Tao Newbie


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Inviato: Dom Ago 05, 2012 6:35 am Oggetto: Gaza, libero “l’ispiratore” del sequestro Arrigoni |
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Non c'è mai nulla di chiaro sotto il sole di Gaza. Ogni situazione rimane avvolta da una coltre di ambiguità e quando sembra che le cose stiano prendendo una piega logica, accade sempre un fatto che ri- mette tutto in discussione. La sensazione che si prova, vivendo da stranieri nella Striscia, è quella di una generale incertezza, confusione, per non dire sbandamento. Come quello generato dalla notizia della liberazione dell'estremista salafita Hisham Al-Saedni, noto anche come Abu Al-Waleed Al-Maqdissi, considerato il lea- der della cellula terrorista islamica Tawhid e Jihad che il 14 aprile del 2010 aveva rapito e, senza nemmeno attendere la scadenza del proprio ultimatum, aveva ucciso a sangue freddo l'attivista italiano Vittorio Arrigoni. Un giovane uomo che da anni si spendeva per raccontare le sofferenze dalla popolazione della Striscia, schiacciata tra l'assedio israeliano e la dittatura di Hamas.
La scarcerazione di Saedni è avvenuta senza alcuna spiegazione da parte dell'auto- rità giudiziaria di Hamas, che non ha sentito minimamente il bisogno di comunicarne le moivazioni al legale della famiglia Arrigoni, Gilberto Pagani. “Abbiamo saputo del rilascio dalla stampa, non capiamo perché lo abbiano scarcerato ma è un fatto che riguarda parzialmente la morte di Vik. Saedni infatti non ha mai rivendicato il rapimento, né ha mai riconosciuto l'appartenenza alla propria cellula di coloro che si trovano in carcere per aver confessato di essere stati gli autori del rapimento e dell'omicidio”.
A parte il fatto che solo un pazzo rivendicherebbe un così brutale omicidio, anzi una tale efferata esecuzione, di un cittadino straniero che viveva su quel territorio solo per scopi uma- nitari, è anche vero che se Saedni non ha mai avvalorato le mo- tivazioni dei presunti assassini : scambiare la libertà dell'attivista dell'International solidarity movement, con la propria, re- sta però l'impressione che que- sta scarcerazione sia il frutto di compromessi e negoziazioni. O, forse, di ricatti inconfessabili dietro a cui si nascondono verità altrettanto incofessabili.
Il processo, del resto, presso il tribunale militare di Gaza, a carico dei 4 giovani “terroristi islamici” - 3 sono in carcere dal giorno successivo l'omicidio, mentre il proprieta- rio della casa dove fu tenuto Arrigoni è latitante dopo essere stato scarcerato l'anno scorso, pur con obbligo di residenza – non si è mai svolto in modo limpido, a partire dai continui slit- tamenti delle udienze. “Speriamo che quella indetta per il 5 settembre sia quella definitiva – dice ancora Pagani – perché tutte le parti ormai sono state sentite e quindi non ci sono motivi per posticipare il verdetto”. Nella sua voce però ci sono forti note di incertezza, dovute alla rigidità delle autorità militari che in questo lungo anno e mezzo non gli hanno mai concesso i colloqui richiesti. In ogni caso, chi finirà sul patibolo difficilmente coinciderà con il mandante dell'esecuzione di Vittorio. Anche per- chè i rei confessi avevano a un certo punto ritrattato mentre i due principali sospettati erano già stati uccisi nel blitz delle forze speciali di Hamas.
Allora chi ha davvero ucciso Vik?
Roberta Zunini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
5.08.2012 |
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