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  IL PRETESTO PER COLPIRE L’IRAN
Postato il Giovedì, 01 marzo @ 19:05:00 CST di marcoc
 
 
  Iran DI LARRY CHIN
CarolynBaker.org

L’amministrazione Bush è ormai sul piede di guerra e attaccherà l’Iran già agli inizi della primavera 2007. L’amministrazione è davvero sul piede di guerra.
Nei prossimi mesi, il governo americano e i suoi Alleati e funzionari creeranno e provocheranno un pretesto che porterà in seguito l’opinione pubblica a dover accettare il conflitto in Iran.

Alcuni pretesti potranno essere i seguenti:

Addosseranno all’Iran la colpa della forte resistenza irachena all’occupazione americana.
Come già è stato notato , l’idea che l’Iran stia armando gli Iracheni contro l’Esercito Americano è un tema centrale della propaganda della nuova amministrazione Bush.
Paul Pillar, ex agente CIA e membro del Council on Foreign Relations [Consiglio sulle Relazioni Estere, NdT], è al centro di molte critiche, poiché sostiene che dietro gli attacchi terroristici contro le Forze Armate Americane non ci sia l’Iran. Nonostante queste affermazioni, Bush-Cheney continueranno a mentire negando l’evidenza.

Imputeranno all’Iran la responsabilità di un grande attacco terroristico contro gli interessi americani.
In una recente testimonianza al Senato Americano, Zbigniew Brzezinski ha dichiarato che l’amministrazione Bush “sta avanzando inesorabilmente verso un conflitto contro l’Iran e tutto il mondo islamico” e che la miccia che farà esplodere il conflitto sarà un grande attacco terroristico operato dagli Iraniani contro gli Americani sia all’interno dei confini nazionali statunitensi che all’estero (vedi anche qui e qui).

Nelle parole di Brzezinski, la cattiva gestione della guerra in Iraq dell’ amministrazione Bush è una “calamità storica, strategica e morale” , “guidata da impulsi Manicheisti e arroganze imperiali” che “ intensificano l’instabilità della regione” e “ indebolisce la globale legittimità dell’America”.
Brzezinski, il maggior responsabile della geostrategia del “Grande Scacchiere Americano”, colui che ha gettato le basi per gli attacchi dell’ 11 Settembre 2001, ha criticato in maniera schietta la cattiva gestione della situazione attuale in Iraq da parte del governo Bush.
L’amministrazione Bush ha aspettato il momento propizio per dare il via al prossimo “11 Settembre”, ha concluso.

La diplomazia tra Iraq e Iran sarà vista come un interferenza terroristica iraniana

Una reazione Iraniana vera o fittizia che sia alla retorica o alle provocazioni dell’amministrazione Bush sarà intesa come una dichiarazione di guerra da parte di Teheran.

Saranno “ trovate” nuove “prove” riguardo le intenzioni nucleari dell’Iran e poi presentate alla Comunità Internazionale allo scopo di imporre sanzioni al Paese.

Il mondo abboccherà ancora a tutto ciò?

Gates getta le basi della propaganda.

In una testimonianza al Senato che potrebbe gettare le basi per l’imminente attacco all’Iran, il Segretario alla Difesa Robert Gates, favorevole anch’egli all’attacco all’Iran, ha affermato che l’Iran è “ molto implicato nella fornitura di armi ai militanti iracheni”.

Questa nuova affermazione ( che Gates non ha sostenuto con prove certe e verificabili da una fonte attendibile ) è basata su alcuni numeri di serie presumibilmente trovati sulle bombe rimanenti usate contro l’Esercito Americano in Iraq.
Gates ha anche dichiarato che il materiale sequestrato durante il raid ( illegale e ordinato da Bush ) dell’Ufficio di Collegamento Iraniano a Irbil in Iraq, viene incluso nel più grande inseme di informazioni false di intelligence contro Teheran.
Gates, il quale è diventato sostituto di Donald Rumsfeld facendo finta di essere critico nei confronti della gestione da parte dell’amministrazione Bush della guerra in Iraq, in realtà è ora la maggiore arma di distrazione di massa riguardo all’Iran.


[Una delle presunte bombe iraniane 'trovate' in Iraq dagli americani]

Le operazioni sotto copertura

La regione iraniana e irachena è una zona alquanto frequentata da agenti CIA da più di un anno.

E’ noto che George W. Bush ha personalmente ordinato di dare il via ad alcune provocatorie operazioni sotto copertura gia parecchi mesi fa; operazioni mirate a trascinare l’Iran in guerra.
Il ministro dell’Intelligence iraniana Gholam Hossein Ejeli sostiene che l’Iran ha scoperto una fitta rete costituita da 100 uomini, tra agenti CIA e agenti del Mossad (vedi anche qui). Tutto ciò è la conseguenza dell’ordine dato da Bush di “sparare per uccidere”: dare dunque la caccia e uccidere gli Iraniani in Iraq.

Circondati militarmente e politicamente.

Gli eventi si stanno susseguendo esattamente come previsto dall’ex ispettore dell’ONU alle armi Scott Ritter il cui libro “Obiettivo: Iran”, ha previsto ogni fase dell’ amministrazione Bush e dei suoi alleati.

Secondo John Pilger, la guerra è gia iniziata.

Come annotato da Dmitriy Sedov, i preparativi per la devastazione dell’Iran in primavera sono in atto da tempo.
Alcuni segnali chiari sono:

• “ La risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU prevede che un ulteriore inasprimento delle sanzioni imposte all’Iran sarà intrapreso dopo il 21 Febbraio 2006.
Dal punto di vista delle leggi internazionali, questo è un pretesto ( fondamentalmente solo uno, ma esistente ) per legalizzare un aggressione contro un Paese”.

• “Due portaerei statunitensi munite di armi nucleari si stanno dirigendo verso la regione.
Le portaerei americane hanno compiuto 5 missioni negli ultimi 15 anni. In 4 casi su 5 hanno lanciato offensive militari. Nel Marzo 2007, entrambe le portaerei prenderanno le loro posizioni di combattimento”.

• “Ulteriori Forze di terra si sono spostate verso il confine tra Iraq e Iran. I preparativi per una nuova fase delle ostilità sono a buon punto”.

• “A febbraio i sistemi di missili difensivi Patriot saranno pronti a difendere Israele e le portaerei da attacchi aerei nemici”.

• “I soldati del genio britannico stanno entrando nel futuro teatro di guerra con l’obiettivo di operare nello Stretto di Hormuz, dove gli Iraniani hanno con molta probabilità disseminato parecchie mine”.

• “Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato una potente campagna di informazione e propaganda al fine di preparare l’opinione pubblica all’imminente aggressione”.

• “Il comandante del CENTCOM John Abizade, contrario al conflitto contro l’Iran si è dimesso. Il sostituto è l’Ammiraglio W. Fallon, veterano della Guerra del Golfo e della Campagna di Bosnia del 1995.

L’amministrazione Bush sta premendo per l’ ulteriore invio di più di 50000 soldati in Medio Oriente. Apparentemente saranno stanziati in Iraq, ma questi soldati sono chiaramente destinati a combattere contro l’Iran.

La distruzione e l’insabbiamento di uno sforzo diplomatico iraniano.

Nel 2003 Teheran ha inviato ( tramite l’Ambasciata Svizzera ) un’ampia proposta da porre al vaglio dell’ amministrazione Bush affinché si trovasse un accordo per un possibile dialogo e cooperazione regionale. I funzionari del governo americano confermano che questa comunicazione sia stata ampiamente diffusa e discussa e al tempo stesso decisamente respinta alla Casa Bianca.

I repentini “vuoti di memoria” di alcune figure di spicco dell’amministrazione Bush riguardo questa proposta fanno pensare a un possibile insabbiamento di uno sforzo diplomatico iraniano. Il Segretario di Stato Condoleeza Rice ha confermato l’esistenza del documento in una recente intervista rilasciata alla National Public Radio, ( dove appunto la Rice dichiarava che con quel documento “ l’Iran voleva porsi sullo stesso piano degli Stati Uniti” ), ma improvvisamente ha cambiato versione, dichiarando ora “di non ricordarsi di aver mai visto nulla di simile”.

Secondo il Washington Post, Flynt Leverett, membro dello staff del Consiglio Nazionale di Sicurezza, la proposta iraniana fu ricevuta e discussa. In seguito Leverett ha dichiarato che non era sua responsabilità sottoporre la proposta iraniana alla Rice, poiché il responsabile della politica mediorientale era Elliot Abrams, già membro della cospirazione Iran Contra.
Come la Rice, Abrams, che ora è consigliere alla Sicurezza Nazionale e Responsabile della “promozione della democrazia” in Medio Oriente, sostiene di non aver mai visto o sentito alcuna proposta iraniana.

Anche ex funzionari del Dipartimento di Stato dichiarano di aver visto l’offerta proveniente dall’ Iran facendo notare come questa sia stata inclusa nella proposta del 2003 fatta all’allora Segretario di Stato Colin Powell dove si cercava di definire un “grande accordo” con l’Iran. Secondo quegli stessi funzionari, Colin Powell non ha inoltrato la proposta alla Casa Bianca.

Ripresa del “terrorismo” internazionale.

La propaganda dell’amministrazione Bush parla di nuove minacce dai “terroristi” che lavorano segretamente contro gli interessi Anglo-Americani. La “guerra al terrorismo” di Bush-Cheney sta avanzando per una nuova fase di violenze che porteranno alla guerra all’Iran.

Secondo alcuni funzionari dell’intelligence americana e britannica, “Al Qaeda” ha formato un nuovo esercito e sono ancora una volta “capaci e intenzionati a lanciare attacchi terroristici di massa di portata mondiale”. In Afghanistan, sotto l’ occupazione americana ( e durante una rapida crescita del mercato dell’eroina ), sono tornati Al Qaeda e i Talebani poiché servono agli americani come fonti militari e di intelligence.

La reporter del New York Times Carlotta Gall riferisce che la nuova rinascita dei Talebani in Afghanistan è collegata al Pakistan e all’ISI. Nel corso delle sue indagini Gall è stato aggredita dagli agenti ISI: evidentemente la reporter aveva scoperto qualcosa di veramente grosso .

I civili Pakistani “temono” l’ ISI e a ragione.
L’attività dell’ISI ( virtualmente un ramo della CIA ) porta direttamente al cuore delle continue operazioni militari e di intelligence degli Anglo-Americani in Medio Oriente e Asia Centrale. Il reporter dell’ Wall Street Journal Daniel Pearl è stato ucciso nel 2002 durante le sue indagini sull’ISI e le relazioni tra quest’ ultimi, Al Qaeda e l’ 11 Settembre 2001. Proprio mentre Teheran tenta ripetutamente di collaborare con il governo americano per dare la caccia ai terroristi, l’amministrazione Bush continua a dare la responsabilità degli attacchi terroristici proprio a Teheran. Inoltre, senza dubbio, l’apparato di propaganda statunitense utilizzerà come “prova” un rapporto nel quale si faceva notare la presenza in Iran del figlio di Osama Bin Laden.

Scuotere il cane.

Oltre ai tanti impegni geostrategici che stanno dietro all’attacco in Iran, l’amministrazione Bush, apertamente disprezzata e contestata, sta affrontando alcuni problemi di politica interna oltre che essere in competizione alle prossime elezioni americane con i Democratici.

L’amministrazione affronta anche la prospettiv di imbarazzanti e potenzialmente devastanti rivelazioni dal processo Scooter Libby/Dick Cheney/Plamegate e da altre indagini sui i crimini dell’amministrazione Bush. Cheney, e lo stesso George W. Bush sono ormai stati direttamente implicati nel procedimento contro Libby.

Altra vergogna per il governo Bush riguarda un report rilasciato dall’Ispettore Generale del Pentagono, dove si critica aspramente l’Office of Special Planning, guidato dal membro del Project for a New American Century [ “Progetto per un nuovo secolo americano” n.d.t], Douglas Feith, per aver escogitato un lavoro di intelligence poco onesto che ha poi portato alla guerra in Iraq, inclusa una “predisposizione” a collegare l’Iraq con Al Qaeda.

Maggiore sarà il danno all’amministrazione Bush, maggiore sarà la probabilità di una nuova distrazione alla “ scuoti il cane” , - il prossimo 11 Settembre -, orchestrato dal governo Bush e Karl Rove.

Il silenzio di Washington sull’Iran.

La “cattiva gestione” dell’ occupazione in Iraq, e i deboli tentativi di strappare il controllo dell’agenda politica irachena rimangono gli obiettivi della politica poco onesta di Washington nei confronti dell’ opinione pubblica.

L’Iran e le provocazioni di Bush e Cheney non sono stati uno dei maggiori argomenti di discussione. In base alle poche discussioni che vi sono state sull’ Iran si può dire che i leader democratici sono divisi sull’argomento.

Anche la politica della “guerra al terrorismo” dei Democratici va a braccetto con quella dei Repubblicani; questa guerra determinerà la distruzione dell’Iran. Un pretesto convincente porterebbe facilmente i Democratici ad appoggiare un attacco.

Il petrolio iraniano.

Secondo Michael Klare, il conflitto contro l’Iran deve essere visto come una guerra per le risorse energetiche. Secondo alcune stime Iraniane, nella regione ci sarebbero abbastanza risorse da durare per molti decenni.

L’amministrazione Bush deve essere infuriata con Teheran poiché quest’ ultima ha mostrato un deciso interesse nel contrattare il mercato delle risorse energetiche con investitori stranieri ( non americani ), e mantenendo buoni legami sia con la Cina che con la Russia.

Quando la faccenda del picco del petrolio e del gas si fa seria, e la linfa vitale dell’impero Anglo-Americano comincia a finire goccia dopo goccia, ecco che l’importanza geostrategica dell’Iran acquista importanza.

Le porte dell’inferno sono spalancate.

Alcuni scettici hanno sostenuto per anni che l’amministrazione Bush non avrebbe attaccato l’Iran, basandosi sul concetto razionale che nemmeno il governo Bush e i suoi fondamentalisti siano così pazzi da rischiare una guerra nucleare.

Ma in una testimonianza dinanzi al Congresso, Robert Gates ha dichiarato che invece il Pentagono ha pianificato una guerra su vasta scala contro Iran, Russia e Cina. Questa affermazione, una promessa di guerra mondiale, fa pensare che l’establishment Anglo – Americano sia pronto a muovere una guerra senza fine. E questo basta a chiudere il discorso sulla sanità mentale

Il Presidente Russo Vladimir Putin ha criticato l’amministrazione americana per il suo “uso incontrollato della forza militare” e “di azioni unilaterali e illegittime”. Ha concluso Putin, “Uno Stato, quello degli Stati Uniti d’America, ha oltrepassato i suoi confini nazionali sotto ogni aspetto”.

Il prossimo passo omicida sarà la distruzione dell’Iran.

Larry Chin è Associate Editor di Online Journal, contribuisce al Centre for Global Research e precedentemente contribuiva a From The Wilderness.

Titolo originale: "Fabricating the case against Iran"

Larry Chin
Fonte: http://carolynbaker.org/
Link
11.02.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SIMONE
 
 
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Re: IL PRETESTO PER COLPIRE L’IRAN (Voto: 1)
di helios il Venerdì, 02 marzo @ 03:44:41 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Gridare al lupo al lupo giova solo quando il lupo sta arrivando. Non si è gridato per l'Afganistan, per l'Iraq. Gli USA hanno invaso rapidamente questi stati. Allor perchè continuare a dire che l'ran sarà attaccata, e dall'altra dire che ci sono, fra i due stati, ottimi rapporti. Chi parla di guerra in questo caso è l'Iran e non gli USA. Dalle notizie che sono circolate dall'ivasione dell'Iraq era emerso che l'Iran era fra i paesi da invadere ma non se ne faceva nulla.Territorio troppo montuoso, rispetto il pianeggiante Iraq, popolazione di gran lunga superiore...C'erano brutte premesse. Ora nulla è cambiato, il territorio è uguale e anche la popolazione. Putin si è pure stufato...e non è una bella cosa.


 
 


 
 
Re: IL PRETESTO PER COLPIRE L’IRAN (Voto: 1)
di loco il Sabato, 03 marzo @ 12:37:34 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Osservando l'attuale scenario Geopolitico mondiale, si può convenire con buona dose di certezza, che gli Usa possono ormai contare "solo" sulla loro superiorità militare. Le altre potenze regionali del pianeta, pur ormai detenendo uno strapotere commerciale ed economico (ed ora sembra anche finanziario) come nel caso delle Cina, e vivere una rinascita a livello strategico, energetico e geopolitico come nel caso della Russia; non credo possano sviluppare e organizzare un eguale dispiegamento di forza militare prima dei prossimi 15 anni. Anche se grandi passi avanti sono stati fatti in questo settore, Gli Usa pesseggono comunque una forza Aero-spaziale, senza eguali e in eventuale conflitto su larga scala avrebbero un'indiscutibile vantaggio nei riguardi delle altre potenze continentali. Tuttavia, le evidenti difficoltà che hanno gli eserciti anglo-americani nel chiudere, definitivamente i fronti Afghano ed Iraqeno, palesano uno scenario molto complesso, e non credo che gli Usa attaccheranno L'Iran (che non è un paese del terzo mondo) a meno che non decidano di attuare un'attacco nucleare, ipotesi altrettanto assurda se si considerno gli inevitabili effetti a catena, che tale tipo di attacco provocherebbe a livello internazionale. Personalmente, penso che oggi lo scacchiere planetario sia così complesso,che ogni ipotesi di previsione possa risultare assurda e poco credibile. Per quanti, piani di aggressione, vengano stilati al pentagono, e per quante dichiarazioni rilascino al senato Brezinsky e soci, gli Usa sanno che gli unici paesi che non possono attaccare, sono quelli che posseggono un potenziale nucleare, vale a dire i suoi principali avversari mondiali: Russia, Cina e Iran.


 
 


 
 
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