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Inviato: Lun Nov 19, 2007 10:38 am Oggetto: "MISTERIOSA" AGGRESSIONE PERITO STRAGE MOBY PRINCE
Aggredito tecnico Moby Pince
Marina Pisa, rubati documenti disastro
Un consulente tecnico che si occupa della tragedia del traghetto Moby Prince è stato aggredito, drogato e derubato di documenti a Marina di Pisa. L'uomo ha raccontato di essere stato chiuso in auto da 4 persone che poi hanno appiccato il fuoco, dopo avergli spruzzato uno spray sul viso. Il consulente, 39 anni livornese, stava per incontrare un importante testimone sulla vicenda della collisione con la petroliera Agip del 1991, con 140 morti.
L'uomo, ex paracadutista, era atteso dall'avvocato Carlo Palermo in una stanza di un albergo di Pisa. A Boccadarno avrebbe dovuto incontrare un importante testimone relativo alla vicenda della Moby Prince, la cui inchiesta è stata riaperta alcune settimane fa proprio in seguito ad alcuni elementi portati dall'avvocato Palermo. Dall'auto del consulente sono scomparsi alcuni documenti.
"I miei aggressori avevano passamontagna, prima mi hanno colpito alla testa, poi mi hanno immobilizzato e stordito una una sostanza spray, poi - racconta il consulente dell' avvocato Palermo - mi hanno scaraventato in auto e solo quando il fumo causato dall'incendio dell'auto mi ha riempito la gola ho trovato le forze per reagire e sono riuscito a uscire dall'auto". Quando sono arrivati i soccorritori, l'auto stava ancora bruciando.
Pisa: aggredito consulente tecnico indagini Moby Prince
PISA - Aggredito a Marina di Pisa un consulente tecnico che si occupa della tragedia del traghetto Moby Prince, in cui morirono 140 persone nel 1991 dopo una collisione con la petroliera Agip Abruzzo. Quattro persone hanno drogato l'ex paracadutista di 39 anni e dato fuoco all'auto, con l'uomo chiuso al suo interno. Dalla sua macchina sono scomparsi alcuni documenti. Il consulente avrebbe dovuto incontrare l'avvocato Carlo Palermo e un importante testimone. L'inchiesta sulla tragedia del Moby Prince è stata riaperta grazie ad elementi portati dall'avvocato Palermo. (Agr)
Misteriosa aggressione a consulente: pestato, addormentato con lo spray
e chiuso nell'auto in fiamme. Salvo
Roma, 19 novembre 2007 - Vittima di una misteriosa aggressione un consulente tecnico dell'avvocato Carlo Palermo che si occupa del caso del Moby Prince, il traghetto naufragato dopo una collusione con la petroliera Agip Abruzzo. Nell'incidente, la cui inchiesta è stata riaperta un mese fa su richiesta dell'avvocato Palermo, morirono 140 persone, sedici anni or sono.
Il consulente, mentre si recava dall'avvocato Palermo in un albergo della zona, è stato aggredito sabato notte da quattro persone a Marina di Pisa. Gli aggressori, secondo il racconto del consulente, lo hanno picchiato e addormentato con uno spray, lo hanno chiuso nella sua auto a cui hanno poi dato fuoco. L'uomo ha fatto in tempo a mettersi in salvo appena si è risvegliato.
L'auto era in preda alle fiamme, dall'interno erano spariti alcuni documenti.
Moby Prince: aggredito un consulente tecnico, spariti documenti
Aggredito da quattro persone, drogato e chiuso dentro all’auto a cui poi hanno dato fuoco.
Brutta avventura per un consulente tecnico che si occupa della tragedia del traghetto Moby Prince (140 morti il 9 aprile del 1991 dopo una collisione con la petroliera Agip Abruzzo), aggredito nella notte tra venerdi e sabato a Marina di Pisa, in una zona isolata nei pressi della foce dell’Arno. L’uomo, 39 anni, livornese, ex paracadutista, era atteso in una stanza di un albergo di Pisa dall’avvocato Carlo Palermo, legale del figlio del comanante morto nel disastro. A Boccadarno avrebbe dovuto incontrare un importante testimone relativo alla vicenda della Moby Prince, la cui inchiesta è stata riaperta alcuni mesi fa proprio in seguito ad alcuni elementi portati dall’avvocato Palermo. Un’indagine che non ha risparmiato colpi di scena (come anticipato nelle scorse settimane da Panorama.it): dall’interrogatorio del senatore a vita Giulio Andreotti, all’acquisizione di atti del Sisde.
Dall’auto del consulente sono scomparsi alcuni documenti. “I miei aggressori avevano il passamontagna, prima mi hanno colpito alla testa, poi mi hanno immobilizzato e stordito una una sostanza spray, poi - ha raccontato il consulente dell’avvocato Palermo - mi hanno scaraventato in auto e solo quando il fumo causato dall’incendio dell’auto mi ha riempito
la gola ho trovato le forze per reagire e sono riuscito a uscire dall’auto”.
Quando sono arrivati i soccorritori, l’auto stava ancora bruciando.
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