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  LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI
Postato il Giovedì, 15 ottobre @ 18:10:00 CDT di davide
 
 
  Italia DI DON PAOLO FARINELLA
mir.it/servizi/ilmanifesto

Il mio nome è Paolo Farinella, prete della Chiesa cattolica residente nella diocesi di Genova. Come cittadino della Repubblica Italiana, riconosco la legittimità formale del suo governo, pur pensando che lei abbia manipolato l’adesione della maggioranza dei pensionati e delle casalinghe che si formano un’idea di voto solo attraverso le tv, di cui lei ha fatto un uso spregiudicato e illegittimo.

Lei in Italia possiede tre tv e comanda quelle pubbliche nelle quali ha piazzato uomini della sua azienda o a lei devoti e proni. Nel mese di agosto 2009 ha inaugurato una nuova tv africana, Nessma, a cui ha fatto pubblicità sfruttando illecitamente la sua posizione di presidente del consiglio e dove ha detto il contrario di quello che opera in politica e con le leggi varate dal suo governo in materia di immigrazione. Se lei è pronto a smentire, come è suo solito, ecco, si guardi il seguente filmato e giudichi da lei perché potrebbe trattarsi di Veronica Lario travestita da lei: http://www.youtube.com/watch?v=Se3yqycsMyg&feature=video_response

Faccia vedere il video ai suoi amici leghisti e nel frattempo ascolti cosa dice il sindaco di Treviso, lo sceriffo Giancarlo Gentilini del partito di Bossi, ad un raduno del suo partito xenofobo dove ha esposto «Il vangelo secondo Gentilini» con chiarezza diabolica: «Voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari. Voglio la rivoluzione contro i bambini degli immigrati. Ho distrutto due campi di nomadi e ne vado orgoglioso. Voglio la rivoluzione contro coloro che vogliono le moschee: i musulmani se vogliono pregare devono andare nel deserto, ecc. ecc. Questo è il Vangelo secondo Giancarlo Gentilini (sindaco di Treviso): “Tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri, ma non avanzerà niente”». Questo il link con la sua voce in diretta; si prepari ad ascoltare il demonio in persona: http://www.youtube.com/watch?v=_WCZNQJkV3E&feature=related

Legittimità elettorale e dignità etica

Riconoscere la legittimità del suo governo, con riserva etico-giuridica, non significa riconoscere anche la sua legittimità morale a governare il Paese perché lei non ha alcuna cultura dello Stato e delle sue Istituzioni, ma solo quella di difendere se stesso dalla Giustizia e i suoi interessi patrimoniali che sotto i suoi governi prosperano alacremente. Il conflitto di interessi pesa come un macigno sulla Nazione e la sua economia, ma lei è bravo ad imbrogliare le carte, facendolo derubricare nella coscienza della maggioranza che ne paga le conseguenze economiche e democratiche. Cornuti e mazziati dicono a Napoli.

Quando la sua maggioranza si sveglierà dall’oppio che lei ha diffuso a piene mani sarà troppo tardi e intanto il Paese paga il conto dei suoi avvocati, nominati da lei senatori, cioè stipendiati con soldi pubblici. Allo stesso modo stiamo pagando i condoni fiscali che lei si è fatto su misura sua e della sua azienda, sottraendo denaro al popolo italiano. In morale questo viene definito come doppio furto.

Da quando lei «è sceso in campo», l’Italia ha iniziato un degrado inesorabile e costante che perdura ancora oggi, codificato nel termine «berlusconismo» che è la sintesi delle maledizioni che hanno colpito l’Italia sia sul piano economico (mai l’economia è stata così disastrata come sotto i suoi governi), su quello sociale (mai si sono avuti tanti poveri, disoccupati e precari come sotto i suoi governi), e su quello civile (mai come sotto i suoi governi è sorta la categoria del «nemico» da odiare e da abbattere). Lei, infatti, usa la menzogna come verità e la calunnia come metodo, presentandosi come modello di furbizia e di utilizzatore finale di leggi immorali e antidemocratiche come tutte quelle «ad personam».

Nei confronti dell’ultima illegalità, che grida giustizia al cospetto di Dio, il decreto 733-B/2009, che segna una pietra miliare nel cammino di inciviltà e di negazione di quelle radici cristiane di cui la sua maggioranza ama fare i gargarismi, sappia che siamo cento, mille, diecimila, milioni che faremo obiezione di coscienza all’ignobile e illegale decreto, pomposamente detto «decreto sicurezza»: diventeremo tutti clandestini e sostenitori dei cittadini di altri Paesi, specialmente africani, in quanto «persone», anche se clandestini, a costo della nostra vita. Dobbiamo ubbidire alla nostra coscienza piuttosto che alle sue leggi razziali e disumane. La legge che definisce l’immigrazione come illegalità è un insulto a tutte le Carte internazioni e nazionali sui «diritti», un vulnus alla dottrina sociale della Chiesa e colloca l’Italia tra le nazioni responsabili delle stragi degli innocenti, perseguitati e titolari del diritto di asilo.

Essere «alto» ed essere »grande»

Lei non è e non sarà mai uno «statista» se sente il bisogno di fare vedere alle sue donnine i filmati che lo ritraggono tra i «grandi». Per essere «grande», non basta rialzare le suole delle scarpe, ma occorre avere una visione oltre se stesso, una visione «politica» che a lei è estranea del tutto, incapace come è di vedere oltre i suoi interessi. Per potere emergere dallo squallore in cui lei è maestro, ha profuso a piene mani il virus dell’antipolitica, il qualunquismo populista, trasformando la «polis» da luogo di convergenza di ideali e di interessi a mercato di convenienza e di sopraffazione. Lei, da esperto di vecchio pelo, ha indotto i cittadini ad evadere il fisco che in uno Stato democratico è prevalentemente un dovere civile di solidarietà e per un cristiano un obbligo di coscienza perché strumento di condivisione per servizi essenziali alla corretta e ordinata convivenza civile e sociale. Durante il suo governo le tasse sono aumentate perché incapace di porre un freno alla spesa pubblica che anzi galoppa come non si è mai visto.

Non faccia confusione tra «essere alto» e «essere grande», come insegna Napoleone che lei ben volentieri scimmiotta, senza riuscire ad eguagliare l’ombra del dittatore.

Lei non può negare di essere stato piduista (tessera n. 1816) e forse di esserlo ancora, se come sembra, con il suo governo cerca di realizzare la strategia descritta nei documenti sequestrati al gran maestro Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi (Comunicato Ansa del 17 marzo 1981 ore 12:18, da cui emerge il suo numero di tesserato; cf intervista di Licio Gelli su Repubblica.it del 28-09-2003).

La maledizione italiana

A lei nulla importa dei valori religiosi, etici e sociali, che usa come stracci a suo comodo esclusivo, senza esimere di vantarsi di essere ossequioso degli insegnamenti etici e sociali della Chiesa cattolica, di cui si è sempre servito per averne l’appoggio e il sostegno. Partecipa convinto al «Family-Day» in difesa della famiglia tradizionale, monogamica formata da maschio e femmina e poi ce lo ritroviamo con prostitute a pagamento che registrano la sua voce nel letto di Putin; oppure spogliarelliste che lei ha nominato ministre: è lecito chiedersi, in cambio di cosa? Come concilia questo suo comportamento con le sue dichiarazioni di adesione agli insegnamenti della Chiesa cattolica? La «corrispondenza d’amorosi sensi» tra lei, il Vaticano e la gerarchia cattolica è la maledizione piombata sull’Italia ed una delle cause del progressivo e costante allontanamento dalla Chiesa delle persone migliori. I prelati, come sempre nella storia, fanno gli affari loro e lei che di affari se ne intende si è lasciato usare ed ha usato senza scrupoli offrendo la sua collaborazione e cercando quella della cosiddetta «finanza cattolica» legata a doppia mandata con il Vaticano. Se volesse avere la documentazione si legga il molto istruttivo saggio di Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel, «L’unto del Signore», BUR, Rizzoli, Milano 2009.

Gli ecclesiastici, da perfetti «uomini di mondo, hanno capito che con lei al governo potevano imporre al parlamento leggi e decreti di loro interesse, utilizzandolo quindi come braccio secolare. Per questo obiettivo, devono però rinunciare alla loro religiosità e adeguarsi alla paganità del potere che esige la contropartita. Lei, infatti, è sostenuto dall’Opus Dei, da Comunione e Liberazione e da tutte le organizzazioni e sètte cattoliche che si lasciano manovrare a piacimento con lo spauracchio dei«comunisti» e con l’odore satanico dei soldi.

Il Vaticano e i vescovi, non essendo profeti, ma esercenti gestori di una ditta pagana, non hanno saputo o voluto cogliere le conseguenze nefaste che sarebbero derivate al Paese da questo connubio incestuoso; di fatto sono caduti nella trappola che essi stessi e lei avevate preparato. L’incidente di Vittorio Feltri, da lei, tramite la famiglia, nominato direttore del suo «Il Giornale» con cui uccide sulla pubblica piazza Dino Boffo, direttore di «Avvenire» portavoce della Cei, va oltre le vostre intenzioni e come un granellino di sabbia inceppa il motore. Oppure, secondo l’altra vulgata, tutto sarebbe stato progettato da lei e Bertone per permettere a questi di mettere le mani sulla Cei e a lei di fare tacere un sussurro appena modulato di critica sui suoi comportamenti disgustosi. Senza volersi arrampicare sugli specchi forse si è verificato un combinato disposto, non nei tempi e nelle forme da voi progettato.

Il giorno 7 agosto 2009, in un colloquio riservato con il cardinale Angelo Bagnasco, lo misi in guardia: «Stia attento – gli dissi – e si prepari alla guerra d’autunno perché con la nomina di Feltri al Giornale di Berlusconi (20-07-2009), la guerra sarà totale e senza esclusione di colpi. Berlusconi non può rispondere alle domande di la Repubblica e non può andare in TV a dare spiegazioni. Può continuare a negare sulle piazze per gli allocchi, ma nemmeno lui, menzognero di professione potrebbe negare davanti a domande precise e contestazioni puntuali. Per questo non lo farà mai, tanto meno in Parlamento. Non ha che un mezzo: sguazzare nel fango facendolo schizzare su tutti e su tutto, in base al principio che se tutto è infangato, nessuno è infangato». Il cardinale mi guardò come stupito e incredulo, reputando impossibile la mia previsione. Credo che ora si morda le labbra. Eppure credo anche che lei sia finito: per la finanza internazionale e per gli interessi di coloro che lo hanno sostenuto, Vaticano compreso, lei ora è ingombrante e impresentabile e deve essere sostituito, ma lei non cadrà indenne, farà più danni che potrà, un nuovo Sansone in miniatura. Lei sa che deve andarsene, ma sa anche che passerà alla storia non come quel «grande, immenso» presidente che è stato lei, ma come «l’utilizzatore finale di prostitute che altri pagavano per conto suo». Non c’è che dire: lei è un grande in bassezza e amoralità.

Spergiuro

Nella trappola non è caduto il popolo di Dio, formato da «cristiani adulti» che tanto dispiacciono al papa «pro tempore» Benedetto XVI: lei non potrà mai manipolarli come non potrà mai possedere le coscienze dei non credenti austeri, cultori della laicità dello Stato che lei vilipende e svende, sempre e comunque, per suo inverecondo interesse. Lei ha la presunzione ossessiva di definirsi liberale, ma non sa cosa sia il liberismo, mentre è l’ultima caricatura di promettente e decadente comunista sovietico di stampo breshnieviano, capace di usare il popolo per affermare la propria ingordigia patologica di potere. D’altronde il suo amico per la pelle non è l’ex «kgb» Vladimir Vladimirovic Putin, nella cui dacia è ospitato secondo la migliore tradizione comunista italiana?

Dal punto di vista della morale cattolica, lei è uno spergiuro perché ha giurato sulla testa dei suoi figli, senza pudore e alcuni giorni dopo il «ratto di Noemi», ha dato dello stesso fatto diverse versioni differenti, condannando se stesso e la testa dei suoi figli alla pena dello spergiuro che già Cicerone condannava con la «rovina» e l’esposizione all’umana infamia: «Periurii poena divina exitium, humana dedecus – La pena divina dello spergiuro è la rovina e l’infamia/il disprezzo degli uomini»(De legibus, II, 10, 23; cf anche De officis, III, 29, 104;in Cicerone, Opere politiche e filosofiche, a c. di Leonardo Ferrero e Nevio Zorzetti, vol. I, UTET, Torino, 1974, risp. p. 489 e p. 823). Anche il Diritto Canonico, per sua informazione, riserva allo spergiuro «una giusta pena» (CJC, can. 1368), demandata all’Autorità, in questo caso il papa, che avrebbe dovuto comminarle la pena canonica, invece di indirizzarle una lettera diplomatica per il G8 e i suoi «deferenti saluti». Non ci può essere deferenza, tanto meno papale, per un uomo che ha toccato il fondo della dignità politica e morale.

Gli ultimi fatti di Villa Certosa e Palazzo Grazioli hanno sprofondato lei (non era difficile), ma anche l’Istituto Presidenza del Consiglio in un letamaio senza precedenti. Mai l’Italia è stata derisa nel mondo intero (ormai da quattro mesi continui) a causa di un suo Presidente del Consiglio che, su denuncia della moglie, frequenta le minorenni e sempre per ammissione della moglie che lo frequenta da oltre trent’anni, per cui si presume lo conosca bene, è malato e come un dio d’altri tempi esige per la sua perversione, sacrifici di giovani vergini per nascondere a se stesso i problemi del tempo che inesorabilmente passa, nonostante il trucco abbondante.

Affari privati o deriva di Stato?

Lei dice di volere difendere la sua privacy, ma non c’è privacy per uno che ha portato i suoi fatti «privati» in TV attaccando indecorosamente la sua stessa moglie che ha intrapreso la strada del divorzio. Forse lei ha dimenticato che sull’immagine della sua «felice famiglia italiana» lei ha costruito se stesso e la sua fortuna politica ed economica. Lei si comporta per quello che è: uno spaccone che in piazza si vanta di tutto ciò che non ha mai fatto e poi pretende che nessuno ne parli. Se lei mette il segreto di Stato sulle sue ville, queste diventano ipso facto «affare politico» perché lei le usa anche per incontri istituzionali e quindi fanno parte dell’Istituzione della presidenza del consiglio. Lei non ha diritto alla vita privata, quando si comporta da uomo pubblico e promette carriere TV o posti in parlamento a donnine compiacenti che la sollazzano nel suo «privato». Non è lei che ha detto in una intercettazione, parlando con Saccà che «le donne più son cattoliche più son troie»? Può spiegare, di grazia, il significato di queste parole altamente religiose e rispettose delle donne e indicarci a chi si riferiva? C’entrano le due donne che siedono nel suo governo e che si vantano di essere cattoliche: la Carfagna e la Gelmini?


don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova

Lei e suoi paraninfi continuate a dire che si tratta di questioni private senza rilevanza pubblica, sapendo di mentire ancora e senza pudore. Sarebbero affari privati se Silvio Berlusconi non fosse Presidente del Consiglio che alle donnine che gli accompagnano anche a pagamento, non promettesse incarichi in aziende pubbliche (TV) o posti in parlamento se non addirittura al governo. Vorrei chiederle per curiosità: quali sono i meriti e le benemerenze delle ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini per essere assurte, non ancora quarantenni, a posti di rilievo nel suo governo? Perché Mara Carfagna posavanuda o la Gelmini prendeva l’abilitazione in Calabria? Le sue ville sono ancora sotto la tutela del segreto di Stato e quindi guardate a vista da polizia, carabinieri, esercito? A spese di chi? Può ancora dire che sono residenze private? Fu lei in persona ad andare dal suo devoto suddito Bruno Vespa a rispondere pubblicamente a suo moglie, Veronica Lario, rendendo pubblici i fatti che la riguardavano e attaccando sua moglie senza alcuna pietà, facendo pubblicare dal suo «killer mediatico» le foto di sua moglie a seno nudo di quando faceva l’attrice. Non credo che lei possa dire che le sue vicende sono private perché ci riguardano tutti, come cittadini e come suoi «sovrani» costituzionali perché una cosa è certa: noi non abdicheremo mai alla nostra dignità di cittadini sovrani figli orgogliosi della nostra insuperabile Costituzione. Noi non permetteremo mai che lei diventi il «padrone» della nostra dignità.

Per lei è cominciato l’inizio della fine perché il suo declino è iniziato nel momento stesso in cui è andato nella TV di Stato compiacente e, senza contraddittorio, alla presenza del solo cerimoniere e maggiordomo fidato, ha cominciato a farfugliare bugie, contraddizioni, falsità che non hanno retto l’urto dei fatti crudi. Se lei fosse onesto, anche solo per una parte infinitesimale, dovrebbe rassegnare le dimissioni, come aveva promesso nel suddetto, compiacente recital.

Strategie convergenti

Lei può fare affari col Vaticano e chiudere nel cassetto morale e dignità, ma sappia che il Vaticano non è la Chiesa, per nostra fortuna e per sua e vostra disgrazia. Noi, uomini e donne semplici, vogliamo onorare e difendere la nostra dignità e la nostra fede, contro ogni tentativo di manipolazione e di incesto tra altare e politica. Purtroppo lei, supportato da parte della gerarchia, ha fatto scadere la «politica» da arte, a servizio del bene comune, a mercimonio di malaffare e a sentina maleodorante. Le istituzioni cattoliche che lo hanno appoggiato ne portano, con lei, la responsabilità morale, in base al principio giuridico della complicità.

Strana accoppiata: i difensori della moralità ufficiale, costretti a tacere per mesi di fronte a comportamenti indegni e a leggi inique, perché lautamente ricompensati o in vista della mancia promessa. Trattasi solo di un baratto di cui i responsabili dovranno rendere conto. I vescovi hanno ritrovato la parola quando si sono visti attaccare, inaspettatamente, da lei con avvertimenti di stampo mafioso (per interposta persona). La gerarchia, in genere felpata e compassata, in questo frangente è risorta come un sol uomo, arruolando anche il papa alla bisogna, ma cogliendo anche l’occasione per dare corpo alle vendette interne e regolare i conti tra ruiniani e bertoniani. Come insegna l’amabile Andreotti «la vendetta è un piatto che si gusta freddo». Strategie convergenti che hanno sprigionato il disgusto del popolo cattolico e dei cittadini che ancora pensano con la propria testa.

Ripudio

Io, Paolo Farinella, prete mi vergogno della sua presidenza, per me e la mia Nazione e, mi creda, in Italia siamo la maggioranza che non è quella elettorale, ottenuta da una «legge porcata» che ben esprime l’identità della sua maggioranza e del governo e di lei che lo presiede (o lo possiede?). Lei potrà avere il sostegno del Vaticano (uno Stato estero) e della Cei che con il loro silenzio e le loro arti diplomatiche condannano se stessi come complici di ingiustizia e di immoralità. Per questi motivi, per quanto mi concerne in forza del mio diritto di cittadino sovrano, non voglio più essere rappresentato da lei in Italia e all’Estero, io la ripudio come politico e come Presidente del Consiglio: lei non può rappresentarmi né in Italia e tanto meno all’estero perché lei è la negazione evidente di tutto quello in cui credo e spero di vedere realizzato per il mio Paese. sia perché non mi rappresenta sia perché è indegno di rappresentare il buon nome dell’Italia seria, laboriosa e civile e legale che amo e per la quale lotto e impegno la mia vita. Non importa che lei abbia la maggioranza parlamentare, a me interessa molto di più che non abbia la mia coscienza

Io, Paolo Farinella, prete, ripudio lei, Silvio Berlusconi, presidente pro tempore del consiglio dei ministri e tutto quello che rappresenta insieme a coloro che l’adulano, lo ingannano, lo manipolano e lo sorreggono: li/vi ripudio dal profondo del cuore. in nome della politica, dell’etica e della fede cattolica. La ripudio e prego Dio che liberi l’Italia dal flagello nefasto della sua presenza.

Paolo Farinella
Fonte: http://mir.it/servizi/ilmanifesto/s
Link: http://mir.it/servizi/ilmanifesto/sotto-sopra/?p=238
14.10.2009
 
 
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Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di oldhunter il Giovedì, 15 ottobre @ 18:58:45 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Bravo Farinella! Se in Italia ci fossero altri preti coraggiosi come te, ci si potrebbe forse conciliare con quel postribolo che è la chiesa cattolica.


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di robocop il Giovedì, 15 ottobre @ 19:58:50 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.ecolcity.org
Complimenti a Don Paolo Farinella per questo scritto.

Mi associo anche io al RIPUDIO:
DI QUESTO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
DI QUESTO GOVERNO
DELLE MAFIE
DI QUESTA FALSA OPPOSIZIONE
DEL VATICANO
DELLA MASSONERIA DEVIATA
DEL GOVERNO DELLE BANCHE E DI CONFINDUSTRIA
DEI SINDACATI CORROTTI
DELL'EUROPA DEI BANCHIERI
DEI GOVERNI IMPERIALISTI
E DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
E DI TUTTE LE ALTRE ISTITUZIONI CHE COME QUELLE ELENCATE SOPRA AFFAMANO I POPOLI.

RIPUDIO TUTTE QUESTE ISTITUZIONI E GLI NEGO IL MIO CONSENSO A RAPPRESENTARMI.

Questi sono i sentimenti con cui i popoli iniziano le rivoluzioni; chissà che non siano maturi i tempi?

Robocop


 
 


 
 
Re: Lettera di un frate a Cattolusconi (Voto: 1)
di vic il Giovedì, 15 ottobre @ 20:57:14 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Il mio nome e' Giordano Brunella da Nola,

consacrato e poi scomunicato dalla Chiesa Cattolica, cittadino di mezza Europa.
Riconosco la legittimita' formale del governo ecclesiastico, pur pensando che abbia manipolato l'adesione di molti fedeli che si formano un'idea solo attraverso i libri della Bibbia, di cui lei, Chiesa Cattolica, ha fatto un uso spregiudicato, proibendo scritti, detti apocrifi, Veda e altri, ai suoi devoti.

Lei nel continente possiede quasi tutti gli edifici di culto, nei quali ha piazzato uomini della sua azienda o a lei devoti e proni.
Nel mese di agosto ha inaugurato nuovi edifici di culto in Africa e in America Latina, a cui ha fatto pubblicita' sfruttando illecitamente la sua posizione di Chiesa Universale e dove ha detto il contrario di quello che opera e con le leggi varate dal suo potere temporale in materia di immigrazione.

Se lei è pronta a smentire, come è suo solito, ecco, si guardi il seguente filmato e giudichi da lei perché potrebbe trattarsi di Veronica, una delle tre Marie, travestita da lei:

www.coya_atahualpa.pe

Faccia vedere il video ai suoi amici templari e nel frattempo ascolti cosa dice il generale diella Sacra Inquisizione, lo sceriffo Torquemada del partito di Gesu', ad un raduno del suo partito xenofobo dove ha esposto «Il vangelo secondo Pizarro» con chiarezza diabolica: «Voglio la rivoluzione contro gli extracomunitari".

Questo è il Vangelo secondo Torquemada (generale dell'Inquisizione): “Tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri, ma non avanzerà niente”»

ecc. ecc.

Scusatemi ma ho finito l'inchiostro, e devo anche farmi una doccia fresca prima di andare sul rogo che mi avete preparato in Campo dei Fiori.

Giordano Brunella



 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di cesare52 il Venerdì, 16 ottobre @ 00:19:49 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Ce ne fossero di preti come lei. E soprattutto di cittadini con la schiena diritta. Dopo la Forcheri e PBarnard alias etc finalmente una boccata di aria pulita e fresca


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di chiara_dtk il Venerdì, 16 ottobre @ 02:50:16 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Da atea, so che nella Chiesa si sono ancora "cristiani adulti" che vedono, capiscono e resistono, anche se è difficile ricordarsi della loro esistenza quando si assiste al mercimonio dell'appoggio politico della gerarchia cattolica a Berlusconi con le leggi gradite sui temi etici e bioetici (vedi testamento biologico, unioni di fatto, legge contro l'omofobia etc.) Da atea, so che il mio Paese avrebbe bisogno di una Chiesa ben più saggia e ben più semplice di quella attuale. Da atea, ringrazio don Paolo per i suoi sì sì e no no.


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di redme il Venerdì, 16 ottobre @ 02:50:20 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
evvai..c è un prete per ogni stagione....questo, don vitaliano il no global, quello che tutti gli anni dice la messa per mussolini a predappio..la suora ballerina e teresa di calcutta...adesso che non ci sono più soldi escono fuori questi paladini dell'italietta, quando incassano a piene mani (scuola, 8x1000, ici,....)queste voci critiche non si sentono mai....fanno il solito giochetto una volta quà, una volta là.... in realtà i marpioni hanno deciso di abbandonare berlusca (vedi feltri vs cei) e mandano in avanscoperta le avanguardie per creare opinione..e questo sito copre una piccola parte dell'audience abbastanza significativa e relativamente facile da far abboccare......i soliti "sola" il cui unico fine è il mantenimento del loro secolare status quo con i consueti annessi e connessi........ niente di nuovo sotto il sole............cristoregni


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di Tonguessy il Venerdì, 16 ottobre @ 03:07:19 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
"pensionati e.. casalinghe che si formano un’idea di voto solo attraverso le tv, di cui lei ha fatto un uso spregiudicato e illegittimo".
Uso illegittimo della tv? La legge cosa dice al riguardo? Che gli imbonitori, i bugiardi, i millantatori, non possono apparire davanti alle telecamere? Mi risulta sia l'esatto contrario....

"Quando la sua maggioranza si sveglierà dall’oppio che lei ha diffuso a piene mani sarà troppo tardi". Sì, sarà troppo tardi per tutti noi, che saremo morti da un pezzo.
Questo articolo (condivisibile nella sostanza) ha il brutto difetto di analizzare le cose dal punto di vista "spirituale". Ovvero scontro tra morali diverse. Un autentico pantano metafisico, come ha brillantemente stigmatizzato Vic, che saluto.
Meglio attenersi ai soli fatti, che non lasciano scampo.


 
 


 
 
Berlusconi è un dilettante... (Voto: 1)
di oggettivista il Venerdì, 16 ottobre @ 07:20:59 CDT
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...Berlusconi è un dilettante rispetto al capo-mafia a cui professi di essere sottomesso !. Chi ha coperto preti pedofili, mietuto morti per leucemia con la sua radio Erode, chi ha salvato le chiappe a Marcincus, chi prende dallo Stato italiano (quindi anche dalle tasche degli omosessuali, dei comunisti, delle donne che abortiscono etc... che scomunica e contro cui lancia anatemi) più di 6 miliardi di euro, chi sfratta i disabili dagli appartamenti di cui è proprietario per rivenderli a prezzi più alti, chi paga in nero i propri collaboratori http://www.youtube.com/watch?v=_64RLswS0Hc e via elencando ???. E' legittimo e doveroso prendere posizione contro Berlusconi. Ma se questo prete avesse realmente coraggio userebbe lo stesso tono riservato al PdC per attaccare il suo amato Ratzinger.


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di remox il Venerdì, 16 ottobre @ 07:19:06 CDT
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Ma quale prete...Farinella ha abdicato al suo ruolo di sacerdote. Si diverte di più a sproloquiare di etica, politica, sociologia ecc... Sono proprio quelli come lui invece la causa del distacco di alcuni dalla Chiesa....sono preti noiosi, stereotipati, privi di slanci, estremamente materialisti anche se pensano di essere santi (quando ti interessi delle cose dell'aldiqua piuttosto che dell'aldilà sei un religioso materialista proprio come i rabbini). Tra l'altro questo articolo trabocca di eresie pelagiane...(so che molti non sanno neanche di cosa si tratta, tanto va di moda aprire bocca a dargli fiato e parlare di cose di cui si sa poco o nulla, proprio come fa farinella). All'ex prete gli ricordo che verrà giudicato con la stessa misura con cui avrà giudicato e visto che trattasi di sacerdote, il suo giudizio sarà senz'altro più severo. Ma tanto a lui che glie ne frega....ha smesso da tempo di pensare all'aldilà, non ci crede più.


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di cirano60 il Venerdì, 16 ottobre @ 05:33:28 CDT
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Non so chi si nasconde sotto questo abito talare , vale qui il detto l'abito non fà il monaco, ma ho pochi dubbi che non sia un'altro che uno dei pennivendoli venduti al de maledetto : è il solito poutporri di calunnie , falsità, argomenti capziosi, qualunquismo , ipocriti appelli alle nostre radici cristiane. E sì questo "prete" sparge a piene mani " la menzogna come verità e la calunnia come metodo" come lui stesso dice attribuendo questo modus operandi all'altro; proprio come fà la puttana che quando litiga per prima cosa dà della puttana all'altra. E sì nella chiesa - notare il rigoroso minuscolo - prolifica di nuovo il malcostume della simonia nella forma della rendita derivante dell'8 per mille ; ne conosco di figuri come questi che agiscono come svogliati impiegati dello stato italiano sicuri dello stipendio a fine mese ma nel contempo anche insoddisfatti, a proposito a quando un referendum per la abolizione dell'8x1000 così che questi tornino a campare delle offerte dei "fedeli" ? Si ricordi "padre" : '..tutti i peccati saranno perdonati eccetto quelli contro lo spirito... costoro andranno nella geanna dove ci sarà urla e pianti etc...' si regoli..


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di Tetris1917 il Venerdì, 16 ottobre @ 06:28:24 CDT
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La concezione materialistica della storia. Ecco cosa manca a questa analisi. Ma da un prete, molto preparato, non si puo' chiedere tanto!


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di cirano60 il Venerdì, 16 ottobre @ 08:20:05 CDT
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mi domando che aspetta il vaticano a sbattere fuori a calci nel culo questo bell'esemplare di sacerdote che esercita in modo unico le virtù fondamentali di un cattolico attraverso il perdono,la prudenza,la temperanza che guarda l'altro come un fratello da amare e rispettare anche quando erra ma sopratutto evitare di renderlo un non uomo che si può liberamente uccidere senza scrupolo. Invece è questo ciò che questo laido persegue anche con articoli vomitevoli simili che forse cds non avrebbe dovuto pubblicare.


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di lucamartinelli il Venerdì, 16 ottobre @ 09:17:15 CDT
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ho dato un'occhiata al sito del sacerdote che ha scritto l'articolo. ho trovato una quantita' di insulti non motivati, ma è normale che non lo siano, da far paura. dicevo che è normale perchè di solito chi insulta lo fa perche' non ha argomenti da contrapporre nella discussione. ho lasciato da ateo qualche parola di conforto al reverendo. siccome credo che se una persona che non la pensa come me dice qualcosa di interessante io la accetto, ben vengano i preti a sottolineare quello che sottolinea don Paolo. tornando un attimo al suo sito e alla quantità di insulti mi tornano in mente le parole di E. Hoover, mitico capo dell'FBI degli anni 60-70: "lasciate che i nostri nemici gridino. vuol dire che quanto piu' forte gridano tanto meglio noi facciamo il nostro lavoro". saluti a tutti


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di MATITA il Venerdì, 16 ottobre @ 10:55:58 CDT
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va bene,concordo e sottoscrivo il giudizio del prete. non entro nel merito delle vicende descritte e pongo questa semplice domanda,a tutti e anche al prete: una volta che ci siamo liberati di berlusconi che alternativa ci resta? L'opposizione mi fa ancora più rabbrividire,il che è tutto dire


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di glomer il Venerdì, 16 ottobre @ 11:04:58 CDT
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...intanto cominciamo a togliercelo dalle scatole, Silvio!!! Poi chi verrà dopo...non lo so...si vedrà!!! Sinceramente difendere Berlusconi non me la sento proprio...ha voluto strafare...pertanto si merita quello che si merita! Poi, tra fini, casini, franceschini, bersani, di pietro & Company...non sparei proprio chi lasciare sulla "torre"... :-) ;-P


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di adriano_53 il Venerdì, 16 ottobre @ 11:37:47 CDT
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Stupito, ma non troppo, di trovare, in CDC, sempre più sostenitori del Berlusca. La critica a berlusconi viene trattata con la stesso modalità che usa berlusca per i suoi affari giudiziari: se qualcuno accusa, si accusa l'accusatore. Se qualcuno critica , si critica il critico. Barnard docet.

Questa tecnica, detta " sgarbismo", dal nome del suo più noto utilizzatore, non a caso prodotto delle tivù berlusconiane, ha una forte contraddizione al suo interno. Infatti, se da un lato permette, nell'immediato, di nascondere il problema nella polvere della zuffa che scatena, dall'altro, proprio la zuffa che scatena conferisce maggiore peso all'accusa.

Personalmente trovo la lettera di Don Farinella un splendido esempio di coesistenza tra impegno civile e religioso, uno splendido esempio di autonomia intellettuale, e, non ultimo, uno splendido esempio del fatto che la sana e giusta indignazione, quella che non tace, quella che alza la voce per farsi sentire, non è rimasta senza figli in questo paese.


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di adriano_53 il Venerdì, 16 ottobre @ 11:40:01 CDT
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di seguito: non so se la foto è ritoccata, se l'angolo di ripresa è intenzionale, di certo, in questa foto il berlusco è Pinocchio da vecchio.


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di idea3online il Venerdì, 16 ottobre @ 16:06:17 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.idea3online.it/subprime.htm
Ma Lei odia la politica in genere o solo Berlusconi?


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI (Voto: 1)
di Coscienza_di_classe il Sabato, 17 ottobre @ 19:41:02 CDT
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Don Farinella,per quanto sia pienamente condivisibile cio' che dice,la invito a guardare la trave che sta nei suoi occhi invece che la pagliuzza che sta in quelli degli altri.Lei appartiene all'istituzione piu' vecchia ad oggi esistente,cioe' la Chiesa,che si e' macchiata nei secoli dei crimini peggiori:dalle inutili sanguinose e imperialiste crociate al truce sterminio dell'inquisizione,dal colpevole silenzio sui crimini dei nazisti e dei fascisti ai preti pedofili che ancora oggi costituiscono un cancro apparentemente inestirpabile che si e' metastatizzato in tutto il mondo,dagli scandali della banca vaticana ai legami con gli ambienti piu' reazionari e fascisti che siano mai esistiti in Italia,tipo servizi segreti deviati,mafia e p2 e l'elenco sarebbe ancora lungo volendo.Dunque mi domando che titolo avete per criticare gli altri per quanto detestabili?Con quale coraggio parlate di morale quando voi non ne avete mai avuta una?Prima di parlare della puzza che viene dagli altri ambienti non sente il fetore insopportabile che viene dal suo?Con quale faccia tosta parlate di valori etici e religiosi dopo aver ampiamente dimostrato di disprezzarli e calpestarli tutti?Lei ripudi pure il presidente del consiglio e tutti i suoi sgherri ma sappia che il popolo italiano ripudia lei e la sua marcia Chiesa corrotta composta solo da lenoni,pederasti,faccendieri,gangster,truffatori e falsi predicatori come lei.


 
 


 
 
Re: LETTERA DI UN PRETE A BERLUSCONI/ democrazia in pericolo (Voto: 1)
di maristaurru il Domenica, 18 ottobre @ 06:28:25 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.maristaurru.com/
Si la democrazia è in pericolo, siamo un Paese dove pensa, un prete può impunemente dare del MAGNACCIA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ed un giornalista che non sia parte del giusto schieramento non può nemmeno prendere in giro il modo di vestire di un pubblico impiegato, chè questo è un Giudice, un burocrate, un pubblico impiegato un nostro stipendiato, ma non lo si può nemmeno garbatamente prendere in giro, è pericoloso, mentre si possono sbeffeggiare le altre Istituzioni e si può irridere al sentimento religioso di molti Italiani sbeffeggiando il Papa, usando contro di lui immagini, e parole oscene ed offensive. Un politico , purchè ben posizionato può insultare il Presidente della Repubblica, tanto per mettere la ciliegina sulla torta. Si la democrazia è in pericolo e molti di noi ne sono consapevolmente allarmati, degli altri.. bè non vale la pena di curarsi, o sono ciechi e volutamente o sono collusi in un disegno poco pulito


 
 


 
 
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