Welcome to ComeDonChisciotte
 
 

  SERVIZI

· Home
· Archivio (per data)
· Download
· Forum
· Il tuo profilo
· Link
· Messaggi privati
· Pubblica
· Segnala questo sito
 

  COMEDONCHISCIOTTE SU TWITTER E FEED RSS



 

  RICERCA ARTICOLI NEL SITO



 

  LE REGOLE DI COMEDONCHISCIOTTE


La netiquette di ComeDonChisciotte: alcune norme minime per la convivenza e il dialogo costruttivo nel sito
 

  UTENTI

Benvenuto, anonimo
Nickname
Password
Security Code: Security Code
Type Security Code

(Registrare)
Iscrizione:
più tardi: umbertom8la
News di oggi: 2
News di ieri: 3
Complessivo: 5195

Persone Online:
Visitatori: 724
Iscritti: 36
Totale: 760

Online ora:
01 : ricardodenner
02 : DaniB
03 : Matt-e-Tatty
04 : ilnatta
05 : wheaton
06 : tres
07 : vic
08 : Barambano
09 : nicus
10: versus61
11: anonimomatremendo
12: tao
13: Xyz
14: zufus
15: martiusmarcus
16: ranxerox
17: A
18: AlbaKan
19: duxcunctator
20: jack-ben
21: ComeDonkeyKong
22: alinaf
23: wiki
24: erwin
25: cardisem
26: dana74
27: kitiaram
28: Morire
29: ale5
30: biancospino
31: ivankupala
32: luigiza
33: ottavino
34: lucchiatto
35: glab
36: Gioser345
 

  IL FORUM DI COMEDONCHISCIOTTE

entra nei forum
 

  FORUM: ULTIME DISCUSSIONI


 Bundesbank caccia Sarrazin accuse di antisemitismo
 Marco Della Luna - Armi strategiche e diritti dei lavoratori
 Il petrolio futuro arrivera' da pozzi in acque profonde
 Luca Mercalli - Italia, tristi cartelli di benvenuto
 Il crack Lehman ? Una questione di Fed in Obama
 Dagli operai della Innse agli operai di Melfi
 Gheddafi e il flop della nostra politica estera
 L’ultima beffa dei Signori del Ponte
 Ufo?
 Bel René, ultimo delitto di un uomo stanco
 La Sorkà di Sarkò
 Vittorio Arrigoni - «La pace economica? Io voglio un Paese»
 L'anno del dragone
 La sconfitta di Vallanzasca
 solidarietà ad Ulderico Pesce

ComeDonChisciotte Forums

 

  UN ARGOMENTO A CASO


Colombia
[ Colombia ]

·LA SESTA VITA DI INGRID BETANCOURT
·IL COMPUTER DI SINISTRA E IL COMPUTER DI DESTRA
·CAPIRE LA MANIFESTAZIONE CONTRO IL SEQUESTRO IN COLOMBIA
·FARC, OSTAGGI, CHAVEZ E SCIACALLI
·COLOMBIA: LOTTA ARMATA E REALTA' DI UN CONFLITTO
·INGRID BETANCOURT: LA SUA LETTERA POLITICA MANIPOLATA ANCHE DA "REPUBBLICA"
·AL GORE E IL “PIANO COLOMBIA”
·LA PROPAGANDA MEDIATICA DELLA GUERRA CONTRO LA DROGA
·Piano Patriota e capitalismo mafioso
 

  RAZZA IMPURA

 

  MASTER "ENRICO MATTEI" IN VICINO E MEDIO ORIENTE


Il Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente torna all’Università di Teramo. 150 ore di lezioni multidisciplinari, 100 ore di arabo, 1250 ore di studio individuale e/o stages. Frequentabile anche online. Crediti per insegnanti e avvocati.
 

  LA VOCE DEL RIBELLE

 

  BERTANI: LIBRI IN PDF

 

  RIVELAZIONI NON AUTORIZZATE

DI MARCO PIZZUTI

 

  WILLIAM BLUM (The Anti-Empire Report)

 

  MORTI IRACHENI A CAUSA DELL'INVASIONE

Just Foreign Policy Iraqi Death Estimator
 

  VEG FACILE

 

  INFOPAL

 

 

 

 
  IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO
Postato il Lunedì, 20 luglio @ 21:15:00 CDT di davide
 
 
  Economia DI TITO PULSINELLI
selvasorg.blogspot.com

Intervista ad Attilio Folliero (*)

Lo scorso 30 giugno, il debito pubblico USA, nel silenzio generale dei media ufficiali, ha raggiunto la cifra record di 11.545 miliardi di dollari, il suo massimo storico in termini assoluti. Per saperne di più e dissotterrare da sotto le ceneri del silenzio questa questione scottante –per molti un autentico tabù- abbiamo intervistato l’internazionalista Attilio Folliero.

Tito Pulsinelli: Lo scorso 30 giugno, secondo fonti ufficiali del Tesoro statunitense (1), il debito pubblico USA ha raggiunto la cifra record di 11.545 miliardi di dollari. In valore assoluto rappresenta il massimo storico. Quali considerazioni si possono fare?

Attilio Folliero: Il debito pubblico USA il 30 giugno ha raggiunto la cifra record di 11.545 miliardi di dollari. In realtà tale cifra è già stata superata! Infatti, al 16 luglio, ultimo dato disponibile, il debito pubblico USA è già salito a 11.579 miliardi di dollari. Al momento è questo il vero record. Per quanto le cifre in valore assoluto siano importanti, vanno considerati i valori percentuale rispetto al PIL, al fine di avere un punto di riferimento e valutare il reale andamento.

A seguito, "Il costo del 'bailout' raggiunge la cifra impensabile di 24 trilioni di dollari - 80 mila per ogni americano -" (Paul Joseph Watson, Prison Planet.com);

TP: Rispetto al Prodotto Interno Lordo, dunque, cosa rappresentano queste cifre?

AF: Al momento non è ancora stato diramato il dato del PIL relativo al secondo trimestre del 2009, al 30 giugno appunto; sarà diffuso alla fine di luglio. Sappiamo che alla fine del primo trimestre il PIL USA, su basi annuali, ammontava a 14.097 miliardi.
Nella più ottimistica delle ipotesi, se tale dato dovesse confermarsi, il debito pubblico USA sarebbe attorno all’82%; in realtà, anche per questo secondo trimestre del 2009, ci si aspetta una diminuzione, dell’ordine dell’1%, o dell’1,3%, il che porterebbe il debito pubblico al di sopra dell’82%. In ogni caso, il debito pubblico USA, al momento è assestato ad oltre l’80% del PIL.

TP: Che evoluzione ha avuto il debito pubblico statunitense nell’ultimo anno? E’ diminuito?

AF: Nell’ultimo anno (30 giugno 2008 – 30 giugno 2009) il debito pubblico USA è cresciuto di oltre 2.000 miliardi di dollari, per la precisione 2.053 miliardi, ossia di circa il 22%. Nel corso dei primi sei mesi del 2009 è cresciuto di 845 miliardi e nell’ultimo trimestre di 418 miliardi di dollari. E’ aumentatoto e continuerà così perchè è previsto dal piano economico presentato dal presidente Obama. Il suo piano economico prevede di stimolare l’economia attraverso l’inieziezione di ingenti quantità di denaro pubblico.

TP: Finora ha avuto riflessi positivi il piano di Obama?

AF: Francamente non mi pare! L’economia USA (e mondiale) continua in recessione ed il futuro (immediato) non sembra certo migliore del presente. Per l’autunno, autorevoli studi prevedono un peggioramento della situazione economica; il Laboratorio Europeo di Anticipazioni Politiche (LEAP/E2020), che collabora anche con la Università “Sorbona” di Parigi, prevede che gli USA (e la Gran Bretagna) non saranno più in grado di pagare i debiti e le conseguenze – riporta il LEAP - per l’economia mondiale saranno catastrofiche, a partire dalla sparizione del dollaro (2).

Il destino del dollaro è certamente segnato e chi ci conosce sa che ne abbiamo parlato spesso (3).
L’unico effetto certo sortito dagli interventi di Barack Obama, già iniziati dalla precedente amministrazione Bush, è di aver fatto crescere il debito pubblico. Continuando in questa direzione, tra 3 o 4 trimestri il debito pubblico USA sarà pari ad un anno di produzione: 100% del PIL.

TP: Parliamo del debito pubblico statunitense da un punto di vista storico. Sicuramente durante la crisi del 1929, con la ben nota politica del New Deal, dei massicci interventi statali il debito pubblico USA deve essere aumentato. E’ così?

AF: Nel decennio succesivo alla crisi del 1929, il debito pubblico USA aumenta, ma non raggiuge cifre come quelle attuali: nel 1929 era attorno al 17% ed ovviamente cresce negli anni successivi, proprio a causa delle politiche statali: arriva al 40% nel 1934 ed al 43% circa nel biennio 1938-1939. Cresce, dunque, ma senza mai raggiungere i livelli attuali.

TP: Quindi adesso il debito pubblico è al suo livello più alto, sia in valore assoluto che in valore percentuale?

AF: No, c’è stato un periodo in cui il debito pubblico USA è stato più alto rispetto ad oggi. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946, il debito pubblico USA arriva ad oltre il 120% del PIL. Il debito USA inizia a crescere enormemente per finanziare la seconda guerra mondiale e cresce ancora di più dopo la guerra, sia per finanziare la riconversione interna, sia per finanziare la ripresa dei paesi europei (Piano Marshall).
Nel 1941 il debito pubblico era al 38% del PIL, nel 1942 salta al 45%, nel 1943 a poco meno del 70%, nel 1944 al 90%, nel 1945 al 115% e nel 1946 raggiunge il massimo storico al 121%. Dopo di che inizia a scendere.

TP: Il periodo relativo alla seconda guerra mondiale è dunque l’unico momento in cui il debito USA risulta più alto rispetto ad oggi?

AF: Si, esatto. Solamente nei sette anni fra il 1944 ed il 1950 gli USA hanno avuto un debito pubblico più alto rispetto a quello odierno. In tutta la storia economica (4), dal 1790 in poi, a parte quel periodo, gli USA non hanno mai avuto un debito come quello odierno, anzi, possiamo affermare che a parte il periodo della seconda guerra mondiale ed i giorni nostri, gli USA non hanno mai avuto problemi di debito pubblico.

Il bilancio del 1790 riportava un debito pubblico pari al 39% del PIL; tale dato rimarrà il più alto nella storia economica USA, fino appunto al periodo della grande crisi del 1929 e della seconda guerra mondiale. Dopo il 1790 il debito scende costantemente fin quasi ad azzerarsi a metà degli anni trenta, del secolo XIX; praticamente per circa mezzo secolo gli USA non hanno debito pubblico, essendo attorno all’1/2%.

Durante il periodo della guerra di secessione il debito sale fino ad un valore massimo del 32% del PIL (1867-1869), appunto in virtù della necessità per Washington di finanziare le operazioni belliche. Successivamente alla guerra di secessione il debito scende progressivamente, fino ad attestarsi al di sotto del 10% verso la fine del secolo.

Per tutto il primo decennio del XX secolo e fino all’entrata in guerra, nella prima guerra mondiale, il debito pubblico USA è inferiore al 10%. Nel 1916 era al 7%, ma nel 1918 sale al 19% e nel 1919 è al 34%. Dopo aver raggiunto questo valore massimo, nuovamente torna a scendere. Come visto, alla vigilia della grande crisi il debito pubblico era attorno al 17%.

TP: Com’è l’andamento del debito in questi ultimi 60 anni?

AF: Dopo aver raggiunto il massimo assoluto nel 1946, ad oltre il 120%, scende velocemente. Negli anni 50 si attesta attorno al 60%; negli anni sessanta continua la sua corsa alla diminuzione e nel 1967 è nuovamente sotto il 40%. Durante gli anni settanta si stabilizza attorno al 33%.

Nel corso degli anni ottanta torna a crescere e velocemente: nel 1981 è al 31%; nel 1988 è già oltre il 50%; tre anni dopo, nel 1991 è oltre il 60%. Durante gli anni novanta si stabilizza attorno al 63/66%. Nel triennio 2000-2002 è al di sotto del 60%, sia pure di poco. Tutti conosciamo la storia recente: la cosiddetta guerra al terrorismo, l’invasione dell’Afghanistan, l’invasione dell’Iraq ed il debito pubblico ovviamente ne risente.

Alla fine dell’anno fiscale 2008 (al 30 settembre), il debito pubblico USA è al 69,55%. Con l’autunno, arriva anche la nuova grande crisi e il tentativo di stimolare l’economia con grandi iniezioni di capitali pubblici. Alla fine di dicembre il debito arriva al 75,35%; alla fine del primo trimestre del 2009 è al 78.93% ed al 30 giugno è sicuramente oltre l’80%, anzi attorno all’82%. Per il dato esatto bisogna aspettare il dato del PIL, alla fine di luglio.

TP: In conclusione, il debito pubblico statunitense può arrivare alla cifra toccata nel secondo dopo guerra? Quali sono le differenze del periodo attuale con il secondo dopo guerra? Gli USA potranno riprendersi velocemente come successo appunto negli anni cinquanta?

AF: Indubbiamente il debito continuerà a salire perchè è previsto dalla strategia messa a punto da Barack Obama e potrebbe arrivare a toccare e superare quello raggiunto nel 1946.
I due periodi (1944-1950 ed oggi) sono caratterizzati da un grande indebitamente pubblico, ma vi sono delle differenze sostanziali: nel dopo guerra gli USA erano una potenza in ascesa, dominavano i mercali mondiali, la produzione era al massimo, così come pure le entrate fiscali, per cui è stato possibile ripianare quel debito.

Oggi le cose sono notevolmente cambiate: il debito aumenta; le entrate fiscali diminuiscono; aumentano i disoccupati; crollano le esportazioni; le imprese USA -a parte quella bellica- non sono in grado di competere con le imprese dei nuovi paesi emergenti, dove i salari sono bassissimi ed a volte rasentano la schiavitù.

Gli USA sono in declino. Ovviamente dire che gli USA sono in declino, non significa che il capitale USA è in declino. Il capitale non ha mai conosciuto confini e quando il profitto non risponde più alle aspettative, semplicemente si trasferisce altrove, dove sono garantiti profitti più alti.
Gli USA e paesi del capitalismo maturo sono in declino per la caduta del saggio di profitto e infatti in questi ultimi anni c’è stato un forte spostamento di capitali dagli USA e dai paesi del capitalismo maturo ai paesi in via di sviluppo. La crisi non è altro che una ristrutturazione del capitalismo.

TP: Gli USA si riprenderanno? Ci sarà la “seconda opportunità” che sogna Z.Brzezniski? O è un sogno ad occhi aperti?

AF: Gli USA sono al tramonto e probabilmente non si riprenderanno più, almeno nella misura in cui siamo abituati a considerarli. Gli USA e suoi alleati (Europa occidentale, Canada e Giappone, in sostanza il G7, cui aggiungo l’Australia) avranno un ruolo economico, a livello mondiale, sempre meno importante. Anzi, fin da adesso, possiamo dare per morto e seppellito il cosiddetto G7, almeno nella conformazione attuale.

Già si parla della necessità di un avvicendamento del’Italia, del Canadà e dell'Inghilterra, destinate a fuoriuscire da questo consesso, ma non saranno certo sostituite dalla Spagna - come si ipotizza - altro paese in forte crisi. Nuovi paesi, nuovi capitalisti stanno per irrompere sulla scena mondiale o avranno un ruolo decisamente maggiore: Cina, Russia, Brasile e India, primi fra tutti.
Ovviamente l’egemonia degli USA e paesi occidentali non scomparirà nel breve e medio tempo; continueranno ad avere un ruolo sulla scena mondiale, ma saranno fortemente ridimensionati. Per ora, c'è la perdita dell'egemonia assoluta ed il riallineamento a quella reativa. Basta vedere l'affollamento di Paesi e leader a L'Aquila -la ressa davanti ai fotografi- in quello che fino a poco fa era un esclusivo Club7, con un indiscusso potere reale maggiore.

TP: Possiamo comparare il debito pubblico dei vari Paesi? Quali sono gli Stati più indebitati?

AF: Gli Stati con il debito pubblico più alto al mondo sono lo Zimbabwe con oltre il 200% del PIL ed il Giappone con poco meno del 200%; l’Italia è attorno al sesto posto con circa il 105%; gli USA sono attorno al dodicesimo posto con l’82% circa.
Bisogna subito dire che c’è un problema di cifre, dovuto al fatto che gli organismi internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale FMI (5), riportano dati certi e recenti solo per i sette grandi.
La CIA (6) riporta i dati di quasi tutti i paesi del mondo, ma tali dati per molti stati non sono proprio recenti. In ogni caso, indipendentemente dalle graduatorie è certo che i paesi del capitalismo maturo hanno tutti un grandissimo livello di indebitamento.

TP: Com’è la situazione del debito pubblico nei paesi in ascesa come Russia, Cina, Brasile e India?

AF: Dei paesi citati, a parte l’India che ha un indebitamento pubblico del 78% ed il Brasile al 40%, comunque basso, gli altri hanno un grado di indebitamento bassissimo: l’Iran al 25%, il Venezuela al 17%, la Cina al 15% e la Russia al 6%.

TP: Oltre al debito pubblico, qual’è il grado di indebitamento dei privati nei vari paesi?

AF: Oltre al debito pubblico è importante considerare anche altri fattori, quali il debito delle famiglie, delle imprese e le riserve internazionali. Riguardo l’indebitamento privato (di famiglie ed imprese), la Gran Bretagna e gli USA hanno livelli altissimi ed infatti, il debito complessivo, debito pubblico, delle famiglie e delle imprese in questi due stati è attorno al 400% del PIL. Gli altri stati del capitalismo avanzato hanno livelli di indebitamento complessivo più basso; paesi come l’Italia ed il Giappone a fronte di debiti pubblici più alti, hanno debiti privati più bassi.

Analizzando le riserve internazionali, infine, ci rendiamo veramente conto di quanto sia grave la situazione negli Stati Uniti e nella Gran Bretagna. Un Paese come il Giappone che ha un debito pubblico molto alto, il secondo al mondo, ha però debiti privati molto bassi e soprattutto riserve internazionali per oltre 1.000 miliardi di dollari, equivalenti a circa un quarto del proprio PIL. Il Giappone è il secondo paese al mondo per riserve internazionali, subito dopo la Cina.

Anche Italia, Germania e Francia che hanno buone riserve internazionali, dell’ordine del 10% del PIL stanno decisamente meglio degli USA. Le riserve della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, che ammontano a circa la metà di quelle italiane o tedesche rappresentano di fatto una goccia, nell’oceano sterminato dei suoi debiti. La situazione è particolarmente diffícile per gli USA che hanno un debito pubblico di oltre l’82% del PIL, debiti complessivi dell'ordine del 400% e riserve internazionali che coprono a malapena lo 0,7% del debito pubblico. In conclusione gli USA, molto presto cesseranno di essere la superpotenza economica cui siamo abituati dall'inizio del secolo scorso.

Intervista raccolta a Caracas il 17/07/2009

Note
(1) E’ possibile seguire l’aggiornamento giornaliero del debito pubblico USA nel sito ufficiale del Ministero del Tesoro USA, a questo indirizzo Web: http://www.treasurydirect.gov/NP/BPDLogin?application=np

Tornare all’articolo

(
2) Il sito del Laboratorio Europeo di Anticipazioni Politiche è a questo indirizzo URL: http://www.europe2020.org/; il rapporto citato è leggibile in italiano al sito: http://informazionescorretta.blogspot.com/2009/06/tre-onde-anomale-convergenti-geab-36.html

Tornare all’articolo

(
3) Sul dollaro vedasi “Il destino del dollaro”, URL: www.lapatriagrande.net/destino_dolar_pib_pil_gdp_angus_maddison.htm; vedasi anche “Segnali di una imminente fine del dollaro”, URL: www.lapatriagrande.net/nuove_monete_segnali_fine_dollaro.htm

Tornare all’articolo

(
4) i dati storici del debito pubblico USA sono reperibili all’URL: http://www.folliero.it/08_dati_economici/dati_economici.htm

Tornare all’articolo

(
5) il data base del Fondo Monetario Internazionale è consultabile a questo URL: http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2008/02/weodata/index.aspx

Tornare all’articolo

(
6) I dati della CIA riguardanti il debito pubblico della maggior parte dei paesi del mondo sono a questo URL: https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/2186rank.html

Tornare all’articolo

Tito Pulsinelli
Fonte: http://selvasorg.blogspot.com
Link: http://selvasorg.blogspot.com/2009/07/il-debito-usa-al-massimo-storico.html#links
20.07.2009

(*) Attilio Folliero è un politologo italiano, nato a Lucera in provincia di Foggia, attualmente in Venezuela. Scrittore, poeta, autore di numerosi articoli, ripresi da media di varie parti del mondo, oltre a dirigere il sito de La Patria Grande ed il CESEIV; più volte invitato come opinionista in vari programmi radiofonici e televisivi.
 
 
  Links Correlati

· Inoltre Economia
· News by davide


Articolo più letto relativo a Economia:
SETTE PAESI CONSIDERANO LA POSSIBILITA' DI ABBANDONARE IL DOLLARO USA

 

  Opzioni


 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 

 
 
"IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO" | Login/Crea Account | 19 commenti
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.
 
 


 
 
Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati
 
 


 
 
Re: IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO (Voto: 1)
di Tonguessy il Martedì, 21 luglio @ 01:42:42 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Articolo molto interessante. Resta da chiarire se i PITS (People In The Street) continueranno a mantenere i loro risparmi in banca oppure no, se e dove investiranno perchè questo potrebbe fare la differenza nei tempi del cambiamento. Sto parlando dei paesi che hanno queste opzioni perchè suppongo che gli USA con il 400% di debiti delle famiglie questa opzione non ce l'abbiano


 
 


 
 
Re: IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO (Voto: 1)
di AlbaKan il Martedì, 21 luglio @ 02:18:23 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.vocidallastrada.com/
USA: 2 OPZIONI PER SALVARE L'ECONOMIA... [www.vocidallastrada.com] [1.bp.blogspot.com]...DICHIARARE L'INSOLVENZA O SCATENARE UNA GUERRA


 
 


 
 
Re: IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO (Voto: 1)
di ericvonmaan il Martedì, 21 luglio @ 02:42:47 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Come al solito, come sempre, si parla del "debito pubblico" come di un dato di fatto, una realtà inamovibile dalla quale non si può sfuggire. Il giornalista evita accuratamente di spiegare come e perchè si forma il debito pubblico, e si guarda bene dal proporre delle soluzioni come ad esempio quella di emettere MONETA DI STATO e non moneta privata venduta a strozzo. Ovviamente poi occorrono anche le opportune politiche monetarie, ma ho la netta impressione che affidando la gestione a una Istituzione statale con finalità di bene pubblico anzinchè ad aziende private con fini di profitto, le cose andrebbero meglio...


 
 


 
 
Re: IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO (Voto: 1)
di duca il Martedì, 21 luglio @ 04:36:07 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Eric, sono sostanzialmente daccordo sul fatto che il potere di emissione andrebbe tolto dalle mani dei banchieri privati, però faccio anche presente che a suo tempo il cosidetto divorzio tra la Banca d?italia ed il Tesoro fu salutato da una ola generalizzata di giubilo visto come aveva gestito l'emissione di moneta il Tesoro nel decennio precedente (andrebbero fatti molti distinguo, e la cosa approfonditamente analizzata, ma non è questa, credo, la sede, e dovrei andare a riprendermi un sacco di informazioni che non ho sottomano). Per quello che qui interessa, riporto questo fatto solo per dire che bisogna stare attenti a pensare che la soluzione del problema della moneta risieda solo nella distinzione tra pubblico e privato e a chi va il signoraggio perchè la politica monetaria può essere gestita altrettanto male da un ministero del Tesoro che abbia in agenda obiettivi diversi da quelli di un ordinato andamento dell'economia nel medio lungo termine. In astratto nulla vieterebbe ad un privato di emettere moneta purchè le regole e gli obiettivi, insomma il "mandato di stampa" fosse chiaro, condiviso, e soprattutto rispettato. L'unica vera obiezione di principio che avrei nella gestione "privata" dell'emissione è che dovrebbe essere il banchiere a PAGARE allo Stato, cioè alla comunità, le royalties dovute per il PRIVILEGIO di poter battere moneta e non viceversa lo stato a pagare gli interessi sul denaro prestatogli dalla banca di emissione!


 
 


 
 
Il costo del “bailout” raggiunge la cifra impensabile di 24 trilioni di dollari (Voto: 1)
di Tao il Martedì, 21 luglio @ 05:23:44 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
IL COSTO DEL "BAILOUT" RAGGIUNGE LA CIFRA IMPENSABILE DI 24 TRILIONI DI DOLLARI (80 MILA PER OGNI AMERICANO)

DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet.com

Secondo la sorveglianza che sovrintende al programma di salvataggio finanziario del governo federale, la piena esposizione a partire dal 2007 ammonta all’enorme cifra di 23,7 trilioni di dollari, ossia 80mila dollari per ogni cittadino americano.

L’ultima volta che siamo stati in grado di ottenere una misura del costo totale del salvataggio, era pari a circa 8,5 trilioni di dollari. Passati otto mesi da quella linea, la cifra è quasi triplicata.

La cifra di 23,7 trilioni di dollari ricomprende «circa 50 iniziative e programmi stabiliti dalle amministrazioni Bush e Obama, nonché dalla Federal Reserve», secondo l’Associated Press.

In un documento di asseverazione che sarà consegnato alla supervisione della Camera e al Comitato governativo di riforma domani [21 luglio 2009, Ndt], Neil Barofsky, l'ispettore generale per il programma TARP, dirà al Congresso che «il Dipartimento del Tesoro ha ripetutamente omesso di adottare raccomandazioni volte a rendere il programma TARP più responsabile e trasparente ».

Secondo Barofsky, i contribuenti sono al buio su chi ha ricevuto il denaro e su quel che ne fanno.

Come abbiamo più volte sottolineato, la destinazione di circa 2mila miliardi di fondi TARP è stata oggetto di un’azione legale presentata da Bloomberg alla fine dello scorso anno dopo che la Fed aveva rifiutato di rivelare i destinatari. La causa è ancora in corso, giacché Bloomberg tenta di scoprire i nomi delle istituzioni finanziarie private che hanno ricevuto il denaro.

Sarà il popolo americano in ultima analisi a doversi accollare tutto visto che il dollaro è svalutato poiché la Fed presta il denaro dal proprio bilancio o essenzialmente stampa solo più denaro, come ha spiegato un articolo della San Francisco Chronicle l'anno scorso.

I salari non terranno il passo dell'inflazione e, se si aggiunge all'equazione la serie di nuove tasse introdotte dall’amministrazione Obama, le conseguenze sono evidenti: un abbassamento del tenore di vita per milioni di appartenenti alla classe media americana.

Nel frattempo, Henry Paulson, uno dei principali architetti del “bailout” nonché l'uomo che ha perpetrato del terrorismo finanziario all’atto di minacciare il Congresso con scenari di legge marziale e rivolte alimentari, qualora non avessero approvato il primo pacchetto TARP, sfacciatamente s’intasca 200milioni in profitti Goldman Sachs esentasse mentre distribuisce miliardi in guadagni illeciti ai suoi compari banchieri, tutto questo dopo aver tirato un'esca e passare a cambiare l'intero centro del salvataggio dall’acquisto dei titoli di debito tossico fino a dare il denaro direttamente alle istituzioni finanziarie.

Abbiamo paura di pensare a quali saranno le cifre del salvataggio fra altri otto mesi. Triplicheranno ancora fino a 70 trilioni di dollari? Che ne dite di 100 trilioni di dollari?

L'unica cosa che può porre fine allo sfrenato saccheggio è il disegno di legge di Ron Paul volto all’auditing della Fed, che ha ricevuto un sostegno in Parlamento ma è stato bloccato da traditori occasionali prezzolati al Senato, che avrebbero invece dovuto vedere una continuazione del grande furto, anziché la responsabilità e la trasparenza.

Versione origibale:

Paul Joseph Watson,
Fonte: www.prisonplanet.com
Link: http://www.prisonplanet.com/cost-of-bailout-hits-a-whopping-24-trillion-dollars.html
20.07.2009

Versione italiana:

Fonte: www.megachipdue.info
Link: http://www.megachipdue.info/component/content/article/42-in-evidenza/275-il-costo-del-bailout-raggiunge-la-cifra-impensabile-di-24-trilioni-di-dollari-80mila-per-ogni-americano.html
21.07.2009

Traduzione a cura di PINO CABRAS


 
 


 
 
Re: IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO (Voto: 1)
di edoxxx il Martedì, 21 luglio @ 08:03:33 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Ma nei confronti di CHI sono debitori?


 
 


 
 
Re: IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO (Voto: 1)
di adriano_53 il Martedì, 21 luglio @ 10:57:46 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
PRECISAZIONE

Uno degli strumenti più usati dalla offensiva neoliberista, a partire dalla metà degli anni 70, è stato la manipolazione statistica. Il PIL, dato statistico per eccellenza, come altri indicatori macroeconomici, vedi l'indice di disoccupazione, dopo tre decenni di manomissioni, con alcune al limite dell'idiozia, non rappresenta ormai niente più che un'affermazione politica.

Al contrario il debito pubblico è una cifra: volendo la si può risolvere in titoli di credito con nome e cognome.

Rapportare dati che hanno nature così diverse non genera nessun elemento predittivo e contribuisce solo alla diffusione della nebbia numerica che avvolge il neoliberismo


 
 


 
 
Re: IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO (Voto: 1)
di myone il Martedì, 21 luglio @ 12:26:28 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)

11.545 miliardi di dollari l' 82% del PIL
e che volete che sia.
Ne faranno ad oltranza, pure oltre il 100,200 %.
Tanto che cambia?
Esaurite le credenziali dollaro, faranno fallire il dollaro
creeranno una nuova moneta, e ripartiranno da capo.
Il debito e i debiti si dissolveranno.
Quelli loro, quegli degli altri rimarranno.
Stronzate? Si vero, credere a qualche resa dei conti.
Nel 1946 quello usa arrivo al 120 %
propio quando faceva la parte del leone per gli altri.
Con la facciata dollaro finiranno di essere la super potenza mondiale,
cambieranno faccia, e continueranno.
Crolla il dollaro o crollano gli usa?
3/4 del mondo crollera'. Nessuno vuole questo, e il timone rimane.
Cambieranno remo, ma i rematori sono sempre gli stessi.
Hai voglia te di continuare a far conti in tasca agli altri volendoli vedere KO.


 
 


 
 
Re: IL DEBITO USA AL MASSIMO STORICO (Voto: 1)
di LucaV il Martedì, 21 luglio @ 14:28:53 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
www.usemlab.com


 
 


 
 
Disclaimer A meno di avvisi di particolari (articoli con diritti riservati) il materiale presente in questo sito può essere copiato e ridistribuito, purchè vengano citate le fonti e gli autori. Non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale pubblicato. I contenuti sono pubblicati senza periodicità.