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UN ARGOMENTO A CASO
 [ Usa ]
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MASTER "ENRICO MATTEI" IN VICINO E MEDIO ORIENTE
Il Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente torna all’Università di Teramo. 150 ore di lezioni multidisciplinari, 100 ore di arabo, 1250 ore di studio individuale e/o stages. Frequentabile anche online. Crediti per insegnanti e avvocati. |
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RIVELAZIONI NON AUTORIZZATE
DI MARCO PIZZUTI
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WILLIAM BLUM (The Anti-Empire Report)
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MORTI IRACHENI A CAUSA DELL'INVASIONE
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E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ?
Postato il Venerdì, 07 agosto @ 05:40:00 CDT di davide |
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DI THE ADVISOR
ilribelle.com
Fonte: Il Sole 24 ore del 4 agosto 2009
"Non ci sarà mai più il Pil di una volta" di Guido Gentili - pag. 10
La crisi economica che è iniziata ufficialmente nel settembre 2008 ha avuto come conseguenza diretta l'innalzamento del rapporto debito-Pil in più o meno tutti i Paesi del mondo. Per superare l'impasse finanziaria, e salvare il sistema bancario e finanziario mondiale, non si è trovato di meglio che aumentare, e di molto, il debito pubblico dei singoli Stati. Venuta meno la liquidità fittizia generata dalle supervalutazioni di Borsa, si è fatto sgorgare un fiume di denaro dalle già dissestate finanze pubbliche, utilizzandolo per tamponare le enormi falle createsi nel sistema a causa degli eccessi della speculazione e dello smodato ricorso al credito per sostenere i consumi. In questa maniera è vero che si è fronteggiata l'urgenza ma allo stesso tempo siè alterato in maniera sensibilissima il rapporto debito-Pil di molti Paesi.
L'Italia, per fare l’esempio che ci riguarda più da vicino, è passata dal 108 circa del 2008 a un tendenziale, per il 2010, del 123 e oltre. Un dato che getta ombre inquietanti sul nostro avvenire. Trattandosi di un rapporto matematico, infatti, la soluzione naturale per migliorarlo, visto che l’indebitamento pubblico è destinato a durare a lungo, sarebbe quella di incrementare fortemente il Pil. Il raggiungimento di un rapporto meno squilibrato, inoltre, tornerebbe ad accreditare la possibilità di una riduzione “strategica”, nel segno di una stabile tendenza al ribasso che dovrebbe condurre, infine, a rispettare il fatidico 60% imposto a suo tempo dagli accordi europei.
Il problema, però, è che per elevare il Pil si dovrebbero elevare i consumi, e per riuscire a elevare i consumi c’è bisogno di una popolazione in grado di spendere. Anzi, di spendere in misura crescente. Di solito, com’è noto, questa funzione di traino viene svolta dalla classe media, che godendo di redditi superiori a ciò che spende per i bisogni essenziali può destinare almeno una parte di quel sovrappiù alle spese voluttuarie, o comunque più onerose. Ma oggi? Oggi la classe media è a sua volta in difficoltà. Né si vede come potrà uscirne in futuro. Pressata da una disoccupazione incalzante e da una sottooccupazione strisciante, è per forza di cose sulla difensiva. Ammesso che si riesca a mantenere l’attuale posto di lavoro, la minaccia viene dalla riforma del sistema pensionistico. Inoltre, a differenza del passato, non si può contare nemmeno sulle rendite da capitale, visto che ormai il livello dei tassi è talmente basso da penalizzare qualsiasi risparmio.
L'obiettivo della classe dirigente è subdolo: fare leva sul bisogno psicologico di mantenere il precedente tenore di vita e indurre quante più persone possibile a dare fondo ai risparmi accumulati; ma da un lato è un’operazione inevitabilmente transitoria, mentre dall’altro non è detto che la maggior parte delle persone abbocchino, accantonando le più che fondate preoccupazioni per l’incertissimo futuro che ci attende. Insomma: nella situazione attuale, di redditi decrescenti e di insicurezza crescente, non si capisce proprio come il Pil possa essere innalzato.Eppure, e siamo al punto cruciale, il “sistema” ha un bisogno assoluto di riuscirci. Nel caso in cui si protraesse a lungo, infatti, la stagnazione dei Pil metterebbe a rischio l’intero architrave finanziario mondiale. Come abbiamo già ricordato, in quest’ultima crisi la manovra di salvataggio è stata attuata dilatando a dismisura il debito pubblico, nel presupposto di un Pil futuro che torni a crescere e che continui a farlo per molto tempo; in caso contrario si passerà da un’enormecrisi finanziaria bancaria a un’enorme crisi finanziaria pubblica.Che potrebbe comunque compromettere la tenuta dell’intero meccanismo.
Ed ecco che un'idea sta prendendo corpo. Il Presidente francese Sarkozy ha infatti dato mandato alla Commissione Stiglitz di identificare entro settembre un nuovo indice che prenda il posto del vecchio Pil. L'idea sarebbe quella di verificare se ci possano essere altri parametri che vadano al di là del mero calcolo matematico che somma il valore dei beni e dei servizi prodotti, come avviene per il Pil attuale.L'alternativa consisterebbe nel tenere conto anche di altri fattori, non propriamente economico-matematici, quali la sostenibilità ecologica e il benessere in senso lato. Tutta una serie di parametri, insomma, che poco hanno a che fare con la produttività e i consumi, ma che permettono, quando si vuole, di sfuggire alla brutalità delle cifre. Posta inquesti termini, la cosa sembra essere l’ennesimo trucco contabile, l’ennesimo imbroglio per mascherarela realtà. Se non si consuma, se non si può elevare questo “benedetto” Pil, alloragli si cambiano i parametri e il gioco è fatto. Al momento non è che uno studio preliminare tutto da verificare – che in ogni caso avrà poi bisogno del consenso e dell'appoggio di tutti i Paesi dell'area europea,per quel che concerne le faccende legate agli impegni presi all'interno del vecchio continente, nonché di un avallo anche solo indiretto da parte degli altri Paesi delG20 – ma intanto...
The Advisor
Fonte: www.ilribelle.com
Link: http://www.ilribelle.com/economia/2009/8/5/e-se-cadesse-anche-il-feticcio-del-pil.html
5.08.2009
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| "E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ?" | Login/Crea Account | 41 commenti |
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Re: E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ? (Voto: 1) di Pausania il Venerdì, 07 agosto @ 06:22:34 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | 1) Non vedo la relazione effettiva tra PIL e debito pubblico. Aumentando il Pil non si diminuisce il debito pubblico, questo rimane lì, al massimo cresce, e poi si finisce in default come la California. Pil o non Pil
2) Sarkozy vuole inventare un altro indice. Ok, ma per fare cosa? Il Pil indica quanto viene prodotto all'interno di un Paese e serve a sapere quanto viene prodotto all'interno di un Paese. Non si capisce quale sia l'alternativa e a cosa serva. "Tenere in conto altri fattori" sì, ma per fare cosa?
Ma perché i giornalisti non fanno come una volta e ripassano le 5 W, invece che spacciarci fuffa antimodernista rivestita di ambientalismo d'accatto? |
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Re: E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ? (Voto: 1) di antsr il Venerdì, 07 agosto @ 07:32:56 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Ma non esiste già un altro indicatore più corretto per interpretare il reale stato del benessere e dello sviluppo concreto di uno Stato, esso considera la: crescita economica, dei cittadini, specie della fascia più in basso. Il miglioramento della salute, specie sulle patologie più diffuse.
Il miglioramento dell’istruzione, in particolare sull’alfabetizzazione dell’educazione di base, quindi il numero effettivo di studi, riguardo alle scuole medie e superiori. Lo sviluppo dei diritti umani, con una partecipazione democratica a tutti i livelli. Il miglioramento della vivibilità dell’ambiente, con la salvaguardia delle risorse ambientali, la risoluzione dell’inquinamento e dei fattori di nocività ecc. E' un’indicatore, appositamente costruito, applicato e riconosciuto in campo internazionale, l’ISU, (Indicatore Sviluppo Umano). Esso osserva le variazioni dei seguenti fattori: * Reddito, rappresentato dal Pil, individuale, dopo una trasformazione, che tiene conto del potere d’acquisto in euro, reddito che non è determinato in modo lineare, (l’aumento di benessere, infatti, è molto maggiore, quando il Pil passa da 1.000 a 2.000 euro, che quando passa da 15.000 a 16.000).
* Il livello di sanità, rappresentato dalla speranza di vita alla nascita.
* il livello d’istruzione, (indice d’alfabetizzazione adulto moltiplicato per 2 e numero effettivo d’anni di studio).
Da ciò si ricava che l’Isu, è un indicatore che non ha nessun legame diretto con il Pil. Inoltre ancora di più c'è anche l'IPU che considera 3 dimensioni: la deprivazione nella longevità, misurata come percentuale di individui che hanno una speranza di vita inferiore ai 40 anni (P1), la deprivazione nelle conoscenze, espressa come percentuale di adulti analfabeti (P2) e la deprivazione rispetto a standard di vita decenti (P3). Quest’ultimo indicatore è costituito dalla media semplice di tre variabili elementari : la percentuale di popolazione che non ha accesso all’acqua potabile, la percentuale di popolazione senza accesso ai servizi sanitari e, infine, la percentuale di bambini inferiori ai cinque anni di età che risultano sottopeso. Infine è stato creato tempo fa anche il il Quars, (Indice di Qualità Regionale dello Sviluppo), esso è la sintesi di quattro dimensioni: sviluppo umano aggiustato, per tenere conto delle specificità di una regione; ecosistema urbano, basato su parametri di qualità nelle città per ogni regione; qualità sociale, basato su indicatori di salute, scuola, pari opportunità di lavoro; dimensione spesa pubblica che valuta per regione le spese per sanità, istruzione, ambiente, assistenza. Per questo mi sembra che questo articolo non dice niente di niente...e penso che anche il presidente francese lo sa. |
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Re: E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ? (Voto: 1) di illupodeicieli il Venerdì, 07 agosto @ 08:03:01 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) http://illupodeicieli.leonardo.it | | Scendo sulla terra, proprio terra terra.
Possono anche cambiare qualcosa,come hanno fatto per il famoso "paniere" ma poi se non c'è chi compra, se mancano non tanto i clienti,quanto il denaro e la possibilità di indebitarsi (cosa che spesso è negata o non presa in considerazione) risulta difficile.Potrei parlare per me, ma per non entrare nello specifico (cosa che ho già fatto a suo tempo nel blog) posso rimarcare che è da tenere in considerazione l'impossibilità o la difficoltà che hanno le imprese e i commercianti a concedere credito. Se devi pagare subito non ti bastano i soldi ma se vuoi pagare a rate devi pagare con una finanziaria o con assegni (ma per pagare a breve:oggi ti contano ,in banca, quanti libretti o assegni hai in giro). Ritengo che sia anche questo,cioè l'accesso al credito e la possibilità concreta di comprare una difficoltà da superare:diversamente succede che le imprese nostrane, notoriamente non di primo prezzo, avranno difficoltà ancora maggiori a vendere nel territorio nazionale, dato che se già oggi compri al discount prodotti di fascia medio bassa, e spesso esteri, fra poco non potrai nemmeno acquistare vestiti dai cinesi. Le aziende saranno invitate dai fatti a delocalizzare le produzioni e a cercare altrove i clienti:nel mio settore ,il mobile, i russi sono quasi scomparsi, hanno anche disdetto ordini e,anche un bambino sa cosa vuol dire tenersi la merce pronta e i magazzini pieni; sempre nel campo del mobile,ma per ufficio,è di due giorni fa la notizia che forse il salone del mobile per ufficio di Milano, che si tiene in concomitanza del più noto salone del mobile ad aprile, non ci sarà.I motivi sono due: la congiuntura sfavorevole, ma la mancanza di volontà e di capacità delle aziende di investire:il secondo motivo mi pare più forte.Non ci sono soldi:di più e chiudo: gli agenti di commercio ricevono i soldi delle provvigioni ogni 4 mesi circa;ebbene una ditta anche grossa ha posticipato i pagamenti ai primi di settembre;altre ,a oggi, pur avendo ricevuto le fatture entro luglio, non hanno ancora effettuato i bonifici.E non è un dispetto fatto a me, però con questi presupposti non vado a spendere soldi,che non avrei,ma che dovrò ricevere.Non me la sento di promettere e poi di non poter mantenere.Non ho ricette,ma non so se con altri fattori o parametri le cose per chi produce e vende,e per chi poi deve o vuole comprare, cambino granchè.E' come un esame medico:se ti cambiano i parametri, i valori e le percentuali,puoi passare da sano ad ammalato;ma se uno inserisce un valore nuovo o diverso,non credo che all'atto pratico si guarisca o si resti ammalati. |
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Re: E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ? (Voto: 1) di lucamartinelli il Venerdì, 07 agosto @ 09:09:57 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | possibile, cari amici, he l'estensore dell'articolo sia cosi' ignorante (nel senso latino del termine) da non sapere che il debito pubblico si potrebbe annullare dalla sera alla mattina soltanto riprendendosi la sovranita' monetaria? mi sembra incredibile.... |
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Re: E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ? (Voto: 1) di rosacroce il Venerdì, 07 agosto @ 10:42:20 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | IL PLI TIENE CONTO DELLA INFLAZIONE PROGRAMMATA,(quella falsa che il governo e la bancHE tirano fuori per fregare la gente).
considerando l'inflazione al 2% ,quando per esempio è quella reale al 6%,che è una cosa normale per i ladri che ci governano ,la differenza è del 4% cosi :
GLI ANALISTI INDIPENDENTI E NON CERTAMENTE SOLO IO ,DICONO CHE IL PLI IN AMERICA PER ESEMPIO è IN CADUTA LIBERA ALMENO DAL 2000 SE NON PRIMA ,MENTRE RISULTA DALLE TABELLE UFFICIALI CHE IL PLI AMERICANO MEDIAMENTE CRESCE SEMPRE.
STESSA COSA PER L'ITALIA NATURALMENTE,
QUINDI IL pli è una fregatura per i gonzi i numeri sono tutti falsi.
quà ,chi ci governa e i suoi lacchè DANNO I NUMERI. |
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Re: E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ? (Voto: 1) di rosacroce il Venerdì, 07 agosto @ 10:52:53 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | allora sto sole 24 ore dice che siccome il pli comunque falso ,dice che i debiti stanno crescendo ,e cosi non va bene ,
BISOGNA TROVARE UBN NUOVO INDICATORE CHE DICA CHE I DEBITI NON STANNO CRESCENDO,COSI' TUTTI non ci preoccupiamo più.e siamo felici e contenti.
quà siamo nella pazzia più pura,RIPETO PAZZIA PURA ALLO STATO DEMENZIALE. |
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Re: E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ? (Voto: 1) di rosacroce il Venerdì, 07 agosto @ 10:57:47 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | STO SOLE 24 A STRISCE DICE CHE LA FEBBRE STA SALENDO,E NON VA BENE,QUINDI BISOGNA CAMBIARE TERMOMETRO,il problema è il termometro.non la febbre,
si deve trovare un termometro che dica che la febbre cala .quando in reltà sale.
bravi ,bravi ,bravi |
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Re: E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ? (Voto: 1) di rosacroce il Venerdì, 07 agosto @ 10:59:23 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | con sta gente quà che sta al potere ,sicuro che fra poco scoppia la catastrofe ,questi non sono solo ladri e falsi ,SONO PURE PAZZI. |
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Re: E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ? (Voto: 1) di cris79 il Venerdì, 07 agosto @ 14:58:25 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | | Sarkozy "il piazzista" al pari del messia italico, vogliono giocare cambiando i significati delle parole, trasformando le condizioni economiche drammatiche in goccie di ruggiada! :) |
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Re: E SE CADESSE ANCHE IL FETICCIO DEL PIL ? (Voto: 1) di marcello1950 il Martedì, 11 agosto @ 02:54:04 CDT (Info Utente | Invia un Messaggio) | E' ridicolo che cosa vuol dire che se togliamo anche questo STUPIDO rilevatore,
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IL NOSTRO DEBITO DELLO STATO SI ANNULLERA?
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d) la crisi scomparira`
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a) i giovani italiani troveranno lavoro
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b) LE NOSTRE IMPRESE SOPRATTUTTO QUELLE DEL LUSSO E DEL MADE IN ITALY CHE STANNO SCOMPARENDO UCCISE DALLA CINA E DALLA CRISI MONDIALE RISORGERANNO (anche se la CINA si e` comprati i paesi africani e del sud america e fa produre il made in italy dalle sue fabbriche)?
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c) i pensionati riceveranno una pensione adeguata al costo della vita
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d) la crisi che perdura da 18 anni scomparira` e non dovremo piu` preoccuparci dei disoccupati che fanno la fame, dei giovani che non si sposano, dei bimbi che non nascono, del fatto che una intera civilta` italiana si sta suicidando e moriremo narcotizzati in pace senza doverci preoccupare
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