di diminuzione del deficit di bilancio".

ottimo Barnard.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di roberto_fiordaliso il Mercoledì, 21 ottobre @ 06:04:22 CDT
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Buon articolo, ne servirebbe a seguire un altro che spieghi in parole molto molto molto povere, la relazione tra le coscie che sgambettano nei varietà e l'impoverimento costante che ha portato a tutto ciò. Finchè la gente non sa dove sbaglia e non impara a vedere i "filoni" di pensiero e non solo idee isolate, la colpa sarà sempre e solo dei vari Silvi (per loro).


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Davide71 il Mercoledì, 21 ottobre @ 06:07:04 CDT
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Ciao a tutti: mi spiace ma Barnard ha semplicemente dimostrato di non avere capito cosa sia la destra e la sinistra. Se lo avesse capito avrebbe capito che quella morta e sepolta é la DESTRA non la sinistra. La grande invenzione del socialismo totalitario moderno è proprio quella di abolire la parola stessa "sinistra" perché così impedisce a chiunque di osservare il suo contraltare, la destra, negandogli perciò stesso la possibilità di qualunque OPPOSIZIONE. La propaganda ci martella dicendo che Berlusconi è di destra? E gli credete? BRAVI! Avete proprio capito tutto! L'errore madornale di Barnard è la convinzione che la destra sia il male e la sinistra sia il bene. Niente di più falso. Non esiste nessuna relazione tra le due coppie di concetti. Comunque è solo uno dei milioni di equivoci e confusioni di cui abbonda il testo, e ci metterei una vita a evidenziarli tutti. Per coloro che volessero sapere cosa sia veramente una visione di destra moderna consiglio la lettura delle opere di Hayek. Per gli appassionati di economia consiglio di fare un salto sul sito di Usemlab e farsi una cultura di Economia Austriaca. Se per caso si accorgono di avere di fronte qualcosa completamente estraneo alla loro mentalità sappiano che ciò succede perché, nella loro testa, la destra è morta! Un esempio: secondo voi il LIBERO sviluppo dell'individualità e l'indirizzamento lavorativo verso la propira naturale inclinazione è di destra o di sinistra? Ve lo dico io: è di destra! Invece prendere un bambino e ficcare il suo culo tra i banchi per 13-16-18 anni senza mai verificare se è adatto allo studio oppure no è di sinistra (estrema). Sarebbe di sinistra (positiva) favorire le sue naturali inclinazioni con una formazione adeguata indipendentemente dal fatto che il bambino possa permettersela. Questo mi va bene. QUESTA SINISTRA mi piace e sostengo. Ma oggi ti dicono cosa devi imparare e per quanto tempo, cosa dovrai fare da grande (le professioni del futuro, impresa internet inglese). Ti daranno una bella carta di credito tramite la quale fare tutti i tuoi acquisti, tanto per sapere cosa spendi e dove...magari la carta di credito te la ficcano sulla schiena così non puoi neanche togliertela! Sveglia ragazzi, il primo nemico ce l'avete in testa e ve l'hanno infilato tra i banchi di scuola! P.S. scommetto che siete tutti convinti che la democrazia sia di sinistra, vero?


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Tetris1917 il Mercoledì, 21 ottobre @ 06:25:16 CDT
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Caro Barnard, ho stampato e letto il tuo lavoro qua' sopra ri-proposto. Certamente un lavoro di livello, e comunque incorpora un sacco di spunti interessanti. Tu parti dal 71, e chiamante quello era un periodo di ristrutturazione del sistema. Si veniva da un boom economico, oramai finito e la crisi che poi busserà negli anni avvenire con il prezzo del greggio alle stelle e la disoccupazione galoppante. E soprattutto non dimentichiamo il 71, con il trattato di Bretton Woods, consacrazione totale del dollaro, come carta moneta, da accettare universalmente, e soprattutto il legame residuo dollaro -> oro eliminato. Questo diede impulso all’economia speculativa e/o parassitaria degli anni successivi, e linfatizzò il potere, cosi’ come tu descrivi. Lo stesso comunista napoletano Amadeo Bordiga (uno dei fondatori nel 21 del Partito Comunista d’Italia con la scissione di Livorno), individuava nel periodo 73-74 l’inizio della crisi del sistema, chiaramente lui sperava nella rivoluzione che non si ebbe. Ma le sue analisi molto ci avevano azzeccato, almeno nel mettere insieme le debolezze evidenti del sistema stesso.
Partiamo quindi da quando parli del sindacato, come una struttura che sostanzialmente si era tenuta alla larga dalla stanza dei bottoni, ossia che poneva la lotta dei diritti come elemento fondante. Stiamo parlando del 1971 o giu’ di li’ e stiamo in America. Giusto? Ora con una virata tempo-spazio, ti vorrei portare invece, al 1919-1920 a quello che fu denominato “il biennio-rosso” in Italia. Come ben sai quel periodo, fu il piu’ vicino alla rivoluzione; per svariati motivi:
1) Fine della guerra e fame galoppante
2) Malcontento generale
3) Crisi economica
4) Esempio Russo
5) Classe lavoratrice in evoluzione
6) Partito (inteso quello rivoluzionario) presente
Gia’ allora il nonno del signore che hai messo in foto che sta vicino a Kissinger (il padrino del golpe in Cile del 73) Giovanni Agnelli, auspicava (e realizzava) il controllo del sindacato per scongiurare la rivoluzione. Infatti, nonostante fosse radicalizzato (il sindacato) su posizioni abbastanza di avanguardia, con Buozzi della CGIL; alla fine, nel settembre del 1920 le occupazioni delle fabbriche e del loro controllo attraverso i consigli, fallirono. E la rivoluzione fu scongiurata. Gia’ allora, l’applicazione dei principi di controllo che “assicurasse sostegno e risorse” fu importante per debellare il pericolo rosso. Ma fu ancora piu’ importante, il fallimento del partito rivoluzionario, che si era coagulato intorno agli ordinovisti (Togliatti Gramsci Tasca ecc…) e in forme di sindacato di base e di consigli. Infine ci fu l’intervento ben calibrato del liberal Giolitti. E tutto si risolse nelle solite rivendicazioni di stampo riformista. In questo possiamo dire Barnard, di essere avanguardie rispetto ai tempi e rispetto a quello che dal 71 in poi, prende corpo dall’America che irradia cosi’ i principi universali della politica della classe dominante.

Ciao.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di renatino il Mercoledì, 21 ottobre @ 06:56:54 CDT
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Caro Paolo, ti ringrazio per l'articolo.
Penso che quei capoccioni non abbiano fatto i conti con il pianeta terra, e che le risorse finiranno ben presto!
Possibile che non si accorgono dell'imminente autodistruzione?!
Non sarà tra 10 anni ma nemmeno ne passeranno più di 100, secondo me.
So cosa ne pensi di Obama, ma questa riforma sanitaria che vuole attuare non è che vuole davvero cambiare le regole?! O è solo fumo negli occhi?!


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di redme il Mercoledì, 21 ottobre @ 07:16:25 CDT
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"La lotta va fatta con la stessa intelligenza e con la stessa immensa perizia con cui il Potere ha riconquistato il mondo, e che ho sopra descritto. Contro il bersaglio giusto"..........che sarebbe? ....intendo qualcosa/qualcuno di visibile, da non ricercare nella metafisica del potere...un viso..una sigla....qlc di identificabile............chissà perchè ho un sospetto..


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di oldhunter il Mercoledì, 21 ottobre @ 09:43:50 CDT
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L’articolo di Barnard è non solo molto interessante e davvero ben scritto, ma importante perché chiarisce una volta per tutte le dinamiche di un piano accuratamente studiato da una ristretta elite per giungere al potere assoluto. Dinamiche che ci hanno portato alla disastrosa situazione attuale, quella di una nuova più terribile e totale forma di schiavismo cui le masse in occidente sono oggi tutte supinamente soggette e, per di più, solitamente felici di farne parte. C’è però qualcosa che mi fa storcere il naso: la definizione di destra economica data alla élite massonico-bancaria che ci domina, definizione che corrisponde alla vulgata imperante ripresa anche nelle sue peraltro corrette note da stefanodandrea. Difficile scuotersi di dosso gli slogan creati con la II^ guerra mondiale che persistono per inerzia o poca onestà intellettuale da oltre 60 anni! Come dimenticare che la destra ha avuto la sua fonte dallo stesso socialismo delle sinistra? Che ferie e pensioni obbligatorie, sanità gratuita, come cento altre forme di protezione dei lavoratori, dei deboli, degli anziani, delle donne e dei fanciulli sono realizzazioni della destra? Che il capitalismo era il “nemico” principale di tutte le destre come delle sinistre? Non è questo il momento e la sede per oziosi dibattiti revisionisti o per ripicche storico-politiche, ma andando oltre, a qualcuno sorge il sospetto che quella destra defunta e quell’altrettanto morta sinistra, che pure ha anch’essa infiniti meriti, - ma, guarda caso, ambedue sovvenzionate col denaro di banchieri americani e inglesi - siano stati solo strumenti, come lo sono stati in Italia gli “opposti estremismi” in voga per un ventennio, in un processo che giunge infine al nuovo ordine mondiale che oggi si affaccia prepotente all’orizzonte? Che è indispensabile superare questa divisione artificiosa di destra e sinistra che ha il solo scopo di tenere ancora disunito il popolo? Che la vera rivolta ad un sistema altrimenti inattaccabile è individuale e passa attraverso la presa di coscienza di ognuno? Che alle nostre spalle non c’è più nulla e nessuno, soprattutto non la destra né la sinistra? Che non ci sono capi cui fare riferimento e che ci guidino, padri che ci tengano per mano, maestri che ci illuminino?


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Interconnessioni il Mercoledì, 21 ottobre @ 10:11:00 CDT
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Barnard è di un bravo giornalista italiano, che in questo articolo complesso e articolato ricorda certe ricerche approfondite di D. Icke "Tuttavia" io sto con gli "indiani" Haudenosaunee (Confederazione degli "Irochesi"), quando dicono che i mezzi di resistenza/contrasto/decostruzione-costruzione sono molteplici e perciò il contrasto all'omologazione può venire attuato da subito in svariate forme... ...invece di aspettare Godot! Bene l'appello di Barnard all'unione, quella vera e organizzata. Si cantava: El pueblo unido jama' sera vencido. Progettiamo in tal senso!


 
 


 
 
Forse ... (Voto: 1)
di giosby il Mercoledì, 21 ottobre @ 10:56:27 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.giosby.it/
Dovremmo avere un'alternativa almeno attraente quanto gli oggetti del desiderio proposti.
Il problema del ricatto consumistico è che anche chi è cosciente dell'evanescenza di certi miti del consumo quando poi le richieste arrivano dai suoi figli è portato a cedere per non far sentire suo figlio un "diverso"
Già 30 o 40 anni fa i genitori "illuminati" si chiedevano se potevano comprare la Barbie ai bambini e, anche se non cedevano c'era sempre qualche nonno che colpiva nel segno!
I ragazzi di adesso sono già pesantemente condizionati e molto meno sensibili a quello che potrebbe essere un articolo come questo (non credo che un sedicenne neanche sia in grado di leggerlo fino in fondo)
:-(
Bisognerebbe trovare qualcosa per competere con tutte le attrazioni del luna park industriale nel quale viviamo.
Se pensiamo che milioni di immigrati arrivano qui spinti dalla fame, certo, ma anche dal miraggio del consumismo, mi sembra un po' duretta.
Anche il mito dell'amore è stato sostituito ormai dal consumo del sesso, perciò il concetto di famiglia viene ridotto spesso a pura comodità, quando non distrutta totalmente, anche perché 2 singles consumano necessariamente di più di una coppia.
Forse la chimera di una vita collettiva densa di giochi sociali e relazioni affettive molto allargate potrebbe ancora diventare attraente.
In fondo fare "tribù" è sempre bello!
Di certo proporre la DECRESCITA FELICE non attrae nessuno. A meno che non siamo proprio sul punto di annegare.
Forse dobbiamo proporre qualcosa PER piuttosto che cercare sempre il NEMICO.
Cercare spazi di libertà ancora utilizzabili, ammesso che ce ne siano.
Forse ...


  • Re: Forse ... di roberto_fiordaliso il Mercoledì, 21 ottobre @ 11:04:41 CDT
 
 


 
 
Re: Le vanghe Irochesi (Voto: 1)
di vic il Mercoledì, 21 ottobre @ 11:22:20 CDT
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Siamo nella riserva degli Irochesi, in un lembo di terra dov'e' sepolta la vera costituzione Americana. Un gruppetto di muscolosi Irochesi senza eta' sta lavorando alacremente di vanga. Delle figliole dalla fisionomia sorridente ma decisa canterellano, tenendo loro alto il morale.

V: Augh, vi vedo molto indaffarati, come mai?
tutti in coro: Stiamo scavando.
V: L'ho capito, ma perche'?
tic: Dobbiamo rimettere nella giusta posizione i nostri antenati.
V: Wow!
tic: Ogni giorno si rigirano nella tomba. Siamo esausti.
V: Per Manitu', anche da noi ci sono dei tali che si rigirano, ma nessuno li rimette mai a posto.
tic: Lo sappiamo, ci sono giunti dei messaggi di fumo: Rossi, Spinelli e compagnia bella. Ormai siete fregati come e forse piu' di noi. Tirate fuori le vanghe e rigirate questi vostri antenati.
V: Nessuno sa' piu' cosa sia una vanga, nessuno fa' marketing delle vanghe da noi.
tic: Vi farebbe bene sudare un po'. Tiene tonificato il corpo e la circolazione sanguigna irrora meglio i vari organi.
V: Da noi si usa il bisturi.
tic: Pfui, non serve a nulla!.
V: E allora cosa dobbiam fare in piu', secondo voi?
tic: Fate come noi. Sul far dei tramonti, ops del tramonto, ci sediamo in cerchio attorno ad un pentolone di minestra e discutiamo sul da farsi. Si decide cosa seminare, quanto seminare e dove seminare. Poi si definiscono i nuovi pascoli per i nostri cavalli. Ogni villaggio fa cosi'.
V: Pensavo aspettaste le direttive da Washington.
tic: Ah, per quello c'e' il nostro fochista Pinza Veloce. E' lui che si occupa della carta straccia.
V: Se ho capito bene, fate come conviene a voi e non come conviene agli Yankee di Washington.
tic: Hai dei barlumi d'intelligenza, sporadicamente, viso pallido!
V: Suggeriro' in comune di organizzare delle zuppe anche da noi. Forse vedendo il fumo e sentendo il profumino anche i comuni vicino si mettono a copiarci.
tic: E' cosi' che funziona. Stai alla larga dai tuctuc.
V: I tuctuc? Sono degli uccelli rapaci?
tic: In un certo senso si': sono quelli che voi chiamate burocrati che scrivono facendo tuctuc su quelle strane tastiere zeppe di tasti.
V: Ahah, ho capito. Augh, vi saluto che mi aspetta un minestrone caldo.
tic: Buona fortuna. Tutti per uno, uno per tutti.

Dalla terra degli Irochesi, America, a voi obnubilati d'Europa.



 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Lucettina il Mercoledì, 21 ottobre @ 11:29:38 CDT
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Perfetta analisi, meriterebbe la pagina "Prefazione" dei libri di Storia Contemporanea! Complimenti Paolo per la chiarezza e la potenza della verità che riesci a sviluppare nei tuoi articoli. In conclusione: il Vangelo redatto dai "padri" del Nuovo Ordine Mondiale e le "norme" su cui le èlite degli Stati Occidentali hanno, come dici tu, "cooptato" le "forze" interne politico-sociali è ormai giunto alla sua "naturale" conclusione. I popoli sono ineluttabilmente sottomessi alle regole del mercato e delle lobby che che lo condizionano. Anche la sovranità dei singoli Stati sarà presto (con il Trattato di Lisbona) polverizzata. I Governi assoggettati ai "regolamenti" di cui sopra e ormai collusi/"cooptati" con IL POTERE non potranno più opporsi e avendo suggellato il Trattato saranno costretti a far sopraffare le proteste o i dissensi. Non c'è più niente da fare. L'apice della pianificazione e dei programmi delle èlite è stato raggiunto applicando la "minor coercizione" possibile per il MASSIMO CONTROLLO SOCIALE! Prepariamoci ad assumere la pillolina blu. (Matrix) ......... Basta un poco di zucchero......


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di CarloBertani il Mercoledì, 21 ottobre @ 11:54:17 CDT
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Questo articolo è una pietra miliare per chi affronta l'informazione, e di questo ringrazio Barnard. Scorrendo certi commenti, negli anni, ho avuto l'impressione che i commentatori ritenessero gli "Illuminati" delle specie di società segrete d'incappucciati, roba da Ken Follett o Dan Brown. Invece sono i soliti nomi - Ledeen, Huntington, Perle, Skull & Bones, Nashville Agrarians, Club di Roma... - solo che, grazie al denaro ed al potere, erano e sono organizzati. E ci danno pure "in pasto" i filmati del Bildenberg. Riguardo alle strategie da mettere in atto, la questione è spinosa ed ha molti aspetti. Si potrebbe partire, però, da una constatazione ovvia: anch'essi, espressione della borghesia internazionale, vivono le contraddizioni insite nel loro essere. Da lì, partire, "allargando" sempre di più la "base" dei "coscienti" rispetto all'incoscienza generale. Può sembrar poco, ma qualcosa pur è. Grazie, Paolo.


 
 


 
 
... (Voto: 1)
di maumau1 il Mercoledì, 21 ottobre @ 12:17:37 CDT
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stefanodandrea non si tratta di sottovalutare chi ha sottomesso il mondo si tratta del fatto che lo hanno potuto fare perchè gli avversari(il popolo) è ancora in balia delle sue spinte inconscie più elementari e nessuno gli ha mai insegnato a riconoscerle distinguerle assecondarle o bloccarle(la psicologia è solo una grossa mistificazione che trasforma in malattia quello che spesso non lo è ma è un semplice bisogno di spriritualità e creatività che la società ovviamente censura)... su cui costoro hanno fatto leva.. quindi sfruttando ed esasperando spinte inconscie negative.. e portando all'eccesso(quindi negativo)spinte inconscie di per se positive(penso alle droghe nell'arte e poi nei giovani assecondando il bisogno spirituale di creativitàma trasformandolo in istinto autodistruttivo) si tengono in pugno masse di persone senza ricorrere alle armi(sarebbe impossibile visto la massa di persone coinvolte) anzi come dire si tengono in pugno da sole... Un esempio per tutti,tempo fa per far lavorare gli schiavi nei campi c'era bisogno di catene,oggi per far lavorare 16ore al giorno(turni e straordinari)di notte e di giorno senza sicurezza(più probabilità di morte che non in un innocuo campo di cotone) con paghe misere e pochissime ore restanti per vivere fuori dal lavoro... non solo non c'è bisogno di catene,ma anzi l'operaio-lavoratore-moderno schiavo prega in ginocchio per il lavoro e per non farsi licenziare... eppure prima ci volevano guardie gente che sparava a chi fuggiva oggi le guardie ci vogliono per tenere gli operai fuori dalla fabbrica o dal luogo di lavoro... addirittura per tali lavori occorre anche a volte conoscenze raccomandazioni qualcuno concede anche favori sessuali... basterebbe questo per capire cosa fanno i controllori come sono riuscti ad arrivare a ciò... non è controllo mentale (c'è anche quello ovviamente che agisce sulla parte razionale)è controllo dell'inconscio dei suoi archetipi che la mente umana razionale(anche quella controllata)non riesce a sottoporre a vaglio... Esaminiamo un pò di questo controllo. Bisogno di spiritualità ,arte,creatività,rottura degli schiemi convenzionali... questo di per se sono spinte positive ,ma con l'introduzione delle droghe(veicolate da veri creativi,appunto artisti che non per nulla fanno presa soprattutto sui giovani) ed anche delle sette ,della New Age,ecco che si è trasformato in spinta negativa verso l'autodistruzione e soprattutto verso il distacco dall'attivismo per mutare la società ed alcune sue regole impostate appunto a vantaggio dei controllori...mentre si era partiti alla ricerca della spiritualità e ci si ritrova fottuti.. Altre spinte positive come quello della famiglia è stata trasformato nel familismo ossia la famiglia come clan(da cui la famiglia mafiosa lo è per antonomasia)del difendere chi è dentro con ogni mezzo ed eliminare chi è fuori ,il che creando divisione nella società facilità il controllo(divide et impera dicevano i romani http://it.wikipedia.org/wiki/Divide_et_impera#Nel_mondo_moderno ) La spinta positiva alla realizzazione delle proprie aspirazioni è stata trasformata in una specie di mors tua vita mea,in cui ognuno insegue il profitto proprio non importa con quali mezzi ed ai danni di chi(basta vedere cosa hanno combinato i trader pagati milioni dalle banche,appunto i controllori!). La spinta alla riproduzione ed alla sessualità(sana entro certi limiti)è divenuta una merce si scambio e di favori o un fine per dimostrare il potere di una persona. La spinta alla sopraffazione (di chi è di opinione opposta e che ostacola i proprii fini)spinta negativa ma innata nell'uomo sin da caino ed abele è divenuta regola tollerata e difesa dai media,penso alle guerre preventive che nascondo il nuovo imperialismo. La paura della povertà,spesso ingiustificata, e della solitudicne la ricerca dell'abbondanza ossia la cornucopia (sentimenti da sempre presenti nell'inconscio dell'uomo )vengono esasperati dai falsi modelli creati dai controllori il che porta alla depressione (e quindi impossibilità di cambiare i modelli della società) o alla completa schiavitù rispetto al controllore che finisce per dettare i tempi ed i modi della vita di quelle persone ,illudendole col successo o deprimendoli con gli insuccessi(penso ai personaggi meteore delle tv,ma anche di personaggi importanti dello spettacolo che sebbene ricchi e famosi divengono schiavi della presenza in tv) o rendedoli felici facendogli trovare un lavoro e poi deprimerli licenziandoli..divenendo di fatto i padroni della loro vita(ecco perchè ad esempio a l'Aquila dopo lo shock del terremoto,le persone invece di ribellarsi e protestare contro le rassicurazione della protezione civile poi tramutatesi in tragedia,o i ritardi della costruzione delle abitazione,ha invece alle votazioni europee premiato il premier... per comandare le persone c'è bisogno di uno shock ci quello che è stato un vero esperimento di controllo di massa!) Se non si capisce tutto questo il resto è inutile...come dire usano un pò una tecnica judo che fa leva sul peso dell'avversario contro se stesso.. sanno come toccare le leve dell'inconscio collettivo e lo fanno e quindi ci rendono schiavi del nostro inconscio non ci sono armi o catene.. e se si accorgono che la gente si evolve e quindi quelle leve funzionano meno...prendono le persone più controllate le mettono a lavorare nella politica nelle multinazionali di armi e farmaci e gli fanno produrre mezzi per sottomettere la parte della popolazione che non è più controllabile.. penso ai vaccini... Un esempio chiaro di controllo mentale è quello fatto mediante infiltrazione di gruppi terroristici i quali partendo spesso da legittime spinte di difesa delle loro idee vengono usati e strumentalizzati... penso alle brigate rosse,la base ci credeva,ma i capi erano tutti infiltrati.. spesso è cosi' anche nei movimenti terroristici...Bin Laden(la famiglia e quindi indirettamente con Osama,ma rinnegato dalla famiglia)faceva affari con Bush ma magari chi fa parte della rete esegue gli ordini contro gli USA perchè crede a Bin Laden che però viene usato come mezzo per legittimare gli attacchi a stati sovrani.. ciao


  • Re: ... di stefanodandrea il Mercoledì, 21 ottobre @ 13:06:52 CDT
 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di walterkurtz il Mercoledì, 21 ottobre @ 12:22:30 CDT
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Articolo ineccepibile come se ne dovrebbero leggere di più su CdC e non solo...


 
 


 
 
... (Voto: 1)
di maumau1 il Mercoledì, 21 ottobre @ 12:46:07 CDT
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dimenticavo nel libro falso dei savi di sion di parla proprio di questo..come controllare i gentili(ossia i non sionisti)facendo leva sulle sue spinte inconscie.. naturalmente non erano gli unici a saperlo..


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di alessio il Mercoledì, 21 ottobre @ 13:07:59 CDT
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Questo è il mio primo intervento. comincio col dire che un articolo cosi prima o poi qualcuno lo doveva fare , grazie . Per gli interessati e chi volesse approfondire , su youtube ci sono due documentari tradotti in italiano da blackmud23 "macchine della felicità" 6 episodi http://www.youtube.com/watch?v=N3vAHoJk8H8 . e "ingenieria del consenso " dove solo qualche giorno fà è stato fatto l'upload dell'ultimo episodo che troverete nel suo canale.


 
 


 
 
Re: Politica regolare platonica (Voto: 1)
di vic il Mercoledì, 21 ottobre @ 14:29:01 CDT
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Rieccoci in Siberia. Il soggiorno fa' un gran bene al nostro PB. Seppur sempre magro, la sua costituzione e' quella, sana, altro che la costituzione dell'UE, PB ha l'aria scattante e soddisfatta.

V: Tutto bene signor Paolo? La vedo ben colorito.
PB: Dobro, dobro. Qui posso concentrarmi come piace a me. Nessuno che mi disturbi con le solite tiritere.
V: Ho sentito delle voci di corridoio. Si sussurra che lei stia studiando di nascosto il mandarino, e' vero?
PB (succhia uno spicchio d'arancia Israeliana): Si', e' vero. Sconfino regolarmente in Cina per prendere dei corsi di lingua. Poi, non dovrei dirlo, ma mi son fatto pure una morosa li'.
V: Per quello sprizza salute!
PB (ride sotto sotto): Beh, ho anche un secondo motivo.
V: Ce lo riveli.
PB: Voglio studiare le societa' segrete Asiatiche. Avra' sentito parlare della Commissione Tetraedrale.
V: No. Vagamente di quella Dodecaedrale, ma non ne so piu' di tanto.
PB: Le spiego: la Commissione Tetraedrale (in scrittura ideografica pre-asiatica: Tetra-id-ra-lee), da quel che sto scoprendo, si riunisce regolarmente nei paesi asiatici, India compresa, per discutere le strategie politiche planetarie.
V: Mi sembra logico. Saran loro a tirare la baracca, ben presto.
PB: Infatti in queste riunioni segrete, di cui sono venuto a conoscenza tramite lo zio della mia morosa, zio che fa' l'archivista nella biblioteca imperiale del popolo cinese, insomma, non dovrei dirlo ma lo dico: stanno preparando le strategie di dominio mondiale.
V: Acciderba! PB: Essi'. Il bello e' che le stanno gia' provando in piccolo, per modo di dire.
V: Cioe'?
PB: A casa loro. Sono molto facilitati perche' non devono spendere inutili forze mimetizzandosi dietro una facciata democratica.
V: Gia'. Ha letto i verbali delle riunioni?
PB: Mi serve un po' di tempo, sto ancora mandando a memoria l'alfabeto.
V: Conosco la sua tenacia. Ce la fara'.
PB (gongola sotto sotto): nel 2030 il mio articolo manoscritto in mandarino cinese sulla Commissione Tetraedale sara' pronto. Allora tutti capiranno come mai negli anni 10 del terzo millennio di Nostro Signore Gesu' Cristo ci fu' quel collasso spontaneo di tutte le torri occidentali su se stesse. Il terreno era stato preparato dalla fine psicologia di massa della Commissione Tetraedrale, che aveva piazzato le sue pedine nei gangli decisionali mondiali. V: Poffarbacco, devo imparare il cinese allora.
PB (si crogiola sotto sotto): Eh gia', le conviene far girar la testa a qualche Cinesina, cosi' accellera la fase d'apprendimento. Le consiglio quelle di montagna. C'e' la cugina della mia morosa che va' matta per quelli un po' strani come lei.
V: Grazie del consiglio. Intanto aspetto sue novita' sulla Tetraedrale.
PB: Ci conti.

Sbucciando un mandarino, vi saluto strizzando gli occhi dal confine Russo-Cinese, a voi paesello.



 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di giop il Mercoledì, 21 ottobre @ 14:54:34 CDT
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E invece per me non ci siamo, stavolta Barnard hai toppato, ma non ti biasimo http://antiglobal.altervista.org/wordpress/ purtroppo paghiamo ancora i condizionamenti, la vera partecipazione è ancora da venire.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di bluerik3 il Mercoledì, 21 ottobre @ 17:02:11 CDT
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Bellissimo articolo, secondo me però pace, tolleranza, interesse collettivo, amore libero e libero pensiero, non sono mai state e non saranno mai esclusivamente di un partito, ma solamente di un determinato tipo di persone.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di gipex il Mercoledì, 21 ottobre @ 17:31:56 CDT
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Un Articolo da 10 e lode (l'avevo letto in anteprima sul sito di Barnard e lo aspettavo con ansia su CDC per leggere i commenti)....leggendolo mi son venuti i brividi. Grazie caro Barnard e 1000 di questi articoli. Anch'io consiglio di leggere l'articolo su luogocomune http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3379. Gipex


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Suerte il Mercoledì, 21 ottobre @ 18:06:21 CDT
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Cari con-Sudditi e carissimo Barnard,

il problema è sempre lo stesso: c'hanno fregato una "S".
Si perchè dalla nobile DEMOS-CRAZIA greca, siamo passati alla DEMO-CRAZIA anglosassone, che già dal nome lascia subito intuire trattarsi di fiction, simulazione, "demo" appunto.
Dobbiamo con tutte le nostre forze riconquistare quella "S" prima possibile secondo me, per evolverci in con-Sovrani.

Personalmente credo fermamente che la soluzione sia qui:

listapartecipata.org [listapartecipata.org]

Tramite questa particolare lista civica, organizzabile per qualsiasi livello ordinativo (parlamentare/regionale/provinciale/comunale etc etc..), si concretizza, fin da subito, il concetto di DEMOCRAZIA DIRETTA, la forma più saggia, anche secondo me, di possibile organizzazione sociale.

Partiamo dal semplice/locale/basso, cioè dalle Pubbliche Amministrazioni a noi più vicine: quelle COMUNALI, dov'è più semplice e diretto sia intervenire nei "processi decisionali" e sia verificare/valutare i risultati ottenuti.
Questo vento nuovo di trasparenza e partecipazione, per effetto domino, investirà anche le amministrazioni a livello superiore.

Sul sito web della LISTA PARTECIPATA si trova tutto il necessario (fac-simile di statuto costitutivo, stampati, riferimenti normativi, moduli raccolte firme, software free per la gestione della lista partecipata etc etc..) per riprenderci, se veramente lo vogliamo, la nostra piccola fettina di sovranità, strappataci dai nostri "rappresentanti politici" e purtroppo, PALESEMENTE mal gestita.

Salud y felicidad a todosssssss


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Earth il Mercoledì, 21 ottobre @ 22:50:32 CDT
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Masterpiece.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di fm il Giovedì, 22 ottobre @ 05:20:30 CDT
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Ottimo articolo. Grazie per gli spunti di riflessione e le informazioni in esso contenuti.

Avrei una domanda sul "come". Come immagini, come immaginate, che una tale lotta dovrebbe essere organizzata? Quale potrebbe essere una strategia per iniettare "l'antidoto"?

Il movimento altermondialista non potrebbe essere un counter-think-tank-economico da cui poter partire?

Io penso che molte persone che si trovano in sintonia e percepiscono il problema anche dal buon punto di vista poi si trovano impotenti perche` non hanno dei riferimenti su "cosa fare" e, soprattutto, "come farlo". Voi cosa fate? E come lo fate?

Grazie.



 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di mat612000 il Giovedì, 22 ottobre @ 05:37:44 CDT
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Quando non si va a impelagare in noiose e sterili polemiche personali Barnard scrive anche cose interessanti. Speriamo bene...


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di gelsomino il Giovedì, 22 ottobre @ 09:33:40 CDT
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Che palle 'sti "guru" dell'informazione alternativa !


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di marco08 il Giovedì, 22 ottobre @ 11:55:29 CDT
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Grande articolo, questa volta mi inchino alle tue nozioni che hai cosi ben saputo articolare.Se quello che tu dici è vero, e sono sicuro che gran parte lo è , allora siamo fottuti, comunque io credo che la denuncia nei confronti di certi personaggi anche se come tu dici sono solo parte del sistema, sia legittima e soprattutto sia la più raggiungibile perchè essi sono la parte più visibile, d' altronde in battaglia si combatte contro i soldati comandati dai loro luogotenenenti i generali rimangono sempre defilati, forse è proprio questo quello che ci manca dei punti di riferimento nei quali confluire i nostri sforzi, il popolo da solo non può arrivare a tanto pensa che come tu dici ci sono voluti 35 anni per portarci all' apatia come pensi che si possa recuperare la forza e nuovi stimoli solo sulla base di queste seppur cosi belle e notevoli nozioni. Comunque grazie per l' articolo veramente notevole.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di Aldebaran il Venerdì, 23 ottobre @ 17:12:47 CDT
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Finalmente Barnard; aspettavo questo tuo articolo da molto tempo.


 
 


 
 
Re: ECCO COME MORIMMO (Voto: 1)
di radisol il Domenica, 25 ottobre @ 17:25:28 CDT
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Conosciamo bene Paolo Barnard ... è bravo in alcuni casi e del tutto delirante in altri .... in più, anche per le innegabili puttanate subite in Rai quando lavorava a Report, è sempre portato al vittimismo personale ed al "benaltrismo" ... ci si incazza per l'ultima puttanata di Berluskoni o di qualunque altro governante ..... per Barnard il problema vero è sempre un altro .... il nemico è sempre così lontano ed irraggiungibile che non vale la pena fare nessuna battaglia .... in qualche modo è così anche in questo caso .... Le cose che dice Barnard in questo articolo sono vere ... il ruolo della Trilateral è noto sin dai primi anni settanta ... ricordiamo paginoni del settimanale "Lotta Continua" su questo ... Ma ci sono state anche un sacco di variabili ... se nel 1975 qualche testa d'uovo negli Usa o anche in Europa si inventava quanto dice oggi Barnard ... è anche vero che nello stesso anno caddero pure, in Europa, i tre regimi fascisti che esistevano ... Grecia, Spagna e Portogallo ... senza che gli Usa, tramortiti dallo scandalo Watergate e dalla sconfitta in Vietnam, fecero nulla per evitare questa caduta .... ed in Portogallo, dalla caduta del regime, nacque anche il più significativo tentativo, certo confuso e contraddittorio, di fare una rivoluzione in Europa nel secondo dopoguerra ..... Insomma, non esageriamo col "complottismo" ... non perchè i "complotti" non esistano .... ma perchè, persino oggi nel mondo di merda in cui viviamo, nascono fenomeni del tutto imprevedibili che rendono difficile la riuscita dei "complotti"... chi avrebbe mai pensato, nel 1975, che oggi in pressochè tutta l' America Latina vi sarebbero stati governi di sinistra ed anche di sinistra estrema ? e che, proprio in questi giorni, l'ex leader dei Tupamaros rischia di diventare presidente dell' Uruguay ? Come se Curcio o Moretti fossero eletti oggi premier in Italia con regolari elezioni .... Ma il problema di Barnard è sempre "oltre" ... è sempre "ben altro" .... adesso si è fissato col trattato di Lisbona, senz'altro grandissima puttanata, su questo non c'è dubbio ... ma buttando tutto su Lisbona poi diventa inutile, nella isterica logica di Barnard, combattere Berluskoni o Sarkozy o chiunque altro .... tanto i governi nazionali non contano più niente .... No, cari amici ... lungi da noi i personaggi alla Barnard .... predicano solo inevitabili sconfitte e quindi l'onnipotenza del potere .... e rischiamo poi di ritrovarceli a dirigere qualche talk-show della Mediaset .... è già capitato con altri .... E comunque, per prevedere il ruolo devastante dei media ed in particolare della "televisione commerciale", bastava ed avanzava, già nel 1975, la acuta lungimiranza di Pasolini ....


 
 


 
 
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