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MASTER "ENRICO MATTEI" IN VICINO E MEDIO ORIENTE
Il Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente torna all’Università di Teramo. 150 ore di lezioni multidisciplinari, 100 ore di arabo, 1250 ore di studio individuale e/o stages. Frequentabile anche online. Crediti per insegnanti e avvocati. |
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L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA
Postato il Martedì, 18 agosto @ 08:46:02 CDT di davide |
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DI DOMENICO DE SIMONE
nuovaeconomia.blogosfere.it
In un articolo recentemente pubblicato sul NYT (la traduzione in italiano la trovate su ComeDonChisciotte ), Paul Krugman sostiene che se la situazione dell'economia mondiale non è ancora finita nel baratro della recessione prolungata come quella del '29, lo si deve al differente atteggiamento dei Governi e in particolare di quello degli Stati Uniti, che hanno sostenuto la domanda con forti iniezioni di spesa pubblica.
Nel 1929, il Governo assunse invece l'atteggiamento opposto di risparmiare sulla spesa e questo aiutò il tracollo. Oggi, invece, l'amministrazione Obama, pur criticabile per l'insufficienza del programma di intervento adottato, non ha contratto la spesa rifiutando le critiche di chi sostiene, soprattutto da parte repubblicana, che lo Stato deve dare ai cittadini l'esempio riducendo notevolmente il proprio budget di spesa sugli interventi.
Nella foto: Chicago, Michigan Avenue
Krugman è un economista intelligente e di grande carisma, ma devo dire che questa volta è stato anche sfortunato. Perché, infatti, proprio oggi compare la notizia che la città di Chicago, una delle più importanti degli USA, è costretta a chiudere i battenti dei propri servizi, riducendo all'osso anche quelli essenziali, perché non ha i soldi per pagarli. Sanità - tranne le emergenze-, trasporti, servizi amministrativi, raccolta spazzatura, tutto fermo. A rischio anche il servizio locale di polizia. Gli impiegati a casa senza stipendio, oggi e per ancora altri giorni in futuro. Con il crollo delle entrate fiscali, legate per lo più alle tasse sulla casa, il Comune non è in grado di pagare gli stipendi e le altre spese.
Rampini su Repubblica riferisce che anche in molte altre città degli USA la situazione è al collasso e sta causando drastici tagli ai bilanci dei Comuni a cominciare dalla riduzione del personale. È nota, poi, la gravissima situazione di dissesto dello Stato della California che ha esaurito i fondi e sta pagando con cambiali che forse in futuro, se le cose andranno meglio, saranno onorate. Peggio di un qualsiasi nostro comune dissestato e commissariato per debiti.
Tuttavia, Krugman ha ragione. Senza la spesa corrente dello Stato (e in fondo è quello che ripete la Marcegaglia al Governo da qualche mese, solo che da noi non c'è più una lira), il crollo della domanda di consumo sarebbe stato ben peggiore e le conseguenze più devastanti. Krugman le misura in circa un milione di disoccupati in più, che nella situazione attuale fanno la differenza tra una crisi gravissima e un disastro. Ha ragione, ma questo non significa che il sistema vada necessariamente in quella direzione, come dimostrano le ultime notizie.
Anche in Giappone l'incremento del PIL sostenuto dalla spesa pubblica ha provocato il panico in borsa . Per la semplice ragione che quella spesa dovrà pure essere pagata da qualcuno e se l'economia non riparte ci saranno meno tasse da incassare per pagare il debito e quindi un avvitamento peggiore della crisi. È la stessa considerazione che ha seminato la paura nelle borse occidentali nella giornata di oggi . La domanda è: dove si prendono le risorse per pagare il debito che gli stati stanno contraendo per sostenere l'economia? Lo so che negli articoli che ho linkato c'è scritto altro: che la borsa giapponese scende per l'apprezzamento dello Yen e quelle occidentali forse per prese di beneficio. Ma chiedetevi peché le borse sono scese proprio subito dopo la diffusione di dati apparentemente confortanti sui PIL in Europa e in Giappone e la risposta apparirà in tutta chiarezza. Non è vero che i traders non pongano attenzione ai fondamentali dell'economia, anzi.
E allora torniamo alla domanda. Chi paga e con quali risorse? La risposta non è affatto chiara. Che tasso di incremento del PIL sarà necessario per far fronte al mare di debiti contratti dagli Stati? Quello giapponese è palesemente insufficiente e in Europa non si sa nemmeno se si tornerà davvero in positivo. E se negli USA la spesa pubblica si riduce, andrà anche peggio.
Ma proviamo anche ad analizzarla a fondo questa domanda. È davvero una domanda sensata o stiamo ragionando intorno all'uovo e alla gallina? Perché vedete, fino agli anni sessanta la spesa pubblica era considerata un puro costo che gravava sulla produzione nazionale. Ad un certo punto ci si è accorti che continuando di quel passo, vista la crescita del settore dei servizi, la produzione nazionale sarebbe stata minore del costo dei servizi. Questo avrebbe dovuto significare impoverimento della collettività, mentre l'evidenza diceva esattamente il contrario. Insomma, i servizi sono entrati di colpo nel novero della Produzione nazionale che da allora è stata classificata come PIL, che comprende il valore di tutti i beni e i servizi prodotti. Comprende quindi anche la spesa pubblica, e non solo quella in conto investimenti, ma anche la spesa corrente. Nella formula che descrive il PIL la spesa pubblica è in genere identificata con la lettera G (che sta per Government). Insomma, come ha dimostrato Keynes ormai quasi ottant'anni fa, la spesa pubblica produce ricchezza in misura adeguata al moltiplicatore applicabile al tipo di spesa. Per fare questa spesa, però, occorre trovare le risorse, che in genere sono costituite da strumenti finanziari. Perché non c'è dubbio che le risorse umane (impiegati e operai) ci sono e per erogare servizi le risorse materiali sono pressoché irrilevanti (mentre per produrre acciaio o ceramiche sono essenziali).
E allora proviamo a chiederci che cosa sono queste risorse finanziarie essenziali per la spesa pubblica, che una volta effettuata produce ricchezza nella misura del moltiplicatore. Diciamo che una spesa di un milione ne produce almeno due in termini di ricchezza (spero che Keynes perdoni la mia rozza semplificazione, ma è giusto per dare un'idea). In che cosa consiste, dunque, quel milione senza il quale la spesa pubblica non si può fare? A Keynes sembrava davvero assurdo che per trovare quel milione fosse necessario mettersi a scavare sotto terra, trovare dell'oro, estrarlo e pulirlo, coniarlo in monete con cui pagare gli impiegati e gli operai che poi avrebbero creato ricchezza con il proprio lavoro e nel frattempo giravano i pollici nell'attesa. Se con quel lavoro si crea ricchezza, non sarebbe stato più logico e più semplice, metterli al lavoro da subito senza fargli aspettare tutta la trafila dell'estrazione del prezioso metallo che tutto può? Ma che nulla ottiene, se ricordiamo quel che dell'oro ci dice il mito di Re Mida? Sarebbe come aspettare di vincere il superenalotto per iniziare un'attività in cui tutto è pronto e in grado di funzionare perché è stato creato da noi stessi. Le probabilità di trovare una nuova minera sono praticamente identiche.
Insomma, se un ente pubblico possiede strutture organizzative, risorse umane e materiali sufficienti, per quale ragione non può funzionare? Keynes risolse il problema con il debito pubblico. Lo Stato garantisce che pagherà a chi gli presta i soldi poiché la sua attività genera più ricchezza di quella che impiega. Ma perché c'è bisogno di qualcuno che presti i soldi (in genere le banche) se le risorse per il lavoro e la produzione della ricchezza stanno già tutte lì, a disposizione dell'ente? Non è esattamente come andare a scavare per terra per trovare l'oro necessario a coniare le monete, quando quell'attività si giustifica da sola, perché produce ricchezza?
Ma insomma, la spesa pubblica, produce ricchezza o no? O meglio, essa è ricchezza in sé o la consideriamo ancora un costo, come cinquant'anni fa? Perché non può essere che per certi versi è uncosto che deve essere sostenuto dalla tasse e per altri versi è una componente della produzione di ricchezza nazionale. E che quando serve a spaventare produce debito, mentre quando deve rassicurare diventa ricchezza. Hanno ragione gli speculatori delle borse che si fanno prendere dal panico perché domani non ci saranno i soldi per i debiti, o ha ragione Krugman e il governo che facendo spesa hanno in qualche modo limitato i danni creati proprio da quelle speculazioni? E se non avessero fatto spesa pubblica ci troveremmo adesso nel baratro di una crisi economica e sociale probabilmente irreversibile (e non è detto affatto che non ci si finisca lo stesso). Quando poi, tutte le risorse produttive ci sono e sono certamente sovrabbondanti?
Perché poi lo stesso ragionamento vale per le attività delle imprese private, che producono anch'esse debito, e per il consumo delle famiglie, che pure genera debito. Insomma, qualsiasi cosa fai per creare ricchezza si genera debito che produce interessi che finiscono nelle banche. Non a caso le Banche sono praticamente proprietarie della maggior parte della produzione mondiale di beni (ad esempio del 90% di tutta la produzione chimica del mondo). E sono anche proprietarie di più del 100% delle risorse delle famiglia americane, che in pratica lavorano per pagare gli interessi sui prestiti.
Ma soprattutto decidono se il Comune erogherà o meno il servizio dell'asilo nido o del centro anziani, o della raccolta della spazzatura o dell'emissione dei certificati. E questo nonostante ci siano insegnanti, maestri, spazzini, impiegati e strutture in grado di lavorare subito senza avere alcun viatico se non la remunerazione del loro lavoro. Che però dato che produce ricchezza, si remunera da solo, senza bisogno di nessuno, basterebbe solo contare quanta ricchezza si è prodotta e remunerare con essa le attività effettuate. In fondo un impiegato, uno spazzino un insegnante, vogliono soddisfare le esigenze di tutti: una casa (e ce ne sono tante), cibo e vestiti (la cui produzione è da decenni cronicamente eccedente), divertimenti e relativi strumenti (e pure qui la produzione è per definizione in eccesso). Quindi i mezzi per pagarli ci sono, però se qualcuno non si indebita non ci sono più.
Ma insomma, perché dobbiamo fare debiti per vivere e lavorare ?
Domenico De Simone
Fonte: http://nuovaeconomia.blogosfere.it
Link: http://nuovaeconomia.blogosfere.it/2009/08/lossimoro-della-spesa-pubblica.html
17.08.2009
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| "L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA" | Login/Crea Account | 99 commenti |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di alvit il Martedì, 18 agosto @ 08:52:53 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Sara' anche vero che Chicago e' in crisi, ma il North Dakota per esempio va a gonfie vele, butto' fuori, tempo fa tutte le banche e fondo la banca del north Dakota..... e oggi si vedono i risultati |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di LucaV il Martedì, 18 agosto @ 10:59:29 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Il DeSimone s'è scordato che il boom keynesiano venne dopo la depressione del '29 e le politiche keynesiane dopo la 2° guerra mondiale...a distanza di 30 però, ne pagammo le conseguenze inflattive. E ancora oggi paghiamo le distorsioni al naturale scorrere dell'economia (intesa come azione umana!).
Voglio proprio vedere dove trovano i soldi per ripagare il deficit pubblico. Con il tasso negativo? Ma vaff! A voi le parole risparmio e capitale (da cui deriva il bruttissimo capitalismo!) vi entrano da un orecchio e vi escono dall'altro!
Puoi vivere e lavorare senza far debiti...come? Spendi meno di quello che guadagni! Ed i risparmi...lo sai dove li metti domenico? In ORO ORO ORO prima che arrivi la banca centrale di turno e lo stato colluso che ne stampa a palate...e i tuoi risparmi non valgono più un fico secco! Ne sa qualcosa mia nonno...risparmiatore di carta straccia!
A questo punto, oltre che dello stato e della banca centrale (e delle banche in generale) dobbiamo preoccuparci anche dei DE SIMONE di turno e del loro TASSO NEGATIVO!
Il tasso negativo viene descritto molto bene qui:http://gongoro.blogspot.com/2009/04/la-follia-dei-tassi-dinteresse-negativi.html
Caro CDC posta degli autori seriiiiiii!!! |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di rosacroce il Martedì, 18 agosto @ 11:05:13 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Ma insomma, perché dobbiamo fare debiti per vivere e lavorare ?
PER INGRASSARE LE BANCHE E L'ELITE |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di rosacroce il Martedì, 18 agosto @ 11:06:52 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | STO SIMONE QUà è PAZZO.RARAMENTE LEGGO UN INSIEME
di corbellerie e falsità tutte insieme .
nel debito crediam dice il simone |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di rosacroce il Martedì, 18 agosto @ 11:15:02 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | le borse il pli non lo guardano neanche ,trattasi di un indicatore talmente lento che se le borse si muovessero,quando viene diffuso ,anzichè anticipare l'economia di 6 mesi almeno,le borse la seguirebbero con un ritardo di 6 mesi.
la spesa pubblica di tutti gli stati quest'anno è incrementata enormemente.
gli analisti americani STIMANO CHE LO STATO AMERICANO ABBIA QUEST'ANNO INCREMENTATO LA SPESA PER IMPORTO PARI AL PLI .
è questo che mina i TITOLI DI STATO.
CHE NEGLI ANNI 30 NON SI SIA FATTO LA POLITICA DELLA ESPANSIONE DELLA SPESA PUBBLICA è FALSO.
SI è FATTA ALLORA COME OGGI,E SI è CONCLUSA CON LA 2 GUERRA MONDIALE . |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di rosacroce il Martedì, 18 agosto @ 11:18:47 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | IL PROBLEMA sono le banche e i governi loro complici che ci hanno derubato di tutto. e la loro moneta di carta |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di rosacroce il Martedì, 18 agosto @ 11:25:17 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | questa crisi è provocata da troppi debiti e da una spesa pubblica superiore a quella che il sistema può permettersi.
PENSARE DI RISOLVERE UNA CRISI DA DEBITO AUMENTANDO IL DEBITO,è OPERA DESTINATA A SICURO FALLIMENTO. |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di myone il Martedì, 18 agosto @ 13:30:19 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) |
Quando si parla di debiti e di crisi, ogni articolo che sembra pazzia e' buono.
Com'e' possibile che uno stato con il debito piu' grande del mondo viva nelle non regole, detti le rogole, e tutto il mondo si accoda, avendo le medesime pecche.
Allora, i conti sono un concetto, e il potere decisionale e' un' altro, fatto di cultura, destrezza, sottomissione, intelligenza, e mano alle risorse chiave,
in cui a un paese puoi chiudere l' acqua o chiudere i conti, e se fa il cattivo, mostrargli in fondo la forza.
Pure i piu' arguti, se cosi si puo' chiamare, e paragonati ad un governo tipo italiano, stanno a questi giochi e regole, che sono mosse da altro, legittimo o no che sia, ma determinante e superiore.
Avete mai giocato alla stronzata monopoli?
Quando il gioco e' chiuso con aventi e perdenti, o vincenti di piu' e perdenti avendo poco, si estraggono dalla cassa un' altra mazzetta di soldi, titoli, regole, che sono alla fine a "voce", il che significa a "carisma",
e si gioca sempre l' avanzamento del gioco, in virtu' del "io sono".
Finche' gli altri non sanno il loro "io sono", c'e' sempre chi e' piu' scaltro, comanda, e puo'.
Il banco monopoli e' il mondo, il dire e fare carismatico sono chi comanda veramente, e attorno al tavolo, ci sono un centinaio di adepti, che portano da mangiare al tavolo, portano carte decisionali, ed uscendo di casa,
riassettano quello che i clu' si decidono o sanno affaristicamente e politicamente determinarsi fra loro.
Il vero gioco e' sul tavolo, nei mazzi di danaro fatti uscire, e nelle intimidazioni argute e (intelligenti) che si giocano a tavolino.
Ogniuno si nuove come vuole e come puo', cio' dipende non tanto dai conti e dai danari, ma a forze persuasive mentali e spicologiche.
Non c'e' altra soluzione di visione nella cosa.
I parametri sensibili se li conoscono loro, nell' ambito del gioco, e tutto gravita attorno, come gravitano attorno dei bambini in un gioco fatto da grandi.
Il basso annaspa o si ingrassa, loro giocano a fare la storia, il potere, i fini, e le logiche di sopravvivenza loro, della loro cultura, del loro potere,
delle loro paure e arrivismi.
A loro, considerare i dati della base che e' il mondo, non e' altro che uno stimolo e un' auto coscenza, per pervenire sempre ad altro, che e' il loro intento, inevitabile, essere gli unici a formattare un modo multi-nemico, in un modo unico, politico, di sostanza, e decisionale.
Il vero gioco non lo sa nessuno com'e', ma rimanendoci fuori, lo si osserva anche troppo bene.
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di LucaV il Martedì, 18 agosto @ 15:19:31 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Intanto consiglio di leggere questo articolo che spiega bene il signoraggio. Quelli che credono alle teorie di certi siti passano dalla ragione al torto. Avete ragione, ma poi vi perdete.
Leggete e studiate:
http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=374:il-falso-problema-del-signoraggio&catid=21:scuola-austriaca-di-economia&Itemid=51
Per i keynesiani che criticano l'oro, che magari credono che la crisi del '29 fu colpa dell'oro, o credono che l'oro serva solo per fare le collanine e gli anelli.
Leggetevi "La grande depressione" di Rothbard ed.Rubettino |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di IVANOE il Mercoledì, 19 agosto @ 06:35:39 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Corbellerie !!!
Infatti da quando c'è obama che ha aumentato la spesa pubblica tutti gli americani navigano nell'oro e non sanno come spendere i soldi !!!
Ma che stà dicendo ?
I soldi pubblici spesi sono andati tutti alla classe dirigente ed alle sue clientele !!! |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di Tonguessy il Mercoledì, 19 agosto @ 16:33:22 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Rispondendo a LucaV:
Il mercato nasce per dare nuova vita alla borghesia. Le banche ne rappresentano il vertice, i consumatori la base, i politici i garanti. Pretendere che lo stato non entri in merito alla gestione del mercato e' come pretendere che un giudice non esegua il suo mandato. E' pagato per giudicare, punto. La visione secondo cui il mercato si autoregolerebbe se non ci fossero interventi statali suona troppo come se mio nonno fosse nato con una ruota adesso io sarei una carriola. Le cose, la storia ci insegna, sono sempre andate in un certo modo per stabiliti e precisi motivi. Siamo in piena area deterministica. Se lo stato interviene lo fa perche' sta sostenendo NON il mercato utopico di Rothbard ma quello REALE dei bankster, come le recenti iniezioni di liquidita' per rivitalizzare il gotha mercantile (la BORSA!) dimostrano. Chiedere allo stato di lasciare fallire le banche equivale a chiedere alle banche di chiudere l'attivita'. Se lo fa (come nel caso Lehman) e' per disperazione, qualche pedone si puo' anche perdere. l'importante e' vincere la partita sempre. Anche barando. E' ridicolo chiedere loro di non barare, di accettare la sconfitta etc. Tutto questo e' l'esatto contrario di quello che significa la globalizzazione, l'ultima frontiera dell'onnivoro Mercato. |
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Re: L'OSSIMORO DELLA SPESA PUBBLICA (Voto: 1) di myone il Mercoledì, 19 agosto @ 17:44:58 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) |
Le banche imprestano alle aziende che producono e fanno lavorare la gente.
Una gran parte dei guadagni va' alle banche e allo stato.
3 / 4 del mondo e' ancora un mercato da conquistare.
Ma si pensa solo a rosicchiare soldi e non si va' avanti con la produzione distribuzione.
Anche fosse, gia' qui da noi il produrre, il commerciare, lo specularci sopra, e' fuori controllo.
1) e' anche ben controllato per far si che non continui bene, perche' prendono sempre.
2) L' espanzione e' verso e a chi ha soldi per pagare, e mai c'e' un incremento nelle zone povere e un progresso, almeno per la sopravvivenza minima.
3) Sia qui da noi, nel primo mondo, e poi chissa' se ci fosse appieno l' altro mezzo mondo,
la situazione e' incontrollabile e ferma, e' a marcire e a prendere, perche':
nulla e' commisurato al bisogno e al valore dei soldi e delle materie,
ma e' un cieco creare e vendere e speculare. Praticamente quel libero mercato,
che da una parte continua a fare e fare debito, dall' altra viene tassato andata e ritorno,
non ha sfogo dove il progresso dovrebbe fare SERVIZIO,
e rimane nel vivo della vita di chi gia' ha un sistema, e ci deve vivere,
ed e' la' solo per fare soldi, guadagnandoci, o rincorrendo debiti per rimanere a galla.
Questo libero commercio e liberalismo produttivo fiscale, e' focalizzato solo al creare ricchezza per speculare.
Tutto collassa prima o poi, perche' e' il modo che e' sbalgiato.
Quando c'e' un arraffa arraffa, senza intelligenza, e con la presunazione di fare miracoli,
e non ha la base bisogno-produzione-moneta valore-servizio e lavoro per tutti,
l' andare in rovina e' una certezza.
Se ci attacchiamo tutto quello che all' apice comporta:
Globalizzazione dei soldi, dei poteri, dei fischi, dei fiaschi, delle espanzioni politiche e militari,
l' implosione della testa verso la coda, e' sicura.
Praticamente questo modo di fare vita della merda, si tirera' un colpo alla testa da sola.
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