Inviato: Mar Dic 11, 2012 2:13 pm Oggetto: Berlino a Berlusconi: no a campagna anti-tedesca
Elezioni, alt di Berlino a Berlusconi
«No a una campagna anti-tedesca»
L'ex premier:«Italia peggiorata con Monti». Bersani: «Lo spread non è fantasia»
«Ma a noi che ci importa dello spread? È un imbroglio, un'invenzione» Silvio Berlusconi-choc all'indomani del crollo dei mercati italiani che hanno reagito con un pesante ribasso alle dimissioni di Mario Monti e all'annuncio del ritorno in campo del Cavaliere.
LA UE E MONTI - Durante la telefonata su Canale Cinque l'ex premier ha risposto con un «neanche per sogno» a chi gli ha chiesto se il suo ritorno in scena preoccupi l'Ue. «Fin quando a rappresentare Italia ero io, ero uno tra i due o tre capi di governo più autorevoli, l'unico che veniva dalla trincea del lavoro. Certo - osserva - mi opponevo alle richieste tedesche come quelle che hanno quasi portato la Grecia alla guerra civile». Per Berlusconi, l'economia italiana «è molto peggiorata» con il governo «germanocentrico» di Mario Monti. «Il Pil è sceso del 2% con questo governo, tutti gli indicatori sono peggiorati». Dichiarazioni, dunque, che hanno trovato la risposta del ministro degli esteri tedesco Westerwelle che ha spiegato «Una cosa non accetteremo: che la Germania sia fatta oggetto di una campagna elettorale populista». Con la Mekel che da Berlino esprime pieno sostegno a Mario Monti e «quello che ha messo in campo per le riforme».
«Lo spread? Un imbroglio»
LA TESI - Ed è proprio della Germania che l'ex premier ha parlato: «Siamo andati avanti da quando c'è l'euro a pagare il 4,3% - ha osservato Berlusconi - la Germania il 3,3%. Poi però la Germania ha deciso di fare una cosa nel suo interesse, ordinando di vendere tutti i titoli del tesoro italiani. A quel punto, i fondi americani e internazionali hanno pensato che se la Germania vende, ci sarà sotto qualcosa e hanno iniziato a vendere anche loro». «Gli investitori, dunque, per investire nel nostro debito pubblico e in quello dei paesi "cicala" hanno ritenuto di chiedere un premio per il rischio, anche solo teorico, che correvano, chiedendo il 14% alla Grecia, il 7% al Portogallo ed il 6% a noi. La Germania ha approfittato di questo e forte del suo debito sovrano solido ha abbassato i tassi dell'1%. Ma a noi - ha ribadito - cosa importa?»
LISTE E ALLEANZE - «Abbiamo deciso di presentare un movimento con una forte immissione di forze nuove con un 50% di candidati del mondo delle imprese, del lavoro e delle professioni, un 20% di amministratori locali rieletti e che hanno saputo ben lavorare e un 10% di nuove persone del mondo della cultura, dell'università e dell'arte. Ci sarà infine un 10% dai nostri parlamentari attuali». Berlusconi ha quindi annunciato un incontro con Roberto Maroni in serata per discutere dell'alleanze con la Lega.
SQUINZI - «Siamo nel campo delle opinioni personali. Lo spread è importante perchè impatta direttamente sul costo del nostro debito pubblico», ha commentato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi aggiungendo di aspettarsi dalla tornata elettorale «un governo stabile».
PASSERA - Lo spread «non è l'unico indicatore ma è un indicatore importante», spiega il ministro dello Sviluppo Corrado Passera che dice come su tale questione «probabilmente Berlusconi è stato male inteso».
BERSANI - «Magari fosse solo fantasia», dice Pier Luigi Bersani replica così ai cronisti, mentre lascia la sede del Pd, ad una domanda sulle affermazioni di Silvio Berlusconi.
Berlusconi continua a creare confusione, ora si atteggia a "sovranista", tra dieci minuti si atteggerà ad europeista convinto e difensore dell'euro, tra altri dieci ad amico di Obama e dopo altri dieci farà l'elogio funebre di Gheddafi. A mio modesto avviso ha solo una cosa da fare: andarsene affankulo!
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