Inviato: Lun Lug 16, 2012 10:32 pm Oggetto: Siria,l'attacco mediatico ora e' alla Russia.
L'attacco mediatico ora e' contro la Russia, mentre la guerra civile sta esplodendo. Cerchiamo di seguire i veri dettagli del percorso della nuova risoluzione ONU sulla crisi siriana.
marcopa
Chi invece non sembra intenzionato ad abbandonare il tradizionale alleato mediorientale è la Russia: giocando d’anticipo rispetto al previsto colloquio con Annan, Lavrov ha pubblicamente accusato l’Occidente di voler “ricattare” Mosca, per costringerla ad aderire a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che preveda passi concreti per fermare la repressione in atto contro gli oppositori siriani. Il capo della diplomazia russa ha tenuto a precisare che il Cremlino non si schiera con nessuno dei contendenti, come denunciato invece dai governi occidentali, e ha liquidato quale “irealistica” l’ipotesi di una rinuncia di Assad al potere, sottolineando che ha ancora dalla sua una “parte consistente” del suo stesso popolo. Solo una settimana fa un altro tentativo di missione diplomatica in Russia era fallito.
Intanto c’è la prima cittadina dove sventola la bandiera dei rivoluzionari siriani. Un’oasi dove il conflitto appare lontano, se non fosse per l’eco dei cannoni dell’esercito puntati contro le città martirì di Douma e Homs, distanti solo poche decine di chilometri. A Yabrud il clima in questi giorni è surreale. Della guerra non c’è traccia e la vita scorre senza scossoni, come raccontano gli attivisti e gli abitanti del luogo, sorpresi dal fatto che il regime qui non abbia scatenato la repressione contro i ribelli. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: migliaia di persone ogni venerdì manifestano pacificamente a Yabrud contro il governo e i miliziani dell’Esercito libero si muovono in città senza armi.
In molti si interrogano sui motivi per cui Yabrud sia stata finora risparmiata dall’esercito. Secondo Abu Mohammed, un attivista che per motivi di sicurezza ha voluto farsi identitficare solo con il nome, si deve tutto all’approccio ‘soft’ della popolazione nei confronti dell’esercito che pure a dicembre aveva tentato di sottomettere la città. Quando gli uomini della shabiha, la milizia fedele al regime, sono entrati in città “hanno fatto irruzione in molte case, anche in quella di mio padre, rubando e rompendo ogni cosa. Ma noi non abbiamo reagito”, ha dichiarato Abu Mohammed. Le forze governative, ha aggiunto, hanno stazionato alla periferia della città “per pochi giorni e poi semplicemente se ne sono andate. Non c’è stata battaglia”. Secondo invece un comandante locale dell’Esercito libero, la situazione relativamente tranquilla a Yabrud è dovuta alla debolezza delle forze regolari. “L’esercito sta combattendo a Homs e a Damasco. Non ha la forza per combattere anche a Yabrud”, ha dichiarato il comandante, un ex luogotenente passato nei mesi scorsi con i ribelli. I miliziani dell’Esercito libero, tuttavia, non girano armati per le strade di Yabrud e l’unica loro presenza è un checkpoint all’ingresso della città. La stazione della polizia esiste ancora.
La Russia e' per il proseguimento, altri 45 giorni,del piano Annan ripresentato a Ginevra il 30 giugno.
Questo piano prevedeva un governo di transizione,un cessate il fuoco.
Annan aveva incontrato Assad e con lui aveva trovato un accordo "sull' approccio" da dare alla trattativa. Kofi Annan avrebbe dovuto incontrare anche l' opposizione.
L'ex segretario ONU era poi volato a Teheran e l' Iran si e' detto disposto a media re tra Assad e oppositori.
Ma gli Usa si sono opposti al coinvolgimento persiano e avrebbero voluto escludere tassativamente la possibilita' per Assad di rimanere attivo nella vita politica siriana.
Poi la bufala della nuova strage di 200 civili, uccisi a freddo da milizie filo Assad, gli Shabiha. Altre campagne mediatiche e guerra civile che accelera.
Ora la pressione mediatica e' contro la Russia che non vorrebbe una risoluzione Onu con sanzioni contro Assad.
La nuova risoluzione,dai resoconti dei media, dovrebbe porre delle condizioni solo ad Assad, con un ultimatum a lasciare le citta' con i mezzi pesanti entro 10 giorni.
Le sanzioni nel caso di condizioni non rispettate potrebbero anche essere per il momento non militari, cioe' diplomatiche o economiche, ma comunque sarebbero un passo decisivo verso l' intervento militare straniero in Siria.
Intanto la Turchia ha affermato a sua volta che Assad e' vicino alla fine. Questo mantra lo sentiremo probabilmente fino a quando Assad non sara' davvero sconfitto dalla Nato.
Speriamo di sentire anche qualche voce contro la guerra.
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum Non puoi rispondere ai Topic in questo forum Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
La redazione non esercita un filtro sui commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso comedonchisciotte.org potrà essere considerato responsabile per commenti lesivi dei diritti di terzi. La redazione informa che verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi
vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
Disclaimer A meno di avvisi di particolari (articoli con diritti riservati) il materiale presente in questo sito può essere copiato e ridistribuito, purchè vengano citate le fonti e gli autori. Non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale pubblicato. I contenuti sono pubblicati senza periodicità.
Il logo del sito (adattato da xkcd.com) è rilasciato con licenza creative commons.