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  IL MIO FUTURO COME FABBRICANTE D'ARMI
Postato il Venerdì, 13 febbraio @ 19:00:00 CST di davide
 
 
  Economia DI TERRY JONES
The Nation

Ho deciso di cominciare una nuova carriera come fabbricante di armi. Nulla di troppo ambizioso, solo qualche piccola arma, qualche fucile automatico e forse un paio di bombe. Insomma, quel genere di cose.

Non è che mi piaccia uccidere la gente, in realtà non ho ucciso nessuno, per ora. E’ solo una faccenda che ha a che fare con l’economia.

Vedete, non posso fare a meno di notare che l’industria degli armamenti sta andando benissimo. Infatti, in questo periodo di disastri economici, è uno dei pochi settori che sembra in espansione.



Secondo la Goverment’s Defence and Security Organization la Gran Bretagna è diventata l’esportatore maggiore di mezzi di difesa, segnando un magnifico segno più di new business per 10 miliardi di sterline e prendendosi un 33% del mercato, una percentuale enorme.

Infatti la Gran Bretagna ora è il secondo attore nel mercato globale delle armi, con fatturato di 53 miliardi, superata solo dagli Stati Uniti con 63 miliardi, a confronto con i miseri 33 della Russia, i patetici 17 della Francia, mentre seguono in coda Germania e Israele con 9 ciascuno.

E in questo momento difficile per l'economia, le cose sembrano mettersi bene anche per il futuro. Nel 2007, l’acquisto globale di armi è cresciuto del 6% per un totale di 1,3 miliardi di sterline. E secondo il Centro per il Controllo delle Armi e la Non Proliferazione, gli Stati Uniti hanno speso 696 miliardi di dollari l’anno scorso, ed è stabilito che quest’anno la spesa aumenterà fino a 706 miliardi.

Le operazioni americane in Iraq costano 14 milioni di dollari all’ora. Sono 342 milioni al giorno, oppure 3,973 dollari al secondo, fate voi. Quando avrete finito di leggere questo articolo, gli Stati Uniti, tra Iraq e Afghanistan avranno speso un altro milione!

C'è una quantità enorme di polpa in tutto ciò, e a me non dispiacerebbe affatto partecipare a questo banchetto. Quello che ammiro nell'industria delle armi è la sua abilità nel difendere i suoi interessi e a investire risorse per aiutare a sviluppare il suo fatturato. E di risorse da investire ne ha molte!

La scorsa estate, per esempio, la NRA (National Rifle Association, l'associazione dei produttori di armi degli Stati Uniti) ha annunciato che intendeva investire 40 milioni di dollari nella campagna per le elezioni presidenziali. Una bella quantità di denaro, vero? e di questi soldi, 15 milioni sono stati investiti esclusivamente per persuadere gli americani che Obama sarebbe stato una minaccia per coloro che possiedono armi.

Non avrebbero certo sparso in giro tutto quel denaro se non avessero pensato che potesse servire. E certamente serve.

Nella corsa presidenziale del 2000 l'industria delle armi diede a Bush cinque volte più denaro che a Gore. Bush, fu puntuale nel dimostrare la sua gratitudine, raddoppiando la spesa per gli armamenti che è passata dai 333 milioni di dollari del 2001 ai 696 del 2008.

E dal novembre scorso, il Presidente uscente si è premurato di chiudere una marea di accordi di esportazioni di armi, giusto per assicurarsi che i suoi amici non dovessero patire alcuna crisi economica.

Sono certo che con amici così fedeli, se divento anch'io un produttore di armi posso dormire sonni tranquilli.

C'è un altro fattore che mi ha persuaso a intraprendere questa carriera, ed è che sono dei professionisti imbattibili a creare mercato.

Una delle priorità di qualsiasi settore industriale è di creare mercato per i propri prodotti. Non ti puoi basare solo sulla domanda, devi andare in giro e stimolarla, la domanda. E qui è dove questa industria dimostra la sua grandezza, alla pari con i produttori di eroina e di crack.

Giusto per capire: pensate a cosa è successo dopo il crollo del comunismo, che ha dato da mangiare a questa gente fin dalla Seconda Guerra Mondiale. L'industria non aveva più ordini. Come la mise ai tempi Colin Powell stavano “finendo i nemici”, ma durò solo sei mesi.

Ricordo che ai tempi lessi un editoriale in una rivista chiamata Armi Oggi che descriveva come l'industria stesse vivendo tempi cupi. Ma “In alto il morale” scriveva il giornalista, perché ora che Saddam Hussein ha invaso il Kuwait le cose cominceranno ad andare meglio, l'industria può guardare con speranza all'Islam come sostituto del Comunismo per continuare a vendere armi.

Per essere onesti, quando nel 1990 lessi quest'articolo, pensai che erano fuori di testa, ma ora mi rendo conto che non si dovrebbero mai sottovalutare la professionalità e le capacità dei fabbricanti di armi nel creare mercato per i loro prodotti.

Non so come abbiano fatto, ma sono certo che i miei futuri colleghi sono abilissimi nel far diventare realtà i loro sogni.

E ora, come il DSO (date sales outstanding, calcolo del tempo di vendita ndt) nota con soddisfazione, c'è stato “una accelerazione della spesa in Medio Oriente”. E finché gli Stati Uniti continueranno a incoraggiare Israele a scatenare l'inferno su Gaza, con la conseguenza di incendiare la reazione islamica per la quale stiamo tutti pregando, noi, fabbricanti di armi possiamo sperare in un futuro certo, sicuri nella consapevolezza che “il mercato regionale mediorientale” ci porterà verso un radioso futuro.

Non vedo l'ora di entrare anch'io nel business.

Terry Jones è regista e attore e membro dei Monty Python

Fonte: www.thenation.com
Link: http://www.thenation.com/doc/20090209/jones
22.01.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ELENA ORLANDI
 
 
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Re: IL MIO FUTURO COME FABBRICANTE D'ARMI (Voto: 1)
di chieppelab il Domenica, 15 febbraio @ 13:09:48 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
comprate azioni!!! comprate azioni!!!


 
 


 
 
Re: IL MIO FUTURO COME FABBRICANTE D'ARMI (Voto: 1)
di silviu il Sabato, 14 febbraio @ 03:42:40 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Mica male, Germania e Israele appaiati in classifica! Anche in fatto di ironia la realtà, ancora una volta, supera la fantasia (quella di Terry Jones ciumbia, mica paglia...).


 
 


 
 
Re: IL MIO FUTURO COME FABBRICANTE D'ARMI (Voto: 1)
di Saysana il Sabato, 14 febbraio @ 00:42:47 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
E dovremmo ancora avere speranza di vivere in un mondo in pace?
Utopia, utopia, utopia.
L'unica speranza che si puo' ancora avere e' quella di non essere i destinari di cotanta abbondanza...


 
 


 
 
Re: IL MIO FUTURO COME FABBRICANTE D'ARMI (Voto: 1)
di VittorioMD il Sabato, 14 febbraio @ 01:09:40 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Notare errore di traduzione Nella corsa presidenziale del 2000 l'industria delle armi diede a Bush cinque volte più denaro che a Gore. Bush, fu puntuale nel dimostrare la sua gratitudine, raddoppiando la spesa per gli armamenti che è passata dai 333 milioni di dollari del 2001 ai 696 del 2008. le ultime cifre sono miliardi e non milioni


 
 


 
 
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