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  L'INVASIONE DI GAZA: "OPERAZIONE PIOMBO FUSO"
Postato il Martedì, 06 gennaio @ 11:55:00 CST di davide
 
 
  Israele / Palestina PARTE DI UN PIU' AMPIO PIANO MILITARE E DI INTELLIGENCE ISRAELIANO

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
Globalresearch

I bombardamenti aerei e l'invasione in corso a Gaza da parte delle forze di terra israeliane deve essere analizzata in un contesto storico. L'operazione "Piombo Fuso" è un'iniziativa accuratamente pianificata, che è parte di un più ampio piano militare e di intelligence formulato per la prima volta nel 2001 dal governo del primo ministro Ariel Sharon:

"Fonti dell'establishment della difesa hanno dichiarato che il ministro della difesa Ehud Barak ha ordinato alle Forze Aeree Israeliane di prepararsi per l'operazione più di sei mesi fa, anche mentre Israele iniziava a negoziare un accordo per il cessate il fuoco con Hamas". (Barak Ravid, Operation "Cast Lead": Israeli Air Force strike followed months of planning, Haaretz, 27 dicembre 2008)

E' stato Israele a rompere la tregua il giorno delle elezioni presidenziali USA, il 4 novembre:

"Israele ha utilizzato questa distrazione per rompere il cessate il fuoco tra se stesso e Hamas bombardando la Striscia di Gaza. Israele ha preteso che questa violazione del cessate il fuoco è stata per impedire a Hamas di scavare gallerie fino al territorio israeliano.

Proprio il giorno successivo, Israele ha lanciato un terrorizzante assedio di Gaza, bloccando cibo, carburante, rifornimenti sanitari ed altri beni indispensabili per "sottomettere" i palestinesi mentre allo stesso tempo si impegnava in incursioni armate.



In risposta, a Gaza Hamas ed altri sono ancora ricorsi a sparare primitivi, artigianali e nel complesso imprecisi razzi in Israele. Durante i sette anni passati, questi razzi sono stati responsabili della morte di 17 israeliani. Nello stesso intervallo di tempo, gli assalti da guerra lampo israeliani hanno ucciso migliaia di palestinesi, attirando la protesta in tutto il mondo ma non trovando ascolto all'ONU". (Shamus Cooke, The Massacre in Palestine and the Threat of a Wider War, Global Research, dicembre 2008)

Disastro umanitario pianificato

L'8 dicembre, il vice segretario di stato USA John Negroponte era a Tel Aviv per discussioni con le sue controparti israeliane, compreso il direttore del Mossad, Meir Dagan. 

L'"Operazione Piombo Fuso" è stata cominciata due giorni dopo Natale. E' stata associata ad una campagna internazionale di pubbliche relazioni accuratamente progettata sotto gli auspici del ministro degli esteri di Israele.

I bersagli militari di Hamas non sono l'obiettivo principale. L'operazione "Piombo Fuso" è intesa, del tutto deliberatamente, a provocare vittime civili.

Ciò con cui stiamo trattando è un "disastro umanitario pianificato" a Gaza in un'area urbana densamente popolata.

L'obiettivo a più lungo termine di questo piano, come formulato dai funzionari politici israeliani, è l'espulsione dei palestinesi dalle terre palestinesi:

"Terrorizzare la popolazione civile, garantendo la massima distruzione delle proprietà e delle risorse culturali... La vita quotidiana dei palestinesi deve essere resa insopportabile: dovrebbero essere bloccati in città e villaggi, impediti ad esercitare una normale vita economica, rimossi dai luoghi di lavoro, dalle scuole e dagli ospedali. Questo incoraggerà l'emigrazione ed indebolirà la resistenza a future espulsioni". Ur Shlonsky, citato da Ghali Hassan, Gaza: The World’s Largest Prison, Global Research, 2005)

"Operazione Vendetta Giustificata"

E' stato raggiunto un punto di svolta. L'operazione "Piombo Fuso" fa parte della più ampia operazione militare e di intelligence iniziata nel 2001 al principio del governo di Ariel Sharon. E' stato sotto l'"Operazione Vendetta Giustificata" di Sharon che sono stati inizialmente utilizzati quegli aerei da caccia F-16 per bombardare le città palestinesi.

L'"Operazione Vendetta Giustificata" è stata presentata nel luglio del 2001 al governo israeliano di Ariel Sharon dal capo di stato maggiore dell'IDF Shaul Mofaz, sotto il titolo "La distruzione dell'Autorità Palestinese ed il disarmo di tutte le forze armate".

"Lo scorso giugno [2001] è stato redatto un piano di contingenza, dal nome in codice di Operazione Vendetta Giustificata, per rioccupare tutta la Cisgiordania e forse la Striscia di Gaza al costo probabile di "centinaia" di vittime israeliane". (Washington Times, 19 marzo 2002). 

Secondo Jane's 'Foreign Report' (12 luglio 2001) l'esercito israeliano sotto Sharon aveva aggiornato i suoi piani per un "assalto totale per annientare l'autorità palestinese, estromettere Yasser Arafat ed uccidere o detenere il suo esercito".

"Giustificazione del Massacro"

La "Giustificazione del Massacro" è stata una componente essenziale del piano militare e di intelligence. L'uccisione di civili palestinesi è stata giustificata su "basi umanitarie". Le operazioni militari israeliane sono state attentamente programmate per coincidere con gli attacchi suicidi:

L'assalto verrebbe lanciato, a discrezione del governo, dopo un grande attentato suicida in Israele, che provochi molti morti e feriti, citando il massacro come giustificazione. (Tanya Reinhart, Evil Unleashed, Israel's move to destroy the Palestinian Authority is a calculated plan, long in the making, Global Research, dicembre 2001, enfasi aggiunta) 

Il Piano Dagan

Ci si è anche riferiti all'"Operazione Vendetta Giustificata" come il "Piano Dagan", dal nome del generale (a riposo) Meir Dagan, che attualmente dirige il Mossad, l'agenzia di intelligence israeliana.

Il generale della riserva Meir Dagan era il consigliere per la sicurezza nazionale di Sharon durante la campagna elettorale del 2000. A quanto pare il piano è stato redatto prima dell'elezione di Sharon a primo ministro nel febbraio del 2001. "Secondo Alex Fishman che scrive su Yediot Aharonot, il Piano Dagan consisteva nel distruggere l'autorità palestinese e mettere 'fuori dal gioco' Yasser Arafat". (Ellis Shulman, "Operation Justified Vengeance": a Secret Plan to Destroy the Palestinian Authority, marzo 2001): 

"Come riportato su Foreign Report [Jane] e divulgato localmente da Maariv, il piano d'invasione di Israele — secondo quanto riferito soprannominato Vendetta Giustificata — verrebbe lanciato immediatamente in seguito al prossimo attentato suicida ad alto numero di vittime, durerebbe circa un mese e ci si aspetta che risulti nella morte di centinaia di israeliani e migliaia di palestinesi. (Ibid, enfasi aggiunta)

Il "Piano Dagan" prevedeva la cosiddetta "cantonizzazione" dei territori palestinesi con cui la Cisgiordania e Gaza verrebbero tagliate fuori completamente l'una dall'altra, con "governi" separati in ciascuno dei territori. In base a questo scenario, già previsto nel 2001, Israele:

"negozierebbe separatamente con le forse palestinesi che sono dominanti in ciascun territorio-forze palestinesi responsabili per la sicurezza, l'intelligence ed anche per il Tanzim (Fatah)". Il piano quindi è molto rassomigliante all'idea di "cantonizzazione" dei territori palestinesi, proposto da molti ministeri". Sylvain Cypel, The infamous 'Dagan Plan' Sharon's plan for getting rid of Arafat, Le Monde, 17 dicembre 2001)

Il Piano Dagan ha dimostrato la continuità nel piano militare e di intelligence. Come risultato delle elezioni del 2000, a Meir Dagan venne assegnato un ruolo chiave. "Divenne l'"intermediario" di Sharon nelle questioni della sicurezza con gli ambasciatori speciali del presidente Bush Zinni e Mitchell". Fu successivamente nominato direttore del Mossad dal primo ministro Ariel Sharon nell'agosto del 2002. Nel periodo post Sharon, è rimasto capo del Mossad. E' stato riconfermato nella sua posizione di direttore dell'intelligence israeliano dal primo ministro Ehud Olmert nel giugno del 2008.

Meir Dagan, in coordinamento con le sue controparti USA, è stato responsabile di diverse operazioni militari e di intelligence. Vale la pena notare che come giovane colonnello Meir Dagan aveva operato da vicino al ministro della difesa Ariel Sharon negli attacchi agli insediamenti palestinesi a Beirut nel 1982. Sotto molti aspetti, l'invasione terrestre di Gaza del 2009 porta una marcata somiglianza all'operazione militare del 1982 guidata da Sharon e Dagan. 

Continuità: Da Sharon  a Olmert 

E' importante mettere a fuoco molti eventi chiave che hanno preparato la strada alle uccisioni di Gaza sotto l'"Operazione Piombo Fuso":

1. L'assassinio di Yasser Arafat nel novembre 2004. L'assassinio era stato pianificato sin dal 1996 sotto l'"Operazione Campi di Spine". Secondo un documento dell'ottobre del 2000 "preparato dai servizi di sicurezza, su richiesta dell'allora primo ministro Ehud Barak, dichiarava che 'Arafat, la persona, è una grave minaccia alla sicurezza dello stato [di Israele] ed il danno che risulterà dalla sua scomparsa è minore del danno provocato dalla sua esistenza'". (Tanya Reinhart, Evil Unleashed, Israel's move to destroy the Palestinian Authority is a calculated plan, long in the making, Global Research, dicembre 2001. Dettagli del documento sono stati pubblicati su Ma'ariv, 6 luglio 2001). 

L'assassinio di Arafat è stato ordinato nel 2003 dal gabinetto israeliano. E' stato approvato dagli USA che opposero il veto ad una Risoluzione di Sicurezza delle Nazioni Unite che condannava la decisione del gabinetto israeliano del 2003. Reagendo a moltiplicati attacchi palestinesi, nell'agosto del 2003, il ministro della difesa Shaul Mofaz dichiarò "guerra totale" ai militanti ai quali giurò "marcati a morte".

"A metà settembre, il governo israeliano approvò una legge per sbarazzarsi di Arafat. Il gabinetto politico per gli affari della sicurezza di Israele la dichiarò "una decisione di rimuovere Arafat come un ostacolo alla pace". Mofaz minacciò: "sceglieremo il giusto modo ed il giusto tempo per uccidere Arafat". Il ministro palestinese Saeb Erekat raccontò alla CNN che pensava che Arafat sarebbe stato il prossimo bersaglio. La CNN chiese al portavoce di Sharon Ra'anan Gissan se il voto significasse l'espulsione di Arafat. Gissan chiarì: "Non significa questo. Oggi il gabinetto ha deciso di rimuovere questo ostacolo. Il momento, il metodo, i modi con i quali ciò avrà luogo saranno decisi separatamente ed i servizi di sicurezza monitoreranno la situazione e faranno le raccomandazioni sull'azione opportuna". (Vedi Trish Shuh, Road Map for a Decease Plan,  www.mehrnews.com 9 novembre 2005).

L'assassinio di Arafat faceva parte del Piano Dagan del 2001. Con ogni probabilità, è stato eseguito dall'intelligence israeliana. Era inteso a distruggere l'Autorità Palestinese, fomentare divisioni all'interno di Fatah come pure tra Fatah e Hamas. Mahmoud Abbas è un quisling palestinese. E' stato installato come leader di Fatah, con l'approvazione di Israele e degli USA, che finanziano le forze paramilitari e di sicurezza dell'Autorità Palestinese.

 

2. La rimozione, in base agli ordini del primo ministro Ariel Sharon nel 2005, di tutti gli insediamenti ebraici a Gaza. E' stata trasferita una popolazione ebraica di 7.000 persone.

"E' mia intenzione [Sharon] di attuare un'evacuazione – scusate, un trasferimento – di insediamenti che ci causano problemi e di luoghi che non terremo comunque in un insediamento finale, come gli insediamenti di Gaza.... Sto operando in base all'ipotesi che in futuro non vi sarà nessun ebreo a Gaza", ha dichiarato Sharon". (CBC, marzo 2004)

La questione delle colonie a Gaza fu presentata come parte della "cartina stradale alla pace" di Washington. Celebrata come una "vittoria" dai palestinesi, questa misura non era diretta contro i coloni ebrei. Proprio l'opposto: era parte dell'operazione coperta complessiva, che consisteva nel trasformare Gaza in un campo di concentramento. Finché i coloni ebrei vivevano dentro Gaza, l'obiettivo di mantenere un grande territorio prigione ostruito non poteva essere raggiunto. L'esecuzione dell'"Operazione Piombo Fuso" richiedeva "nessun ebreo a Gaza".

3. La costruzione dell'ignobile Muro dell'Apartheid venne decisa subito dopo l'inizio del governo Sharon.

4. La fase successiva è stata la vittoria elettorale di Hamas nel gennaio del 2006. Senza Arafat, gli architetti militari e di intelligence israeliani sapevano che Fatah sotto Mahmoud Abbas avrebbe perduto le elezioni. Questo era parte dello scenario, che era stato previsto ed analizzato bene in anticipo.

Con Hamas a capo dell'autorità palestinese, utilizzando il pretesto che Hamas è un'organizzazione terrorista, Israele avrebbe attuato il processo di "cantonizzazione" come concepito in base al piano Dagan. Fatah sotto Mahmoud Abbas sarebbe rimasta formalmente al comando della Cisgiordania. Il puntualmente eletto governo Hamas sarebbe stato confinato alla striscia di Gaza.

Attacco di terra

Il 3 gennaio, i carri armati e la fanteria israeliani sono entrati a Gaza in una offensiva terrestre totale:

"L'operazione di terra è stata preceduta da diverse ore di fuoco dell'artiglieria pesante a notte fatta, incendiando i bersagli in fiamme che sono scoppiate nel cielo notturno.Il fuoco di mitragliatrice sferragliava mentre proiettili traccianti luminosi balenavano nella notte attraverso l'oscurità ed il fragore di centinaia di proiettili di artiglieria mandava su lampi di fuoco". (AP, 3 gennaio 2009)

Fonti israeliane hanno indicato un'operazione militare a lungo protratta nel tempo. "Non sarà semplice e non sarà breve", ha dichiarato il ministro della difesa Ehud Barak in un discorso alla TV.

Israele non sta cercando di obbligare Hamas a "cooperare". Ciò di cui ci stiamo occupando è l'attuazione del "Piano Dagan" come inizialmente formulato nel 2001, che richiedeva:

"un'invasione del territorio controllato dai palestinesi da circa 30.000 soldati israeliani, con la missione chiaramente definita di distruggere le infrastrutture della leadership palestinese e raccogliere l'armamento attualmente posseduto dalle diverse forze palestinesi ed espellere o uccidere la loro leadership militare. (Ellis Shulman, op cit, enfasi aggiunta)

Il più ampio interrogativo è se Israele in consultazione con Washington sia determinata a dare l'avvio ad una guerra più estesa.

L'espulsione di massa potrebbe avvenire a qualche stadio successivo dell'invasione terrestre, se gli israeliani dovessero aprire le frontiere di Gaza per permettere l'esodo della popolazione. All'espulsione si riferiva Ariel Sharon come ad "una soluzione stile 1948". Per Sharon "è necessario solamente trovare un altro stato per i palestinesi. - 'La Giordania è Palestina' - era la frase che Sharon aveva coniato". (Tanya Reinhart, op cit)

Versione originale:

Michel Chossudovsky
Fonte: www.globalresearch.ca/
LInk: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=11606
4.01.2009

Versione italiana:

Fonte: http://freebooter.da.ru/
5.01.2009

Traduzione a cura di FREEBOOTER  
 
 
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Re: L'INVASIONE DI GAZA: "OPERAZIONE PIOMBO FUSO" (Voto: 1)
di idea3online il Martedì, 06 gennaio @ 12:01:17 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.idea3online.it/subprime.htm

13 APRILE 1948 - Gerusalemme - Nasce il primo governo ebraico. L'Agenzia ebraica ha annunciato oggi ufficialmente la formazione di un gabinetto formato da 13 membri;  un capo del governo e 12 ministri - che "costituirà l'organo centrale del progettato stato ebraico in Palestina. (Ib. ore 16.50).

15 APRILE 1948 - Il Cairo -  I CRISTIANI CONTRO LA SPARTIZIONE - Il Patriarca, i vescovi e i capi delle comunità religiose cristiane in Palestina hanno deciso di rendere noto alla Lega Araba che nell'interesse dei Luoghi Santi e dei Cristiani in Palestina, essi chiedono l'abbandono del progetto di spartizione. (Ib. ore 10.20)

(Per la prima volta nella storia i cristiani si schierano con gli arabi - gli ex infedeli).
Quindi non è vero che tutti gli Stati del mondo erano favorevoli al nuovo Stato d´Israele. Il Vaticano (e non solo questo) ad esempio ha mostrato sempre dubbi sulla cosa, tanto da non riconoscere lo Stato d'Israele fino a pochissimo tempo fa.

http://cronologia.leonardo.it/storia/mondiale/pales001.htm


 
 


 
 
Re: L'INVASIONE DI GAZA: "OPERAZIONE PIOMBO FUSO" (Voto: 1)
di idea3online il Martedì, 06 gennaio @ 12:08:40 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://www.idea3online.it/subprime.htm

13 APRILE 1948 - Gerusalemme - Nasce il primo governo ebraico. L'Agenzia ebraica ha annunciato oggi ufficialmente la formazione di un gabinetto formato da 13 membri;  un capo del governo e 12 ministri - che "costituirà l'organo centrale del progettato stato ebraico in Palestina. (Ib. ore 16.50).

15 APRILE 1948 - Il Cairo -  I CRISTIANI CONTRO LA SPARTIZIONE - Il Patriarca, i vescovi e i capi delle comunità religiose cristiane in Palestina hanno deciso di rendere noto alla Lega Araba che nell'interesse dei Luoghi Santi e dei Cristiani in Palestina, essi chiedono l'abbandono del progetto di spartizione. (Ib. ore 10.20)

(Per la prima volta nella storia i cristiani si schierano con gli arabi - gli ex infedeli).
Quindi non è vero che tutti gli Stati del mondo erano favorevoli al nuovo Stato d´Israele. Il Vaticano (e non solo questo) ad esempio ha mostrato sempre dubbi sulla cosa, tanto da non riconoscere lo Stato d'Israele fino a pochissimo tempo fa.

14 MAGGIO 1948 -  - TEL AVIV - GLI EBREI PROCLAMANO LO STATO DI ISRAELE - "La Costituzione dello Stato Ebraico è stata proclamata nel pomeriggio di oggi a Tel Aviv nel corso di una solenne cerimonia,. Il proclama ufficiale dice: "Noi membri del Consiglio nazionale che rappresenta il popolo ebraico in Palestina e il movimento ebraico nel mondo, riuniti in solenne assemblea nel giorno della scadenza del mandato britannico sulla Palestina, per virtù dei diritti naturali e storici del popolo ebraico, in forza della risoluzione dell'assemblea generale dell'Onu, proclamiamo la costituzione di uno stato ebraico in Palestina, che prenderà il nome di ISRAELE." (Comun. Ansa, 14 maggio 1948, ore 16.45).
NASCE IL GOVERNO d'ISRAELE - Gli Ebrei agiscono subito, senza aspettare l'ONU. Il Consiglio nazionale ebraico assume provvisoriamente funzioni di governo dello Stato di Israele. BEN GURION sarà il primo ministro e ministro della difesa (Ib. ore 22.00)".

BEN GURION riuscì a fare un distinguo sul movimento. Tutti gli ebrei della diaspora sparsi per il mondo erano sì "sionisti" cioè "Amici di Israele", ma considerava sionisti in senso stretto soltanto gli ebrei che si erano trasferiti o si volevano trasferire in Palestina.
Inutile dire che queste dispute di carattere politico e religioso (appoggiando il nuovo governo una o l'altra fazione) crearono divisioni dentro lo stesso stato di Israele mentre era in fase di realizzazione la grande opera concepita da Herzl.
Ben Gurion  verrà poi eletto primo ministro prima  nel governo provvisorio  poi riconfermato in quello ufficiale. Ma le due fazioni continueranno reciprocamente nelle loro ostilità. La più moderata esprime dei dubbi su questa decisione, nel voler ignorare così ostentatamente una decisione dell'ONU. E che il nuovo Stato parte debole, è accerchiato dagli Arabi, e inizia a farsi nemici in tutto il mondo per lo schiaffo che si vuol dare alle Nazioni Unite. Ben Gurion, sicuro di sè, tranquillizza (sa di avere l'appoggio degli Stati Uniti, ma anche della Russia (sempre contro il colonialismo inglese in Medio Oriente)

15 MAGGIO 1948 -  Stati Uniti . Il presidente Truman detiene il record nel riconoscimento del nuovo Stato; ha firmato il decreto con cui riconosce ufficialmente il nuovo stato ebraico in quanto autorità "de facto" in Terra Santa. - Ben Gurion, ha insomma avuto ragione. Ha dalla sua parte una grande potenza. (Ib. ore 02.40).

E se Truman non decideva subito, era pronto Stalin, l'altra grande potenza che riconosce lo Stato d'Israele due giorni dopo, il 17 maggio, ovviamente in funzione del predominio britannico nel Medio Oriente. Gli altri stati si adeguano, non possono comportarsi diversamente. Salvo la Santa Sede, che non vuole ebrei in Terrasanta.

http://cronologia.leonardo.it/storia/mondiale/pales001.htm


 
 


 
 
Re: L'INVASIONE DI GAZA: "OPERAZIONE PIOMBO FUSO" (Voto: 1)
di cardisem il Martedì, 06 gennaio @ 13:36:50 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Ringrazio chi ha reso disponibile questo testo che è tutto da studiare. Ho aperto un link diretto dal mio blog Civium Libertas: Pagine nel cyberspazio numero di archiviazione: J02a, dove raccolgo pagine omogenee a questa e ringrazio chi me ne segnalerà altre.
Alla cantonizzazione non ci avevo ancora pensato. A suo modo criminosamente geniale! Altro che Mengele, il quale pare fosse invece un buon uomo! Mi sembra perfettamente coerente con la testa di questi criminali ed il modello mi sembra analogo a quello delle “riserve indiane”, una istituzione nell’ambito del genocidio che ha preceduto di gran lunga Hitler e il nazismo. Mi sembra anche che questo piano si leghi anche al disperato bisogno di Israele di portare la guerra a tutto il Medio Oriente, imponendo in ogni paese "liberato” un governo fantoccio, cioè “democratico”, ognuno con tanto di basi militari Usa e trattati SOFA. Il modello questa volta non è l’America con i suoi indiani, ma l’Europa sconfitta nel 1945. Conosciamo tutti grosso modo la storia da allora in poi. Esiste anche un libro di Tony Judt al riguardo di oltre 1000 pagine. Ho letto tutto il libro con interesse ma poi il libro verso la fine smette nella narrazione ed esprime la filosofia della storia dell’autore, secondo il quale l’Europa deve forgiare la sua nuova identità tutta su Auschwitz ossia quel che sappiamo ciò significa. È ALLUCINANTE. Se il mondo arabo e musulmano saprà resistere a questo disegno criminale e totalitario, essi resisteranno anche per noi e sarà dai deserti asiatici che potremo guidare la nostra liberazione, almeno la liberazione della nostra coscienza e della nostra capacità di pensare con la nostra testa e senza un cervello lobotomizzato.
La cantonizzazione ovvero il sistema delle riserve indiane per gli irriducibili non potrà funzionare se Israele se troverà accerchiato a sua volta da governi arabi ostili. Al momento il punto di maggiore resistenza è l’Iran. L’Egitto ha un governo corrotto. L’Iraq è liquidato. Gli emirati non hanno la democrazia, ma in compenso sono ubbidienti e alleati. L’osso duro resta l’Iran. La nostra parte in questa storia? Se non vogliamo essere solo spettatori impotenti dobbiamo recuperare tutta la nostra capacità di pensare e di far pensare, sapendo sventare le insidie che ogni giorno ci vengono tese appunto perché siamo delle sacche di pensiero indipendente. Antonio Caracciolo Civium Libertas


 
 


 
 
Re: L'INVASIONE DI GAZA: "OPERAZIONE PIOMBO FUSO" (Voto: 1)
di ElTano il Martedì, 06 gennaio @ 15:07:05 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
È un vero peccato che la lettura di un articolo così interessante debba essere ostacolata da una traduzione piuttosto grossolana. Capisco che i traduttori di questi articoli lavorano di solito gratis et amore dei ma, insomma, dovrebbero esserci dei limiti!


 
 


 
 
Re: L'INVASIONE DI GAZA: "OPERAZIONE PIOMBO FUSO" (Voto: 1)
di Tao il Mercoledì, 07 gennaio @ 07:09:23 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
LA BATTAGLIA DI GAZA? TUTTO DA MANUALE!

(note tecniche su un ordinario massacro redatte da Antonio Camuso)

Il riscatto di un esercito attraverso un mare di sangue innocente.
La battaglia di Gaza, scritta da tempo con analoghe dimostrazioni di inutile forza e ferocia, quando sarà terminata, i giornali guerrafondai la titoleranno come quella in cui l’esercito israeliano ha avuto il suo riscatto (dopo la mancata vittoria di due anni fa contro Hezbollah, in Libano).

Manovre da manuali di guerra urbana

A Gaza , oggi si svolgono manovre da manuali di guerra urbana , già viste a Fallujha e affinate nella battaglia di annientamento che l’esercito libanese(appoggiato logisticamente da israeliani, americani, Germania e paesi arabi moderati) condusse contro alcune centinaia di miliziani di un gruppo armato arabo-palestinese Fatah al-islam , asserragliati l’estate del 2007 nel campo profughi palestinese di Nahr el bared

Allora, i consiglieri americani reduci da Fallujha, furono determinanti nel condurre alla vittoria l’appena rinato LAF , l’esercito libanese, contro il piccolo e agguerrito gruppo guerrigliero che si era insediato nel campo profughi, sotto protezione ONU, alla periferia di Tripoli
Un'operazione che dopo un inutile assedio, durato alcuni mesi, nel giro di pochi giorni portò allo sterminio dell’intero gruppo guerrigliero e di parte delle loro famiglie, donne e bambini compresi. Di questi ultimi, solo una sessantina furono graziati da una tregua umanitaria prima dell’ultimo assalto contro gli irriducibili del gruppo. Alla fine, dei circa 500 guerriglieri, la metà furono ammazzati, schiacciati direttamente sotto il cemento delle case e fortini dove resistevano, e fatti saltare impietosamente dai soldati libanesi con l’artiglieria, gli attacchi aerei, navali o sotto i cingoli dei carri. Solo un piccolo gruppo riuscì a rompere l’accerchiamento ma inseguito da gruppi palestinesi concorrenti e milizie falangiste fu anch’esso sterminato ( vedi http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/nahr-al-bared.htm)

Sotto il silenzio assordante dell’ONU (che era di fatto il proprietario del campo profugh)i e sotto la cui protezione erano i 30.000 abitanti, di esso alla fine della battaglia non c’era un edificio lasciato indenne e 30.000 disgraziati furono deportati presso gli altri campi profughi palestinesi, senza avere la possibilità di riprendere le loro cose.
Anche in quel caso la divisione tra i palestinesi, l’ostilità dei paesi arabi contro i gruppi islamici radicali e la paura che nei loro paesi si diffonda il radicalismo, fece sì che nessuno muovesse un dito per fermare questo ennesimo crimine mascherato da grande vittoria contro il “ terrorismo internazionale” Guerra da manuale

Nella battaglia di annientamento di Gaza nulla è stato lasciato al caso:

1) la fase informativa come ammesso dai vertici militari israeliani è durata mesi con l’utilizzo di mezzi altamente tecnologici appoggiati dalle informazioni di spie israeliane infiltrate che vivono da anni sotto falsa identità e palestinesi ostili ad Hamas e pronti a rendere la pariglia dopo la cocente sconfitta politica subita da Fatah

2) fase addestrativa: utilizzando le tecniche moderne di guerra urbana sono state riprodotti ambienti urbani simili a quelli di Gaza in località segrete e lì addestrati i commandos e le truppe che in queste ore si stanno facendo tanto “onore”.( ricordiamo che anche l’esercito italiano da anni per le operazioni all’estero ha delle apposite aree addestrative in cui vengono riprodotti gli ambienti in cui i nostri militari inviati all’estero andranno ad operare ed ultimamente anche grazie a software particolari, l’addestramento per il combattimento urbano, per l’Esercito Italiano ha fatto passi da gigante).

3) Fase logistica : i mezzi per l’attacco sono stati scelti con cura, il meglio dei carri armati , blindati, cannoni , aerei, elicotteri e velivoli robot. Una fiera dell’orrore che alla fine di questo massacro produrrà meglio di qualunque Army-Expo ricche commesse alle industrie armiere israeliane, americane ed occidentali.

4) Fase aerea:anch’essa, secondo copione, ha selezionato all’inizio i bersagli grossi, infrastrutture civili e militari in maniera tale da gettare nel caos sia l’apparato militare di Hamas e degli altri gruppi di resistenza palestinese, dall’altro ha colpito la stessa popolazione civile che nel panico diminuisce le capacità di essere un valido sostegno logistico e psicologico alla resistenza armata. Nella seconda fase quella di terra, l’appoggio aereo è diretto a spianare ogni ostacolo all’avanzata dei tank

5) Guerra psicologica e guerra terroristica: l’attacco alle famiglie dei dirigenti politici e militari di Hamas e della resistenza palestinese e la produzione di un alto numero di feriti tra i civili è un moltiplicatore di forza il cui uso da parte degli israeliani è quasi d’obbligo. Anche in questo caso portare al collasso le strutture mediche del campo di battaglia è un mezzo illecito ma che i generali massacratori di tutto il mondo sanno quanto sia importante attuarlo.

6) Fase attacco di terra: dopo la sigillatura della sacca ogni battaglia di annientamento vuole che essa venga spezzettata in sacche più piccole ma che una volta divise non si ricompongano più E una fase necessaria per dividere il sistema logistico e di comando e controllo dell’avversario: ridurre le sue capacità di riorganizzarsi , di rifornirsi dai nascondigli principali di armi e rifornimenti, creare quindi il panico.

7) Fase di logoramento. Questa fase sperimentata su Fallujha e su Nahr el Bared vuole che si proceda molto lentamente nella distruzione dei capisaldi di resistenza . In questa fase i mezzi corazzati israeliani, quelli che in altre guerre son stati capaci di fare centinaia di chilometri in poche ore e sbaragliare in sei giorni quattro eserciti arabi potentemente armati, invece si tramutano in lentissimi bulldozer che a colpi di artiglieria e di fosforo bianco e sotto la copertura dei bombardamenti aerei, spianano ogni edificio, ogni casamatta , ogni bunker. Ogni cunicolo sotterraneo va bonificato facendolo saltare in aria, seppellendo vivi civili o armati che vi abbiano trovato rifugio.
Ormai nel combattimento urbano questa è l’attuale “tendenza” ed è la soluzione preferita insegnata nelle alte scuole di alta strategia che si preparano per analoghi scenari di guerra urbana. Sarà la tecnica che verrà usata fra non molti decenni nelle sterminate periferie delle megalopoli del post-crisi globale. Dal Cairo alle banlieu parigine, da Atene ai sobborghi di Napoli.
Spianare… demolire…, non cascare nell’errore che fecero i russi a Grozny che si addentrarono tra le macerie di una città bombardata cadendo vittime della resistenza cecena. Non affrettarsi quindi e bonificare metro per metro poi, con apposite squadre di killer professionisti, tutte le macerie, eliminando ogni miliziano rimasto isolato o ferito. Nessuna possibilità di attacchi alle spalle deve essere lasciata al caso! La guerra contro gli Hezbollah lo ha insegnato e l’esercito israeliano ne ha tratto una lezione duratura.

8) Fase SENZA PIETA’:ridotti in sacche sempre più piccole e costretti al convivere in mezzo a bambini e donne insanguinati e piangenti, il morale dei guerriglieri, salvo pochi casi, andrà in frantumi e la voglia di arrendersi in molti prevarrà. Per gli altri , salvo un miracoloso intervento diplomatico internazionale dell’ultima ora, non resterà altro che una difesa da suicidio di massa , lo stesso che abbiamo assistito a Nahr el Bared nel 2007 .

Poche note invece si possono fare sulle capacità militari nel campo palestinese. A) l’assoluta mancanza di capacità nel contrasto aereo anche a bassa quota, ovvero antiarea convenzionale o uso di missili spalleggiabili di nuova generazione capaci di non essere neutralizzati dalle contromisure ECM e infrarosso è uno dei motivi principali dello spadroneggiamento israeliano su Gaza.

B) L’uso “politico” di qualche missile buono solo per i fuochi d’artificio di fine d’anno rappresenta non un punto di forza bensì di estrema debolezza di Hamas. Grave in particolare l’incapacità del gruppo islamico, nella fase “attacco di terra “, di decidere di cambiare bersaglio e di dirigere il lancio dei razzi contro le concentrazioni di truppe israeliani e contro i parchi di artiglieria e non contro obbiettivi civili come le colonie.

Questa ostinazione è, non solosuicidio politico, ma denota una totale ignoranza nell’uso della cosiddetta artiglieria missilistica. Questi ed altri errori di carattere politico e militare saranno messi sul piatto della bilancia quando alla fine di questo massacro il movimento di Hamas dovrà render conto a tutto il popolo palestinese ed Israele alla coscienza del mondo intero.

ANTONIO CAMUSO
Osservatorio sui Balcani di Brindisi
osservatoriobrindisi@libero.it
www.pugliantagonista/osservatorio.htm
Brindisi 6 gennaio 2009


 
 


 
 
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