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  IL PROGETTO DELLA BORSA PETROLIFERA IRANIANA
Postato il Giovedì, 02 febbraio @ 20:00:00 CST di davide
 
 
  Iran La Borsa petrolifera iraniana accellererà il crollo dell’impero americano.

DI KRASSIMIR PETROV. Ph.D.

I. Economia degli imperi

Ogni stato nazionale impone le tasse ai propri cittadini, mentre ogni impero le impone agli altri stati nazionali. La storia degli imperi del passato, da quello greco e romano, a quello ottomano e britannico, ci insegna che il fondamento economico degli imperi è rappresentato dal sistema di tassazione imposto alle altre nazioni. Un impero può pretendere la riscossione delle tasse in virtù della sua maggiore solidità economica e quindi della sua superiore forza militare. Una parte delle tasse dei sudditi servono a migliorare le condizioni di vita dell’impero; l’altra parte va a rafforzare il dominio militare necessario per assicurarsi la riscossione delle tasse.
Nel corso della storia, le tasse imposte alle nazioni sottomesse potevano prendere forme diverse - di solito si trattava di oro e di argento, laddove questi metalli erano considerati monete di scambio, ma anche di schiavi, di soldati, di raccolti, di bestiame, o di altre risorse agricole o naturali, in base alle esigenze economiche dell’impero e alle possibilità degli Stati sudditi. Storicamente, la tassazione imperiale è sempre stata di tipo diretto: lo Stato suddito consegnava i beni economici direttamente all’impero.

Nel 20° secolo, per la prima volta nella storia, l’America è riuscita a tassare il mondo in modo indiretto, attraverso l’inflazione. A differenza di tutti gli imperi precedenti, non ha imposto il pagamento delle tasse in modo diretto, ma ha distribuito la propria valuta fiat [cartamoneta statale non convertibile], il dollaro statunitense, alle altre nazioni, in cambio di merci, con l’intento di provocare l’inflazione e la svalutazione di quei dollari e di far corrispondere poi ad ogni dollaro un numero inferiore di beni economici - la differenza così ottenuta equivale alla tassa imperiale degli Stati Uniti. Ecco come è avvenuto tutto ciò.



All’inizio del 20° secolo, l’economia statunitense iniziò a dominare l’economia mondiale. Il dollaro statunitense era legato all’oro, affinché il prezzo del dollaro non aumentasse né diminuisse, ma rimanesse corrispondente alla stessa quantità di oro. La Grande Depressione, con la precedente inflazione verificatasi dal 1921 al 1929 ed il successivo deficit del governo che aveva speculato al rialzo, aveva sostanzialmente aumentato la quantità di valuta in circolazione, rendendo così impossibile la convertibilità dei dollari statunitensi in oro. Tutto ciò indusse nel 1932 Roosevelt a sganciare il dollaro dall’oro. Fino ad allora gli Stati Uniti avevano dominato l’economia mondiale, ma come forza economica e non ancora come forza imperialista. Il valore fisso del dollaro non avevo permesso agli Americani di trarre vantaggi economici dagli altri Paesi che venivano riforniti di dollari convertibili in oro.

(L’ ambasciatore del Canada presso gli Stati Uniti,Lester B. Pearson sigla l’accordo di Bretton Woods - 28 dicembre 1945)


Dal punto di vista economico, l’impero americano è nato con Bretton Woods nel 1945. Non era possibile convertire completamente il dollaro americano in oro, ma lo si poteva convertire in oro soltanto per i governi stranieri. In tal modo il dollaro venne riconosciuto come valuta di riserva del mondo. Questo fu possibile perché durante la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti avevano fornito i loro alleati di provviste, richiedendo l’oro come mezzo di pagamento, accumulando così significative percentuali dell’oro mondiale. Un impero non sarebbe stato possibile se, dopo l’accordo di Bretton Woods, le riserve di dollari fossero stati limitate e proporzionate alla disponibilità di oro, in modo da poter convertire tutti i dollari in oro. Ma la politica “burro e cannoni” degli anni Sessanta fu di tipo imperialista: le riserve di dollari vennero incessantemente incrementate per finanziare il Vietnam e il programma Great Society del presidente Lyndon B. Johnson. La maggior parte di quei dollari vennero consegnati agli stranieri in cambio di beni economici, senza la possibilità di poterli poi ripagare per lo stesso valore. L’aumento delle riserve di dollari da parte degli stranieri con il deficit commerciale persistente degli Stati Uniti fu l’equivalente di una tassa – più o meno come la classica tassa dell’inflazione che un Paese impone ai propri cittadini, questa volta una tassa dell’inflazione che gli Stati Uniti imponevano sul resto del mondo.

Negli anni 1970-1971 le nazioni straniere pretesero che i loro dollari venissero convertiti in oro, ma il 15 agosto 1971 il governo degli Stati Uniti venne meno al pagamento. Mentre la versione ufficiale parlava di "sganciare il dollaro dall’oro", in realtà il rifiuto di convertire in oro equivaleva ad una dichiarazione di bancarotta del governo degli Stati Uniti. In pratica gli Stati Uniti si auto-proclamavano un impero. Essi avevano spillato un’enorme quantità di beni economici dal resto del mondo, senza avere alcuna intenzione né la possibilità di restituirli, ed il mondo restava impotente a guardare – il mondo era stato tassato e non poteva farci niente.

Da questo momento in poi, per sostenere l’impero americano e continuare a tassare il resto del mondo, gli Stati Uniti dovevano costringere il mondo a continuare ad accettare i dollari sempre più deprezzati in cambio di beni economici e far sì che il mondo possedesse un numero sempre crescente di questi dollari svalutati. Si doveva però dare al mondo una motivazione economica per far sì che si accumulassero queste riserve di dollari,e la ragione fu il petrolio.

Nel 1971, man mano che diventava sempre più chiaro che il governo degli Stati Uniti non sarebbe stato in grado di convertire i suoi dollari in oro, esso stipulò un accordo inviolabile negli anni 1972-73 con l’Arabia Saudita per appoggiare il potere della Casa di Saud in cambio della promessa che essi avrebbero accettato soltanto dollari statunitensi in cambio del loro petrolio. Anche il resto dell’OPEC seguì l’esempio, accettando soltanto dollari. Dato che il mondo doveva acquistare il petrolio dai Paesi arabi produttori, ecco quindi trovata la ragione per indurre a conservare i dollari come moneta di pagamento per il petrolio. E dato che il mondo aveva bisogno di sempre crescenti quantità di petrolio ad un prezzo sempre più alto, la domanda mondiale di dollari sarebbe potuta soltanto aumentare. Anche se non sarebbe stato più possibile convertire i dollari in oro, adesso essi erano convertibili in petrolio.

La sostanza economica di tale accordo consisteva nel fatto che in tal modo il dollaro aveva come garanzia il petrolio. Fino a quando le cose sarebbero rimaste così, il mondo avrebbe dovuto accumulare un numero sempre crescente di dollari, per poter comprare il petrolio. Fino a quando il dollaro restava l’unica moneta di pagamento consentita per comprare il petrolio, il suo predominio globale sarebbe stato assicurato e l’impero americano avrebbe potuto continuare a tassare il resto del mondo. Se ora, per una qualche ragione, il dollaro perdesse la garanzia del petrolio, l’impero americano cesserebbe di esistere. Così, la sopravvivenza dell’impero ha imposto che il petrolio venga venduto soltanto in cambio di dollari. Inoltre ha preteso che le riserve di petrolio si trovino distribuite presso stati sovrani tra loro diversi non abbastanza potenti né dal punto di vista politico né da quello militare tanto da poter esigere monete diverse per il pagamento del loro petrolio. Se qualcuno richiedesse una diversa forma di pagamento, lo si dovrebbe persuadere a cambiare idea, sia con la pressione politica che con i mezzi militari.

Colui che infatti ha preteso di essere pagato in euro per il suo petrolio è stato proprio Saddam Hussein nel 2000. All’inizio, la sua richiesta era stata considerata ridicola, poi accolta con noncuranza, ma quando è apparso chiaro che Saddam faceva sul serio, si è esercitata la pressione politica per fargli cambiare idea. Quando altri Paesi, come l’Iran, hanno espresso la volontà di farsi pagare con altre valute, in particolare con l’euro e lo yen, il pericolo per il dollaro è allora diventato imminente, e si è passati a considerare un’azione punitiva. La Shock-and-Awe [la strategia militare “colpisci e terrorizza”] di Bush in Iraq non aveva niente a che vedere con gli armamenti nucleari di Saddam, né con la difesa dei diritti umani, né col desiderio di diffondere la democrazia, e neppure con il desiderio di volersi accaparrare i campi di petrolio; si trattava invece di salvaguardare il dollaro, ergo salvaguardare l’impero americano. Si trattava di dare un esempio a chiunque pretendesse il pagamento in valute diverse dal dollaro statunitense, mostrando come un tal gesto sarebbe stato punito.

In molti hanno criticato Bush per avere mosso guerra contro l’Iraq allo scopo di conquistare i campi di petrolio iracheni. Ma questi critici non riescono a spiegare il motivo per cui Bush dovrebbe volere impossessarsi di quei campi – a lui basterebbe semplicemente stampare dollari senza preoccuparsi di niente ed usarli per prendersi tutto il petrolio del mondo che vuole. Deve avere avuto qualche altro motivo per invadere l’Iraq.

La storia insegna che un impero dovrebbe andare in guerra per una delle seguenti ragioni: (1) per auto-difesa o (2) per ricavare dei benefici dalla guerra; altrimenti, come Paul Kennedy illustra nella sua opera magistrale The Rise and Fall of the Great Powers (“Ascesa e declino delle grandi potenze” Garzanti Libri 1999) , un eccessivo sforzo militare prosciugherebbe le sue risorse economiche, accelerandone la caduta. Dal punto di vista economico, affinché un impero intraprenda e conduca una guerra, sulla bilancia i benefici ottenuti devono avere un peso maggiore rispetto ai costi militari e sociali richiesti. I benefici ricavabili dai campi di petrolio iracheni difficilmente valgono i costi a lungo termine di una guerra pluriennale. Invece, Bush deve essere andato in guerra contro l’Iraq per difendere il suo impero. Infatti, proprio questo è il caso: due mesi dopo che gli Stati Uniti avevano invaso l’Iraq, il programma Oil for Food venne terminato, i conti iracheni in euro vennero cambiati subito di nuovo in dollari ed il petrolio venne venduto ancora una volta soltanto in dollari statunitensi. Il mondo non poteva più comprare il petrolio dall’Iraq in euro. La supremazia globale del dollaro venne ancora una volta ristabilita. Bush scese vittorioso da un caccia dichiarando che la missione era stata compiuta - egli aveva difeso con successo il dollaro statunitense, e quindi l’impero americano.



II. La Borsa petrolifera iraniana

Alla fine il governo iraniano ha sviluppato la più potente delle armi “nucleari” in grado di distruggere velocemente il sistema finanziario su cui sta puntellato l’impero americano. Quest’arma è la Borsa petrolifera iraniana, la cui apertura è programmata per il marzo 2006. La Borsa si baserà su un meccanismo del commercio del petrolio in euro che naturalmente implicherà il pagamento del petrolio con l’euro. In termini economici, ciò costituisce una ben più grande minaccia all’egemonia del dollaro rispetto a quella rappresentata da Saddam, perché in tal modo si permetterà a chiunque desideri o comprare o vendere il petrolio in euro di effettuarvi le transazioni, raggirando così del tutto il dollaro statunitense. Se ciò accade, allora è probabile che quasi tutti saranno desiderosi di adottare il sistema petrolio-euro:

Gli Europei non dovranno più comprare e conservare dollari al fine di assicurarsi la moneta di pagamento per il petrolio, perché potrebbero pagarlo con la propria valuta.L’adozione dell’euro per le transazioni del petrolio fornirà alla valuta europea il prestigio di essere una riserva monetaria, il che benificerà gli Europei a discapito degli Americani.

I Cinesi ed i Giapponesi saranno particolarmente desiderosi di adottare il nuovo cambio, perché ciò consentirà loro di diminuire drasticamente le loro enormi riserve di dollari e di diversificarle con gli euro, proteggendosi in tal modo dalla svalutazione del dollaro. Una parte di questi dollari continuerà ad essere da loro conservata; mentre essi potrebbero benissimo decidere di cestinare una seconda parte delle loro riserve di dollari; e poi di utilizzare una terza parte dei loro dollari per i futuri pagamenti senza reintegrare le proprie riserve di dollari, ma accumulando riserve di euro.

I Russi hanno intrinseci interessi economici nell’adozione dell’euro – la maggior parte dei loro affari commerciali avviene con i Paesi europei, con i Paesi esportatori di petrolio, con la Cina e con il Giappone. L’adozione dell’euro privilegerà subito i primi due blocchi di Paesi e col tempo faciliterà il commercio con la Cina ed il Giappone. Inoltre, a quanto pare, i Russi detestano conservare i dollari che si stanno deprezzando, dato che hanno di recente scoperto la loro nuova venerazione per l’oro. I Russi hanno anche risvegliato il loro nazionalismo, e se abbracciare l’euro significherà sferrare un duro colpo agli Americani, lo faranno con piacere, compiacendosi di vedere gli Americani dissanguarsi.

I Paesi Arabi esportatori di petrolio adotteranno con entusiasmo l’euro come mezzo per diversificare i propri investimenti al posto delle montagne crescenti di dollari svalutati. Proprio come i Russi, i loro affari commerciali sono principalmente con i Paesi europei, e quindi preferiranno la valuta europea sia per la sua stabilità sia per evitare il rischio valuta, per non parlare della loro jihad contro il Nemico Infedele.

I Britannici saranno gli unici a trovarsi tra l’incudine e il martello. Essi hanno da sempre una partnership strategica con gli Stati Uniti, ma al tempo stesso subiscono naturalmente l’attrazione da parte dell’Europa. Finora hanno avuto molte ragioni per stare dalla parte dei vincitori. Però, vedendo il proprio partner secolare crollare, resteranno saldi al suo fianco o gli infliggeranno il colpo di grazia? E poi, non si dovrebbe dimenticare il fatto che al momento le due principali borse del petrolio sono il NYMEX di New York e l’International Petroleum Exchange (IPE) [Borsa internazionale del petrolio] di Londra, anche se entrambi sono in realtà in mano agli Americani. Sembra quindi più probabile che i Britannici si troveranno ad sprofondare giù insieme con tutta la barca, perché altrimenti danneggerebbero i loro stessi interessi nella IPE di Londra e sarebbe per loro come spararsi sui piedi. E’ qui il caso di notare che nonostante tutta la retorica riguardo alle ragioni per far sopravvivere la sterlina, è molto più verosimile che il motivo per cui i Britannici non hanno adottato l’euro sia stato il fatto che gli Americani devono avere esercitato molte pressioni su di loro per evitarlo: se ciò fosse avvenuto, l’IPE di Londra sarebbe dovuto passare all’euro, infliggendo così una ferita mortale al dollaro ed al loro partner strategico.

Ad ogni modo, non importa ciò che i Britannici decideranno, nel caso la Borsa petrolifera iraniana dovesse prendere velocità, gli interessi in ballo – cioè quelli degli Europei, dei Cinesi, dei Giapponesi, dei Russi e degli Arabi – porteranno ad adottare con entusiasmo l’euro, segnando così il destino del dollaro. Gli Americani non possono permettere che ciò accada, e, se necessario, useranno tutta una vasta gamma di strategie per fermare od ostacolare l’entrata in funzione della Borsa:

Il sabotaggio della Borsa – sotto forma di un virus che colpisca i computer, di un attacco ai network, alle comunicazioni o ai server, di varie violazioni alle protezioni dei server, o di un attacco del tipo dell’11 settembre ai danni dei servizi principali e di sostegno.

Il colpo di stato – si tratta di gran lunga della migliore strategia a lungo termine a disposizione degli Americani.

La negoziazione dei termini accettabili e delle limitazioni – ecco un’altra eccellente soluzione per gli Americani. Naturalmente, un colpo governativo è chiaramente la strategia preferita, dato che assicurerebbe la mancata entrata in funzione della Borsa, evitando così del tutto ogni possibile minaccia agli interessi americani. Ma, nel caso in cui un tentativo di sabotaggio o di colpo di stato fallisse, allora è chiaro che la negoziazione sarebbe la seconda migliore opzione a disposizione.

Una risoluzione congiunta di guerra dell’ONU – senza dubbio difficile da ottenere se si considerano gli interessi di tutti gli altri Stati membri del Consiglio di Sicurezza. Ovviamente la febbricitante retorica sulle armi nucleari sviluppate dagli Iraniani serve a preparare la strada per questo tipo di azione.

Un attacco nucleare unilaterale – si tratta di una terribile scelta strategica per tutte le ragioni connesse alla successiva strategia, la guerra totale unilaterale. Probabilmente gli Americani si serviranno di Israele per fare il loro sporco gioco nucleare.

La guerra totale unilaterale – è ovviamente la peggiore scelta strategica. Innanzitutto, le risorse militari statunitensi sono già state stremate da due guerre. In secondo luogo, gli Americani continueranno ad alienarsi le altre nazioni potenti. In terzo luogo, i principali Paesi possessori di riserve di dollari potrebbero decidere di fare una rappresaglia in modo silenzioso, cestinando le proprie montagne di dollari, impedendo così agli Stati Uniti di finanziare ulteriormente le proprie ambizioni militari.
Infine, l’Iran ha alleanze strategiche con altre nazioni potenti che potrebbero reagire entrando in guerra; a quel che si dice l’Iran ha stretto un’alleanza con la Cina, l’India e la Russia, nota come lo Shanghai Cooperative Group, chiamata anche semplicemente Shanghai Coop, ed un patto a parte con la Siria.

Qualunque sarà la scelta strategica adottata, da un punto di vista puramente economico, nel caso la Borsa petrolifera iraniana dovesse prendere il via, essa verrà accolta con entusiasmo dalle principali potenze economiche, accelerando la fine del dollaro. Il crollo del dollaro farà aumentare drammaticamente l’inflazione negli Stati Uniti, facendo salire i tassi di interesse a lungo termine statunitensi. A questo punto, la Fed [Federal Reserve: la riserva federale] si troverà come tra Scilla e Cariddi – tra deflazione e iperinflazione – presto costretta a fare una scelta difficile: o prendere la “classica medicina” della deflazione, con cui si alzano i tassi di interesse, portando così ad una grave depressione economica, al collasso del settore immobiliare e ad una implosione dei bond, delle azioni e dei mercati derivati, con un crollo finanziario totale, oppure, come alternativa, seguire la strada di Weimar dell’inflazione, con la quale si stabilizza il reddito delle obbligazioni a lungo termine, si sollevano gli elicotteri e si affoga il sistema finanziario nella liquidità, rilevando numerosi LTCM [Long-term Capital Management hedge funds: fondi gestione dei capitali a lungo termine] e iperinflazionando l’economia.

La teoria austriaca dei cicli economici del denaro e del credito ci insegna che non c’è via di mezzo tra Scilla e Cariddi. Prima o poi, il sistema monetario dovrà propendere per una o per l’altra di queste vie, costringendo la Fed a fare la propria scelta. Non c’è alcun dubbio che il Comandante in capo Ben Bernanke, un noto studioso della Grande Depressione ed un esperto pilota di elicotteri Black Hawk, sceglierà la via dell’inflazione. “Helicopter Ben” [“Elicottero Ben” soprannome di Ben Bernanke], immemore dell’America's Great Depression di Rothbard, ha nondimeno imparato a fondo la lezione della Grande Depressione e del potere annichilente delle deflazioni. Il maestro gli ha insegnato la panacea per ogni problema finanziario – l’inflazione, sempre e comunque, accada quel che accada. Egli ha persino insegnato ai Giapponesi le sue tecniche non convenzionali ma ingegnose per combattere la trappola della liquidità causata dalla deflazione. Come il suo mentore, egli ha sognato di lottare contro un inverno di Kondratieff. Per evitare la deflazione, egli ricorrerà alle rotative tipografiche del Tesoro; richiamerà tutti gli elicotteri dalle 800 basi militari statunitensi d’oltreoceano; e, se necessario, monetizzerà tutto ciò che è possibile. La sua ultima impresa sarà la distruzione iperinflazionistica della valuta americana, dalle cui ceneri risorgerà la nuova valuta di riserva del mondo – quella barbara reliquia chiamata oro.

Krassimir Petrov, Ph.D*.
Fonte: www.gold-eagle.com
Link: http://www.gold-eagle.com/editorials_05/petrov011606.html
15.01.06

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PIXEL

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*Krassimir Petrov (Krassimir_Petrov@hotmail.com) ha ottenuto il Ph. D. [Dottorato di ricerca] in Economia presso la Ohio State University ed attualmente insegna Macroeconomia, Finanza Internazionale ed Econometria presso l’American University in Bulgaria. Ha intenzione di proseguire la sua carriera a Dubai o negli Emirati Arabi Uniti.

VEDI ANCHE: LA BORSA PETROLIFERA IRANIANA E' UNA MINACCIA DIRETTA CONTRO IL DOLLARO

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Re: IL PROGETTO DELLA BORSA PETROLIFERA IRANIANA (Voto: 1)
di avlesbeluskes il Venerdì, 03 febbraio @ 11:51:04 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Purtroppo vi è ancora un mito, il mito dell’Impero Americano. E l’antiamericanismo è forse una delle migliori creazione della Elite Globale, un fumo dietro al quale nascondersi. In realtà gli USA sono sempre la colonia di una volta, tenuta in pugno dai Windsor e da tutta la crema della tribù a cui appartengono. Lo fanno attraverso il Conucil for Foreign Relations, la Bilderberg ed altri enti “filantropi”. Ancora addesso chiamano gli USA con il loro vero nome originale di “Virginia Company”. La guerra di indipendenza in realtà è stata guidata dalla City ed inaugurava un nuovo tipo di sottomissione, la sottomissione mascherata da indipendenza. Beniamino Franklin & Soci erano agenti dei servizi britannici. La Fed in realtà è in mano ad Europei (se vogliamo dar loro una località preferenziale di origine, meglio sarebbe chiamarli i “Babilonesi”). Come vedete il trucco consiste nel far agire al posto tuo un pupazzo contro il quale la bile e l’odio delle masse verra rivolto (oppure l’ammirazione e la stima). Le masse non si rendono conto di rivolgere i sentimenti verso quello che altro non è una marionetta. In pratica dal punto di vista psicologico la massa e l’individualità umana non si distoglie molto da quella di un animale che viene spaventato o attratto da uno spaventapasseri in mezzo al campo. Questa è una specialità degli “ILLUMATI” e, date retta a me, funziona, visto che da almeno seimila anni hanno gli speroni piantati nell’umanità. La Virginia Company o, scusate!, gli “USA” sono sempre una colonia facente parte del cosiddetto “Impero Britannico” che non coincide con il governo di Londra, ma caso mai anche questo è una “colonia” sottomessa al governo della “City di Londra”, vera capitale dell’impero mondiale. Conquistare un impero fu necessario per piantare in giro per il mondo le uova delle proprie larve che poi sono diventate le classi dirigenti “indipendenti” di oggi. Tutto è già stato pensato secoli fa, e funziona a meraviglia. Distruggere un impero per dar l’idea che finisca ed invece continuare a gestirlo attraverso indipendenze false. Esattamente come il nazismo, sviluppato e poi “distrutto” per far si che oggi appaia “morto”. Invece oggi il nazismo è vivo e vegeto e vive benissimo grazie a quella stupida credenza per cui Hitler è stato sconfitto. In verità il nazismo “german style” aveva una precisa data di scadenza, dopo la quale è stato camuffato con la sua negazione, la “democrazia”. Ecco perché il nazismo imperversa oggi, perché in verità quelle erano prove tecniche di trasmissione di qualcosa destinato ad essere utilizzate pienamente oggi. Così per gli ebrei, utili idioti degli Illuminati che si guadagnano gli F16 e F15 elemosinati facendo la parte di quelli che sono con le mani in pasta dappertutto. Dopotutto bisogna sempre pararsi il culo e a questo l’Elite Gloabale ci pensa bene, mandando avanti i “soliti cretini”, cioè quelli che fanno parte dell’Elite ma sono sempre sul “giro d’aria”, mandandoli aventi per far si che appaiano sempre loro nei lavori più sporchi. Metti caso che un giorno qualcuno cominci a stufarsi, beh, almeno se la prenderà con i “giudei”….Eccezzionale come pensata, complimenti veramente… Certe volte mi chiedo: “ma a chi cavolo stai scrivendo? Chi ti può capire?”. Effettivamente il lavaggio del cervello è tale che oramai possiamo dire che il “gioco è fatto” per la dittatura mondiale. Prendete le proteste contro la Danimarca. Quello che ho osservato è che si sono mosse le masse islamiche alle dipendenze della gang degli “illuminati”: io vedo molto Hamas che è foraggiato dalle monarchie arabe culo e camicia con l’Elite Globale, per non parlare del Pakistan, mercenario degli Illuminati. Insomma i soliti pagliacci. Comunque non abbiate paura, l’Elite si sta dando da fare per coordinare gli sforzi anche con le consorterie iraniane, se credete che lo scontro sia reale allora sbagliate. Domandatevi perché il presidente iraniano non urla a squarcia gola che Al Qaeda è una creazione CIA/Mossad/ecc. Io non l’ho mai sentito, se l’avete sentito voi, prego, correggetemi. (“Il segreto più nascosto” – David Icke) Avles.


 
 


 
 
"Che fare?" disse Ulianov Rotschild. (Voto: 1)
di avlesbeluskes il Sabato, 04 febbraio @ 12:12:26 CST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Non lo so proprio cosa fare di preciso per opporsi, ma penso che una cosa sia importante, iniziare dal proprio piccolo, cercando di informare, di far circolare materiale magari fotocopiato e far pensare la gente che sta attorno a te. Ecco, la gente con cui hai a che fare ogni giorno e che gli Illuminati vogliono levartela di torno attraverso l'ingegneria sociale che atomizza gli individui. Il tutto deve essere guidato esclusivamente dalla propria passione e dalla propria coscienza. In questa Europa dove ogni protesta viene sfruttata a sua volta per intrupparti dentro schieramenti, penso che sia buona cosa vedere cosa fanno li, nella tana del lupo, nella Virginia Company (USA) dove il lavaggio del cervello è massimo. Penso sia una questione di sensazioni interne e di spirito, per questo - sarò deludente - consiglio un libro dove tutto questo viene fuori e da indicazioni ottime. Si tratta di "Accesso Negato alla Verità" di Cathy O'Brien e Mark Phillips, una storia vera di controllo mentale della CIA (e non solo: della NASA, della DARPA, del NSA, dei Mormoni, dei Testimoni di Genova, dei Gesuiti, ecc.). Penso che prima dobbiamo imparare ad uscire dal controllo mentale, che qui ci vuole sempre vedere intruppati e senza cervello anche quando dobbiamo ribellarci o semplicemente protestare. La distruzione del Controllo Mentale non si può fare perpetuandone le basi attraverso movimenti e ideologie sulle quali si basa. Leggete per farvi una idea. Avles. (Ovviamente straconsigliato anche un altro libro dei medesimi, "Tranceformation of America", in italiano nonostante il titolo)


 
 


 
 
Re: IL PROGETTO DELLA BORSA PETROLIFERA IRANIANA (Voto: 1)
di LonanHista il Domenica, 05 febbraio @ 02:00:08 CST
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Eh.... signori,non c'è un cazzo da fare! E a ragion di logica, questi "illuminati" hanno le loro ragioni,anche se è difficile accettare il fatto di essere un pupazzo coscente delle loro manovre! E' nella natura umana, nella legge del caos:c'è chi ne è parte inconsapevole e chi invece(pochi) danno ordine al caos, determina il suo divenire ,l'avvenire lo svilupparsi dello stato delle cose! Il potere,per esempio in politica, non è detenuto dai pupi dell'esecutivo o dell'opposizione,il potere è dei pupari,di chi dietro le quinte determina, condiziona scelte!Di chi controlla sia l'esecutivo e sia soprattutto l'opposizione.(per il gregge bastano i media). Bene e male, giusto o sbagliato sono solo stronzate,roba da sentimentalismi,droghe naturali prodotte dal cervello al pari dell'atrocità che ci può essere nell'assistere alla caccia e allo sbranamento che il leone fa ai danni della gazzella! Il vero potere è quello di non essere ne leoni e ne gazzelle, il più alto grado sublime della coscenza e del'intelligenza è determinare e decidere quanti leoni e quante gazzelle possono convivere, tenere il loro numero in equilibrio affinché non si estinguano! Esiste quindi solo ciò che è logico e ciò che è illogico,è la legge naturale del divenire e del caos! In molti la subiscono...in pochi ne conoscono le regole ed il modo di controllarla! E oggi ci sono pochi leoni e un immensità di gazzelle! Chissà come avranno concordato di sanare lo "squilibrio"! Guerra di civiltà?Aviaria?....ma poi i 3 miliardi di asiatici,come "equilibrare"?Gli "illuminati" hanno la pelle bianca, ma non gli occhi a mandorla!(ne tantomeno sono negri). ed è probabile che anche in questo sito ci siano "grembiulini" di grado basso! e che è in fondo,il sito, uno spekkietto per le allodole! articoli postati ad hoc, argomenti che hanno un denominatore comune! in fondo non ci sarebbe da scandalizzarsi! quale migliore metodo per capire come pensano le pecore che scappano dai recinti? quale modo più semplice che dare in pasto come biada argomenti che i media tacciono?(esempio la borsa del petrolio iraniana, non viene citata neppure nei trafiletti....tutti a capofitto sul nucleare iraniano e sulle vignette satiriche inerenti maometto-che a mio avviso sono una bastardata!perché portare un possibile conflitto in europa?..forse per militarizzare meglio le città?). Comunque, personalmente non ho ne titoli e ne grembiuli!Non ho ne diploma ne laurea.Non sono ne pecora ne lupo,ne leone ne gazzella!E neppure un pastore!Cerco solo di capire come funziona e soprattutto come funzionerà!Soprattutto come funzionerà!


 
 


 
 
Re: IL PROGETTO DELLA BORSA PETROLIFERA IRANIANA (Voto: 1)
di marcoda il Domenica, 05 febbraio @ 04:08:24 CST
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quello che proprio non capisco è come mai se cina, russia, francia e germania hanno tutto l'interesse a una caduta del dollaro, si sono schierati aperta,mente e in poco tempo contro l'iran e sono pronti a votare una risoluzione onu che autorizzi di fatto una guerra. in particolre la francia non ha mostrato verso l'iran la stessa indecisione e poi contrarietà che ha avuto per il conflitto in iraq, sebbene la posta in gioco fosse simile. anche in iraq si trattava di difendere il petrodollaro.


 
 


 
 
Re: IL PROGETTO DELLA BORSA PETROLIFERA IRANIANA (Voto: 1)
di avlesbeluskes il Domenica, 05 febbraio @ 12:08:30 CST
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Perchè Cina, Russia, Germania ecc. che hanno tutto l'interesse a far cadere il dollaro adesso si schierano con lui? Ma perchè è tutta una farsa mostruosa. In realtà la stessa entità o poteri "forti" che guadagna con il dollaro, ha creato o ordinato di creare l'Euro. In realtà l'unificazione sotto il dominio del Nuovo Ordine Mondiale non può che avvenire attraverso l'attizzamento di scontri e confronti. Questi sono scontri reali nell'essenza, ma assolutamente falsi o finti nella genesi. Guarda le belle anime che si sforzano di trovare spiegazioni agli eventi storici nel "caso", nella "dialettica tra classi", in una "volontà divina". Il denominatore comune è dato dal fatto che tutte queste teorie evitano una interpretazione COSPIRATIVA degli eventi umani. Puoi essere marxista ateo, cattolico, quel cazzoche vuoi, ma NON devi pensare assolutamente che HItler è stato voluto e foraggiato dai suoi vincitori e così via. Prendi il colosseo: li la gente moriva davvero ma si scontrava non per sua volontà ma costretta. E così il mondo e le "guerre": succedono perchè pilotate dall'imperatore "elite globale". Solamente i romani sugli spalti potevano vederlo, noi oggi l'imperatore neanche sappiamo che esista e se qualcuno prova a smascherarlo per giunta deve subire gli attacchi della massa che lo crocifiggerà per "paranoia". Prendi l'Italia: abbiamo un presidente del consiglio, Silvio Berlusconi che è molto probabilmente un "controllato mentale" sitle MKultra. Cioè quasi incapace di intendere e volere.Pensi che veramente l'Elite dia tanto potere in mano a una persona sola così nota? Ma andiamo! Il povero Silvio è soltanto un ricchissimo prestanome per contro terzi, cioè per conto dell'Elite Globale (Windsor, Rotschild, Tavola Rotonda e via col vento). Fondamentale perchè il popolino non mangi la foglia è il lavoro di copertura dell'opposizione, anch'essa ben che controllata dal sistema bancario dei "soliti noti". Criticare Silvio serve per dargli una patina di "normalità" e questo lavoro è assolutamente indispensabile! Ma vi siete mai chiesti perchè i colori azzurro e bianco abbondano? Sono i colori di Silvio e altri, sono i colori della bandiera israeliana, delle nazioni unite e della polizia. SONO I COLORI DEL NUOVO ORDINE MONDIALE! Per quanto riguarda se il sito Don Chischotte è in mano agli Illuminati, beh, la risposta (se uno me la farebbe) forse lascierebbe di stucco: CHI SE NE FREGA. Perchè il problema è solo vostro, cosa,... CREDETE CHE CI SIA ANCORA IN GIRO QUALCOSA CHE NON SIA CONTROLLATO DAGLI ILLUMINATI? Guardate che voi vivete già in una prigione (intesa in senso fisico grazie alla tecnologia e i prossimi microchip). Ma è proprio - forse - "grazie" alla presa di coscienza di questa Prigione Totale che si può avere la possibilità di capire una cosa, e cioè che la LIBERTA' E' UNA CONDIZIONE INNANZITUTTO INTERIORE! Ed è questa la libertà più importante che loro ci vogliono togliere, attraverso il Controllo Mentale (vedi: "Accesso Negato alla Verità" edizioni Macro/Nexus). Pensare che ci siano ancora "oasi"? Paradossalmente sono proprio queste convinzioni a fregar/ci/vi. Perchè gli "Illuminati", oltre ai loro corpi fisici e alle loro fisicissime azioni, non possono vivere altrimenti se non si impiantano prima nella vostra zucca.Avles. (e diocristo! date una letta a sto benedetto David Icke! Meglio che affogare i pochi neuroni "indipendenti" nei giornali dell'opposizione di corte).


 
 


 
 
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