Welcome to ComeDonChisciotte
 
 

  USER PANEL

. Home
. Archivio per Data
. Cerca
. Il Forum
. Il Tuo Profilo
.
Messaggi Privati
. Pubblica
. Segnala Questo Sito
 

 

GLI ARTICOLI POSTATI NEL FORUM

entra nei forum

. Notizie dal mondo

. Notizie dall'Italia

. Opinioni

. Segnalazioni

. Cinema

. Libri

 

  FORUM: ULTIMI ARTICOLI


 Rivolte in Europa, fra un po' toccherà anche all'Italia.
 I politici finanziati dal gioco d'azzardo ...
 Ciao Don Gallo, resisteremo anche per te!
 Don Gallo: “Voglio un Papa gay, liberate gli omo o vi stupre
 Martiri europei: Dominique Venner
 Grillo e le tessere da stracciare.
 Craxi e craxiani
 E' morto Don Gallo. Il sacerdote amico degli 'ultimi'
 Oklahoma: uragano artificiale
 Profanazione satanica delle Femen a Notre Dame
 Ipnosi
 Torna la crisi in Argentina, con gli interessi
 E' certo: fiat lascerà l'italia.
 Il ministro della difesa scopre che il MUOS è utile
 Dominique Venner 16/4/1935 - 21/5/2013

ComeDonChisciotte Forums

 

  UTENTI

Benvenuto, anonimo
Nickname
Password
Security Code: Security Code
Type Security Code

(Registrare)
Iscrizione:
più tardi: thotn
News di oggi: 0
News di ieri: 0
Complessivo: 7657

Persone Online:
Visitatori: 479
Iscritti: 9
Totale: 488

Online ora:
01 : Georgejefferson
02 : marco08
03 : tao
04 : Arcadia
05 : hamza72
06 : arno
07 : gm
08 : nuvolenelcielo
09 : oldhunter
 

  LETTURE SEGNALATE

il sussidiario - Una nuova mega-bolla finanziaria ci darà la ripresa

Antonio Camuso - Kabul: stragi di piloti e guerre tra contractor

Rigamo - La notte dei Ganzer viventi

Marco Mamone Capria - La scienza in una società democratica

Giulio Sapelli - Col potere ai professori venne l’inverno della nostra civiltà

Bagnai - Crisi finanziaria e governo dell'economia

Masneri - Il debito pubblico è il miglior amico di Monti

Petras - Verso dittature tecnocratiche

Zibordi - Come funziona veramente l'economia, e la crisi italiana

Richard Heinberg - La fine della Crescita

Vladimiro Giacchè - Fisco, populismo e lotta di classe in Italia

 

 





 

  GILAD ATZMON IN ITALIA


 

 

La netiquette di ComeDonChisciotte: alcune norme minime per la convivenza e il dialogo costruttivo nel sito





UNA PRESENTAZIONE DI TRUMAN BURBANK
 

 

Alfabeta2

Animal Station

Appello al Popolo

ArruotaLibera

Alberto Bagnai

Blogghete!

Bye Bye Uncle Sam

Cado In Piedi

Campo Antimperialista

Andrea Carancini

Franco Cardini

Carmilla Online

Marco Cedolin

Centro Fondi

Civium Libertas

Clarissa

cloroalclero

Cobraf

COMIDAD

Conflitti e Strategie

Contropiano

CPEurasia

Crisis

Da Dietro Il Sipario

Decrescita Felice

Doppio cieco

L'Economista ($)mascherato

Eddyburg

Eurasia

Free Animals

Geopolitica

Geopoliticamente

Giornale del Ribelle

Fulvio Grimaldi

Hescaton.com

Iceberg Finanza

Informa-Azione

Informazione scorretta

Io Non Sto Con Oriana

Karlmarxplatz

Kelebleker

Libre Idee

Loop on Line

Domenico Losurdo

Main Stream

Alessio Mannino

Antonio Mazzeo

Megachip

Nazione Indiana

Nena News

L’Orizzonte degli Eventi

Eugenio Orso

Palestina Libera!

Paolo Franceschetti

Petrolio

Gustavo Piga

I Quaderni di Truman

Rinascita

Rischio Calcolato

Salamelik

Selvas

Senza Soste

Sinistra In Rete

Sollevazione

Tlaxcala

Veganzetta

La Voce delle Voci

La Voce del Ribelle

Voci Dalla Strada

Voci Dall'Estero

 

 
  comedonchisciotte :: Leggi il Topic - La banconota, le banche e il possesso dei beni reali.
 FAQFAQ   CercaCerca   Gruppi utentiGruppi utenti   ProfiloProfilo   Messaggi PrivatiMessaggi Privati   LoginLogin 

La banconota, le banche e il possesso dei beni reali.

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Opinioni
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
mincuo
Newbie
Newbie


Registrato: Dec 16, 2010
Messaggi: 2138

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 10:40 am    Oggetto: La banconota, le banche e il possesso dei beni reali. Rispondi citando

La banconota nasce precedentemente, in Oriente, ma l'impulso e la diffusione da noi avviene per merito degli orafi.
Gli orafi avevano il loro banco di lavoro e inoltre fungevano spesso da cambiavalute, anche al fine di acquisire l'oro per poi lavorarlo. Detenevano quindi quantità d'oro e perciò avevano casseforti e forzieri molto solidi, in ferro, per proteggersi dai furti. In un secondo momento proposero alle persone di custodire il loro oro, in cambio di una ricevuta nominativa del tipo: “Messer Antonio ha depositato qui in custodia presso di noi un'oncia d'oro, consegnabile (pagabile a vista) dietro presentazione di questa ricevuta”. Questa ricevuta fu chiamata “nota di banco” e successivamente poi prese il nome di “banconota” Per offrire questo servizio dapprima gli orafi chiesero un piccolo compenso, poi lo offrirono gratuitamente. Infine, e vedremo il perchè, pagarono loro stessi un compenso (interesse sui depositi) a chi depositava oro. Per la gente era un servizio molto utile, evitava di girare sempre con un sacchettino di monete d'oro, soggetti a rapine, e ancor più di lasciarlo incustodito nelle case quando erano a lavorare. Inoltre la banconota era nominativa, per cui, trattandosi in genere di cittadine non eccessivamente popolate, si conoscevano tutti, e se anche fosse stata rubata, il banco conosceva “Messer Antonio” e se qualcuno, ma non lui, si fosse presentato con la banconota a ritirare l'oro, non glielo avrebbero consegnato.
Perciò come ho detto era un servizio molto utile. Tuttavia bisognava vincere un po' la diffidenza iniziale della gente, ma il banco pagava sempre puntualmente l'oro a fronte di una ricevuta presentata.
Ora Messer Antonio si trovò un giorno a comprare delle pecore da messer Francesco. Quindi andò a ritirare l'oro necessario, e con quello pagò Messer Francesco. Ma anche Messer Francesco era cliente del banco, e quindi lì poi depositò l'oro avuto da Messer Antonio. Allora il banco disse “invece di tutto questo giro venite qui a combinare l'affare. Poi Messer Antonio semplicemente ”girerà”, con una sua semplice firma, il suo deposito a Messer Francesco”. Era nata la girata.
Nel frattempo erano sorti altri banchi, sia “su piazza” che “fuori piazza” del paese.
Ora però essendo che Messer Giuliano non era cliente dello stesso banco di Messer Antonio non si poteva girare il deposito d'oro di Messer Antonio, perchè i depositi erano custoditi in banchi diversi.
Allora il banco disse: “a fronte dell'oro depositato, posso anche emettere una nota di banco non nominativa, ma una nota di banco che dice che dà diritto a prelevare un'oncia d'oro a chiunque ne sia il portatore. Noi siamo d'accordo con gli altri banchi che questa sarà accettata ovunque. Ovunque uno si presenti con questa nota di banco al portatore gli daranno un'oncia d'oro”.
Era nata la banconota vera e propria.
Messer Antonio però disse “bello, ma ora io ho paura a girare con questa nuova nota di banco, mentre prima no, quando era nominativa. Se me la rubano chiunque può richiedere la mia oncia d'oro. Ma il banco disse. “La carta la puoi depositare, la custodiamo noi. Tu hai un conto nominativo, e lì hai custodita la banconota che vale un'oncia d'oro. Solo tu puoi prelevarla. Solo a te la diamo e a nessun altro, perchè la banconota è sì al portatore, ma il conto è nominativo, è di Messer Antonio e solo lui ne è titolare”.
Era nato il conto di deposito. Dapprima la gente ebbe diffidenza ma ogni volta che si presentava a chiedere l'oro aveva il suo oro, e così man mano la gente non lo richiedeva più, perchè la banconota era come l'oro, esattamente come l'oro. E lo era. Al 100%. Quindi la gente pagava con una banconota, e incassava una banconota da una vendita, e poi depositava una banconota e di fatto pochissimi con l'andar del tempo richiedevano fisicamente indietro l'oro depositato, o volevano dell'oro fisico in cambio di una banconota.
Fin qui tutto perfetto, nessun imbroglio. I banchieri però si accorsero che a fronte di 100 oncie d'oro avute in deposito poche oncie erano poi quelle richieste indietro fisicamente. Allora pensarono che loro avrebbero potuto stampare molte più banconote rispetto all'oro realmente detenuto e nessuno se ne sarebbe mai accorto.
A loro bastava solo tenere sempre oro sufficiente per le eventuali richieste fisiche, per cui chiunque avesse richiesto il proprio oro lo avrebbe avuto immediatamente. Ma erano appunto pochi a chiederlo e chi eventualmente lo faceva riceveva puntualmente e immediatamente l'oro a fronte della banconota presentata per cui diveniva un ulteriore involontario testimone e puntellava ancor più la fiducia di tutti. Che divenne poco alla volta assoluta ed ancor oggi, dopo secoli e secoli, è notevole, se non proprio immutata.
Riassumiamo: la carta era diventata oro. E lo era effettivamente. Ma lo fu realmente fino a che la banconota corrispondeva all'oro versato. Poi i banchieri emisero banconote per 20, 30 volte e più dell'oro che avevano realmente avuto in deposito o possedevano. Ma erano pochi, sempre meno, a volerlo l'oro, perchè la carta era diventata come l'oro. E lo era inizialmente. Inoltre depositare l'oro rendeva anche un po' perchè i banchi ora pagavano addirittura un interesse per avere oro. Infatti per loro ogni oncia d'oro significava poter emettere il controvalore di 20 oncie di banconote, e cioè i depositi d'oro erano per loro ulteriori riserve di oro fisico, che li cautelavano dalle eventuali richieste. Ma più oro avevano più potevano emettere multipli di banconote.
I banchi cominciarono a prestare queste banconote a chi doveva fare affari, aprire attività. Finanziarono intraprese e commerci. Chiedevano però un interesse a fronte di ogni banconota. Rispetto all'oro in cassa complessivamente i prestiti e gli interessi incassati erano perciò su un volume prestato di 20 30 volte l'oro effettivamente detenuto. Chiedevano però come garanzia, a fronte della banconota prestata, dei pegni reali, delle ipoteche, dato che loro prestavano una carta, la banconota, che era come l'oro. E lo era infatti per tutti. Quindi nel caso non fosse stata poi restituita la banconota loro restavano proprietari dei beni reali.
Ma loro, i banchieri, sapevano che a differenza dei primi tempi nei quali a tot carta corrispondeva esattamente tot oro, ora non era più così, e cioè loro sapevano che quella emessa era carta che non corrispondeva più a oro, e che c'era solo un ventesimo, o un trentesimo o anche meno di oro a fronte.
E quindi sapevano che in gran parte era solo carta, senza nulla a fronte. E ciò a differenza della gente che era sempre certa perchè quei pochi che rivolevano l'oro l'avevano sempre immediatamente, quello c'era sempre, poiché a tal fine i banchi tenevano appunto delle riserve di oro sempre sufficienti, in modo da non perdere credibilità e fiducia. L'unica cosa da controllare era di non emettere talmente tanta carta che la percentuale di richieste d'oro fisico superasse le riserve d'oro che loro detenevano. Il prestare molte volte le proprie riserve, e incassare interessi pari a tot volte le medesime, si chiama tecnicamente riserva frazionaria, ed è quello che fanno le banche anche oggi, con la differenza che anche quel minimo d'oro che prima c'era è stato completamente slegato, cioè la banconota è solo fiduciaria. Carta. E anche le riserve sono solo carta. Sapendo però che era carta che non corrispondeva più a oro, il banco aveva interesse a rimanere proprietario dei beni reali, non tanto a riavere indietro banconote, cioè della carta restituita, nonostante gli interessi ricevuti, i quali erano alla fin fine carta anch'essi. Per cui manovravano per far fallire le attività, per renderle insolventi e appropriarsi così dei beni reali, non per riavere indietro carta, che loro sapevano essere solo carta. Ora attenzione a un secondo aspetto. Oltre a prestare queste banconote, loro potevano semplicemente stamparle anche per comprarsi quel che volevano. Era oro. E lo era. A loro bastava stampare una banconota, scriverci la cifra, e con quella comprarsi un'azienda, un negozio, una partita di merci, o anche dell'oro, per aumentare le riserve. In particolare però compravano attività commerciali, o agricole, sulla piazza, non direttamente ma tramite parenti (successivamente furono le investment banks, o le finanziarie) a cui davano le banconote appunto per comprare tali attività. (Sono quei facoltosissimi mercanti venuti da lontano che ritroviamo così spesso nella letteratura dell'epoca) In realtà questi parenti erano solo dei prestanome, che erano grati e solidali poiché guadagnavano dall'esercizio dell'attività, ma il vero proprietario della stessa rimaneva sempre il banco. (Il banco non voleva intestati i beni e mai i banchi li avevano direttamente. Nel caso fosse mancata la fiducia nella carta e la gente fosse corsa in massa a chiedere indietro l'oro, il bnaco non aveva nulla e faceva semplicemente bancarotta. Il nome deriva dal fatto che veniva materialmente rotto il banco). Questi parenti, divenuti titolari di un commercio, poi in genere praticavano una concorrenza feroce, dietro direttiva del banco, cioè abbassavano sempre più i prezzi delle merci (dumping).
Le attività concorrenti man mano non reggevano più, ma il banco, che a loro aveva già prestato precedentemente, prestava ancora, dietro altri pegni, e a tassi di interesse maggiori, perchè maggiore era divenuto il rischio. Finchè costui prima o poi inevitabilmente falliva. Allora il banco veniva a riscuotere i pegni, esercitava le ipoteche, e diventava così proprietario dei beni reali, e se si trattava di un negozio, o di un commercio, insediava un altro suo parente. In questo modo veniva a costituire un monopolio su piazza.
Quindi in sostanza il banco diveniva proprietario di beni reali per due vie, o comprando ciò che voleva, cioè semplicemente stampando carta con scritta la cifra necessaria, o anche prestando carta, e poi producendo concorrenza sleale, facendo fallire le attività, e quindi riscuotendo i pegni e le ipoteche.
Forse può diventare più chiaro come i banchieri si insediassero in un posto, aprissero un banco, due banchi, tre banchi ecc...(ai Cristiani era spesso vietato) e dopo un po', come si rileva sempre dai documenti d'epoca, fossero immancabilmente i proprietari di molte o di tutte le attività, avessero il monopolio dei commerci, e come man mano la gente del luogo perdesse il lavoro, i negozi, e fosse spinta alla disperazione, e spesso si rivoltasse.
A questo si aggiunga poi che i banchi prestavano banconote anche alle stesse persone fisiche, a tassi elevati, in cambio di casa, mobili, oggetti. Per il banco anche un prestito a tasso elevato era senza alcun rischio, ma in generale qualunque operazione lo era. Il banco prestava le banconote, cioè solo carta, in fin dei conti.
Se la persona non pagava, loro si prendevano il pegno, e quello era comunque l'obiettivo finale, ma se pagava gli interessi elevati loro allora avevano indietro molta più carta, e cioè quella era per loro nuovamente disponibile senza cioè doverne emettere di nuova, mantenendo le stesse riserve d'oro. Gli interesssi infatti sono carta che torna maggiorata, chi paga la preleva da carta che c'è in circolo, la toglie dal circolo evitando anche inflazione, e diventa disponibile per il banco che non necessita perciò di emetterne di nuova, e cioè non necessita di aumentare le sue riserve d'oro.
In generale poi il meccanismo di agire sui tassi di interesse, aumentandoli progressivamente, diminuendo nel contempo i prestiti, è volto a ritirare, cioè a drenare la liquidità dalla circolazione, contenendo inflazione.
Questo si usa fare sia quando la carta diventa troppa, sia soprattutto quando si vuol contrarre l'economia.
La liquidità abbondante e i prestiti a basso tasso favoriscono lo sviluppo dei commerci, delle imprese. Quando i banchieri vedevano prodotta ricchezza a sufficienza, il loro obiettivo era quello di prosciugare la carta in circolo, la liquidità, alzando i tassi anche rapidamente, e/o non concedendo più prestiti. Man mano così provocavano rallentamento, poi recessione, poi depressione, con conseguenti fallimenti, e successivi pignoramenti, attraverso i quali si appropriavano dei beni reali, perchè questo era e questo è da sempre l'obiettivo di chi sa che quella che ha messo in giro è solo carta stampata, solo e soltanto carta stampata, non più oro come all'inizio. L'obiettivo è sempre quello di trasformare la carta in beni reali. Queste, cioè le espansioni e successive contrazioni, in realtà pilotate dai tassi, sono chiamate da sempre dagli economisti “cicli economici” ma è una delle tante gigantesche frottole servite alla gente.
Quel che è cambiato successivamente è che questo schema fu poi applicato alle Nazioni intere.
Fu la creazione delle Banche Centrali. Che inizialmente erano in buona parte private. I banchieri cominciarono a prestare ai Re. Fare le guerre costa, le forniture militari costano, le armi costano.
I Re coniavano sì le monete metalliche, e su queste guadagnavano poi attraverso il signoraggio, cioè sul fatto che il valore nominale era superiore al valore intrinseco, cioè del metallo, ma questo denaro era insufficiente alle loro esigenze, specie quando c'era da finanziare campagne militari. L'emissione monetaria metallica era poi limitata dalla stessa quantità di metallo che era possibile coniare. In altri termini la liquidità era sempre scarsa, e gli stessi tributi non potevano che essere in qualche maniera commisurati al circolante, cioè al denaro in circolazione, poiché più di questo non ce n'era per soddisfarli, mentre la circolazione di banconote aumentava la liquidità. Il Re garantiva i prestiti, le banconote prestate, con le tasse dei cittadini. Le tasse stesse anzi diventarono la stessa legittimità della moneta, essendo la moneta quella adibita a soddisfarne il pagamento.
I banchieri vollero avere il controllo di queste tasse e sempre infatti li troviamo come esattori fiscali, ministri delle finanze o del tesoro dietro ogni monarca. Non vengono mai nominati, ma basta cercare.
Il debito però cresceva sempre, perchè questo era e questo è oggi il segreto, cioè far sempre crescere il debito, e renderlo impagabile. I Banchieri man mano ottennero che fosse nominata una Banca, Nazionale di nome, ma proprietà privata di fatto, e che fosse l'unica autorizzata a poter stampare il denaro.
I banchieri pretesero, e ottennero, tra i vari privilegi, che i nomi dei proprietari delle Banche Centrali fossero mantenuti segreti per legge. E così fu. La Banca Centrale, unica ora autorizzata, poi prestava le banconote al Re in cambio dei Titoli di Stato a loro volta garantiti dai risparmi e dalle tasse dei cittadini. I Governi furono spogliati della prerogativa di battere moneta che è una delle quattro fondamentali insieme a quella di fare leggi, imporre tributi, e costituire eserciti a difesa delle comunità.
La prima Banca Centrale, la Banca Nazionale di Amsterdam, nacque nel 1609 in Olanda, dove si erano rifugiati i facoltosissimi mercanti e banchieri espulsi dalla Spagna e dal Portogallo.
La seconda fu la Bank of England, fondata nel 1694 dopo la vittoria e l'esecuzione di Carlo I° da parte di Oliver Cromwell. Costui era finanziato dai banchieri Olandesi, sotto la guida di Manasseh Ben Israel, il quale riportò la comunità in Inghilterra dopo la loro ultima espulsione avvenuta 350 anni prima ad opera di Edoardo I°.
Le altre Banche Centrali seguirono una ad una. Seguì in particolare, dopo battaglie furiose, la FED (Federal Reserve) creata nel 1913, dopo la famosa riunione segreta di Jekyll Island. Il Federal Reserve Act fu fatto approvare il 23 Dicembre 1913 approfittando dell'assenza di molti Congressisti e Senatori per le festività Natalizie. Il resto è cronaca. L'interesse delle Banche Centrali era mantenere e accrescere il debito e renderlo impagabile. Poi prendersi i beni reali, trasferiti agli azionisti. Lo hanno fatto dapprima con tutti Paesi poveri, e susseguentemente si sono rivolte anche ai meno poveri. Non è poi cambiato moltissimo dal tempo degli orafi, solo un pochino più complicato. Ma questa è un'altra storia.


Ultima modifica di mincuo il Sab Ago 11, 2012 12:05 pm, modificato 1 volta in totale
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Iacopo67
Newbie
Newbie


Registrato: Jun 10, 2009
Messaggi: 599

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 11:48 am    Oggetto: Rispondi citando

E' un bell'articolo scritto bene. Grazie Mincuo.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
mandal2010
Newbie
Newbie


Registrato: May 26, 2010
Messaggi: 4

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 1:42 pm    Oggetto: Re: La banconota, le banche e il possesso dei beni reali. Rispondi citando

Si,bell`articolo.Grazie
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Georgejefferson
Newbie
Newbie


Registrato: Oct 25, 2011
Messaggi: 1520
Località: Pontevico (bs)

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 2:30 pm    Oggetto: Re: La banconota, le banche e il possesso dei beni reali. Rispondi citando

Ne e'pieno il web di queste ricostruzioni storiche,buona sintesi comunque.Cosa garantisce comunque la verita storica dei secoli scorsi,a parte la versione di ricercatori formulata tramite documenti passati?Lo stesso legittimo scetticismo applicato alla verita ufficiale puo essere applicato a quella non...non credi?Riguardo alla riserva frazionaria,ci sono ipotesi presunte autorevoli che dichiarano come essa sia superata da decenni,nel senso,sa di truffa...ma sembra che ora sia molto peggio.Chi ritiene che ora I PRESTITI CREINO I DEPOSITI dice in sintesi che non si moltiplica piu i pani e pesci partendo da un deposito iniziale,ma li si crei dal nulla con il solo limite dell'asset di bene reale a garanzia da parte del richiedente...come a dire...si son evoluti...Fatto sta che contabilmente sono soldi che VANNO E VENGONO,debiti annullati alla restituzione.Soldi nuovi al netto sono solo gli interessi derivanti dai titoli sovrani,ne deriva che l'abbattimento dei deb.pubblici provoca impoverimento del settore privato
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
mincuo
Newbie
Newbie


Registrato: Dec 16, 2010
Messaggi: 2138

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 3:08 pm    Oggetto: Re: La banconota, le banche e il possesso dei beni reali. Rispondi citando

Georgejefferson ha scritto:
Ne e'pieno il web di queste ricostruzioni storiche,buona sintesi comunque.Cosa garantisce comunque la verita storica dei secoli scorsi,a parte la versione di ricercatori formulata tramite documenti passati?Lo stesso legittimo scetticismo applicato alla verita ufficiale puo essere applicato a quella non...non credi?Riguardo alla riserva frazionaria,ci sono ipotesi presunte autorevoli che dichiarano come essa sia superata da decenni,nel senso,sa di truffa...ma sembra che ora sia molto peggio.Chi ritiene che ora I PRESTITI CREINO I DEPOSITI dice in sintesi che non si moltiplica piu i pani e pesci partendo da un deposito iniziale,ma li si crei dal nulla con il solo limite dell'asset di bene reale a garanzia da parte del richiedente...come a dire...si son evoluti...Fatto sta che contabilmente sono soldi che VANNO E VENGONO,debiti annullati alla restituzione.Soldi nuovi al netto sono solo gli interessi derivanti dai titoli sovrani,ne deriva che l'abbattimento dei deb.pubblici provoca impoverimento del settore privato

1) Non ho visto il web pieno di spiegazioni, e soprattutto non ho visto mai i giornali pieni, nè a scuola spiegare un pò. Quello che importa qui è il concetto di quale sia lo scopo, il significato,l'essenza della banconota, che è l'appropriazione di beni reali. (E anche di potere, perchè poi si comprano giornali, uomini, influenza ecc...). L'altra cosa che importa è che effettivamente bastava stampare un pezzo di carta, che per tutti era oro, e con quello si comprava.
2) Io ho voluto scrivere un pezzo semplice, eliminando anche alcune questioni. Ad esempio il deposito è una liability. Era una prassi, ma fu discussa nell'800 e vide alcune sentenze che provvidero una forzatura giuridica. Infatti come significato e come diritto naturale il deposito era un servizio di custodia, nè più nè meno come far custodire mobili a un magazzino. Non era un finanziamento e non era un investimento, non prevedendone i termini. Quindi fu contestato che entrasse nello stato patrimoniale.
3) La verità storica è garantita da tutti i passaggi che hai, nei secoli, e da una documentazione vastissima. Basta anche solo prendersi 4 o 5 volumi di Alexander del Mar, che non a caso pur essendo un gigante del 900 viene tenuto nascosto. E nessuna persona competente dubita di questa ricostruzione storica, mai sentito nella mia vita. E io di finanza mi occupo.
4) Non è che ci sia "chi ritiene oggi" che la moneta (scritturale ed elettronica) sia creata come credito da banche commerciali. Lo è infatti e lo è in grandissima parte. E' una forma di creazione, ed è successiva e parallela alla storia raccontata, cioè un'evoluzione dei sistemi monetari. Le banconote fanno ben poco oggi. E nemmeno oggi c'è il "parente che viene da lontano" a cui intestare i beni reali. Sono nate a suo tempo le società finanziarie, le investment banks, e poi in grande stile la BIS, le clearing houses, gli Hedge Funds, i dark pool, tutto lo shadow banking di oggi e un pò di paradisi fiscali, e di perdite fittizie di banche (il famoso trader che perde miliardi e nessuno controllava che chi ha esperienza sa quanto sia possibile col mark to market e i sistemi di controllo..)
5) La concentrazione progressiva di beni in poche mani è dimostrabile, nelle epoche e nei soggetti, come anche la costituzione di monopoli a quelli collegati. Io non parlo "in generale". Il fatto che stampando semplicemente uno potesse acquisire ricchezze enormi, e che avere quelle e non certo girare carta che lui sapeva essere carta senza niente a fronte e che poteva sempre perdere la fiducia delle persone, fosse il suo interesse reale, ho cercato di spiegarlo in modo volutamente semplice, ma nessuna persona seria lo metterebbe in discussione storicamente, oltrechè logicamente. Io non parlo per fare confusione George Jefferson, ma per chiarire alla gente. Se devo parlare tecnicamente di sistemi monetari lo faccio in modo diverso e con le persone i adeguate. Qui il mio interesse era che capissero come è nato, chi ne sono beneficiari, che scopo ultimo ha e come e perchè quello rimane identico a 700 anni fa, nonostante sia molto più complesso. Così uno prova, se vuole, a ragionare, e a vedere se trova dei paralleli e delle coincidenze anche con ieri, oggi e domani con l'appropriazione di servizi e beni pubblici. Chi invece prova a mescolare gli argomenti, a confonderli, quello, George Jefferson, vuole fare confusione alla gente, non chiarezza. Certamente io dovevo star dentro a un articolo, non a un volume, e certamente dovevo essere meno tecnico possibile, in modo che potesse comprendere una persona qualunque, quindi ho forzatamente un pò semplificato, ma non c'è nulla che non sia sostanzialmente vero.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
mincuo
Newbie
Newbie


Registrato: Dec 16, 2010
Messaggi: 2138

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 4:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

@George Jefferson N.B. I soldi VANNO e VENGONO, come dici tu in maiuscolo, ma non sempre gli ASSET A GARANZIA. Le quote d'azienda a pegno delle banche a fronte dei fidi VANNO, ma alle volte non VENGONO. E poi cambia il CDA, in quei casi. Anche le ipoteche sugli immobili alle volte VANNO ma non sempre VENGONO. Ultimamente in USA e in Spagna ad esempio non sono molto "venute" Ma si parla poco di dove e a chi poi sono successivamente cedute. E VANNO anche le speculazioni al ribasso su alcuni titoli le cui quotazioni piombano, ma poi chi prende quota di controllo non gliene frega niente del prezzo che va e viene, visto che lui si tiene il controllo e non deve alienare, cioè vendere. E quello magari era il suo scopo. Il ribasso (dumping) del parente del 1300 ai negozi concorrenti e questo tipo di speculazione non sono poi così distantissimi concettualmente. Nè altre cose anche molto più sofisticate in fondo sono distantissime.

Ultima modifica di mincuo il Sab Ago 11, 2012 5:10 pm, modificato 1 volta in totale
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
mincuo
Newbie
Newbie


Registrato: Dec 16, 2010
Messaggi: 2138

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 5:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Comunque siccome non è mai troppo tardi per imparare dammi tu Jefferson una spiegazione diversa. Dunque un banchiere riceveva un'oncia d'oro, stampava 20 (o più) banconote di carta con scritto "vale un'oncia d'oro", e questo è pacifico, non è un'ipotesi, è un fatto. Hai copie, registri quel che vuoi, a quintali. Mettiamo si limitasse anche solo a prestarle e le ricevesse poi indietro cogli interessi (che sono sempre carta). Lui sa che è carta ma si diverte a giocare colla carta per 30 anni, sempre col rischio che la gente perda fiducia nella carta e chieda indietro l'oro, che non c'è, c'è un ventesimo. E rischia anche il collo per questo. Quindi lui ha lavorato tutta la vita per giocare colla carta, che può sempre diventare carta straccia da un giorno all'altro, questa è la spiegazione? O l'ha invece, fintantochè la carta è ritenuta un valore, sempre cercata di trasformare in beni reali? E non ha anche provveduto a intestarli altrove, perchè sia mai che la fiducia nella carta fosse venuta meno, allora in banca non ci sarebbe stato l'oro ma ci sarebbero stati però gli atti di proprietà dei terreni, negozi, merci, case ecc...E invece non c'erano mai e anche questo è un fatto. Pure lì quintali di documenti.
Spiega tu, ma spiega chiaro però.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Georgejefferson
Newbie
Newbie


Registrato: Oct 25, 2011
Messaggi: 1520
Località: Pontevico (bs)

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 5:20 pm    Oggetto: Re: La banconota, le banche e il possesso dei beni reali. Rispondi citando

Grazie in anticipo se volontariamente manteniamo un approccio costruttivo e rispettoso...mincuo...ne e' pieno il web mi riferisco ovviamente NON al mainstream,figurati nei TRADIZIONALI cartacei o televisivi.Che sia tabu l'argomento a livello di massa si sa,e da sempre.Mi riferisco a chi tratta l'argomento piu o meno in modo serio..ho letto decine di volte tale ricostruzione piu o meno simile in tanti luoghi web,e tutti gli interessati amatoriali come me passano per quella ricostruzione(a dire il vero qualche accenno agli orafi e abitudini conseguenti le fa anche wikipedia)...comunque,io personalmente credo a quello che hai descritto,non cerco di confutarlo il mio intento era..lo ammetto,un po provocatorio per cercare un dialogo ed approfondire alcuni aspetti.

Cominciamo col dire una cosa(e' una mia convinzione relativa,non verita assoluta)diffondere interesse all'argomento e' impresa immensa,ritengo esista come una specie di TABU auto indotto inconsciamente nelle masse,senza voler passare per argomenti metafisici...sembra che il nascondere ed il NON INCENTIVARE VOLONTARIAMENTE la curiosita sull'argomento(essendo protratto da secoli questa omissione verso tutti i canali informativi ed educativi) abbia prodotto a livello collettivo come una specie di rimozione inconscia alquanto irrazionale.Dico irrazionale perche riguardo a tanti altri argomenti del vivere sociale vige la ricerca e curiosita razionale,ma su quello no.Difficile spiegare bene cosa intendo...Parlo con parenti ed amici,parlo di tutto ma come tocco l'argomento sento come una specie di rifiuto A PRESCINDERE al dibattito.Questo e' il problema principale...come tu stesso dicevi,l'autorita si discute poco,si accende il cervello di fronte ad uno qualunque,ma diversamente verso l'autorita costituita....continua

vedo che hai aggiunto un altro post,purtroppo il tempo e' sempre poco,appena posso proseguo...in risposta all'ultimo post...io non ho niente da spiegare che gia non ci sia scritto,anche da parte della tua competenza molto utile,parlo piu ideali futuri ed impianti ideologici di ognuno,anche se forse la parola ideale non ti piace,tutti abbiamo piu o meno visioni ideali del mondo...ti chiedero come e' il tuo...a dopo
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Georgejefferson
Newbie
Newbie


Registrato: Oct 25, 2011
Messaggi: 1520
Località: Pontevico (bs)

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 5:53 pm    Oggetto: Re: La banconota, le banche e il possesso dei beni reali. Rispondi citando

Domanda...nel bene o nel male,esiste una correlazione tra 1:l'aumento smisurato dell'utilizzo della moneta fiat (insomma non merce/allo scoperto)negli ultimi secoli...e 2:l'accelerazione della tecnologia e commercio?...

ps.non e'una domanda retorica per giustificare il sistematico furto da parte dei potentati delle risorse del pianeta,ma uno spunto di riflessione per capire meglio il potenziale teorico e ideale dello strumento moneta
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Iacopo67
Newbie
Newbie


Registrato: Jun 10, 2009
Messaggi: 599

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 6:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mincuo, la storia che hai scritto mi sembra logica e sensata.
Non mi intendo di finanza, e avrei una curiosità che forse tu puoi togliermi;
Ogni tanto si legge che nel mondo della finanza girano quantità enormi di denaro, molto di più che non nell'economia reale; così tanti soldi che ci si potrebbero comprare tutti i beni reali della terra più volte.
Se questo è vero, non capisco come mai questi soldi poi rimangono abbastanza confinati nel mondo della finanza.
Io mi immaginavo che prima o poi questa marea di denaro si sarebbe riversata nell'economia reale, per comprare ogni cosa, e che questo avrebbe portato all'iperinflazione, e che proprio la paura dell'iperinflazione o anche solo dell'inflazione dovrebbe spingere i signori della finanza a comprare beni reali prima che la loro moneta astratta perda valore.
Ma passano gli anni e questo non sembra che accada.
Come mai ?
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
mincuo
Newbie
Newbie


Registrato: Dec 16, 2010
Messaggi: 2138

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 6:28 pm    Oggetto: Re: La banconota, le banche e il possesso dei beni reali. Rispondi citando

Georgejefferson ha scritto:
Domanda...nel bene o nel male,esiste una correlazione tra 1:l'aumento smisurato dell'utilizzo della moneta fiat (insomma non merce/allo scoperto)negli ultimi secoli...e 2:l'accelerazione della tecnologia e commercio?...

ps.non e'una domanda retorica per giustificare il sistematico furto da parte dei potentati delle risorse del pianeta,ma uno spunto di riflessione per capire meglio il potenziale teorico e ideale dello strumento moneta


Penso di sì, di avere anche letto a suo tempo qualcosa. Però esiste anche questo: dall'anno 0 al 1800 la popolazione mondiale è arrivata a 1 miliardo. Dal 1800 al 1900 è raddoppiata, dal 1900 ad oggi da 2 a 7 miliardi. In mezzo il balzo dell'industrializzazione, dal telaio meccanico al vapore ecc...La moneta fiduciaria aveva possibilità illimitate. D'altronde i tally sticks erano bastoni di legno intagliati del valore anche di 20.000 Sterline, con valore legale e per pagare le tasse. E durarono per 700 anni fino al 1800 mi pare in Inghilterra.
La possibilità maggiore di finanziare, o la creazione di liquidità molto maggiore non era un male, specie dove la crescita dell'attività reale andava di pari passo. Il problema dei "potenti" è non che non abbiano contribuito a alla crescita, anzi. E' un problema di diseguaglianze, di monopoli, e di potere che ha avuto conseguenze distorsive, diciamo così.


Ultima modifica di mincuo il Sab Ago 11, 2012 6:56 pm, modificato 2 volte in totale
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
mincuo
Newbie
Newbie


Registrato: Dec 16, 2010
Messaggi: 2138

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 6:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

Iacopo67 ha scritto:
Mincuo, la storia che hai scritto mi sembra logica e sensata.
Non mi intendo di finanza, e avrei una curiosità che forse tu puoi togliermi;
Ogni tanto si legge che nel mondo della finanza girano quantità enormi di denaro, molto di più che non nell'economia reale; così tanti soldi che ci si potrebbero comprare tutti i beni reali della terra più volte.
Se questo è vero, non capisco come mai questi soldi poi rimangono abbastanza confinati nel mondo della finanza.
Io mi immaginavo che prima o poi questa marea di denaro si sarebbe riversata nell'economia reale, per comprare ogni cosa, e che questo avrebbe portato all'iperinflazione, e che proprio la paura dell'iperinflazione o anche solo dell'inflazione dovrebbe spingere i signori della finanza a comprare beni reali prima che la loro moneta astratta perda valore.
Ma passano gli anni e questo non sembra che accada.
Come mai ?


Dunque: molta finanza è debito/credito in funzione degli interessi. Ad esempio chi ha un titolo, e chi l'ha emesso. Il sottostante è sempre rifinanziato di fatto. Poi un'altra parte è leva, cioè in realtà chi compra/ vende 100, compra non 100 ma la variazione e spende (garantisce) mettiamo 5. Ma risulta aver comprato 100. Poi un'altra parte è appunto tutto il mercato finanziario (tanti) che si alimenta di soldi, i soldi sono la sua merce. I "soldi" in giro rispetto all'economia reale sono tanti e molti sono aspettative su economia semplicisticamente. Dire "se andassero tutti all'economia" è un pò così, se vanno tutti in tasca alla gente ma non crescono i beni prodotti allora hai inflazione alta. Ma oggi semmai il problema è che tu hai già sovracapacità produttiva. Quindi il denaro si parcheggia e si accumula man mano su finanza un pò anche per quello.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Georgejefferson
Newbie
Newbie


Registrato: Oct 25, 2011
Messaggi: 1520
Località: Pontevico (bs)

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 7:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Questa una mia riflessione sulla proprieta della moneta


"buco normativo, è una questione giurisprudenziale e filosofica"....Le norme giuridiche e filosofiche non sono leggi naturali ma idee umane,condivise o meno.Quindi prima bisognerebbe creare progressivamente le basi culturali di comprensione della moneta e delle sue funzioni cosi come sono state pensate e possono venir pensate.Dato che tali basi culturali sono enormi e complesse,bisognerebbe dare avvio scolastico alla materia economica fin dalle scuole primarie...per generazioni,prima di avere una opinione pubblica ragionevole e matura.
Dato che non e'mai stato fatto (volutamente o meno) esiste un buco di comprensione enorme nelle masse,tale da risultare difficile,a breve termine, la piena e ragionata scelta sulla giustezza o meno della questione,dato il mancato apprendimento e approfondimento nella gente comune da millenni.Questa naturalmente e'solo la mia opinione e provo ad esprimerla.

Primo...bisogna allargare la comprensione di 2 tipi di moneta storicamente presente da sempre e ben diversi..LA MONETA MERCE E LA MONETA FIDUCIARIA.

Riguardo alla moneta merce (es.l'oro) essa e'intrinsecamente un valore di per se (anche se sempre valore convenzionale consuetudinario perche riconosciuto dai piu per l'uso storico che se ne e'fatto,o se ne fa ora) quindi appare legittimo che la proprieta sia di chi la possiede gia...se poi tale proprieta all'origine sia avvenuta con fatti illeciti ed ingiusti (vedi obbligo forzoso di estrazione verso gli schiavi in tempi passati,vedi aquisizione di proprietà tramite il TRUCCO della riserva frazionaria e relative insolvenze date dalla distorsione volontaria dei mercati ) questa e'una questione che si dovrebbe risolvere e/o argomentare a livello giudiziario ed etico e va oltre il senso del mio ragionamento.

Riguardo alla moneta fiat,che e'l'argomento principe dato che ne siamo immersi ormai globalmente...bisogna chiarire alcuni punti.

All'atto dell'emissione essa e'un mero simbolo di rappresentanza,senza valore in realta anche se chi ne viene in possesso (in una economia gia avviata) puo comprare cio che vuole.Quindi bisogna fare un distinguo importante.
La domanda di chi sia la proprieta,si riferisce al simbolo senza valore (all'emissione) o ai beni e servizi aquistabili dopo,ad economia avviata?
Essa (essendo simbolo) nasce come ipoteca del lavoro/ricchezza futura.
In una situazione iniziale di emissione (Nazione,anno zero) ,i beni e servizi non sono ancora esistenti,verranno creati poi con la spesa dello stato in deficit ,dove per deficit si intende la spesa di simboli non ancora rappresentativi di beni e servizi presenti(dovendo ancora partire il lavoro) come "patto sociale"...

La moneta che emette lo Stato direttamente,rappresenta un debito verso la collettivita,un deficit..essendo rappresentativa di beni e servizi non ancora esistenti.Quindi il CONCETTO di moneta che NASCE COME DEBITO (moneta fiduciaria e NON merce) e'giuridicamete giusto a mio parere,come sopra spiegato.
Ora,se vediamo lo Stato IDEALMENTE,COME ENTE PREPOSTO ALL' INTERESSE DI TUTTI,la proprieta del simbolo emesso(rappresentante di beni e servizi futuri) e'sua,quindi di conseguenza della collettivita (dato che esso dovrebbe rappresentare la collettivita).Se pero per ipotesi,stabilissimo la proprieta della moneta(emessa senza valore intrinseco all inizio)AL SINGOLO INDIVIDUO,come consegna in parti uguali e gratuitamente ,la gente non avrebbe in mano niente di usabile(In una situazione iniziale di emissione),dato che i beni e servizi che tale moneta deve rappresentare non sono ancora stati prodotti,a meno che tutti fiduciariamente e volontariamente decidessero di lavorare DOPO la riscossione del simbolo,e risulterebbe assai improbabile a livello aggregato ottenere questa fiducia reciproca.
Va da se quindi in conlusione,che la proprieta' del simbolo scoperto sia dello Stato,e dello Stato soltanto...essendo (dovrebbe essere)la moneta fiat,uno strumento derivante da un patto sociale capace di sviluppare ed arricchire una data societa(lo sviluppo,sostenibile o meno,pur se importantissimo,riguarda un'altro discorso,essendo scelte politiche),sopratutto anche per le implicazioni gravi che ne conseguono dal suo uso sbagliato e conseguentemente inflattivo,se spesa generalmente con investimenti non produttivi e fuori dalle dinamiche del moltiplicatore keynesiano.La totale gestione di essa non e'altresi pensabile essere rivolta ad interessi privati,cosa che...aime',ritengo succeda allo stato attuale.Il fatto che lo stato ora segua interessi privati non inficia il mio ragionamento che sottolinea l'ideale,e non la realta attuale
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Georgejefferson
Newbie
Newbie


Registrato: Oct 25, 2011
Messaggi: 1520
Località: Pontevico (bs)

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 7:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mincuo,ed anche chi legge,provate a leggere quel che sto postando,derivano da un certo democrito,sono spunti di riflessione interessanti,sopratutto sul finale:

A cosa servono le tasse, perché esistono e perché sono sempre esistite?

Per comprendere il concetto di tassa, occorre prima aver ben chiaro il concetto di sovranità.

Essere il signore di una determinata area significa qualcosa in più che esserne il proprietario, significa avere diritto di vita, di morte e di sfruttamento di qualunque cosa, persona o animale che si trovi in quell’area. Il sovrano fa ciò che vuole, senza dover rendere conto a nessuno di ciò che fa o di quello che decide. Questo concetto venne espresso in modo compiuto dalla famosa frase di Luigi XIV quando disse: Lo Stato sono Io. Lui era il Re, il Sovrano, e quindi a lui si rifacevano la somma delle istituzioni e i poteri della nazione.Il salto di civiltà provato timidamente negli ultimi secoli e' stato quello di cercare come unica legittimazione di sovranità...quella rappresentante gli interessi di tutti,come ricerca di una vera democrazia da attuare a piccoli passi insieme alla ricerca crescente di livello civile e culturale delle masse opportunamente stimolate al pensiero autonomo,solidale e responsabile.

Chiarito questo concetto fondamentale, ci imbattiamo nel secondo concetto che dobbiamo necessariamente capire, se vogliamo comprendere cosa sono le tasse, cioè il concetto di denaro.

È evidente che la ricchezza di un paese sia direttamente proporzionale alla sua capacità di produrre dei beni e a quella di saperli scambiare. Per rendere possibile lo scambio dei beni, lo stato sovrano inventa una unità di misura che faccia da mediatore tra compratore ed acquirente. Il denaro è quindi un unità di valore nominale, non di valore reale (questo concetto è fondamentale), che rappresenta un debito che lo stato ha nei confronti di se stesso. Tutto il denaro non è altro che una rappresentazione di un debito dello Stato.Una volta inventato il denaro, lo stato sovrano si ritrova davanti una serie di problemi.
In primo luogo occorre che i cittadini accettino di scambiare i loro beni con la moneta emessa dallo stato sovrano, in secondo luogo è necessario avere uno strumento di controllo e di moderazione del mercato, con lo scopo di mantenere l’ordine sociale e di equilibrare il rapporto armonico e di collaborazione fra i cittadini, i quali devono essere soggetti alla sovranità dello stato.

Lo strumento per conseguire questi risultati sono le tasse.I cittadini sono costretti ad accettare la moneta nazionale come unità di scambio, perché su ogni transazione commerciale viene imposta una tassa che lo stato accetta solo se espressa in moneta nazionale, il che comporta che la transazione debba necessariamente avvenire utilizzando quella valuta e non altre forme di pagamento.
Lo stato sovrano, inoltre, emette nuova valuta per implementare gli investimenti produttivi, i quali però vanno controbilanciati da una crescente imposizione fiscale, per evitare che la forbice tra ricchi e poveri diventi insostenibile. Lo stato teoricamente non ha alcun interesse a favorire determinati ceti nel confronto con altri. L’unico interesse che ha è quello di esercitare la propria sovranità ed è ampiamente provato che questo è maggiormente agevolato da un clima di collaborazione sociale, piuttosto che da un clima di scontro di classe.

Bene, questo in teoria. In pratica assistiamo ad un tentativo di occupazione dello stato da parte di un’oligarchia, il cui scopo è quello di togliere sovranità agli stati a suffragio universale, per appropriarsene. Questo fenomeno è noto con il nome di deregulation, ovvero la dismissione dell’intervento dello stato nel mercato, a partire dalla rinuncia alla sovranità monetaria. Lo stato non più sovrano, non essendo più il proprietario della moneta, deve chiederla a prestito dai mercati, a cui dovrà poi restituirla e la può restituire solo imponendo tasse sempre più alte ai propri cittadini.Ma l’aumento delle tasse provoca una recessione delle attività produttive, attraverso la carenza di liquidità, nonché un calo dei consumi, che provoca nuova recessione, nuova disoccupazione, calo ulteriore dei consumi e nuova recessione. Il tentativo dei governi di tamponare questo circolo vizioso stratassando i lavoratori e lasciando immuni le classi più abbienti, nella speranza che queste investano in attività produttive che creino occupazione, quindi facciano ripartire i consumi e creino le condizioni di nuova crescita, è quanto di più stupido, ridicolo e inetto si possa immaginare. Non solo non succede, ma in questo modo si crea un clima di indignazione tra quelli che le tasse le pagano, nei confronti degli evasori, alimentando il disordine sociale, già gravemente compromesso dalla perdita del reddito e dai sempre più pressanti problemi di sopravvivenza che investono intere categorie sociali.
A quelli che hanno avuto la pazienza di leggere fino questo punto devo ancora dire una cosa.

Non dobbiamo pero pensare che l’oligarchia che ha architettato tutto questo sia contro lo stato in senso lato e la sua sovranità. Al contrario essi sono schierati nel costruire uno stato forte e tirannico. Il loro accanimento per demolire la sovranità dello stato a suffragio universale(anche se ancora lontano dalla vera democrazia) deriva solo dalla volontà di occupazione delle istituzioni stesse e dopo che questo sarà avvenuto completamente si formeranno le condizioni di un nuovo ordine sociale di tipo dittatoriale e la sovranità nazionale sarà ripristinata in maniera ancora più forte e autoritaria.Si tratta di un colpo di stato globale, di riportare la sovranità degli stati alla condizione precedente la rivoluzione francese.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
mincuo
Newbie
Newbie


Registrato: Dec 16, 2010
Messaggi: 2138

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 7:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Jacopo67. Io so che per una persona è istintivo pensare a TUTTO/NIENTE TUTTI/NESSUNO 0/100. SUBITO/MAI. Quindi: tutti potenti / nessuno potente. La banca compra tutto il mondo / non compra niente. Compra tutto ora / mai. Invece non è così. Soprattutto in una società complessa e matura dopo che lo sviluppo industriale vorticoso dei primi anni non è più quello.
Lo stesso per inflazione: o iperinflaziione / o niente inflazione. Ma vai a vedere delle serie storiche: l'inflazione c'è sempre, non te ne accorgi ma c'è il 2% 3% o 5% e questo vuol dire tanto in pochi decenni. Questo è il dollaro come perdita di valore e come crescita di moneta: http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.takeshiyashima.com/images/stories/Dollar_devaluation_chart.jpg&imgrefurl=http://www.takeshiyashima.com/us/my-blog/62-current-economy/283-40th-year-anniversary-since-end-of-gold-standard-and-future-prospect-of-economy&h=381&w=600&sz=37&tbnid=_aCQ_G-umOKbEM:&tbnh=79&tbnw=125&zoom=1&usg=__GhJXXZ68HvULcHkhQzZfogAtqjw=&docid=r2aIGkVSJFBHfM&hl=it&sa=X&ei=eqomUP7JKM6N4gTo8YHwDg&sqi=2&ved=0CFkQ9QEwAg&dur=1203Poi ci sarebbero da dire molte altre cose. Spero però di averti risposto.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Iacopo67
Newbie
Newbie


Registrato: Jun 10, 2009
Messaggi: 599

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 9:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mincuo, mi rendo conto che il mondo non è bianco e nero ma ci sono tutti i grigi, così anche in economia.
Ho capito, è perchè ho scritto "questa marea di denaro si sarebbe riversata nell'economia reale per comprare ogni cosa", dovevo scriverlo meglio, diciamo "una parte di questa marea di denaro pensavo che prima o poi si riversasse nell'economia reale innalzando l'inflazione, forse anche di molto".

Tu scrivi che un motivo per cui questo non avviene è la sovracapacità produttiva, in pratica la scarsa prospettiva di buoni e sicuri guadagni investendo nell'economia reale.

Ma non è una situazione squilibrata che i soldi si concentrino e si moltiplichino nel mondo della finanza ?
Non si forma una massa di denaro sempre più grande e sempre più slegata dalla relativa scarsità di beni reali acquistabili ?
Tu non credi che prima o poi questo potrebbe portare a un qualche evento traumatico, forse qualcosa come il crollo di Wall Street nel '29 ?

Scusami se le mie domande sono ingenue, in effetti non ho le idee molto chiare...
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Iacopo67
Newbie
Newbie


Registrato: Jun 10, 2009
Messaggi: 599

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 10:47 pm    Oggetto: Re: La banconota, le banche e il possesso dei beni reali. Rispondi citando

Georgejefferson ha scritto:
Domanda...nel bene o nel male,esiste una correlazione tra 1:l'aumento smisurato dell'utilizzo della moneta fiat (insomma non merce/allo scoperto)negli ultimi secoli...e 2:l'accelerazione della tecnologia e commercio?...


Nel libro "Storia economica dell'europa preindustriale" di Carlo M. Cipolla c'è scritto che più o meno tutto il Medioevo è stato caratterizzato da una stretta deflazionistica, a causa della limitatezza nella disponibilità di metalli preziosi con cui venivano coniate le monete.
Nel Medioevo le monete erano generalmente piccole e sottili, proprio per via della scarsità dei metalli.
Tale deflazione è stata poi attenuata da un aumento di liquidità che i banchieri dell'epoca hanno attuato attraverso i depositi con la tecnica della riserva frazionaria.
I banchieri di Venezia operavano con la riserva frazionaria già prima del 1321.

Non si deve generalizzare troppo, perchè nella storia è successo un pò di tutto, e ci sono stati anche periodi di inflazione con le monete metalliche, anche perchè queste ogni tanto venivano svilite, ovvero riemesse con una minore quantità di metallo prezioso.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
ws
Newbie
Newbie


Registrato: Nov 11, 2011
Messaggi: 367

MessaggioInviato: Sab Ago 11, 2012 11:33 pm    Oggetto: Re: La banconota, le banche e il possesso dei beni reali. Rispondi citando

Georgejefferson ha scritto:
Domanda...nel bene o nel male,esiste una correlazione tra 1:l'aumento smisurato dell'utilizzo della moneta fiat (insomma non merce/allo scoperto)negli ultimi secoli...e 2:l'accelerazione della tecnologia e commercio?...

certo, il "danaro-carta" creato dal nulla fa girare sempre piu forte la ruota di noi criceti Twisted Evil

il problema viene fuori quando , come adesso, il " danaro carta" ha raggiunto una sproporzione insostenibile rispetto ai beni REALI che pretenderebbe di rappresentare, cioe' quando "la ruota" gira talmente forte da farci ruzzolare tutti quanti Evil or Very Mad

a quel punto si ferma la ruota e si riparte daccapo e LORO le chiamano " crisi cicliche "... con l' unica differenza che ad ogno "ciclo" la percentuale di beni REALI in mano ai fabbricanti di "danaro" cresce sempre ...
chissa' perche' ... Mr. Green
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Firenze137
Newbie
Newbie


Registrato: Jun 21, 2009
Messaggi: 65

MessaggioInviato: Dom Ago 12, 2012 3:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie a Mincuo per i contributi davvero chiari e da esperto e a GeorgeJ. per l'argomentare. Per me sono lezioni preziose.

In estrema sintesi però, facendo una considerazione rozza da conti della serva.
Dal momento che un uomo o meglio l'Uomo inteso come nostro simile, si trova nella posizione "istituzionale" di poter modificare il rapporto 1:1 banconota/oro per modificarne a proprio vantaggio (interessi, riserva frazionaria ecc) la esclusiva funzione originaria di utilità di bene di scambio, compie una TRUFFA.
Il cui beneficio va a vantaggio di quella parte ( banca, Finanziaria ecc) che gestisce tale proprio vantaggio, arrivando a dettarne addirittura le regole con l'aiuto della classe politica la quale "partecipa" alla cuccagna e per questo ha interesse a mantenerla in piedi.

La componente fiduciaria dell'uso della banconota/moneta, con la fiducia "per definizione" verso gli operatori del sistema Banche è quel fattore che nel tempo anch'essa aiuta a tenere nascosta tale truffa insieme all scarsissima diffusione delle informazioni relative.

Quindi tutte le disquisizioni "a valle" di tale truffa, cioè dopo che questa è stata "consumata" , a mio giudizio non hanno molto senso, salvo che dal punto di vista dell'informazione e cioè di sapere come la truffa si evolve, si afferma, si sviluppa nei rivoli dei titoli tossici, della leva, degli algoritmi diabolici ..

Prima di ogni considerazione anche tecnica e di alta finanza si dovrebbe quindi mettere sempre bene in chiaro che stiamo ragionando sempre e comunque di TRUFFA, magari ormai istituzionalzzata da tempo quindi quasi accettata doverosamente da tutti come fattore quasi "necessario" dello sviluppo economico come mi disse uno cha lavora in banca. Secondo lui una sorta di conquista.!!...

Mettiamoci tutto quello che si vuole ma la verià è la verità che peraltro viene anche fuori molto chiara dall'ottima analisi di Mincuo.

Mi sbaglio ?

Tu Mincuo che sei del "settore", se è truffa è da persona farneticante tentare la strada di denuncia ( non parlo di tribunali, perchè so già che non "funziona"..) pubblica ?
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Georgejefferson
Newbie
Newbie


Registrato: Oct 25, 2011
Messaggi: 1520
Località: Pontevico (bs)

MessaggioInviato: Dom Ago 12, 2012 8:13 am    Oggetto: Rispondi citando

Alla domanda sulla moneta allo scoperto nell'antichita,William Black disse che diversi studiosi ricercatori hanno trovato tracce fin dai Babilonesi,parlo' anche dell'impero romano..non so,forse anche l'espansione di tale impero ne beneficio.Il punto che mi intristisce per me e'che se in funzione onesta e collaborativa(chiamiamola pure utopia)degli uomini sarebbe possibile lo sviluppo positivo,e ci sarebbero alte possibilita di star bene tutti(star bene in senso di giustizia e sobrieta,non consumista usa e getta)ma il livello umano e'assai indietro in questo senso...le elite che detengono le leve del potere economico e mediatico non spingono verso l'acrescimento civile e culturale delle masse,anzi,spingono all'egoismo,alla legge del piu forte.La cosidetta TRUFFA di cui dibattiamo,non sarebbe tale se conosciuta da tutti e data come strumento(con limiti imposti) in favore di tutti.In questa ipotesi sarebbe uno strumento atto a compensare la sfiducia reciproca delle genti,dovrebbe essere in mano PUBBLICA.Certo che pero,sapendo che il pubblico fa gli interessi sostanzialmente del privato non cambierebbe nulla.Questo pero non vuol dire che PRIVATO sia meglio a prescindere.Servirebbero statisti onesti con la testa sopra le spalle...pensiamoci..perche stanno togliendo tutti gli strumenti dalle mani della politica?(manca ancora quello fiscale,ci stanno arrivando)..se per dirla alla grillo SON TUTTI LADRI (fondamentalmente vero) che interesse hanno di togliere gli strumenti?tanto son tutti camerieri...ecco il punto,si mettono definitivamente al sicuro,precludendo la possibilita che arrivi un pazzo mattei(o craxi sotto certi punti di vista)che..non so...si opponga alle svendite,oppure spenda in deficit per riparare ai danni di un evento naturale..ecc..ecc..Insomma quello che voglio sottolineare e'l'intento di far crescere la rabbia verso la moneta fiat cosi da odiare lo strumento,dimenticando gli utilizzatori,accade anche qua,tanto loro sanno che e'sempre esistita ed esistera,e continuando a girar l'attenzione sullo strumento diventiamo funzionali,gli austriaci fanno un ottimo lavoro in questo senso.Voglio ancora toccare 2 punti appena avro tempo,quello del paradosso RICCHEZZA 1...DEBITI 10 / ma mancano i soldi nell'economia reale...e....(e'una mia opinione intendiamoci)...senza moneta fiat non e'possibile lo sviluppo(argomentero a breve)Buona domenica a tutti
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
mincuo
Newbie
Newbie


Registrato: Dec 16, 2010
Messaggi: 2138

MessaggioInviato: Dom Ago 12, 2012 9:03 am    Oggetto: Rispondi citando

@Firenze 137. Io distinguerei. L'aver espanso credito tramite la riserva frazionaria è una buona cosa, ha consentito di aumentare liquidità, sviluppare commerci, intraprese ecc.., e successivamente di finanziare progetti industriali di vasta portata.
Se gli asset acquistati restavano nel patrimonio della banca, allora andava bene. Se non era volta l'attività anche a monopolizzare settori e appropriarsi di beni reali da parte di gruppi privati, andava bene. Sono quelle le cose che vanno meno bene. Infatti a mio avviso la banca, anche commerciale, ma soprattutto l'emissione di denaro, doveva essere fin dall'inizio una prerogativa del Re, o dello Stato dopo, e basta. Concessioni per attività privata di credito potevano essere date ma con requisiti e obblighi patrimoniali particolari. I Re e le democrazie iniziali capirono troppo tardi che lì poi era il potere reale, o forse capirono ma non seppero opporsi. Fu una lunga guerra in USA ad esempio tra Presidenti e banche, per l'istituzione di una Banca Centrale controllata da privati. Vinsero loro. E alcuni Presidenti (o esponenti) furono uccisi per questo. Trovi qualche storia dellla FED se cerchi. Inoltre tutti quelli che successivamente tentarono, o riuscirono, a svincolarsi dal sistema bancario Internazionale, furono spazzati via. Per valutare la concentrazione di ricchezza in poche mani tu puoi rifarti a una serie di studi di metà 800 sui Rothschild ad esempio, studi che valutavano tra i 5 e gli 8 mld di USD la loro ricchezza totale. 6 mld fu poi quello che riportò il loro biografo ufficiale autorizzato nel 1850. Non ha molta importanza se 5, 6 o 8 o anche solo 3. Ha importanza che la ricchezza mondiale all'epoca era stimata intorno a 20 / 25 o per taluni 30 mld di USD. Se prendi JPMorgan (che poi non era nemmeno lui, come si vide alla sua morte) a inizio 1900 aveva 1/3 delle ferrovie, il 70% dell'acciao, e poi più o meno controllava ATNT, ITT, General Electric, General Motors, Du Pont (armi) ecc...
La gente non ha NESSUNA idea nel senso che non vengono mai fatti nomi e asset e cifre, per cui poi sono sempre "capitalisti" "speculatori" "misteriosi" ecc.. cioè tutto generico. In realtà non è così generico. Ad esempio hai 6 gruppi mondiali che controllano 2/3 dei media mondiali. (Stampa, quotidiani, settimanli, cinema, TV, stampa specializzata, editoria ecc...) Non sono "generici". Lo stesso i maggiori gruppi bancari, non sono "generici" Gli armamenti (industria) non sono "generici" chi controlla materie prime non è "generico" ecc.... La gente crede a tutto e inoltre non gli viene detto niente, e anzi gli viene detto storto, o capovolto. D'altronde una delle prime cose che fa chi ha potere è comprare l'informazione. Poi basta dire e la gente crede, beve. Ad esempio crede da sempre che la droga sia un affare della malavita, della mafia, dei gangster (che invece fanno solo il dettaglio, cioè da un certo punto in poi) perchè la gente non riesce a fare un ragionamento che suiia uno colla sua testa, non ci prova nemmeno. Crede e basta, e ripete. La droga è come una merce qualunque di largo consumo, come più o meno la Coca Cola, in quel senso. La Coca Cola la devi rifornire in ogni città del mondo regolarmente. Grande o piccola. In tutto il mondo. Così la droga. CI vuole un'organizzazione industriale, commerciale, distributiva, finanziaria enormi. Non puoi nasconderle sotto il tappeto per decenni. E infatti ha piantagioni enormi, non invisibili, e non sconosciute, ha industrie con operai, impiegati, tecnici, amministrazione ecc.. non invisibili, fa i trasporti prima su camion poi per nave, e fa le transazioni bancarie giornaliere per centinaia di milioni di USD in decine di banche diverse (che non si fanno coi contanti nel reggiseno o nelle mutande). Non è che le polizie di tutto il mondo, la DEA, i Servizi di Sicurezza ecc...farebbero fatica a scovarli. Nè facevano fatica in passato. Le famiglie dei Russell, Coolidge, De Leino, Forbes, Perkins, Sassoon ecc..erano i re dell'oppio già secoli fa. Alcune banche Anglo-Olandesi sono state create specialmente per quelle transazioni finanziarie. (Lettere di credito, pagamenti ecc..). La gente mediamente in tutto è circa considerata (in propaganda e indottrinamento di massa) come un bambino di 8 anni. Cioè si tara su quello e quello è l'obiettivo di condizionamento.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Georgejefferson
Newbie
Newbie


Registrato: Oct 25, 2011
Messaggi: 1520
Località: Pontevico (bs)

MessaggioInviato: Dom Ago 12, 2012 10:10 am    Oggetto: Rispondi citando

Basta un semplice esempio che conferma il tuo finale:IL TONO DI VOCE DELLE PUBBLICITA...e'il tono che usa l'adulto verso il bambino..eppure anche di fronte all'evidenza viene negato il fatto,cioe' a volte provo a farlo notare ma vi e'SOSTANZIALE RIFIUTO di considerare la malafede dei regolatori
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Iacopo67
Newbie
Newbie


Registrato: Jun 10, 2009
Messaggi: 599

MessaggioInviato: Dom Ago 12, 2012 10:33 am    Oggetto: Rispondi citando

Georgejefferson ha scritto:
..la rabbia verso la moneta fiat cosi da odiare lo strumento,dimenticando gli utilizzatori..


L'attuale sistema basato sulla moneta fiduciaria e sulla riserva frazionaria, in effetti, di per se stesso, secondo me non è una truffa, anzi, se ben gestito sarebbe un ottimo sistema molto flessibile per adattare la quantità di moneta alle esigenze dell'economia. I sistemi basati sulle monete di metalli preziosi o sul gold standard non hanno questa flessibilità.
Il problema è, come puntualizzano Mincuo e WS, che poi questo sistema viene usato in mala fede, per creare crisi artificiali da cui questa gente trae profitto. E davanti alla mala fede, non c'è sistema monetario che possa funzionare bene.

Georgejefferson ha scritto:
..moneta allo scoperto nell'antichita,William Black disse che diversi studiosi ricercatori hanno trovato tracce fin dai Babilonesi,parlo' anche dell'impero romano..


Da Glyn Davies, "A history of money";
i primi banchieri della storia furono probabilmente babilonesi, e da quelle parti le operazioni bancarie precedettero l'uso della moneta coniata di oltre un millennio, il contrario di come accadde in europa.
Sono centinaia di migliaia le tavolette di argilla a caratteri cuneiformi ritrovate, attestanti ricevute di depositi di cereali, frutta, bestiame o metalli presso i templi, tavolette che vennero usate come forma di denaro, anche per fare dei prestiti. Le operazioni bancarie erano divenute così numerose e importanti che Hammurabi (regnò tra il 1792 e il 1750 AC) ne stabilì chiaramente le regole nel suo famoso codice.
Nell'impero romano le cose andarono abbastanza diversamente, nel senso che in esso si sviluppò fortemente il sistema della moneta coniata, mentre il sistema finanziario rimase relativamente rudimentale.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Georgejefferson
Newbie
Newbie


Registrato: Oct 25, 2011
Messaggi: 1520
Località: Pontevico (bs)

MessaggioInviato: Dom Ago 12, 2012 10:54 am    Oggetto: Rispondi citando

certo il problema e'sempre l'uso improprio.Quando presumo l'intenzionalita di tener nascosto,o porre attenzione piu sullo strumento che sugli utilizzatori mi riferisco alla mistificazione usata e ben collaudata del deficit spending...spiego meglio.Quanto quello strumento e' ed e'stato usato a favore dei ricchi o a favore di appropriazioni illegittime (ma legali) come ben descrive mincuo...e quanto poco e'usato per il bene comune?Usarlo per il bene comune e'un tabu,alle prime proteste parte la propaganda sull'inflazione,sul fatto che la moneta e'neutra,e'l'uomo ladro ecc ecc...facciamo un esempio:

Prendiamo i danni del terremoto in emilia.In una economia avanzata odierna,stampare..che so..diciamo 10 mld per ricostruire cosa provocherebbe?Mettiamo il ritorno in tasse date dall'aumento dei redditi derivante dal moltiplicatore keynesiano(commesse ed ordini per muratori/elettricisti/alberghi ecc ecc)di 5 mld(col tempo,stima generica)avremmo una perdita di potere d'aquisto generale?puo darsi di si...quanto?10 euro di potere d'aquisto in meno?(italia 60 milioni persone/1500 mld circa di pil)forse 10 si esagera...insomma come dire..in famiglia mettiamo una piccola parte ognuno per aiutare il figlio sfortunato(sfortunato,non lazzarone)....OK,non si puo fare,socialismo/tabu/comunista mangia bambini,domani avremo il caffe a 50 euro...eppure e'stato fatto piu volte in passato.Il fatto e'che non deve passar l'idea dell'utilizzo positivo del deficit,altrimenti uscirebbe allo scoperto il segreto...Eppure quanti mld si stampano per salvare il culo a certe banche?Chi sarebbe che aiuta i terremotati?la magia della carta o click?no..e'la cooperazione tra le persone.Possibilita che deve essere sempre mistificata e distorta perche e'la legge del piu forte che deve passare,sempre e comunque,l'impianto ideologico del liberismo col culo degli altri...keynesiani per i ricchi e friedmaniani per i meno abbienti
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
Georgejefferson
Newbie
Newbie


Registrato: Oct 25, 2011
Messaggi: 1520
Località: Pontevico (bs)

MessaggioInviato: Dom Ago 12, 2012 11:05 am    Oggetto: Rispondi citando

A proposito dell'impero romano jacopo...nel doc.il mondo di oz (mi sa che lo consigliasti tu)come in money masters..a parte che notavo un po di forzature..comunque si parlava che per un lungo periodo di tempo...coincidente con l'espansione dell'impero..si usarono intenzionalmente monete di vil metallo,ferro rame proprio in funzione della loro abbondanza,a differenza dell'introduzione dell'oro poi,naturalmente piu scarso....Si nota una analogia anche dopo la scoperta delle americhe che si importava valanghe d'oro,quindi veniva ridimensionato il paradigma della scarsita dell'oro...oppure ad inizio del 900 in USA e la lotta dei contadini per l'introduzione dell'argento,notoriamente piu abbondante ecc ecc
Torna in cima
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
mincuo
Newbie
Newbie


Registrato: Dec 16, 2010
Messaggi: 2138

MessaggioInviato: Dom Ago 12, 2012 4:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Se può interessare è un pezzo (qui l'introduzione su concetto denaro e moneta) che scrissi anni fa.
Il denaro, o più esattamente la moneta, ci accompagna dalla culla alla tomba. Non c'è praticamente cosa con la quale abbiamo più costantemente a che fare che la moneta. Essa è anche più o meno direttamente fonte di ansia, di preoccupazione e financo di disperazione, o viceversa di tranquillità, di gioia e di felicità.
Ma non ne sappiamo nulla. Non si insegna nelle scuole. Nè ci sono trasmissioni, libri, articoli che ne trattino, se non per disinformare, anche se magari involontariamente. Se ne capirà meglio il perchè leggendo, tuttavia voglio ricordare che nella formazione culturale delle persone, anche di elevato standard, sono molte le cose, e sono cose fondamentali, non marginali, e perciò non solo la moneta, che vengono completamente occultate, e ancor più sono quelle totalmente distorte. La moneta è uno di questi, ed è un argomento centrale.
Io parlerò brevemente qui del denaro e più compiutamente di moneta e cartamoneta, quindi della nascita e funzione delle banche, e di come esse, o meglio i pochi loro proprietari, si siano poi potute appropriare secolo dopo secolo di una parte molto rilevante dei beni della collettività, e abbiano conseguito il monopolio dei principali fattori produttivi, delle materie prime ecc.., nonchè il controllo dell'informazione e delle leve primarie da cui dipartono i modelli culturali che poi vengono diffusi, imposti e insegnati.

Il denaro è concettualmente differente dalla moneta.

Qui basti dire che il denaro rappresenta il valore intrinseco di un bene, cioè è un valore di baratto tale per cui ciò che io baratto vale quanto ricevo dal baratto, o perlomeno è considerato valere ciò che ricevo.
Io scambio una pecora con 20 galline. Entrambi sono denaro (e tra parentesi pecunia deriva proprio da pecus). Le pecore furono una delle prime forme di denaro.
Col tempo tuttavia si cercarono cose fungibili, divisibili, misurabili, possibilmente di qualità uniforme e per le quali ci fosse sempre una domanda diffusa, cioè fossero il più possibile necessarie a tutti.
Se ho una pecora ma volessi 10 pani, non posso dare una zampa e basta. Si pone il problema perciò per chi riceve la pecora di dare un resto congruo. Inoltre chi vende il pane potrebbe non volere proprio una pecora. Ecco che fu usato specialmente il grano (tuttora in uso come sinonimo di denaro in alcuni dialetti.”Tira fuori il grano”) oppure il sale (da cui salario). Qui potete vedere una barra di sale usata anticamente.
https://infocus.credit-suisse.com/app/article/index.cfm?fuseaction=OpenArticle&aoid=291130&coid=120&lang=IT
Il sale non era usato tanto per salare i cibi, (ad esempio i Romani usavano il Garum per salare o insaporire, non il sale) quanto era importante per conservarli. Perciò era molto richiesto, e inoltre aveva una qualità abbastanza standardizzata, altro fattore molto importante. Se usassimo come denaro ad esempio il vino, di cui pure c'è domanda diffusa, la grande gamma di qualità, e perciò di valore, lo renderebbe completamente inadatto. Un altro denaro molto usato fu la tela (pezza). Ancor oggi è in uso la locuzione “banconota di grosso taglio”, e se poi ne voleste cambiare una, l'impiegato potrebbe chiedervi “in banconote di che “taglio” vuole che gliela cambi? E comunemente si usa, in relazione alle emissioni di Titoli, parlare di “pezzature”.
Fu usato di tutto. In Oriente specialmente fu usato il riso, che si prestava particolarmente, fino al 1700 circa.
Ma il metallo prese piede presto. Era richiesto da tutti, era un bene prezioso, e non era facile estrarlo.
Tuttavia c'era il problema che ognuno aveva pezzetti diversi, bisognava pesarlo sempre. In ogni caso a Roma fino a circa il 350 A.C. era ancora in uso l'aes rude, pezzetti di bronzo non lavorato di diverso peso.
Si pensò così a un certo punto e in vari luoghi di creare dei pezzetti uniformi di metallo, dapprima delle specie di fagioli, poi dei lingottini, o anche degli spiedi (erano in Grecia gli obelos, piccoli spiedi di ferro, da cui poi il termine obolo) http://archiviostorico.corriere.it/2001/ottobre/07/statere_sconfisse_spiedo_obolo__co_0_0110072385.shtml e infine, anche per via del conio, si affermò poi una forma sempre più sferica e piatta, la moneta.
Chi le fabbricava garantiva il peso e lo scriveva su una faccia. Le persone consegnavano ad esempio il loro argento grezzo e la zecca coniava una moneta con scritto il peso. Tutte le monete hanno in origine nomi di pesi, perchè indicavano e garantivano proprio il peso del metallo: il siclo è una misura ed è lo shekel Israeliano odierno, la libra (libbra) è una misura ed è la Lira, la dracma è anch'essa una misura di peso ecc....
La zecca però si teneva un po' di metallo pregiato come compenso per il lavoro di coniatura e successivamente, quando furono i Re a far da zecca unica, essi si attribuirono un ulteriore guadagno, cioè si ritennero una maggior quantità di metallo, derivante dalla loro autorità (signoraggio). Per cui il peso o non era poi rispondente a quanto scritto, ma leggermente minore, o più frequentemente il peso era sì rispondente, ma tramite l'aggiunta di metallo di minor valore, talchè era il contenuto di metallo pregiato (titolo) ad essere inferiore. In questo momento nasce la moneta. Essa differisce perciò dal denaro. Perchè il valore nominale ex: una dracma d'argento (intesa come moneta), non è pari al suo peso, cioè a una dracma (intesa come peso cioè 3,41gr d'argento), ma corrisponde o a un po' meno, oppure è sì esattamente pari a una dracma di peso, (cioè 3,41gr) come sta scritto, ma non d'argento puro. Tuttavia ciò è accettato, perchè la moneta è comoda, perchè tutte le monete sono uguali, specie se emesse da un'autorità riconosciuta ed unica che lo garantisce, e ciò semplifica enormemente gli scambi, evitando pesature, contestazioni sulla qualità del metallo ecc...
Col tempo il valore intrinseco (cioè del metallo) si discosta sempre più dal valore nominale (più alto) cioè dal “peso” scritto originariamente sulla moneta, che perde man mano anche il suo concetto di peso e ne afferma uno proprio, man mano slegato dalla sua origine, che era appunto quella di indicare un peso.
La moneta acquista perciò un valore sempre più fiduciario, cioè di fiducia collettiva e di fiducia in chi la emette, ed è accettata da tutti. Oggi ad esempio una moneta da 50 centesimi di EUR ha come valore intrinseco (valore del metallo) circa 5-6 centesimi. Cioè se per ipotesi si comprassero in fonderia, esattamente come fa ad esempio la Banca d'Italia, i dischetti (tondelli) della lega con cui sono fatti i 50 centesimi (Nordic Gold: 89% rame, 5% zinco, 1% stagno, 5% alluminio, non molto dissimile dall' Oricalco Romano con cui erano fatti i Sesterzi) e poi si coniassero in gran quantità con una pressa, anche tenuto conto dei costi di lavorazione, verrebbero a costare circa quanto detto. E sarebbero poi un “falso” per modo di dire. Infatti sarebbero 50 centesimi perfettamente identici, indistinguibili, fatti dello stesso materiale. Il termine “falso” è tecnicamente sbagliato (contraffatto è corretto), perchè sta a indicare una qualità inferiore, qui invece identica.
Una moneta cattiva scaccia sempre una moneta buona, è la cosiddetta legge di Gresham. Una moneta di rame scacciava quella di argento, e una con poco argento (minor titolo) scacciava quella con maggior titolo d'argento. Perchè? Perchè se uno ne aveva in eccesso (risparmio) preferiva sempre tenersi le monete buone (tesaurizzazione) e spendere e far circolare le meno pregiate. Per questo tutte le monete d'oro coniate, ad esempio l'aureus Romano, non ebbero mai realmente una grande circolazione. Venivano tesaurizzate.
L'oro fu da sempre il metallo più pregiato. E' difficile dire il perchè, essendo altri metalli, quali il rame o il ferro, più richiesti per l'uso sia civile che militare. In parte forse fu per il suo richiamo al sole, che fu la religione e cultura millenaria degli Egizi, in parte perchè non si ossida, resta splendente, e perciò fu usato da subito per i monili, in parte per la sua rarità, e in parte per la sua buona duttilità e malleabilità.
(Queste sono in genere le spiegazioni che vengono fornite. Io ne aggiungerei una mia, che non ho mai trovato però in nessun libro. L'oro ha un peso specifico doppio degli altri metalli:19,25, contro ad esempio 7.85 del ferro, o 8.94 del rame, o 10,49 dell'argento, o 11,34 del piombo. Quindi se una moneta, o un lingotto, è falso, ad esempio ha solo una placcatura d'oro, lo si riconosce immediatamente semplicemente pesandolo, o confrontandolo con uno effettivamente d'oro, e quindi la mia spiegazione è che forse si scelse anticamente quel metallo anche per quel motivo).
Nonostante abbia detto che le autorità monetarie “imbrogliavano” diminuendo costantemente e impercettibilmente nei decenni ad esempio il titolo, tutto questo aveva un limite. La gente cominciava a non accettare più ad esempio la moneta d'argento per il suo valore facciale (nominale) se alla fine questo era palesemente troppo discosto dall'argento contenuto in essa. Solitamente arrivati a quel punto se ne creava un'altra con altro nome che ripartiva da un buon titolo. Fu il caso del denario d'argento Romano man mano nei secoli sempre più vile di contenuto, finchè sostituito dal nummo. Quindi abbiamo sì la moneta fiduciaria ma a differenza d'oggi essa conservava ancora un legame, seppur non strettissimo, col suo valore intrinseco.
Alcuni si specializzarono nel cambiare (cambiavalute) l'oro con altre monete di diversi metalli. In particolare nel medioevo furono spesso gli orafi, che detenevano l'oro per lavorarlo. Ne ricevevano poi in consegna per trasformarlo in monili, ma anche in monete, per cui facevano anche da zecca e cioè le zecche iniziali non erano una sola e di Stato. Ricevettero successivamente talvolta anche speciali deleghe a coniare per conto dell'autorità. Il mestiere di orafo era una specialità Ebraica, ma soprattutto gli Ebrei erano letteralmente avanti secoli nel concetto di denaro, di moneta, di circolazione, nel capire il signoraggio ecc.. Nel Talmud interi capitoli sono riservati a questioni monetarie e finanziarie, anche in forma sofisticata, come titolarità, inflazione, smaterializzazione, ecc... Divulgare il Talmud era punito colla pena di morte.
Già molto più anticamente dell'epoca degli orafi infatti abbiamo i cambiavalute. Il tributo da pagare annualmente al Tempio per ogni Ebreo che avesse compiuto 20 anni era il mezzo siclo d'argento (un siclo era una misura di peso pari a circa 10 gr) ma solo il mezzo-siclo d'argento di Tiro http://xoomer.virgilio.it/sacrasindone/monetepilato.pdf era gradita al Signore dissero i Rabbini, ed in particolare non erano valide le monete d'argento raffiguranti un Imperatore pagano, che erano poi quelle che circolavano comunemente, e che invece erano valide per il tributo a Cesare. (Erano due i maggiori tributi, uno per il Tempio e uno per Cesare).
I cambiavalute tesaurizzavano (monopolio) questo mezzo-siclo di Tiro abbastanza facilmente. Lo vendevano successivamente, prima della ricorrenza, ma lo facevano pagare più del valore dell'argento che conteneva, considerata l'alta domanda indotta ed essendone praticamente solo loro i possessori. Realizzavano così larghi profitti. Nel contempo lo stesso mezzo-siclo “speciale” rientrava di nuovo a loro tramite il tributo, e perciò lo ri-tesaurizzavano automaticamente. Geniale, e impostato sul concetto di autorità.
Da qui nasce anche l'episodio narrato nel Vangelo, secondo Giovanni, (episodio qui raffigurato in una famosa incisione di Gustave Doré http://www.sonoloco.com/rev/stockhausen/stockhausenpictures/41templeOp.jpg ) in cui Gesù di Nazareth (o Yeshua Ben Youssef) caccia i Mercanti e i cambiavalute dal Tempio. “Trovò nel Tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del Tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: "Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato". (Fine introduzione).
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Iacopo67
Newbie
Newbie


Registrato: Jun 10, 2009
Messaggi: 599

MessaggioInviato: Dom Ago 12, 2012 6:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Georgejefferson ha scritto:
..nel doc.il mondo di oz (mi sa che lo consigliasti tu)come in money masters..a parte che notavo un po di forzature..


Si, li ho segnalati entrambe, Money masters più di una volta, forse non sono perfetti ma mi sembrano interessanti...
Ma tu che forzature ci hai visto ? Mi interesserebbe saperlo.

Io l'unica cosa che ho notato che mi ha lasciato dei dubbi riguarda proprio l'impero romano; mentre la storia monetaria della Roma repubblicana, divenuta grande anche grazie proprio a una moneta di Stato coniata con metalli poveri che poteva quindi essere emessa in abbondanza e senza indebitarsi con i banchieri, così come la racconta Bill Still ( "The money masters" e "The secret of Oz", documentari che potete vedere su YouTube), viene raccontata nello stesso modo anche da altre fonti che ho letto, invece per quello che riguarda Roma imperiale, a partire da Giulio Cesare, Bill Still parla fondamentalmente di una storia di deflazione dovuta all'uso di monete d'oro, scarse per natura, al posto delle monete di rame e ottone che sarebbero state ritirate dalla circolazione.
Roma sarebbe quindi decaduta per colpa della scarsità di denaro dovuta appunto all'uso dell'oro al posto dei metalli vili.
Ma se si leggono altre fonti questa storia viene raccontata diversamente.

Glyn Davies ("A history of money", approfitto per segnalarlo, è un buon testo sulla storia della moneta, anche abbastanza approfondito 720 pagine), la mette in questi termini;
Nell'antica Roma il sistema fiscale era poco sviluppato per cui lo Stato affrontava le proprie spese soprattutto stampando in continuazione nuove monete metalliche. Questo si può pensare che avrebbe dovuto produrre inflazione, ma questo non accadeva, perchè l'impero era in continua espansione, e la nuova moneta si distribuiva su un'area via via sempre più grande. Per esempio tra il 157 AC e il 50 AC la moneta circolante nell'impero, per lo più d'argento, aumentò di ben dieci volte.
Ma quel periodo corrispose anche ad una notevole espansione dell'impero, per cui in qualche modo tutto stava in equilibrio.
Anche perchè una parte della nuova moneta veniva ora assorbita da attività per le quali in precedenza non veniva usata, nell'economia di sussistenza.
I problemi iniziarono con la fine dell'espansione territoriale;
cessarono a causa di ciò le acquisizioni di nuove miniere di metalli, così come di nuovi pesanti tributi (solitamente in metalli preziosi) dai popoli vinti.
Pertanto non sempre a Roma si riusciva a produrre una quantità di nuova moneta sufficiente per la spesa pubblica dell'impero, per mancanza di metallo.
Comunque la nuova moneta immessa continuamente in circolazione nell'impero, (impero che aveva ormai terminato il grosso della propria espansione territoriale) provocava una leggera inflazione che tra l'anno 0 e l'anno 200, mediamente era meno dell' 1 % all'anno.
La difficoltà di avere una sufficiente quantità di metallo per coniare le nuove monete condusse a tentare di rendere più efficiente il proprio sistema fiscale (senza molto successo) ma soprattutto il problema venne risolto svilendo le monete, cioè le vecchie monete venivano fuse per farne di più piccole ma con lo stesso valore nominale di quelle di prima, oppure se si trattava di monete d'oro o d'argento, una parte del metallo prezioso veniva sostituito con un metallo vile. Le prime monete a subire questo procedimento furono quelle di bronzo, poi quelle d'argento, molto comuni nell'impero.
Nel primo secolo dopo Cristo le monete d'argento nell'impero erano ancora d'argento puro o quasi. Ma le monete romane intorno all'anno 250 contenevano solo il 40 % di argento. E solo vent'anni più tardi la percentuale d'argento era crollata al 4 % !
Attraverso il continuo svilimento delle monete l'impero poteva disporre ora di una quantità sufficiente di monete per affrontare le enormi spese dell'impero, a cominciare dalle immense spese per l'esercito.
La spesa pubblica era alta anche per altri motivi:
C'era una forte disuguaglianza sociale, in aumento, dovuta anche all'inefficienza del sistema fiscale che, permettendo ai ricchi di eludere facilmente le tasse, non poteva assolvere la funzione di stemperare questa disuguaglianza.
A partire dall'imperatore Traiano, (117 - 138), divenne normale impiegare parte della spesa pubblica per sussidi alle fascie più deboli della popolazione. Nella sola Roma 200.000 persone ricevevano farina senza pagarla. Pane e vino venivano offerti a prezzi bassissimi.
Ed erano spese ingenti per l'impero.
Spese risolte svilendo le monete per poterne spendere in quantità sempre maggiore. E siccome queste non venivano se non in piccola parte drenate dalle tasse, l'inflazione cresceva.
Tra il 260 e il 295 l'inflazione era circa al 10 % all'anno.
Diocleziano tentò (301) di frenare l'inflazione fissando i prezzi per legge, senza riuscirci. Un papiro del 335 mostra il prezzo del frumento che era già 63 volte più alto di quello stabilito da Diocleziano solo 34 anni prima.
Lo Stato finì col trovarsi in un completo disastro, amministrativamente, economicamente e finanziarmente.
Nel breve spazio di 40 anni (244 - 284), si succedettero al potere non meno di 57 imperatori.
Solo Diocleziano e poi Costantino riusciranno a riportare un pò di ordine nell'impero, ma gli squilibri monetari dovuti a un fisco inefficiente avevano inciso significativamente sul declino dell'impero.

Quindi, mentre Bill Still parla soprattutto di demonetizzazione nell'impero romano, Davies al contrario parla di inflazione. Anche se l'impero era grande ed è durato a lungo, e vi può essere accaduto un pò di tutto, credo che Davies ci vada più vicino, per la ricchezza della documentazione che lui espone in proposito nel suo libro, e perchè ho visto altre fonti su internet e anche queste parlano di inflazione e non demonetizzazione.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
ws
Newbie
Newbie


Registrato: Nov 11, 2011
Messaggi: 367

MessaggioInviato: Lun Ago 13, 2012 12:00 am    Oggetto: Rispondi citando

l' unica moneta buona e' la "moneta -lavoro" cioe' un " paghero'" di valore corrispondente al " lavoro" stimolato dalla sua emissione.
fu cosi' che schacht rimise in piedi l' economia tedesca senza debito pubblico e senza generare inflazione.
Ma al suo successo sono necessarie due condizioni
1) l' emettitore deve essere lo stato , unico beneficiario ( a nome di tutti) del signoraggio primario e secondario
2) alla sua emissione deve corrispondere un "lavoro " almeno corrispondente in "valore" al credito creato . Altrimento abbiamo lo zimbawe perche' e' chiaro che se non sai , non puoi ( o non vuoi) far nulla .. stampi solo carta da cesso Cool.
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Opinioni Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum

Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
 
 

Forums ©

 
  La redazione non esercita un filtro sui commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso comedonchisciotte.org potrà essere considerato responsabile per commenti lesivi dei diritti di terzi. La redazione informa che verranno immediatamente rimossi:

- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)




Disclaimer A meno di avvisi di particolari (articoli con diritti riservati) il materiale presente in questo sito può essere copiato e ridistribuito, purchè vengano citate le fonti e gli autori. Non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale pubblicato. I contenuti sono pubblicati senza periodicità.

Il logo del sito (adattato da xkcd.com) è rilasciato con licenza creative commons.