Inviato: Sab Lug 21, 2012 4:23 pm Oggetto: Finirono tutti ghigliottinati
Nella Francia del 18° secolo il potere era riposto nella monarchia assoluta di diritto divino rappresentata da Luigi XVI
(Bruxelles - 2012 Draghi).
La società era suddivisa in tre ceti o classi sociali: nobiltà, clero e terzo stato. Il terzo stato costituiva il 98% della popolazione ed era la classe maggiormente tassata
(il popolo italiano),
in quanto la tradizione monarchica francese prevedeva dei consistenti privilegi per la nobiltà e il clero
(Italia).
I raccolti andati a male, le carestie ed il clima avverso portarono in quegli anni ad una forte inflazione, mentre le tasse elevate non bastavano allo Stato per soddisfare le proprie esigenze
(crisi).
La situazione economica era aggravata anche dagli sprechi e dai costi delle guerre fin qui sostenute
(NATO).
La necessità di risolvere la gravissima crisi in cui la Francia era precipitata non trovò soluzione nell’operato dei successori di Luigi XIV (Berlusca-Monti).
Eguale fallimento ebbero i tentativi di riforma al sistema giudiziario e fiscale.
(Antimafia)
Per aumentare le entrate fiscali Luigi XVI impose tasse ad ogni ceto sociale, ma nobiltà e clero ne risentirono solo in minima parte
(Vaticano-Governo).
Le nuove imposte (tra cui la capitazione e il ventesimo) continuarono a gravare solamente sul terzo stato e non furono quindi in grado di contrastare il deficit del Paese, facendo aumentare il debito pubblico per tutto il XVIII secolo.
(Spread - Agenzie Rating - Borsa)
In un secolo (2012) dove dalla proprietà di terreno si otteneva poco guadagno e i costi per mantenere un tenore di vita nobile salivano sempre più, il potere di acquisto della nobiltà diminuiva. Il ceto nobiliare, di conseguenza, concentrò le sue attenzioni sui suoi vecchi privilegi, principalmente i diritti feudali, esigendo il pagamento di alcune tasse ormai in disuso
(IMU).
Si arrogò anche lo sfruttamento esclusivo di alcune proprietà comunali e di terre in cui tradizionalmente i contadini poveri potevano far pascolare i loro animali. Questa situazione era malvista dai contadini ( gli italiani), i quali reclamavano l’abolizione dei diritti feudali per risollevare la loro situazione sociale ormai misera.
In quel periodo, soprattutto in Francia, si stava sviluppando una nuova cultura, l’Illuminismo, basata su tre principi fondamentali: razionalismo, egualitarismo e contrattualismo quest’ultimo era una corrente di pensiero nata dal rifiuto per l’assolutismo, basata su un contratto stipulato tra popolo e governo –
( elezioni ).
I filosofi illuministi difesero l’idea che il potere sovrano supremo risiede nella Nazione
(Bruxelles).
Durante l’Ancien Régime i parlamenti, approfittando del diritto che era loro tradizionalmente accordato durante la registrazione delle leggi nei registri parlamentari, emisero delle osservazioni critiche nei confronti del potere reale
(Partiti).
Questa possibilità di contrastare la corte li mise nella condizione di essere visti dall’opinione pubblica come i difensori del popolo, sebbene si occupassero principalmente dei loro privilegi.
(Casta)
Nonostante la situazione poco rosea, la maggioranza dei francesi nel 1789 non immaginava l’avvento di una rivoluzione violenta che avrebbe portato all’abolizione della monarchia e a testimonianza di questo vi era il grande rispetto che il popolo ancora nutriva nei confronti del proprio re
( Napolitano-Monti).
Inviato: Sab Lug 21, 2012 5:18 pm Oggetto: Re: Finirono tutti ghigliottinati
yahuwah ha scritto:
Fine della favola?
Finirono tutti GHIGLIOTTINATI.
no, il grosso della nobilta' salvo' sia la testa che le tenute... cosa che non dubito riuscirebbero a fare anche la maggior parte dei gaglioffi che ci (s)governano
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