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  LA VERA ARMA LETALE DI TEHERAN
Postato il Venerdì, 03 febbraio @ 20:15:00 CST di vichi
 
 
  Iran
DI MARTIN WALZER
UPI editor

La prospettiva di un fungo atomico che si innalza nel deserto di Dash-e-lut, in Iran, può non essere la maggior minaccia iraniana alla stabilità internazionale. Nel prossimo avvenire un esperimento atomico riuscito con armi nucleari da parte dell’Iran può rivelarsi meno stabilizzante di una semplice iniziativa economica sul libero mercato come quella che, si dice, l’Iran sta per lanciare il prossimo marzo.

Teheran vuole aprire una nuova borsa petrolifera, per scambiare i vari prodotti petroliferi e potenzialmente, aprire anche un mercato sui futures. Gli operatori potrebbero vendere e comprare partite di petrolio e gas, come avviene attualmente nell’ International Petroleum Exchange (IPE) di Londra o la NYTMEX di New York.



Però vi è una differenza: gli scambi avverranno in euro, e non in dollari, e il prezzo del petrolio non si riferirà al West Texas Intermediate o al Brent Crude (del Mare del Nord) ma, invece, al petrolio prodotto nel golfo persico.

E allora? Sembra una variazione di poco conto, e anzi utile, dal momento che il ventaglio di scelte a disposizione dei vari operatori e consumatori viene ampliato, del resto in linea con quanto raccomandato da Adam Smith, il padre del moderno capitalismo nel 18 secolo.

Non è così. Perché una tale operazione rappresenta per l’economia americana un colpo molto più devastante di quanto lo possa essere la capacità iraniana di produrre una bomba atomica, che oggi, e nel prossimo futuro, è totalmente priva di credibilità fino a quando non si otterranno dimensioni, affidabilità e stabilità tali da poterla puntare contro un qualsiasi prevedibile obiettivo strategico.

La relazione esistente fra petrolio e dollaro è molto intima e importante, e garantisce alla moneta americana, sotto il profilo della profittabilità, in quanto valuta monetaria mondiale di riserva, uno status veramente privilegiato. La prospettiva di una borsa petrolifera alternativa apre la possibilità all’Iran di essere arbitro fra euro e dollaro, senza contare un eventuale risparmio sul costo del petrolio futuro.

A questo punto se il petrolio può essere denominato in più di una valuta allora perché non poterlo denominare anche in altre monete? Perché non denominarlo anche in Yen giapponese, o Yuan cinese, che alla fine dei conti è il secondo importatore di petrolio al mondo?

Insomma, perché non farla finita con il monopolio del potente dollaro?

Una mossa simile non sarebbe ben accolta a Washington, che ha già reagito rapidamente, con la caduta di Baghdad nel 2003, all’impudente mossa di Saddam che si era messo a vendere petrolio in cambio di euro, anzichè di dollari. Il grande vantaggio di essere la moneta mondiale di riserva consiste nel fatto che, se tutto va male, il Tesoro americano può pagare le proprie importazioni di petrolio semplicemente stampando più carta moneta.

Naturalmente esistono dei limiti alla propensione americana di far perdere il valore della propria moneta, come si è visto nel 1973 con il primo grande rialzo dei prezzi da parte dell’OPEC, quando il prezzo per barile si triplicò. Tale mossa viene comunemente attribuita alla decisione politica dell’Arabia Saudita e ad altri produttori arabi di petrolio di punire gli USA per il loro decisivo aiuto a Israele nella guerra dello Yom Kippur. In parte ciò è vero, ma la decisone cruciale dell’OPEC fu il risultato diretto della decisione del presidente Nixon, il 15 agosto, di sganciare il dollaro dall’oro.

Il dollaro perse di valore e i paesi dell’OPEC venivano pagati con moneta svalutata. Così nella riunione di Beirut, il 22 settembre, l’OPEC adottò la risoluzione XXV:140, con la quale si decideva di intraprendere “ogni azione necessaria… per contrastare gli effetti negativi derivanti dalla decisione del 15 agosto in relazione al valore di ogni barile di petrolio prodotto dai vari paesi.”

Si proclamò inoltre per la prima volta, da parte dello Sceicco Zaki Yamani, ministro del petrolio saudita, la possibilità di utilizzare l’ultima arma rimasta: un embargo sul petrolio.

A causa delle dimensioni mostruose dell’attuale deficit commerciale e di bilancio americano, rinforzato dalla decisione di Bush di rendere permanenti i tagli alle tasse, la maggior parte del mondo finanziario odierno è in attesa di una altra, simile, svalutazione del dollaro. La settimana scorsa il professor di Harvard Marty Feldstein, ha scritto sul Financial Times, che sulla base delle svalutazioni 1985-87 Louvre and Plaza, il dollaro dovrebbe essere svalutato del 40% e anche più.

Il mercato semplicemente non sa quando ciò accadrà. Ma se ciò dovesse accadere dopo l’avvio a regime della borsa iraniana, allora chi avrebbe scommesso sullo scambio dollaro-euro, sul mercato dei futures di Teheran, si troverebbe con una bella sommetta in tasca.

Il piano quinquennale di Teheran prevede che la borsa si apra quest’anno. Il Teheran Times del 26 luglio ha riferito che è stata concessa l’autorizzazione finale. Mohammad Javad Asemipour, il tecnocrate ed ex ministro del petrolio che è stato incaricato di avviare la borsa, ha effettuato una serie di discreti viaggi esplorativi a Londra, Francoforte, Mosca e Parigi.

Proprio dopo Natale la Iran Labor News Agency lo ha citato dicendo che: “un tale avvenimento (la borsa) offrirebbe il vantaggio, fra gli altri, di consentire la trasparenza di tutte le transazioni petrolifere.” In quanto sarebbe consentito “ai vari operatori di accedere alle informazioni necessarie per consentire uguali opportunità di commercio per tutti.”

Asemipour è un tipo piuttosto elusivo, che però sembra convinto che l’Iran possa giocare sulla contrapposizione fra europei e americani, fra euro e dollaro. Proprio un anno fa era stato citato sul quasi ufficiale Iran Daily a proposito degli europei che avevano condotto un “magnifico gioco” con gli USA durante gli anni delle sanzioni, quando avevano partecipato in Iran a vari progetti economici, particolarmente nel settore dell’energia.

“In questo gioco gli europei avevano fatto finta di stare dalla parte degli americani, mentre invece erano impegnati in vari affari provocando una specie di concorrenza agli americani. Però, in pratica, essi avevano perseguito quelli che erano i loro interessi.” Non mancano infatti vari funzionari americani che nutrono simili sospetti riguardo a Francia e Germania, anche se tutti, al momento, sembrano concordi nel guardare con preoccupazione alle ambizioni nucleari di Teheran.

Adesso c’è da chiedersi se la borsa di Teheran, se e quando si aprirà, avrà successo, tenuto conto che un’idea simile attuata in Dubai in passato è fallita. Però allora il prezzo del petrolio non aveva raggiunto i 65 dollari al barile, e i soci del Dubai non avevano ancora rinunciato a considerare l’Iran come un potenziale nemico invitandolo, come osservatore, alle proprie riunioni. Cioè prima che il mondo arabo cominciasse a giudicare che, quali che fossero le reali intenzioni di Washington, il vero vincitore della guerra in Irak fosse stato proprio l’Iran.

Il mondo può essere sul punto di cambiare molto più velocemente di quanto possiamo immaginare, con o senza gli esperimenti nucleari dell’Iran. Ci sono altre armi, probabilmente più devastanti, che possono colpire, proprio là dove fa più male, un’America finanziariamente vulnerabile.

Martin Walzer
Fonte:www.informationclearinghouse.info
Fonte: http://www.informationclearinghouse.info/article11653.htm 2
23.01.06



Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da VICHI

VEDI ANCHE:LA BORSA PETROLIFERA IRANIANA E' UNA MINACCIA DIRETTA CONTRO IL DOLLARO

IL PROGETTO DELLA BORSA PETROLIFERA IRANIANA
 
 
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Re: LA VERA ARMA LETALE DI TEHERAN (Voto: 1)
di giorgiovitali (g.vitali@chimici.it) il Sabato, 04 febbraio @ 05:14:11 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://georgeusvitalicus.splinder.com
IN QUESTO ARTICOLO E' RESO EVIDENTE TUTTO CIO' CHE FINO AD OGGI HA GOVERNATO LE DECISIONI MONDIALI. TUTTO CIO' NON E' STRANO. CHE L' ECONOMIA ENERGETICA SIA ALL' ORIGINE DEI CONFLITTI E' IL FATTO PIU' BANALE E COMPRENSIBILE. CHE IL PETROLIO ED IL CONTROLLO DELLE FONTI PETROLIFERE SIA ALL' ORIGINE DI TUTTE LE GUERRE DEL XX SECOLO, FIN DALLA DECISIONE DELL' AMMIRAGLIATO BRITANNICO DI TRASFORMARE LA FORZA DI PROPULSIONE DELLE SUE NAVI DA GUERRA DAL CARBONE AL PETROLIO, E' UNA DEDUZIONE RAZIONALE. CHE IL FUTURO PASSI ATTRAVERSO L' ESPROPRIAZIONE DA PARTE DEL MONDO DEL MONOPOLIO STATUNITENSE sul petrolio, DIFESO FINORA ED IMPOSTO CON LA FORZA, E' ALTRETTANTO VERO. COSA ACCADRA' ? Chi vivrà, vedrà.! Ma la vera manifestazione dell' imbecillità umana è dimostrata dal fatto che una folla di persone, specie in Italia, credono alla propaganda di guerra statuntense, secondo la quale gli americani porterebbero la LIBERTA' ( nientemeno! ) nel mondo. Non l' hanno MAI fatto. E ci hanno invaso nel 43-45 per il controllo del Mediterraneo. Oggi ci occupano con 120 basi militari. GV


 
 


 
 
Re: LA VERA ARMA LETALE DI TEHERAN (Voto: 1)
di avlesbeluskes il Sabato, 04 febbraio @ 11:59:50 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Gli stati uniti sono semplicemente un guanto dove si nasconde una mano che è possibile identificare (Windsor, corona britannica, Rotschild, Rockefeller, Payseur ed altre famiglie nobili europee). Servono per creare un utile nemico contro cui coagulare l’odio o l’ammirazione delle masse a seconda delle aspettative dell’individuo stritolato nel meccanismo sociale. In realtà il popolo americano è ancora servo e sottomesso da parte della Virginia Company che, dall’Europa (City di Londra, e secondariamente Parigi e Francoforte), muove tutto il mondo. La strategia è sempre quella, mai fare immaginare che la “aggressione” degli “USA” in realtà è una aggressione che proviene dall’Europa stessa. Non sono gli USA a occupare le basi in Italia, caso mai è il Governo Ombra Mondiale degli Illuminati che si serve della entità burattino “USA”. E’ grave non accorgersi che la stessa Italia come concetto nazionale e statale è stata una creazione fra massonica destinata ad aumentare il numero di fronti in Europa al fine di smembrarla ed erigere sulle frattaglie la stalla per bovini europei, cioè l’Unione Europea, per niente diversa (neanche nel nome) da quella prospettata da un certo appartenente alla dinastia Rotschild chiamato Adolf Hitler. C’è qualcuno che odia questa Unione Europea solo perché è stata costruita dai vincitori di Hitler, mentre questa si erige sui suoi stessi principi, di imposizione autoritaria dall’alto (fascista o comunista, fate voi a piacere). Qualcuno pensa che Hitler avrebbe liberato l’Europa dagli ebrei, ma con lui se li sarebbe trovati al governo, Rosenberg infatti era ebreo, era colui che fu impiccato a Norimberga nella maniera più dolorosa e fu quello che diede ad Adolf Rotschild i “Protocolli dei Savi di Sion”, un documento in realtà degli “Illuminati” che fu – a causa del titolo – attribuito agli ebrei: solita soluzione “fumo negli occhi”. Lo smembramento dell’Europa è un progetto che la “Confraternita” persegue almeno dalla Riforma, cioè da quando riuscì a costruirsi una tana sicura nell’Inghilterra dove la nobiltà europea traslocò durante gli ultimi secoli. La distruzione delle nobiltà europee come gli Zar in Russia o i Savoia in Italia non fu un piano “giudaico” come qualcuno vuol dar da intendere depistando l’auditorio con le solite interpretazioni politiche manichee dalla stessa Elite Globale inventate, fu semplicemente una RISTRUTTURAZIONE avvenuta nel vertice della piramide della Confraternita di sangue “blu” cioè tra la tribù dei reali d’Europa che sono soltanto una unica famiglia di sangue con antenati certi nella Babilonia. In poche parole il vertice si è ristretto aumentando di efficienza mentre nel contempo i “rami secchi” (nobiltà francese) furono – è veramente il caso di dire – “tagliati” (a proposito, il luogo delle ventimila zucche tagliate a Parigi è un immenso tempio a cielo aperto dove furono condotti sacrifici in onore alla trimurti Babilonese della Confraternita come auspicio ai loro dei per una perfetta riuscita alla ristrutturazione della loro famiglia; ovviamente tale evento lo danno in pasto alle masse come “rivoluzione contro l’assolutismo” se siete di sinistra oppure come “congiura massonica per la distruzione del buon vecchio mondo” se siete di destra. Fa ridere che i massoni che fecero ghigliottinare i reali francesi erano a loro volta pupazzi dei reali inglesi: lotta in famiglia spacciata per “evento storico epocale di massa anti-aristocratico”; in realtà una sanguinosa ristrutturazione all’interno della tribè aristocratica ariano-rettile). Tutta questa ristrutturazione è fatta passare oggi come “Unione Europea”, “Imperialismo USA”, “sionismo” ecc., buttando ulteriormente fumo negli occhi. In questo molti americani sono più avanti di noi Europei in quanto molti di loro già hanno capito come stanno le cose e sono perfettamente consci del Governo Unico Mondiale che sta imponendo il Nuovo Ordine Mondiale. Hanno tentato e tentano di uscirci ad esempio con le milizie e con i movimenti patriottici i quali, anche se certe volte con posizioni non completamente accettabili, sono stati duramente colpiti dalla repressione, cioè con omicidi da parte dei servizi e polizia, con la strage satanista di Waco (diciassette bambini al rogo come ai tempi di Moloch) e con l’attentato al palazzo Murrah ad Oklahoma City nel 1995. Infatti il governo locale un mese prima aveva sottoscritto una petizione contro la instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale decisa dal Congresso a Washington e per tutta risposta l’amministrazione Clinton (uno spacciatore di coca in affari con i Bush finanziatori di Lenin e Adolf) fece spazzare via centinaia di vite umane. Quindi gli americani stessi sanno già cosa vuol dire “USA” e sono ben coscienti . Solo in Europa non lo siamo, perché – duole dirlo – siamo ancora e sempre intruppati dentro eserciti mentali rossi, neri , bianchi, credenti, atei, pagani e quant’altro, sempre in cerca come tori acefali, di qualche brandello di lenzuola colorato da incornare. Che poi dietro il brandello ci sia il torero “Illuminato” con un Mauser calibro 50 la nostra stupidità non ce lo fa neanche pensare. Prima di tutto viene sempre il tifo di squadra e le divisioni nel mondo. Avles.


 
 


 
 
Re: LA VERA ARMA LETALE DI TEHERAN (Voto: 1)
di marcoda il Domenica, 05 febbraio @ 11:32:25 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
il futuro dell'euro è del tutto incerto. per ora l'ùeuropa mnon ha il triste primato del deficit commerciale americano. ma la spesa militare è in crescita a livelli folli. le nazioni UE si impegnano continuamente in conflitti "per onorare gli impegni internazionali", guerre che pesano sui debiti pubblici dei singoli stati. purtroppo in Europa si ricorre a artifici contabili per non tagliare la spesa militare, mentre si taglia tutto il resto nel bilancio dello Stato. questi parametri di maastricht potevano servire a imporre un giro di vite alla spesa militare e un'economia di pace all'Europa. tra kosovo, iraq, iran..il "tasso di guerre" che l'europa si carica ogni anno, non èpoi così diverso da quello egli stati uniti(un a guerra in media ogni due anni) e l'entità degli impegni come uomini, mezzi e costi "delle missioni di pace"è in crescita. solo una parte di questi costi è finanziata con tasse:c'è stata un accia sulla benzina per la missione in iraq. in futuro però cosa impedisce che le spese militari saranno finanziate in cambio di petrolio, emettendo montagne di euro, come l'america in questi anni ha fatto col dollaro? anche l'euro come il dollaro non è convertibile in oro e non è garantito da nessuna riserva. e prenderebbe il posto del dollaro come moneta di riserva che le banche centrali dovranno tenere per comprare il petrolio. se sostituirà il dollaro come moneta d'acquisto del petrolio, sarà l'oro nero dell'Europa, garantito dal petrolio.e l'Europa di sicuro ripeterebbe il privilegio dell'America di un'economia che importa tutto e impone agli altri la propria moneta. questa btendenza è probabile se si pensa che anche l'europa tende a spostare la produzione in cina e a importare di tutto come 'america(si prevede che un nodo centrale dell'economia sarà appunto la logistica in futuro).


 
 


 
 
Re: LA VERA ARMA LETALE DI TEHERAN (Voto: 1)
di marcoda il Domenica, 05 febbraio @ 14:41:33 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
un altro tema viene in mente.. c'è un interesse evidente alla guerra in questo meccanismo seè vero che la guerra accresce la domanda di petrolio e dunque di dollari e la ricchezza che gli americani possono importare stampando i biglietti del petrodollaro.. una guerra che distrugge tutte le centrali di una nazione, fa scarseggiare i carburanti dove è combattuta(e alzare il prezzo al mercato nero locale),aumentare la domanda di petroio delle forze armate, prob rientra in questo gioco d'interessi. ovviamente ciò spiega l'ostacolo al diffondersi delle fonti rinnovabili e i scoperte come la fusione fredda, di tutto ciò che non solo distacca dal petrolio, ma anche dal petro-dollaro


 
 


 
 
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