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  ASSOLUTAMENTE NO! NON IN LORO NOME, NON IN NOSTRO NOME
Postato il Lunedì, 26 gennaio @ 18:00:00 CST di marcoc
 
 
  Israele / Palestina DI MICHAEL WARSCHAWSKI
Alternative Information Center (AIC)

Ehud Barak, Tzipi Livni, Gabi Ashkenazi e Ehud Olmert-- non osate mostrare le vostre facce ad una qualche cerimonia in memoria degli eroi del ghetto di Varsavia, di Lublin, Vilna o Kishinev. E pure voi, leader di Peace Now, per cui pace significa pacificazione della resistenza palestinese con ogni mezzo, compresa la distruzione di un popolo. Quando sarò lì, farò personalmente del mio meglio per espellere chiunque di voi da questi eventi, perché la vostra stessa presenza sarebbe un immenso sacrilegio.

Non in loro nome

Non avete diritto di parlare in nome dei martiri del nostro popolo. Non siete Anne Frank del campo di concentramento di Bergen Belsen ma Hans Frank, il generale tedesco che affamò e distrusse gli ebrei della Polonia.

Voi non rappresentate alcuna continuità con il ghetto di Varsavia, perché oggi il ghetto di Varsavia è proprio di fronte a voi, preso di mira dai vostri carri armati e dalla vostra artiglieria, e il suo nome è Gaza. Gaza, che avete deciso di eliminare dalla mappa, come il generale Frank intendeva eliminare il Ghetto. Ma, a differenza dei ghetti della Polonia e della bielorussia, nei quali gli ebrei furono praticamente lasciati soli, Gaza non verrà eliminata perché milioni di donne e uomini dei quattro angoli del nostro mondo stanno costruendo un potente scudo umano che porta le due parole: Mai Più!

A seguito: "Il gran ballo della memoria", (Miguel Martinez);


Non in nostro nome!

Assieme a decine di migliaia di altri ebrei, dal Canada alla Gran Bretagna, dall'Australia alla Germania, vi avvertiamo: non osate parlare in nostro nome, perché vi inseguiremo, se sarà necessario persino nell'inferno dei criminali di guerra, e vi ricacceremo le vostre parole in gola fino a che non chiederete perdono per averci coinvolti nei vostri crimini. Noi, non voi, siamo i figli di Mala Zimetbaum e Marek Edelman, di Mordechai Anilevicz e Stephane Hessel, e portiamo il loro messaggio all'umanità perché sia custodito nelle mani dei combattenti della resistenza a Gaza: "Noi combattiamo per la nostra libertà e per la vostra, per il nostro orgoglio e per il vostro, per la nostra dignità umana, sociale e nazionale, e per la vostra" (Appello del Ghetto al mondo, Pasqua Ebraica del 1943).

Ma per voi, leader di Israele, " libertà" è una parola sconcia. Voi non avete orgoglio e non comprendete il significato di dignità umana.

Noi non siamo "un'altra voce ebraica", ma la sola voce ebraica che possa parlare in nome dei santi torturati del popolo ebraico. La vostra voce non è altro che le vecchie urla bestiali degli assassini dei nostri antenati.


Michel Warschawski è un attivista anti-sionista israeliano un tempo alla guida del movimento anti-sionista e anti-capitalista Matzpen.

Titolo originale: "Absolutely Not! Not in Their Name, Not in Ours"

Fonte: http://www.alternativenews.org
Link
24.01.2009

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO
 
 
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Il gran ballo della memoria (Voto: 1)
di Tao il Lunedì, 26 gennaio @ 20:26:03 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
IL GRAN BALLO DELLA MEMORIA

DI MIGUEL MARTINEZ
Kelebek

Domani è il Giorno della Memoria.

Cioè, il giorno in cui Berlusconi, Fini, Fassino, Napolitano e altri individui ballano sui cadaveri di persone che non sono morte per l'allegria di Berlusconi, Fini, Fassino e Napolitano.

Assieme a qualche milione di svaccati studenti, scrivo anch'io il mio temino in materia.

Jan Assmann ci insegna a distinguere tra memoria individuale e memoria culturale.[1] Semplifico un discorso molto complesso, ma affascinante.

La memoria individuale è il ricordo reale degli eventi che ognuno di noi possiede. E che non è riducibile a sistema, perché è fatto di moltissimi elementi.

La memoria culturale è la maniera in cui un sistema sociale si legittima facendo riferimento a un evento storico.

Nella memoria culturale, il racconto - basato su un evento vero o immaginario è irrilevante - diventa un mito.

Gli esempi di questo tipo sono innumerevoli: nel Seicento, un gruppo di artigiani inglesi andò nel Nuovo Mondo per sfuggire alla disoccupazione e per via di alcune dimenticatissime divergenze teologiche con il clero anglicano.

Questo fatto, storicamente vero, è diventato, lo sbarco dei "Padri Pellegrini", che legittima ed esalta il dominio dell'attuale governo e dell'attuale sistema socioeconomico degli Stati Uniti su tutta la terra tra l'Atlantico e il Pacifico.

Allo stesso modo, è esistito un olocausto (con la minuscola) - cioè il tremendo tentato annientamento delle comunità ebraiche da parte della Germania nazista - che è un evento storico che in quanto tale vive nelle memorie individuali e nelle ricerche degli studiosi.

Esiste poi un Olocausto (con la maiuscola), che è oggetto di discorsi di uomini politici, di lotte simboliche furibonde, di risse tra fazioni, di gite scolastiche, di potenti strutture dedicate alla "memoria" e alla raccolta di fondi, di produzione mediatica e di appalti per architetti becchini. E tutto ciò è oggetto di leggi che gli conferiscono l'inviolabilità degli eventi metafisici.

Ripeto: esistono l'evento olocausto e il mito Olocausto.

La confusione tra evento e mito è sempre essenziale per ogni fine manipolatorio. Chi critica le aggressive società di avvocati americani che intascano soldi in nome dei morti dell'olocausto viene subito accusato di offendere in qualche modo i morti. I quali invece non hanno alcuna colpa del circo che si è imbastito in loro nome.

Questa confusione viene rispecchiata da chi dedica il suo tempo a fare le pulci all'evento storico.[2]

Il mito dell'Olocausto (con la maiuscola) è la religione civile dell'Occidente dominante all'inizio del terzo millennio. E' l'unico evento sacro di una società ufficialmente laica.

Una memoria culturale nasconde sempre una struttura sociale e rapporti di potere.

La riscoperta dell'antica Roma, sotto il fascismo, non fu solo sacrosanto amore per l'archeologia e per gli studi classici. Era una metafora e un precedente per la conquista italiana del Mediterraneo e l'assoggettamento dei Balcani e del Nordafrica. Che avrebbe dovuto offrire la possibilità di trasformare i disoccupati in coloni, e di costruire un sistema imperiale capitalistico sul modello di quello inglese.

Il mito dell'Olocausto prevale per le dinamiche tipiche del Grande Flusso e del capitalismo totale, che per sua natura non può più esaltare mitologie collettive (nazionalistiche, di classe o religiose), ma ha bisogno di una consacrazione basata sulla sofferenza individuale.

Il mito dell'Olocausto è la morte per eutanasia del mito dell'antifascismo.

Un evento può essere narrato in molti modi: l'antifascismo, ad esempio, da un ufficiale monarchico fedele al re, che ha combattuto contro i tedeschi; o l'olocausto dal militante antirazzista. Ma non si tratta della forma dominante dei rispettivi miti.

Per capire perché, immaginiamoci i due racconti narrati da una persona incolta, che non ama le sfumature, che sbaglia i singoli fatti storici, ma che coglie il senso del mito. Narrato, nel caso dell'antifascismo, dal vecchio PCI; e nel caso dell'Olocausto, dalla televisione.

Il mito dell'antifascismo. I ricchi hanno usato la violenza per schiacciare le rivolte sociali. Hanno lanciato l'Italia in folli guerre coloniali. Sono stati sconfitti dalla resistenza armata che ha costruito uno stato sociale che si tiene fuori dalle guerre. E che trova il proprio posto in un ordine internazionale tra pari, di cui il simbolo, per quanto discutibile, erano le Nazioni Unite.

Il mito dell'Olocausto. L'Europa, frutto armonioso del giudaismo, del cristianesimo e del liberalismo, pur circondato da orde di barbari dementi, ha costruito un sistema perfetto, specchio della nostra superiorità morale, del nostro superiore ingegno e della nostra laboriosità.

Poi un giorno è apparso un pazzo con i baffi, sfuggito da qualche lontano e incomprensibile manicomio [3], e ha cominciato a massacrare gli ebrei perché erano un popolo di imprenditori e di artisti.

Sono arrivati gli americani e hanno riportato l'Europa al suo meraviglioso ruolo.

Da cui si traggono alcune lezioni importanti.

Primo, la santificazione degli ebrei - non in quanto tali, e certamente non in quanto esseri umani, ma in quanto portatori mitici di occidentalità;[4] con un inviolabile tempio nucleare nel "luogo dello spirito" (come lo chiama Bertinotti) che è Israele.

Secondo, dentro l'Occidente siamo tutti uniti, da destra a sinistra, con una "memoria condivisa" confezionata ad arte,[5] perché il nemico non è una classe sociale, ma un pazzo da cui tutti possono facilmente prendere le distanze; e quindi ogni conflittualità è una forma pericolosa di devianza e di follia (anzi, di "Odio").

Terzo, sappiamo che l'Occidente è minacciato sempre dall'Altro: la grande fabbrica dei pazzi islamonazicomunisti che pullulano subumanamente nelle baraccopoli del pianeta preme sempre sui nostri confini, e va dominata e schiacciata, perché "mai più".

Quarto, dobbiamo identificarci senza riserve nel sistema statunitense e accettare che loro dominino il mondo per il nostro bene. Dieci, cento, mille Hiroshima.



Abraham Foxman dell'organizzazione sionista
Anti-Defamation League (rappresentata oggi in Italia
dal deputato del PdL Alessandro Ruben)
fa un significativo regalo a Gianfranco Fini:
un libro complottista che attacca
violentemente le Nazioni Unite.


Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/post/19683415/Il+gran+ballo+della+Memoria
26.01.2009

Note:

[1] Ci sarebbe anche il tentativo serio di ricostruzione storica, ma questo interessa solo a un numero ristrettissimo di persone prive di qualunque potere.

[2] La mia critica ai cosiddetti "revisionisti" o "negazionisti" (secondo i punti di vista).

I revisionisti sono in genere tanto presi dalle contraddizioni tra singoli, specifici dati, da dimenticare il quadro generale. Il racconto che loro chiamano "ufficiale" dello sterminio ebraico è stato già definito prima di diventare mito, nell'immediato dopoguerra. Mito lo è diventato prima con il processo Eichmann, poi con la guerra del 1967 che ha creato ciò che Jacob Neumann chiama la "Religion of Holocaust and Redemption"; e infine in maniera planetaria in anni molto recenti, in stretta simbiosi con l'industria culturale di Hollywood.

Ma se non era ancora mito, il racconto "ufficiale" può ovviamente contenere imperfezioni, ma non è una costruzione in sé mitologica.

[3] Si veda anche tutta l'immensa produzione fuffaldina su UFO, il Graal, fantastiche società segrete, mufti e sufi e tibetani, pittoreschi psicanalismi e gemelli biondi prodotti in serie da Mengele che circonda la figura del Pazzo con i Baffi.

[4] Ciò va di pari passo con la negazione, la rimozione o la riduzione a folklore di quanto vi sia di "orientale" nel giudaismo.

[5] Con genio tutto italico, hanno regalato anche alla destra una piccola Quota Cadaveri istituendo la Festa delle Foibe. Colpa degli slavi, come Auschwitz era colpa dei tedeschi con la kappa. E il silenzio totale sulle decine e decine di migliaia di civili italiani assassinati dai bombardamenti alleati copre l'altro silenzio totale sulle stragi italiane in Libia, in Slovenia e in Etiopia.



 
 


 
 
Re: ASSOLUTAMENTE NO! NON IN LORO NOME, NON IN NOSTRO NOME (Voto: 1)
di virgo_sine_macula il Lunedì, 26 gennaio @ 18:37:11 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Caro israeliano antisionista mi permetto di correggere un'inesattezza presente nel suo articolo:Hans Frank non era un generale ma fu il governatore della Polonia dal 1939 in poi,in precedenza era stato due volte ministro.Entro' nelle fila naziste come avvocato:in buona sostanza non era un militare ma un losco figuro che fece carriera nel partito nazional socialista.Anche quando si vuole stigmatizzare la negativita' di una figura bisogna conoscerne bene la storia altrimenti si perde di credibilita'.


 
 


 
 
Re: ASSOLUTAMENTE NO! NON IN LORO NOME, NON IN NOSTRO NOME (Voto: 1)
di Die_fahne_hoch il Lunedì, 26 gennaio @ 22:43:21 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Un ebreo comunista,accoppiata vincente.


 
 


 
 
Re: ASSOLUTAMENTE NO! NON IN LORO NOME, NON IN NOSTRO NOME (Voto: 1)
di alexg il Martedì, 27 gennaio @ 01:49:53 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Amici di comedonchisciotte vi presento un nuovo infiltrato: Die_fahne_hoch

Benvenuto, anche se questo non e' il tuo posto.
Qua "non c'e' trippa per gatti".

Perche' non vai a postare sui siti di Repubblica, Il Corriere o TGCom?


 
 


 
 
Re: ASSOLUTAMENTE NO! NON IN LORO NOME, NON IN NOSTRO NOME (Voto: 1)
di Affus il Martedì, 27 gennaio @ 06:43:31 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://veradestraradicale.ning.com/
du palle , con ste storie !


 
 


 
 
Re: ASSOLUTAMENTE NO! NON IN LORO NOME, NON IN NOSTRO NOME (Voto: 1)
di myone il Martedì, 27 gennaio @ 14:18:49 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
IL citato commento (appello ) risale al 43. Vorrei vedere se valeva pure dopo il 14 maggio del 48, e se si, e fosse fatto da ebrei fuori da Israele, fosse steso nell' egual misura, da ebrei IN israele.

Io chiudo di subito. Dico. Si arrivera' prima o poi e alla fine, che il mondo islamico e arabo, vorra' chiudere questa partita, porgendo il conto del tutto, e tentando l' eliminazione integrale di terra e persone in israele. Lo stesso intento che hanno mantenuto prima e nel 1948, e per cui si sono addossati i risultati. Ma pure allora, Israele avra' la parola finale. Poi, ogniuno interpreti come vuole e come puo'.


 
 


 
 
Re: ASSOLUTAMENTE NO! NON IN LORO NOME, NON IN NOSTRO NOME (Voto: 1)
di Die_fahne_hoch il Martedì, 27 gennaio @ 20:23:14 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Certo che e' veramente ridicolo prendere Wikipedia come fonte storica attendibile:su wikipedia si trova tutto e il contrario di tutto,essendo fatta con il criterio open source che immagino tutti voi sappiate di cosa si tratti.


 
 


 
 
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