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Segreto di Stato: la strage di Bologna

 
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Autore Messaggio
Tao
Newbie
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Registrato: Jul 29, 2005
Messaggi: 26805

MessaggioInviato: Ven Ago 03, 2012 2:56 pm    Oggetto: Segreto di Stato: la strage di Bologna Rispondi citando

...Sulla strage alla Stazione di Bologna sono stati scritti migliaia di articoli ma, se ci ricordiamo bene, avendone letti centinaia e scorsi altrettanti, nessun operatore dell’ “informazione” in 27 anni ha mai fatto riferimenti espliciti al tipo di esplosivo né alla quantità presunta, in kg, che fu fatta detonare quel 2 agosto nella sala di aspetto di 2° classe della Stazione di Bologna.

Mai come in questo caso, in un Paese di Pulcinella, un segreto si è rivelato tanto impermeabile quanto duraturo.

Eppure erano, e sono, due elementi di straordinaria importanza che ebbero l’opportunità di apparire nel 1999 sul quotidiano del Movimento Sociale Fiamma Tricolore
“Linea” per poi poter essere, magari, oggetto di interesse e di divulgazione.

Superficialità, prudenze, impossibilità di reperire dati di fonte ufficiale a conferma? O più semplicemente parte di un oliato meccanismo capace di stendere una cortina di interessato silenzio? Non lo sappiamo.

Abbiamo però dei filmati degli effetti prodotti dall’esplosione, diffusi il più delle volte, senza indugiare mai, forse comprensibilmente, su qualche particolare agghiacciante di quell’orrenda strage.

Un’esplosione capace di sbriciolare almeno 120 metri lineari di perimetro di un edificio di imponente cubatura, di sradicarne almeno 40 di muri perimetrali da 1.30 metri di spessore a quota 0, di sventrare il treno rapido per Colonia in sosta sul 1 binario, di produrre un effetto di vasta torsione sui binari, di far saltare marciapiedi, pensiline, rete di alimentazione elettrica, di accartocciare travi di sostegno in acciaio e via di questo passo sul lato ferrovia, e produrre lo stesso effetto termico e di spostamento d’aria a semicerchio con un raggio, completamente distruttivo, di 250 metri sul piazzale sosta autobus e taxi di Piazza Maggiore con proiezione di schegge metalliche, di legno, vetri e macerie contro cose e persone fino a una distanza di 2 km.

Molto, molto approssimativamente gli effetti di 500 kg di tritolo compressi in un involucro di ghisa e fatti detonare. Com’è intuitivo a questo punto si apre un enorme somma di domande. Le riprese dei Tg 27 anni fa ci fecero vedere, per qualche secondo, 3 uomini raccolti intorno al cratere di esplosione, probabilmente degli artificieri.

Se abbiamo fissato bene nella memoria quelle immagini la profondità scavata dall’esplosione nel mattonellato nel punto 0 era pressoché insignificante, un 15-20 cm e il diametro della calotta espansa, senza rotture, non superava il diametro di 1.50-1.80 mt. Poco più del buco alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.
Lì evidentemente l’attentatore commise un errore. Non sapeva che lo spessore pavimento avrebbe ceduto. Sotto c’era il vuoto. Se a Milano ci furono molti meno morti e distruzioni lo si dovette al caso. L’esplosione si scaricò verso il basso.

Con la cancellazione (intenzionale?) di quel cratere a Bologna si è persa una delle prove fondamentali per ricostruire la verità della strage del 2 agosto ’80.
Due metri più in là l’Ammistrazione Comunale ha fatto erigere una stele di marmo con i nomi degli 80 morti ammazzati che assegna a lettere di metallo al fascismo la responsabilità della strage. Punto.

Dai dati esposti si può agevolmente dedurre che la potenza esplosiva della bomba sia stata confezionata e fatta esplodere per produrre un micidiale effetto a 180°.
A Bologna fu fatta detonare una miscela di straordinaria potenza capace di far impallidire semtex e C3. Chi la confezionò mise la firma. E se lo fece sapeva perfettamente di potersi garantire l’impunità.

Un lavoro di preparazione che solo qualche centinaio di esperti militari è in grado di approntare. Insomma tanto per intenderci, è successo l’esatto opposto di un altro sanguinoso attentato entrato nella memoria collettiva: quello di Nassiriya con il suo enorme buco nel terreno.

Quello che sappiamo di certo invece è che a quei tempi la Francia disponeva già della tecnologia – esami spettrografici di massa – capaci di individuare il tipo di esplosivo fatto detonare a Bologna e tracciare un esame accurato sulle densità variabili dei componenti, e di risalire, anello per anello, agli “autori”.

Parigi al contrario di Roma aveva nell’80 già il suo RIS di Parma. Una struttura investigativa e di ricerca d’avanguardia che ha permesso allo stato transalpino, che ha goduto e gode di ben altra considerazione in campo internazionale, di tenere lontano dal suo territorio nazionale qualsiasi attentato altamente distruttivo, al plastico. Nessuna autorità italiana sentì allora, ma anche negli anni successivi, la necessità di aprire un canale di comunicazione con la Francia.

C’è di più.

La Procura di Bologna affidò le perizie esplosivistiche a ufficiali dell’Esercito e a ex funzionari del ministero dell’ Interno già alle dipendenze del prefetto Federico D’Amato. Un nome che ancora oggi suona sinistramente. Un teorico della strategia degli “opposti estremismi”. A suo nome, ancora in vita, particolare estremamente interessante, venne intestata la Sala Conferenze del Comando Generale della NATO di Bruxelles. La motivazione? Altissimi meriti resi agli USA.

Altro che le fantasie pilotate su “Carlos”!

Con tutta probabilità visto che i reati di strage come quello alla Stazione di Bologna non cadono in prescrizione, se oggi un magistrato coraggioso dovesse rimettere mano, daccapo, a un indagine troverebbe sulla sua strada oltre a molte, molte prevedibili ostacoli politici ed istituzionali anche un archivio “prove” largamente saccheggiato.

Giancarlo Chetoni

Estratto da: "Segreto di Stato: la strage di Bologna"
http://byebyeunclesam.wordpress.com/2012/08/02/segreto-di-stato-la-strage-di-bologna/
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lucamartinelli
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Registrato: Dec 15, 2006
Messaggi: 767

MessaggioInviato: Ven Ago 03, 2012 5:31 pm    Oggetto: Bologna Rispondi citando

Non so che dire perchè invece i sedili e altri rottami del Dc9 di Ustica furono fatti analizzare all'estero e si arrivò al tipo di esplosivo che nella fattispecie era del tipo usato nei missili aria-aria. E Ustica avvenne 35 giorni prima.
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yakoviev
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Registrato: Aug 24, 2011
Messaggi: 756

MessaggioInviato: Ven Ago 03, 2012 9:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il cratere, tanto per rendere l'idea, è questo qua:

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/07/29/foto/2_agosto_le_foto_della_scientifica-5937890/1/

Mi domando come, anche in questi giorni, alcuni media possano tranquillamente dare spazio a chi sostiene fantasiose tesi su Carlos, trasporti più o meno clandestini di esplosivi per ferrovia o addirittura missili (sic) quando il fatto che si trattava di un ordigno collocato nella sala d'aspetto è una cosa assolutamente evidente. La cialtroneria (ma si tratta di ben peggio, purtroppo) regna sovrana.
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amaryllide
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Registrato: Sep 11, 2005
Messaggi: 211

MessaggioInviato: Sab Ago 04, 2012 1:53 am    Oggetto: Rispondi citando

yakoviev ha scritto:
La cialtroneria (ma si tratta di ben peggio, purtroppo)

infatti non è cialtroneria, è un'opera SISTEMATICA di depistaggio fatta dai mandanti e dagli esecutori di quella strage, che oggi si possono godere i frutti del loro lavoro trentennale permettendosi di prendere in giro le vittime (Gelli con la storia della sigaretta, Fioravanti con gli insulti a Bolognesi che avrebbe perso "solo" la suocera e quindi non si deve lamentare)
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