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  IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO
Postato il Lunedì, 08 giugno @ 20:00:00 CDT di davide
 
 
  Iran DI STEFANO VAJ
mirorenzaglia.org

Chi scrive non ha nessuna tenerezza filosofica per l’Islam, che ai miei occhi ha molto di ciò che mi tiene lontano dalle altre due grandi famiglie monoteiste - aggiungendoci magari qualcuno di suo… Meno ancora sarei ansioso di vivere in un paese seriamente musulmano, prospettiva che mi alletta all’incirca quanto quella di trasferirmi in Vaticano o Israele e che altrettanto poco mi sorriderebbe ritrovarmi in casa nel futuro più o meno prossimo. Così, il gusto di giocare il ruolo dell’avvocato del diavolo riguardo a paesi o sistemi di volta in volta demonizzati dai media occidentali suppongo non mi impedisca in generale di percepirne l’estraneità o i limiti, ed anzi provo un sincero fastidio per l’abitudine tutta italiana di prospettarsi “paradisi” o “salvezze” o “modelli”, ad est o ad ovest, cui sacrificare acriticamente, a scapito della ricerca di soluzioni qui-ed-ora in vista anche e soprattutto degli interessi e delle specificità che più direttamente ci concernono.

Nell’accingermi per la prima volta ad un viaggio di lavoro in Iran, il simbolo per molti del “fondamentalismo islamico”, non ho perciò messo in valigia particolari pregiudizi positivi, non più di quanto mi sentissi sul punto di sprofondare in un girone dantesco. Il viaggio stesso, pur nella sua brevità, è stato d’altronde un’occasione per confermare, integrare e correggere l’impressione generale che mi ero già formato sul paese sulla base di informazioni ed esperienze indirette.

Naturalmente, appena sbarcati non ci si può non rendere conto delle “differenze fondamentali”, a livello di “stile di vita”, che il paese presenta. Per esempio, la gente muove le dita su cellulari touchscreen Samsung invece che Apple, ci sono molte più Peugeot e Kia che Fiat o Ford (anche se vanno per la maggiore le Samand, auto di discreta qualità e media cilindrata che l’Iran si produce da solo…), nell’equivalente locale degli Starbucks la gente consulta la posta elettronica su un Sony Vaio anziché su un notebook della Dell, e i foulard sono più spesso di Hermès che di Ralph Lauren.

Ma se la battuta può anche suggerire qualcosa in termini di permeabilità del paese rispetto alla cultura etnocida e mondialista del “sistema per uccidere i popoli” anticipato sin dagli anni ottanta nell’omonimo libro di Guillaume Faye da me tradotto in italiano, la “diversa normalità” del paese, in particolare da un punto di vista europeo, resta nondimeno vistosa in chiave di demistificazione del terrorismo psicologico di cui il paese in questione resta vittima.

Persino coloro come il sottoscritto che lo visitano per la prima volta già non del tutto ignari della realtà della società iraniana hanno l’inevitabile tentazione di raffigurarsela sotto tratti in qualche misura “sauditi”. Ora, tale tentazione più che con la realtà ha a che fare con una mancanza di prospettiva da parte nostra, che ci induce ad una generalizzazione avente per oggetto tutto ciò che è appunto l’Islam (o il “medio oriente”) meno occidentalizzato e “tunisino”. Viceversa, la Repubblica Islamica di Iran ha davvero altrettanto poco a che fare dal punto di vista sociologico con i paesi tribal-feudali che costituiscono i cocchi dell’occidente nella regione quanto ne ha dal punto di vista della collocazione politica internazionale - e se ne rende del resto perfettamente conto.

Tehran in particolare è una città di una dozzina di milioni di abitanti, in cui sono tuttora in corso - malgrado gli scossoni generati dalla violenta riduzione del prezzo del petrolio - vistosi programmi di sviluppo urbanistico, per decine e decine di cantieri attivi, largamente abitata da una classe media i cui ritmi di vita sono scarsamente tipici della regione, e la cui caratteristica che maggiormente colpisce un milanese è l’età media incredibilmente bassa - eredità del baby-boom successivo alla fine della guerra con l’Iraq, e che almeno nella capitale comporta una cospicua percentuale di studenti, al punto da renderla entro certi limiti, e soprattutto in certi quartieri, simile ad una “città universitaria”. Del resto, Ahmadinejad stesso è stato eletto presidente della repubblica a quarantanove anni, ed era diventato sindaco di Tehran a quarantasei. Come viene notato da tutti, la classe dirigente della rivoluzione khomeinista è stata sostanzialmente rimpiazzata dai quadri politico-militari selezionati dal conflitto contro Saddam, e che oggi rappresentano anche la spina dorsale dell’economia del paese. Infatti, a fronte di un pullulare di piccole iniziative commerciali e imprenditoriali, e di una legge paradossalmente molto liberale riguardo agli investimenti stranieri, l’Iran è oggi, al contrario dei suoi vicini arabi, non solo un paese relativamente industrializzato, ma fondamentalmente socialista, con un settore pubblico che si avvicina all’80% dell’intera economia, e che conosce un intervento massiccio non solo dello stato, ma direttamente di pasdaran, esercito ed altre istituzioni, in collaborazione-competizione tra loro, in un quadro di forte ricambio generazionale e di discreta mobilità sociale. Davvero nulla a che vedere sia con la gerontocrazia del vecchio corso cinese sia con i boiardi del parastato italiano anni settanta alla Prodi… Il sistema giuridico applicabile ai contratti o alle controversie commerciali - e che ritroviamo descritto nel… codice civile iraniano, di cui è facilmente reperibile anche una traduzione in inglese - resta comunque molto più familiare ad un europeo continentale non sono di quello cinese o di quello arabo, ma anche di quello anglosassone, essendo come il nostro ampiamente derivato dal Code Napoléon e dalla scuola pandettistica tedesca della fine dell’ottocento.

Con tutti i problemi che un agglomerato urbano di queste proporzioni inevitabilmente crea, degrado, accattonaggio, prostituzione, baraccopoli, microcriminalità a Tehran sono praticamente invisibili, mentre restano “normalmente” drammatici traffico ed inquinamento atmosferico, anche se l’influsso delle montagne incappucciate di neve che sono visibili dalla città - e ove i suoi abitanti possono andare a sciare in una mezz’ora di macchina - tende ad alleviare tale ultimo problema. La complessiva qualità della vita resta perciò discreta, così come è ovvia per qualsiasi visitatore la vivacità politica, sociale, economica, culturale, che si coniuga con un’elevata omogeneità della popolazione (dalle sembianze certo più europoidi, specie nella componente femminile, di quelle di molte popolazioni che si affacciano al mediterraneo, non escluso nel nostro paese), un’immigrazione straniera inesistente (per coloro in particolare che siano affetti, come molti miei amici leghisti, da “anti-arabismo primario”, può essere interessante il fatto che gli arabi sono pochissimi e piuttosto malvisti in Iran…) ed una sicurezza di tipo “svizzero”, del tipo che consente di lasciare una macchina aperta con le chiavi dentro o ad esempio una giovane donna di girare a qualsiasi ora in qualsiasi quartiere senza timori particolari.

Già, le donne. Giova al riguardo ricordare che i burka non abitano qui, e neppure i veli che coprono il naso e la parte inferiore del viso (stile film “arabo” di Hollywood, per intenderci). Studentesse, giovani casalinghe e professioniste, spesso impeccabilmente truccate, smaltate e griffate, portano il chador (che viene invece indossato in modo più “castigato” nelle divise e da parte delle donne molto anziane, inquadrando il viso dalla gola all’attaccatura dei capelli) solo a partire dalla sommità della testa verso l’indietro, in una posizione che sfida forse la forza di gravità ma di sicuro ben poco nasconde dell’ultima creazione del loro parrucchiere. Professioniste, dicevamo, perchè non solo sarebbero impensabili in Iran le regole demenziali riguardo la guida dell’auto o l’obbligo di essere accompagnate fuori di casa da un uomo, ma esiste una vivace presenza femminile, certo superiore ad esempio a quella giapponese, nelle professioni, nell’imprenditoria, nel giornalismo, nella cultura, nella politica.

La politica… La politica resta la grande passione di buona parte della popolazione. Una popolazione che vota a sedici anni, e che accorre in massa a tutte le scadenze elettorali, facendo un tifo accanito per i rispettivi, numerosi, candidati, di cui i partiti rappresentano poco più del comitato elettorale. Alle elezioni presidenziali in corso, ad esempio, si sono presentati circa quattrocento candidati - tra cui un centinaio di donne - senza i “filtri” imposti da nomination, primarie, liste chiuse, e così via. Per quello che è dato di capire, infatti, anche chi è matematicamente sicuro di non avvicinarsi neppure al ballottaggio, ce la mette tutta, e considera la propria campagna, ove come avviene per la grande maggioranza dei candidati la candidatura venga ammessa, un’occasione per farsi conoscere e rendersi visibilo in vista di altre occasioni ed altre (magari più modeste…) competizioni elettorali.

Difficile certo sarebbe descrivere la vita politica iraniana secondo il frusto asse “destra-sinistra” ancora in voga in Europa: in effetti, come noto, politiche internazionalmente “aperturiste” e moderate possono facilmente accoppiarsi ad un accentuato conservatorismo sociale, posizioni nazionaliste e radicali in politica internazionali possono convivere con un atteggiamento ostile ad un’eccessiva ingerenza del clero sciita nella vita interna del paese, posizioni fortemente “sociali” possono andare insieme al tradizionalismo a livello di costumi. Ma in ogni modo tutti gli iraniani hanno ben presente la loro posizione al centro della politica medio-orientale e mondiale, e ne sono fieri, ed una “quinta colonna” di personaggi che considererebbero un’invasione straniera come una “liberazione dalla tirannia” è nel paese sostanzialmente inesistente. Il funzionario ICE che mi ha accompagnato e fatto da guida nel corso dei miei contatti, già emigrato in Italia al tempo della rivoluzione e poi rientrato Iran, ad esempio, è uno dei pochissimi abitanti che dichiara, del resto neppure troppo a bassa voce, la sua nostalgia per i tempi dello Shah. Ebbene, anche lui non ha nessun dubbio nel sostenere e ritenere fondamentale il programma nucleare per la modernizzazione del paese, non esita a ritenere pretestuoso e dettato da puri interessi geostrategici ed economici l’embargo in vigore, e non può capire a che titolo l’Italia presti credito alla posizione di potenze nucleari da sessant’anni che non mostrano alcuna intenzione di rinunciare ai propri esorbitanti arsenali e che prendono a pretesto i propri veri o pretesi timori che altri si dotino di deterrenze analoghe per limitarne la sovranità…

“Modernizzazione”, del resto, è uno dei Leitmotiv delle politiche governative ed aziendali iraniane. Modernizzazione intesa, chiaramente, in senso economico e tecnologico e strutturale, non in quello “tiepido” di “liberalizzazione” e globalizzazione rispetto ad un preteso “oscurantismo” attuale. Ma il concetto di oscurantismo islamico nel contesto iraniano va esaminato più da vicino, in controluce rispetto non solo al modello saudita o talebano, ma anche rispetto a quello che sarebbe una società americana pienamente dominata dalla “destra cristiana”. E ciò non solo sotto il profilo ormai poco di moda della “modernizzazione finanziaria”, che vede l’Iran oggi nella posizione di dover essere sinceramente grato alla politica dell’amministrazione Bush. Capita infatti che in Iran insieme all’”islamic banking”, che interpreta in modo rigoroso i precetti religiosi in termini di usura, etc., esistano anche banche attive più o meno nelle forme occidentali, i cui accaniti tentativi di partecipare al mercato dei subprime e di ottenere la loro quota di “toxic assets” sono stati frustrati più dal provvidenziale ostracismo neocon che dalla lungimiranza delle locali autorità di vigilanza, e che oggi non hanno ancora finito di fregarsi le mani per essere state risparmiate dal relativo uragano…

Così, parlando di oscurantismo relgioso, giova ricordare che in Iran ad esempio la biologia evoluzionista viene tranquillamente insegnata a scuola senza spazi per divagazioni “alternative”: la Bibbia è bensì un libro sacro per i musulmani, e gli stessi tendono anche ad essere “letteralisti”; ma l’Islam insegna anche la dottrina della corruzione della parola di Dio, e della verità successiva che supera l’errore precedente, e mentre la Genesi è largamente screditata nell’opinione dei più, il Corano è sufficientemente vago sul punto da non creare nessun tipo di problema al “credente” biologo; e in ogni modo i ben pochi “creazionisti” musulmani non si trovano affatto nei ranghi degli ayatollah, ma - guarda, guarda … - sono turchi o egiziani. Ugualmente, la ricerca o le applicazioni biotecnologiche non pongono nessun problema: la semidivinizzazione tomista della Natura alla base dell’ecologia del profondo non ha radici in questo contesto. Così come non lo pone il nucleare, anche se esistono teorie che condannano un eventuale uso di bombe atomiche; né sono noti particolari interdetti riguardo all’utilizzo di tecniche e strumenti utili a potenziare sotto qualche profilo le prestazioni degli esseri umani.

Per quello che invece riguarda la sfera sessuale, che costituisce per definizione l’ argomento privilegiato dei fanatici religiosi occidentali, è bensì vero che chi si presta ad una divagazione extraconiugale di una donna sposata va incontro ad un rischio lapidazione, e che è impossibile in mancanza di matrimonio occupare una stanza d’albergo con un ospite del sesso opposto. Ma molti, nell’interpretare le conseguenze di tale ultima disposizione, dimenticano per esempio di considerare che nulla vieta in Iran di stipulare un matrimonio a tempo determinato, per un periodo arbitrario che può andare da un giorno a novantanove anni. Certo, magari se un celebrante anzianotto vede sui documenti indicate quarantotto ore, è ben possibile che rotei un pochino gli occhi, essendo evidente per tutti lo scopo di tale coniugio: ma la cosa non gli dà alcun potere di interferire con la scelta al riguardo dei nubendi.

Certo, esiste naturalmente anche il matrimonio a tempo indeterminato. E come mi conferma un avvocato: “Ah, beh, in tal caso divorziare è un incubo, specie se i coniugi litigano ci può volere anche più di un anno dalla separazione” (confronta con i tre anni minimo richiesti dalla legislazione italiana). Ma il divorzio ad un abitante di un paese clericale come l’Italia fa venire immediatamente in mente l’aborto: “No, l’aborto non è libero”, continua il mio interlocutore, quasi un po’ imbarazzato dalla ammissione, “può essere eseguito unicamente da un medico” (! - sottinteso: “alle macchinette a gettone non ci siamo ancora, ma ci stiamo lavorando…”; assolutamente liberi sono invece gli strumenti per la pianificazione delle nascite, largamente utilizzati e su cui la morale islamica non ha nulla da dire; cfr. di nuovo l’obbligo italiano di ricorrere a strutture pubbliche e ad umilianti procedure burocratiche per ottenere legalmente un’interruzione di gravidanza). Ciò del resto porta con sé un’assoluta libertà di ricerca in materia di embrioni e cellule staminali, di cui stanno in effetti approfittando numerosi programmi pubblici e privati: secondo la tesi teologica che va per la maggiore, l’embrione diventa dotato di un’anima in qualche periodo successivo al terzo mese, così che la sperimentazione che coinvolge poche decine di cellule non ha più implicazioni biotetiche di quella che coinvolge qualche cellula di mais transgenico. Ancora, il regista newyorkese di origine iraniana Tanaz Eshaghian ha avuto la sorpresa, nel girare il documentario Be Like Others, che il cambio di sesso in Iran è una procedura medica pagata dallo stato, e vista come la “realizzazione della volontà di Allah”, cui bisognerebbe pur rassegnarsi ove si verifichino ambiguità di genere non altrimenti risolvibili…

Al di là di queste esemplificazioni estreme, ciò che è sicuro è che la società sopra delineata non appare in pratica particolarmente sessuofoba, e la libertà dei costumi è significativamente aumentata proprio nell’epoca Ahmadinejad, l’orco conservatore che assicurerebbe il perdurare del fanatismo religioso nel paese. In realtà, le condizioni sociali, generazionali, culturali, urbane e di sicurezza fanno sì che una donna abitante a Tehran si muova probabilmente con maggior agio di quanto accade in molta provincia europea. E coppiette irregolari di formazione visibilmente recente, che tubano per strada, nei giardini, nei bar, sono ancora più abbondanti delle donne sole - anche se non si toccano né si baciano in pubblico, uso del resto in decadenza anche in molte città europee. Tanto per citare un aneddoto personale, chi scrive, avendo scambiato poche parole all’uscita di un ristorante con una elegante receptionist di cui aveva sollecitato l’aiuto per ottenere un taxi e un po’ d’aiuto per indicare a quest’ultimo l’albergo corretto, si è visto chiamare in albergo dopo qualche ora, e porre tre domande iniziatiche: “sei sposato? qual è il tuo numero di cellulare? ho finito adesso di lavorare, ti va se andiamo a bere qualcosa in centro?”.

Naturalmente, da occidentale, avrei potuto equivocare, e pensare erroneamente che… la stessa mi invitasse a bere dell’alcool. Sotto tale profilo, in Iran beninteso non esiste alcuna forma di proibizionismo stile anni trenta americani: ognuno può comprare dieci litri di vodka e berseli tutti a casa propria sino a suicidarsi; d’altronde, non solo è vietato bere bevande alcoliche in luoghi pubblici (come tuttora negli USA: cfr. la classica scena da film americano con la bevuta dal collo dela bottiglia nascosta da un sacchetto di carta…) ma anche bere in luoghi aperti al pubblico, come ristoranti, alberghi, uffici, etc. Più o meno come oggi capita con il tabacco dalle nostre parti - e del resto anche in Iran. Cosicché, qualche ristorante in stile occidentale addirittura espone bottiglie di vino o di champagne a scopo “decorativo”, ma non le serve ai suoi clienti; né lo fanno bar o caffé o altri luoghi di ritrovo per giovani e non; e in ogn imodo resta socialmente inaccettabile presentarsi in pubblico in condizioni visibilmente alterate (così come del resto a Milano o a Madrid, benché le cose possano stare diversamente a Londra o a Helsinki, dove è talora insolito che qualcuno si presenti ad un appuntamento o ad una cena perfettamente sobrio).

La cosa non pare però nuocere troppo ai rapporti sociali ed alla conversazione, che come nell’Europa latina si svolgono spesso a tavola. e rispetto a cui resta il rimpianto di non conoscere abbastanza il farsi, lingua indoeuropea probabilmente più facile per la maggiorparte di noi del russo o del tedesco, la cui sola vera difficoltà consiste nel fatto di essere scritta in caratteri arabi, e perciò con la consueta omissione delle vocali.

Ma avrò certo il tempo di rimediare per la prossima visita, di cui mi auguro di avere presto l’occasione…

Stefano Vaj
Fonte: www.mirorenzaglia.org
Link: http://www.mirorenzaglia.org/?p=7939
8.06.2009
 
 
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Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di paolapisi il Lunedì, 08 giugno @ 21:36:34 CDT
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Eccolo qui, un altro sopraffino esperto di medioriente che ora ci descrive il paradiso persiano dopo aver fatto un viaggio di lavoro, durante il quale ha appreso che le donne iraniane non portano il burqa (ma davvero? non l'avrei mai detto), che in Iran non c'è immigrazione straniera (e vorrei vedere...), che la popolazione iraniana è molto giovane (bastava leggere qualche statistica), che gli arabi sono pochi e malvisti (a onor del vero, un 3% della popolazione iraniana è araba, ma non si tratta di stranieri bensì di arabi iraniani, molto molto malvisiti e discriminati, come altre minoranze, ma questo la elegante e disponibile signorina della reception non gliel'ha detto..)...Insomma, ha scoperto tante belle cose che mai avremmo sospettato: però è un po' credulo, ecco, e si è fidato di quello che gli ha detto il suo informatore o la signorina disponibile e forse innamorata. Perchè ad esempio in iran l'aborto è vietatissimo e permesso solo se la gravidanza mette a rischio la vita della madre : http://en.wikipedia.org/wiki/Abortion_in_Iran E non solo l'alcool NON è in libera vendita in Iran, ma se una persona viene beccata a bere alcool per la quarta volta viene condannato a morte (pena non ancora previosta per i fumatori in italia): http://www.dailymail.co.uk/news/article-512833/Iranian-man-sentenced-death-drinking-alcohol-times.html http://media.nationalreview.com/post/?q=NTA4NmM4NDQ4YjZjYjRlYmU1OWFhNDE4MzkwYTEyYzM=

Il nostro viaggiatore non pare avere idee chiarissime neppure sulla religione islamica: la bibbia è un testo sacro per gli islamici????? Ma stiamo a pazziare? La tradizione coranica afferma che il testo biblico è la corruzione della vera rivelazione che i profeti biblici hanno ricevuto da Allah (pertanto mi riesce difficile capire che cazzo voglia dire che che "la Genesi è largamente screditata nell’opinione dei più", ammesso che voglia dire qualcosa). E nelle scuole iraniane con il piffero che non viene insegnato il creazionismo: http://www.payvand.com/news/09/feb/1139.html I libri di darwin sono in vendita, ma agli studenti viene insegnato che Allah ha creato la prima coppia umana etc. etc. (ma che cosa gli ha raccontato mai la receptionist per conquistarlo?).

Comunque, la nota più comica è che in Iran c'è un sistama socialista. Come no, stanno privatizzando anche l'aria che si respira.
Non proseguo, anche se ogni riga sarebbe degna di commento, perchè davvero non ne vale la pena: ma se proprio si vuole fare l'apologia della teocrazia iraniana, c'è di meglio - e di un tantinello intellettualmente più raffinato - delle impressioni di viaggio del credulo ammiratore dei mullah, a propria volta oggetto di ammirazione da parte della signorina della reception.

Morale della favola: quando si vuole conoscere la realtà di un paese, è meglio documentarsi su testi, articoli, libri, dati, che credere a quelli che dicono "sono stato una settimana in...., non parlo una parola che sia una della loro lingua, ma ora so tutto quello che vi accade, in tutti i campi possibili, e mo' vi erudisco io". Ma se c'è gente di nazionalità italiana che abita in italia da 50 anni, e non capisce un cazzo della realtà politico-socio-culturale italiana, e crediamo che andando per qualche giorno in un paese straniero si possa capire quello che vi accade davvero? E questo vale anche per osservatori neutri, come mi pare invece NON sia il nostro viaggiatore. Che comunque,questo occorre riconoscerlo, è un gentiluomo, e pertanto non ci ha detto come è finita poi con la receptionist...


 
 


 
 
Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di reza il Martedì, 09 giugno @ 04:59:58 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.dovevailmondo.splinder.com
Mio caro Stefano, come dice la Pisi "quando si vuole conoscere la realtà di un paese, è meglio documentarsi su testi, articoli, libri, dati, che credere" ai propri occhi e al proprio intelletto! Casomai, si può andare in Iran e ragionare sulla realtà iraniana, ma quando lo si vuole trasmettere, specialmente in occidente come sostiene la Pisi, bisogna linkare gli indirizzi web indicati dalla signora, invece di trasmettere il proprio ragionamento. Hai capito ? che ti sia di "lezione" per la prossima volta! insomma, non puoi rompere cosi i castaelli di vetro costruiti in base alla disinformazione sull'Iran islamico. Se lo fai la Pisi ci resta male , forse perché vede esurirsi il suo ruolo in questa vita !?! PS - Ci vado questo estate in Iran, se vuoi, tu e chiunque altro, posso portarvi ancora più nel profondo della realtà iraniana di oggi, facendovi vedere i luoghi , i momenti e le vite su cui, come ho sempre fatto con amici italiani che sono venuti con me in Iran, potete ragionare da soli. PS1- Qualche anno fa(era nell'1999)dopo 2 settimane in Iran, un caro amico, mentre lo accompagnavo all'aeroporto per farlo tornare in Italia, mi disse questa frase; "Reza, all'età di 60 anni, non credevo di trovarmi ad avere cosi profondi dubbi sul concetto della civiltà su cui mi ero ormai convinto che noi in occidente possiamo dichiarare di avere la supremazia culturale. Adesso non ci credo più in questa supremazia e non solo, ti dirò, credo che nei prossimi anni noi vederemmo regredire la nostra civiltà, mentre sono sicuro che voi siete in forte crescità e da qui a toccare il vostro apice ci sarà lo spianamento nostro".


 
 


 
 
Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di LonanHista il Martedì, 09 giugno @ 05:33:49 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
minkia.....................ma paolapisi vuole diventare l'erede di oriana fallaci?...oppure è un agente provocatore antiran?....si può non essere daccordo sul "sistema iraniano", si può disquisire, però paolapisi ogni volta che si accenna all'iran sembra trascinata o meglio spinta da un odio ancestrale, che appare addirittura oltre misura al punto che se sono pagato ne scrivo più di quanto ne ho e ne metto...................oppure paolapisi ha nostalgia dell'epoca dello scià o addirittura il suo è uno pseudonimo dietro al quale si cela il nome palhevi.....................................l'iran in ogni modo agli occhi del pecorume occidentale ha solo una sfiga:QUELLO DI ESSERE UN PAESE CHE NON VUOLE ASSOGETTARSI E PIEGARSI ALLE LOGICHE DELL'IMPERO....perché ci sono molti paesi dove si vive molto peggio dell'iran, dove ci sono sistemi deplorevoli, però non se ne parla perché in fondo sono alleati.............................................PAOLAPISI..SIAMO UN BLOG DI 4 GATTI, ALMENO QUI POTRESTI RISPARMIARTI QUESTE CAZZATE STILE CORSERA,NYT,HAARETZ,FT..ETC.....dai, qui non siamo tutte pecore, bene o male la maggior parte di noi ragiona con la propria testa, A PARTE QUEI COGLIONI CHE NEL FORUM CONTINUANO A DISSERTARE SULLA SAGA PAPI-NOEMI......mentre stiamo andando a puttane nel vero senso della parola.......e la germania sta operando per sbattere fuori dall'euro paesi come il nostro, con deficit elevato e prospettive future scarse e buie......PERò è IMPORTANTE PAPI-NOEMI O I CAZZI DI CASA BERLUSCONI...o peggio far apparire l'iran come il peggiore dei mali...QUANDO IL NOSTRO PAESE CON L'IRAN HA AFFARI PER 6 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO, CIRCA LO 0,5% del Pil....che in tempi come questi non è da buttare via...................................PAOLA PISI MA CHE TI HANNO FATTO GLI IRANIANI?(e se sei ebrea, dovresti sapere che gli ebrei iraniani sono trattati con i guanti, se sei gay basta che non tocchi i ragazzini e comunque te lo devi pigliare nel culo di nascosto, se sei di un altra religione, specie cristiana sei rispettato E SOPRATTUTTO SE SEI RICCO O POVERO SI VIVE COME NEGLI ALTRI PAESI......E SE TI FAI, SE SEI TRA L'OLTRE IL MILIONE DI IRANIANI TOSSICI C'è LAGGIù IL SERT....SE COMMERCI IN EROINA TI FANNO LA PELLE COME IN THAILANDIA BIRMANIA ETC.....)..................l'iran in fondo è un posto come un altro.......con la sola sfiga che non vogliono più dollari.....è FORSE QUESTO IL VERO PROBLEMA PAOLAPISI?


 
 


 
 
Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di chisciotte il Martedì, 09 giugno @ 06:18:36 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
ragazzi tranquilli, nn s'è capito che paolapisi in realtà è solo gelosa della ragazza alla reception..?? -- tesoro trovati un uomo senno rischi di diventare isterica e lascia perdere l'iran, che hai sbagliato sito..


 
 


 
 
Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di reza il Martedì, 09 giugno @ 07:05:24 CDT
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In realtà, la filosofia e il pensiero politico iranico come la radice dell'albero crescente del mondo islamico sciita (in netto contrasto con Wahabismo e con il salafismo, guardacaso,creatori dell'Alqaeda grazie alle consultazioni con la CIA ed il mussada) costituiscono il fenomeno politico/economico/militare e sociale che nell'intero mondo islamico offrono UN MODELLO alternativo a qualsiasi altro finora rappresentato, ivi compreso quello occidentale, e la Sig.ra Pisi lotta questo questa realtà, da sempre.
Sull'Iran nello specifico, la Sig.ra Pisi ha da semrpe insistito per camuffare il ruolo da contrappeso svolto dal MODELLO IRANIANO nei confronti della corruzione sionista seguita dagli arabi filoamericani, l'esatto sistema che due giorni fa ha fatto vincere le elezioni libanesi(grazie ai petrodollari e alle interferenze del mussad) al gruppo 19 marzo guidato dal figlio del defunto palazzinaro wahabita quale fu Harriri(un specie di Caltagirone del mondo arabo). Resta solo un fatto particolare: malgrado l'occupazione territoriale dell'Afghanistan e dell'Iraq da parte della armata occidentale, è l'Iran che detta la prima e l'ultima parola in questi due paesi e questo non perché è "alleato" o "sottomesso" a qualcuno ma perché porta avanti gli interessi strategici propri , indipendentemente dalle forze sul campo.
Che siano più leciti gli interessi iraniani che gioca in cortile della propria casa o quelli delle potenze occidentali che occupano militarmente la regione e corrompono i governanti arabi è tutto un'altro discorso!
Ma tutto ciò avviene anche in Libano dove, malgrado il possesso di 71 seggi (su 128) da parte del gruppo 19 marzo, i 57 seggi di Hezbollah (alleato con i cristiani di Lahud) contano fino a determinare ogni singola scelta della "maggioranza" filoamericana.
Ecco, la Sig.ra Pisi agisce contro questa realtà, ora sostenendo i Baasisti, ora il fantomatico "resistenza" irachena che però è finanziato dai wahabiti e dai salafidi e che agisce negli interessi che riguardano i Sauditi, gli americani e gli israeliani, uccidendo con attentati terroristici ogni giorno centinaie di iracheni civili.
Trovate da soli la posizione della Pisi! Naturalmente sono pronto a dimostrare quanto sostengo.


 
 


 
 
Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di ericvonmaan il Martedì, 09 giugno @ 07:07:58 CDT
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Bell'articolo. Prima di esprimere opinioni su luoghi e persone bisognerebbe frequentarli di persona, come ha fatto l'autore dell'articolo, e non solo prestare fede alla propaganda di regime. E, cosa più importante, ogni popolo ha il totale diritto di decidere per sè come vivere. E NESSUNO dovrebbe imporre agli altri, con metodi striscianti o coercitivi, la propria idea di "democrazia" e "civiltà". L'Iran mi sembra non abbia cercato di invadere mai nessuno e si fa gli affari propri. I nostri alleati internazionali possono dire altrettanto?


 
 


 
 
Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di LonanHista il Martedì, 09 giugno @ 08:05:48 CDT
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una delle ragioni per cui mi sto allontanando dai forum è proprio quella di non dover imbattersi con la stupidità congenita di persone come ad esempio pausania, alle quali appunto sarebbe inutile rispondere se non fosse che l'argomento Iran è fondamentale, è un caposaldo dell'epoca che stiamo vivendo che contrappone il fascismo camuffato da democrazia che si sta sempre di più affermando in occidente, dove con la scusa del libero mercato e delle relative privatizzazioni l'1% della popolazione occidentale sta di fatto controllando tutta l'economia e la politica occidentale e ciò porterà ad una restrizione sempre più marcata delle libertà personali, mentre ci sono nel mondo realtà politiche che vorrebbero evitare questo regresso sociale e politico, come ad esempio l'iran ed il cosiddetto asse del male, cui sono inseriti quei paesi dove ancora prevale lo statalismo a scapito dell'interesse dei pochi......................................................... Reza ha spiegato in altri termini questo concetto e cioè che dell'iran fa paura la sua politica sociale, e che la minaccia terroristica in palestina(hamas)e libano(hezbollah) non è altro che le differenti politiche sociali attuate. Mentre Hamas ed hezbollah aprono scuole, ospedali centri di assistenza, i filo occidentali i liberisti usano lo stesso equivalente in moneta per arricchire i singoli ed i gruppi di potere ad essi collegati. (es.a parte gli hariri in libano, veri padroni in palestina il figlio di abbas ha la licenza esclusiva per importare e commercializzare i prodotti americani....mentre ad esempio hamas o hezbollah userebbe questa licenza per opere sociali...e non per arricchire i singoli)...........................spero di aver spiegato il concetto in parole molto povere senza ricorrere a contorsioni dialettiche e sintattiche e citazioni..........................................................oggi più che mai purtroppo è difficile non solo spiegarsi, ma collegarsi alla lunghezza d'onda di un pecorume sempre più stupido, che non riesce più neppure a distinguere le offese..........................QUALI SAREBBERO LE OFFESE CHE HO RECATO A PAOLA PISI?......ho semplicemente constatato senza neppure leggere ne il pezzo ne il commento di Pisi, una cosa oramai vecchia e cioè che un conto è criticare con il paraocchi o peggio attraverso le veline embedded di certa stampa(tutta quella occidentale rivolta al pecorume)un altra è cercare di essere imparziali..................e PAOLAPISI NON è IMPARZIALE, MA SEMBRA AVERE LO STESSO STILE PRECONCETTO CHE AVEVA LA FALLACI QUANDO URLAVA CHE BISOGNAVA BOMBARDARE TUTTI I PAESI ISLAMICI.....voglio dire che prima ancora di criticare il sistema iraniano dovremmo fare un grosso esame di coscenza noi.....ES.NEGLI USA UN DOTTORE ABORTISTA è STATO ASSASSINATO E OBAMA SULL'ABORTO HA CONTRO BUONA PARET DEL PAESE......NEGLI USA C'è LA PENA DI MORTE COME IN IRAN....NEGLI USA PER UN BANALE POMPINO CLINTON RISCHIò L'INCRIMINAZIONE....per non parlare delle cose che avvengono a casa nostra. per ciò che concerne il "socialismo", forse la signora Pisi deve studiare o rivedere il concetto di socialismo, e spiegarlo, perché da come si intende (o si dovrebbe)l'iran, hamas hezbollah rappresentano il vero socialismo applicato ai precetti islamici.....INOLTRE IL CORANO, COME LA NOSTRA BIBBIA O LA TORAH è UN TESTO CHE SI INTERPRETA......E CIOè CHE PUò ESSERE RADICALIZZATO ED AL TEMPO STESSO APERTO ALLA MODERNITà.............................. per ciò che concerne la mia ignoranza:è VERO SONO IGNORANTE E ME NE VANTO.....PREFERISCO ESSERE IGNORANTE E RAGIONARE CON LA MIA TESTA PIUTTOSTE CHE CONOSCERE COSE ARTIFICIOSAMENTE CAMUFFATE , CAZZATE DETTATE DA LOGICHE IMPERIALI DI OPPRESSIONE MENTALE DEI POPOLI, DELL'ANGLOATROFIZZAZIONE MENTALE CUI SONO OGGETTO PERSONE COME LA SIGNORA PISI O SUOI FAN COME PAUSANIA.....i quali anche se è inutile, invito a leggere il blog: www.cincinnato1961.splinder.com e ai quali per onor del vero, dico che nel 2005-2006 per quasi un anno ho "monitorato" e studiato l'Iran e soprattutto ahmadinejead......e aggiungo, anche se serve a poco cercare di "parlare" con pecore che aspirano al campanello, CHE LA STAMPA DI REGIME IRANIANO SEMBRA PARTORIRE LE NOTIZIE DALL'UFFICIO STAMPA DEL CREMLINO!(serve effettivamente a poco affermare ciò a pecore simili, questo lo dico per chi non è pecora e afferra il "concetto", mentre oggi le attenzioni future di mosca stanno volgendo quasi definitivamente ad oriente....non solo per il danaro cinese, ma perché in occidente oramai non abbiamo più speranze.....tuttalpiù si salva la germania.....nel frattempo "AVVERTITA" da mosca ......significa di fatto che paesi come il nostro sono destinati a naufragare verso il terzo mondo...rimando comunque gli "affezionati" ai prossimi post sul blog, )


 
 


 
 
Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di reza il Martedì, 09 giugno @ 08:52:34 CDT
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Per non essere frainteso devo sottolineare alcune questioni:
- Il "dualismo di interessi" tra iraniani e arabi è un concetto largamente immaginario a cui però spesso fa fede la Pisi la quale, quando né parla, per me si referisce alla propaganda antiraniana con regia israeliana, mentre un'egemonia iraniana (concetto a sua volta da non prendere in senso assoluto, come bisogna sempre fare quando si parla di complesse realtà geopolitiche), non è un male per gli arabi quando si parla delle masse ( e anche di qualche governo)che si sentono interamente parte intregrante della RESISTENZA palestinese e quella libanese, di cui l'Iran è il cuore.
- Nessuno, nemmeno la Pisi, potrà nascondere che i principali attori del processo di resistenza che ha impedito l'avvitamento completo su se stesso del processo di degenerazione politica del Medio Oriente - Hamas, Jihad Islamica ed Hetzbollah - sono ARABI, e che tutto questo movimento ha preso piede dalla data della nascità della Rivoluzione iraniana dell'1979.
- L'integrazionismo iraniano (e non il suo integralismo) e suoi i successi crescenti dell'integrazione politica, sociale, militare, economica nel mondo islamico, sono il vero pericolo per l'occidente e per la sua egemonia e non la questione nucleare e/o il "terrorismo" che sono solo questioni inventate e gonfiate dall'occidente per giustificare l'occupazione militare delle terre islamiche.
-Oggi il Salafismo alqaediano si è sostituito al nasserismo e al baathismo(di cui la Pisi e fiera sostenitore), che con la loro proposta di un nazionalismo arabo laico e socialista , univano le masse arabe, ma nessuno può negare che questo movimento, con il sostegno ai Taliban in Afghanistan (invece che sostenere Hamas in Palestina e Hezbolah in Libano) ha deviato , o almeno ha cercato di deviare, la concentrazione sul nemico principale delle masse arabe quale è Israele, come nessuno può negare che il salafismo è (per ora) preferibile (alla Pisi e all'occidente)all'islamismo sciita e sunnita di Hetzbollah e Hamas, per tre motivi; primo perché i finanziatori del Salafismo sono amici dell'occidente (l'indirizzo è la casa reale saudita), secondo perché le organizazioni salafide sono già infiltrate dal mussad e dalla CIA, terzo perché , al contrario dell'Iran, Hezbollah e Hamas che sono concentrati su Israele, i salafidi da eualla parte non guardano proprio.
- Il nazionalismo arabo morì e fu sepolto nel 1979 quando scoppiò la Rivoluzione Khomeinista in Iran e con gli Accordi di Camp David e la scelta dell'Egitto di cessare di essere il catalizzatore dell'unità araba per diventare uno stato satellite degli USA.Al suo posto è nato IL MOVIMENTO DEL RISVEGLIO ISLAMICO in base ai principi della Rivoluzione iraniana che diede luogo ad una svolta epocale alla RESISTENZA palestinese e quella libanese , e comunque, gli stati arabi, ecceto la Siria e in parte il libano, non avevano niente di laico e/o socialista , ma si dilettavano (anch'essi come l'Egitto) con la retorica nazionalista,e non facevano molto più che versare contributi per la causa palestinese e a questo si fermavano. Lo stesso stato poderoso, quale fu l'Iraq di Saddam prima dell'aventura antiraniana, era una satrapia modernizzante senza altri meriti (e senza altri interessi, al di là delle fanfaronate baathiste) che oculatava l'amministrazione della ropria rendita petrolifera, elargendo solo qualche contributo ai palestinesi e basta.
Se non fosse stato così come si spiega che con tutto l'equipaggiamento militare di primo livello fornito dall'URSS al'Iraq e dagli USA all'Egitto e all'Arabia saudita, per tutti questi anni, insieme al controllo su larga parte della produzione petrolifera mondiale gli stati arabi, non riuscirono a contenere l'espansionismo israeliano, cosa in cui ebbe invece soccesso indiscusso la Rivoluzione iraniana ?


 
 


 
 
Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di buran il Martedì, 09 giugno @ 11:36:27 CDT
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Sulla base della mia esperienza di recente viaggiatore in Iran, per turismo, confermo la gran parte dell'articolo di Stefano, almeno per quanto riguarda gli aspetti di "costume". C'è da dire che vi è l'obbligo dell' haib (il fazzoletto in testa), e non del chador, che è assolutamente facoltativo e obbligatorio solo in alcune moschee, dove fra l'altro ti viene prestato all'entrata. Il volto deve essere scoperto, veli e simili non fanno parte della tradizione scita, si vedono soltanto addosso a pellegrine o turiste degli emirati o saudite. Comunque l'haib tende a condizionare sempre meno, per quanto si percepisce a una prima impressione, il ruolo delle donne e il loro porsi anche "fisico". Nelle grandi città, si vedono in giro, dopo cena, gruppi di ragazze (viene da dire quasi "bande") che intimidiscono i maschi locali, che girano al largo. Ho assistito, a Isfahan, al "pestaggio" di un malcapitato ragazzo, reo forse di aver detto qualche parola di troppo, preso a sberle per strada da tre tipe con i suoi amici che stavano a guardare non osando intervenire. La sera, nei locali-fumerie di moda, è pieno di donne, in gruppo da sole o con maschi. Questa stessa tipologia di persone, come ho potuto vedere in un documentario ben fatto qualche anno fa in TV (mi pare sulla 7), dichiarava con convinzione di aver votato per Amadinejad, smentendo un luogo comune che vuole questo personaggio come alfiere del peggior conservatorismo. Per quanto riguarda gli alberghi, io viaggiavo con la mia compagna e non siamo sposati, nessuno ci ha mai chiesto niente, tantomeno certificati di matrimonio:-)


 
 


 
 
Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di reza il Martedì, 09 giugno @ 13:43:28 CDT
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L'Iran è un grande paese islamico, il 60% dei 74 milioni d’Iraniani hanno meno di 25 anni, è il terzo produttore di petrolio e secondo di gas ed ha riserve accertate per 134 miliardi barili, è ricco di ogni cosa è,magicamente,in ogni stagione dell'anno,ha le clime di altre 4 stagioni,grazie alla sua posizione geografica che fa in modo che, ad esempio in inverno,ci siano città con -25° da una pate e con + 25 dall'altra .
Il grado di istruzione degli iraniani basato sul numero degli studenti è alto,il numero è notevole, pressoché uguale al numero di studenti in Francia.
I giovani della mia famiglia(ho 14 nipoti) con cui sono in contatto continuo via Internet mi raccontano spesso le serate che organizzano tra amici: ascoltano Tartan o Britney Spears, bevono vodka all’arancia e si abbandonano ad ogni tipo di gioco sessuale… , tutto questo lo fanno con un reddito medio nazionaale intorno a 2200 dollari l’anno pro capite, grazie solo al sistema capitalista di stampo islamico che frena fortemente il profito in base all'usura su cui è invece basato l'intero sistema economica occidentale.
Insomma, lavorano,vivono,si divertono,si sposano intorno a 24 anni, cambiano sesso liberamente e a basso costo se desiderano, scopano, viaggiano e, soprattutto, COSTRUISCONO avanzando in ogni settore,da medicina a nanotecnologia,da economia al militare e, come una spina negli occhi dei sionisti di merda, RESISTONO aiutando gli altri Popoli del mondo, dall'Africa al Sudamerica, di liberarsi dalla schiavitù del sionismo,come esattamente stanno aiutando i palestinesi,i libanesi,gli iracheni e gli afghani, rischiando che un nemico vigliacco come Israele possa attaccarli con le bombe atomiche che il vigliacco occidente ha fornito a Israele per farlo diventare il padrone del medioriente.


 
 


 
 
Re: IRAN. APPUNTI DI VIAGGIO (Voto: 1)
di Fabriizio il Martedì, 09 giugno @ 15:16:25 CDT
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Non so. Paola Pisi mi sembra monomaniaca. Scrive solo e sempre contro l'Iran e gli Iraniani. Una vera ossessione. Ma la pagano ?


 
 


 
 
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