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MASTER "ENRICO MATTEI" IN VICINO E MEDIO ORIENTE
Il Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente torna all’Università di Teramo. 150 ore di lezioni multidisciplinari, 100 ore di arabo, 1250 ore di studio individuale e/o stages. Frequentabile anche online. Crediti per insegnanti e avvocati. |
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RIVELAZIONI NON AUTORIZZATE
DI MARCO PIZZUTI
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WILLIAM BLUM (The Anti-Empire Report)
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MORTI IRACHENI A CAUSA DELL'INVASIONE
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PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA
Postato il Martedì, 22 settembre @ 18:05:00 CDT di marcoc |
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DI MUNTAZER AL ZAIDI The Guardian
“Non sono un eroe. Ho solo agito come un iracheno che ha visto il dolore e il massacro di troppi innocenti”.
Io sono libero. Ma il mio paese è ancora un prigioniero di guerra. Si è parlato molto di cosa ho fatto e di chi sono io, se si sia trattato di un atto eroico e se io sia un eroe, come per rendere quell’atto un simbolo. Ma la mia risposta è semplice: ciò che mi ha spinto a quel gesto è l’ingiustizia che si è abbattuta sul mio popolo, nonché il modo in cui l’occupazione ha umiliato la mia patria schiacciandola sotto il suo stivale.
Durante gli ultimi anni, più di un milione di martiri sono caduti sotto i proiettili dell’occupazione, ed oggi l’Iraq conta più di 5 milioni di orfani, un milione di vedove e centinaia di migliaia di mutilati. Molti milioni sono senza tetto, sia dentro che fuori dall’Iraq.
Noi eravamo una nazione nella quale l’arabo divideva il pane con il turcomanno, il curdo, l’assiro, il sabeano e lo yazid. Gli sciiti pregavano assieme ai sunniti. I musulmani festeggiavano assieme ai cristiani la nascita di Cristo. E ciò nonostante il fatto che condividessimo la fame, essendo sotto sanzioni per più di un decennio.
La nostra pazienza e solidarietà non ci ha fatto dimenticare l’oppressione. L’invasione, tuttavia, ha diviso anche i fratelli e i vicini di casa. Ha trasformato le nostre case in camere da funerale.
Non sono un eroe. Ma ho un punto di vista. Ho una posizione precisa. Mi ha umiliato vedere il mio paese umiliato; e vedere la mia Baghdad bruciare, la mia gente morire. Migliaia di immagini tragiche rimangono nella mia testa, spingendomi sul cammino del conflitto. Lo scandalo di Abu Ghraib. Il massacro di Falluja, Najaf, Haditha, Sadr City, Bassora, Diyala, Mosul, Tal Afar, ed ogni angolo di territorio martoriato. Ho viaggiato attraverso il mio paese in fiamme e ho visto con i miei stessi occhi il dolore delle vittime, ho sentito con le mie stesse orecchie le grida degli orfani e le vedove. Una sensazione di vergogna mi ha perseguitato come una maledizione, perché ero impotente di fronte a tutto ciò.
Non appena ho terminato i miei impegni professionali nel documentare le tragedie quotidiane, mentre sgomberavo le rovine di ciò che rimaneva delle case irachene, mentre lavavo il sangue che macchiava i miei vestiti, serravo i denti e ripromettevo di vendicare le nostre vittime.
L’occasione si è presentata, ed io l’ho sfruttata.
L’ho fatto per lealtà nei confronti di ogni goccia di sangue innocente versato con l’occupazione o a causa di essa, per ogni grido delle madri in lutto, ogni lamento degli orfani, la sofferenza delle donne violate, le lacrime dei bambini.
Io dico a coloro che mi rimproverano per il mio gesto: sapete in quante case distrutte è entrata la scarpa che ho lanciato? Quante volte ha calpestato il sangue delle vittime innocenti? Forse quella stessa scarpa era la risposta più appropriata quando tutti i valori sono stati violati.
Quando ho tirato quella scarpa in faccia al criminale George Bush, volevo esprimere il mio rifiuto nei confronti delle sue menzogne, per la sua occupazione del mio paese, il mio rifiuto per il suo massacro della mia gente. Il mio rifiuto per il suo saccheggio delle ricchezze del mio paese e la distruzione delle sue infrastrutture. E l’espulsione dei suoi figli in una diaspora senza precedenti.
Se ho fatto un torto al giornalismo senza averne intenzione, a causa dell’imbarazzo che ho creato all’interno dell’establishment, mi scuso. Ciò che volevo fare era esprimere con coscienza viva i sentimenti di un cittadino che vede il suo paese profanato quotidianamente. La professionalità, invocata da alcuni sotto gli auspici dell’occupazione, non dovrebbe avere una voce più alta della voce del patriottismo. Ma se il patriottismo ha bisogno di parlare, il professionista dovrebbe allearsi con lui.
Non ho fatto questo gesto affinché il mio nome possa entrare nella storia o per guadagni materiali. Tutto ciò che volevo fare era difendere il mio paese.
Titolo originale: "Why I Threw the Shoe"
Fonte: http://www.informationclearinghouse.info
Link
19.09.2009
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIOVANNI PICCIRILLO
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| "PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA" | Login/Crea Account | 34 commenti |
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Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati |
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Re: PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA (Voto: 1) di Tonguessy il Mercoledì, 23 settembre @ 00:46:40 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | A quando un atto di coraggio come questo da parte degli italici giornalisti?
Qui al massimo abbiamo Barnard che lancia la sua scarpa contro CDC. |
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Re: PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA (Voto: 1) di cloroalclero il Mercoledì, 23 settembre @ 01:43:29 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | NON ho parole per esprimere l'ammirazione che provo verso quest'uomo. |
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Re: PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA (Voto: 1) di francesco67 il Mercoledì, 23 settembre @ 02:39:57 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Leggendo mi è venuta la pelle d'oca. |
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Re: PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA (Voto: 1) di Sokratico il Mercoledì, 23 settembre @ 03:07:26 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | il "patriottismo " è un frutto sanguinoso, forse l'esito più osceno dei due secoli di "tecnologia politica di controllo e repressione". Ma anche se attraverso la lente distorta del patriottismo, sono lieto che ci sia ancora gente che rischia in prima persona per opporsi a bugie e violenza... Patriafede rappresentano la stessa ansia di riconoscimento e di gregge. Ma anche così, sono ammirato e umile davanti a un uomo semplicemente coraggioso. |
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Re: PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA (Voto: 1) di Matt-e-Tatty il Mercoledì, 23 settembre @ 03:12:22 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Chi ha lanciato la scarpa non è il giornalista ma l'uomo... coraggioso e disperato... davvero lodevole ma con un ferro da stiro sarebbe stato meglio.... |
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.. (Voto: 1) di maumau1 il Mercoledì, 23 settembre @ 04:06:54 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | peccato la prontezza di riflessi di Bush,se l'avesse colpito sarebbe cambiato tutto,in meglio,simbolicamente..come un uomo qualsiasi può ferire il presidente delle lobbie USA..e non parliamo di un uomo come quelli che fecero fuori JFK perchè quelli erano sempre uomini delle lobbie..
parliamo di un uomo comune..della strada..
i giornalisti sono gli unici che possono essere a contatto con gli uomini potenti senza l'intromissione della sicurezza..gli arrivano vicinissimi e potrebbero eliminarli in un batti baleno ecco perchè i giornalisti debbono essere le persone più smidolatte e supine e addomesticate e programmabili del mondo..altrimenti come si potrebbe lasciar loro avvicinarsi ad uomini cosi' potenti e cosi' malvagi che hanno massacrato milioni di civili senza che nell'uomo giornalista venga in mente una vendetta dopo aver visto quei bambini spappolati?
Sono non uomini,ma interessati solo a fama ,soldi ,notorietà,carriera...e quindi non hanno pietà nè il sentimento di vendetta per i deboli nè nulla di eroico...
I giornalisti che invece hanno fatto inchieste scomode o free lance non gli viene permesso di avvicinarsi a costoro,anzi spesso vengono proprio eliminati con la scusa di fuoco amico sul campo di battaglia...
si permette solo agli embedded(che mi piace tradurre per assonanza come imbavagliati)di partecipare raccontare e magari intervistare..
solo che essendo nel mondo arabo gli schemi spesso sono diversi
e magari chi fa il giornalista lo fa perchè interessato alle sorti del suo popolo e per sbaglio non lo si è filtrato ed è finito davanti a Bush..
ciao |
- Re: .. di Tonguessy il Mercoledì, 23 settembre @ 04:14:42 CDT
- Re: embe' di vic il Mercoledì, 23 settembre @ 05:27:40 CDT
- Re: embe' di Tonguessy il Mercoledì, 23 settembre @ 05:58:00 CDT
- Re: embe' di NerOscuro il Mercoledì, 23 settembre @ 11:22:17 CDT
- Re: embe' di Tonguessy il Mercoledì, 23 settembre @ 11:41:15 CDT
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Re: Dichiarata la festa della BefUna (Voto: 1) di vic il Mercoledì, 23 settembre @ 05:01:48 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Il libero e indipendente governo dell'Iraq democratico,
dopo essersi riunito a porte chiuse, emana un comunicato stampa di cui riassumiamo i punti essenziali.
Il governo si rallegra per la pubblicita' meritata di cui godono le suole delle scarpe Iraqene nel mondo. Aver raggiunto un target British come il Guardian ne fa motivo di orgoglio per i sentimenti nazionali. Purtroppo si fatica parecchio a penetrare il muro di gomma Italiano, anche perche' laggiu' preferiscono suole Cinesi, a nostro avviso troppo leggere, perche' non sufficientemente ancorate dalla nostra specialita' di fabbrica, che sarebbe una polverina scura molto pesante, appiccicata ai tacchi.
L'assiduita' volonterosa dei nostri cittadini, cittadine, nonche' neonati, ci ha permesso di raccoglierne in quantita' notevole, che le nostre brave nonne versano nelle calze rimaste orfane dalle scarpe lanciate in aria come benvenuto ai nostri benefattori.
Tenuto conto di questa nuova e felice abitudine, noi governo sovrano dell'Iraq, dichiariamo il sei di gennaio festa nazionale della BefUna.
Abbiamo dovuto fare una concessione con la lieve storpiatura del nome, siccome siamo sponsorizzati fin dalla gloriosa epoca del Golfo da una nota multinazionale che tutti conoscono con l'acronimo di UNO. I soliti casinisti italiani confondono destra con sinistra e dicono ONU.
In occasione della festa, si invitano tutti gli aeroporti ed i possessori di balconi ad appendere bene in vista le nostre rinomate calze multicolori colme della preziosa polverina, nostro orgoglio nazionale. A proposito non spargetela mai sull'olio!
Per un Iraq libero, democratico e indipendente,
affinche' cammini con le sue gambe suoi piedi ormai semiscalzi.
firmato
GLIIQ (Governo Libero e Indipendente dell'Iraq) |
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Re: PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA (Voto: 1) di Eli il Mercoledì, 23 settembre @ 08:38:19 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Muntazer, sei tutti noi! Grande e dignitoso eroe quotidiano, non sai che grande insegnamento hai dato con la tua spontaneità. |
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Re: PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA (Voto: 1) di buran il Mercoledì, 23 settembre @ 09:20:45 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Parole nobili. Un abbraccio virtuale. |
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Re: PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA (Voto: 1) di mikaela il Giovedì, 24 settembre @ 01:46:11 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Grande gesto, pero' 9 mesi di galera piu´le torture.. questa e´la giovane democrazia irachena voluta dagli USionisti.
Il Timeonline dice che gli hanno offerto gia una buona posizione, speriamo che lo risollevi perlomeno in parte dal suo dolore. |
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Re: PERCHE' HO LANCIATO QUELLA SCARPA (Voto: 1) di zizzu il Giovedì, 24 settembre @ 09:54:39 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Un articolo veramente commovente. Un uomo, toccato nel profondo nel vedere lo strazio cui è stato sottoposto il suo paese, reagisce nel solo modo in cui la sua impotenza lo ha costretto, sfruttando il solo spazio possibile che le circostanze gli offrono. E' il sentimento vero di un uomo profondamente libero dentro. La Storia (quella vera!) lo riconoscerà, perchè, se il gesto è modesto, il significato è potente. Sta alla pari con quell'omino cinese che, con una busta da mercato in mano, impediva al carro armato cinese di avanzare nella Piazza Tien An Men di Pechino! |
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@mikaela, gabbiano etc (Voto: 1) di Tonguessy il Venerdì, 25 settembre @ 14:29:37 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | Cos'ha fatto di straordinario Muntazer? Ha capito esattamente chi era il VERO responsabile di tutto il disastro iracheno. Se fosse stato uno sciita incazzato avrebbe potuto prendersela con i sunniti, o viceversa. Oppure avrebbe potuto scegliere di immolarsi per ammazzare qualche soldato USA. Invece no. Non se l'è presa con i quadri intermedi nè con vecchi "nemici" perchè, in fin dei conti, non erano loro i VERI responsabili (quantunque correi). Se l'è presa con chi ha sobillato l'informazione internazionale con presunte armi di distruzione di massa. Si è scagliato contro chi ha avuto il potere di organizzare le stragi di civili, di istruire i propri soldati, di armarli, di dare loro il lasciapassare per qualsiasi tipo di nefandezza (vedi Abu Ghraib, fosforo su Fallouja etc..) lodandoli per il buon lavoro svolto. E ha fatto contro quella persona tutto quello che poteva per dimostrargli il proprio profondo disprezzo (peccato la mira non fosse ottima e in quel momento dabliu fosse sobrio...).
Questo lo trovo straordinario. Di solito le persone nei ragionamenti si fermano prima, risalgono al massimo all'esecutore, difficilmente ai mandanti. Quasi mai dimostrano verso questi ultimi disprezzo in modo tangibile ed incontrovertibile con i mezzi che possiedono, rischiando di proprio . Specialmente tra i giornalisti.
L'aforisma mio iniziale (A quando un atto di coraggio come questo da parte degli italici giornalisti? Qui al massimo abbiamo Barnard che lancia la sua scarpa contro CDC) stava a significare: c'è qualcuno qui in Italia che sappia fare una cosa del genere? Qualche giornalista che sappia scagliarsi contro i veri mandanti? Che questi abbiano a scansarsi per evitare le loro scarpe? D'accordo, forse sono ingeneroso, forse qualche giornalista esiste ancora. Ma l'espisodio di Barnard che scaglia la sua scarpa contro CDC era troppo fresco per essere dimenticato. Allora chiediamoci: chi è in realtà CDC? Alcuni ipotizzano che sia una "parrocchia". Tutto qui? Mi pare che ci sia di peggio. Mi pare che l'andazzo di dipendenti sui tetti, pensionati con social card, cassintegrati in affanno, lavoratori atipici, cococo, lavoratori dell'istruzione etc...non abbiano molto da imputare a CDC. Se mi sbaglio correggetemi. Quindi perchè prendersela con questo sito, specialmente subito dopo che gli apparatchick di regime avevano lanciato le proprie bordate contro il sito. Coincidenze? Tempismo sospetto, se permettete.
Ed in ogni caso con la scarpa contro CDC si è fatta politica di bassa lega, quella che normalmente viene fatta e che fa piacere al sistema. Ricordate gli "opposti estremismi" degli anni di piombo? Beh, come abbiamo sentito dai diretti interessati che oggi si scambiano amichevoli pacche sulle spalle, tanto i brigatisti rossi che quelli neri si sono fatti fregare dal sistema, che li ha usati per i propri scopi. E' così che funziona. Chi ignora queste semplici regole di regime se ne assuma le responsabilità.
L'dea di fondo è spezzettare un fronte che, unito, saprebbe fare danni al sistema, come le manifestazioni degli anni 60 e 70 ancora testimoniano. Il fronte di dissenso non deve essere unito, e tutte le strategie sono valide per spezzettarlo (divide et impera dicevani i romani). Questo è l'errore che imputo a Barnard. E' un errore grossolano che un vero intellettuale (uno cioè che sa analizzare acutamente TUTTI gli aspetti sociali della realtà in cui vive, proprio come Muntazer) non si può permettere di fare.
Questa mia critica è circostanziale, non generica. Non sto dicendo che Barnard è un (epiteto a scelta). Quando è successo il casino di Report ho firmato a suo sostegno. Ma questa è tutta un'altra cosa. Chi si reputa un intellettuale libero DEVE saper fare come Muntazer: risalire ai mandanti. E non seminare zizzania tra le fila di chi sta tentando di contrastarli. |
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