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La costituzione esce dalle fabbriche

 
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Autore Messaggio
oldhunter
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Registrato: Jan 21, 2009
Messaggi: 116

MessaggioInviato: Dom Lug 01, 2012 8:35 pm    Oggetto: La costituzione esce dalle fabbriche Rispondi citando

LA COSTITUZIONE ESCE DALLE FABBRICHE

di Giorgio Cremaschi

Domenica 01 Luglio 2012 17:25


Il 20 maggio 1970 veniva approvato lo statuto dei lavoratori. Allora si disse, usando una frase di Di Vittorio, che la Costituzione varcava finalmente i cancelli dei luoghi di lavoro. Oggi ne esce, con la controriforma del lavoro suggellata dalle dichiarazioni tecnicamente reazionarie della ministra Fornero. Il lavoro non ha più diritti e non e' più un diritto, può solo essere il premio di chi vince la competizione selvaggia nel mercato e nella vita.

Di fronte a questa drammatica sconfitta sento prima di tutto il bisogno di scusarmi per la parte che ho in essa. Tempo fa avevo scritto e detto che di fronte all' attacco all'articolo 18 avremmo fatto le barricate. Pensavo ancora alla Cgil guidata da Cofferati dieci anni fa e alle rivolte dei sindacati e del popolo greco oggi. Non e' stato così, mi sono sbagliato sono stato troppo ottimista. E ora subiamo la più dura sconfitta sindacale dal dopoguerra senza aver combattuto in maniera adeguata.

Colpa dei lavoratori impauriti e ricattati dalla disoccupazione e dalla precarietà? No colpa dei dirigenti di quello che una volta definivamo movimento operaio ed in particolare di quelli della Cgil. Non e' vero infatti che su questo tema non ci fossero spinte alla mobilitazione. E' vero anzi il contrario. A primavera era cresciuto un movimento diffuso nelle fabbriche con adesioni agli scioperi anche di iscritti a Cisl e Uil. C'era stata la manifestazione Fiom del 9 marzo a Roma e quella promossa dal NoDebito a Milano. La Cgil aveva proclamato 16 ore di sciopero. Certo erano ancora avanguardie di massa quelle che si mobilitavano, ma il loro consenso era diffuso e trasversale, maggioritario nel paese.

Uno sciopero generale della portata delle lotte del 2002 era alla portata ed avrebbe aperto un fronte complessivo con il governo, mettendo in gravi difficoltà Cisl e Uil e ancor di più il partito democratico. Ed e' per questo che non si e' fatto. La squallida mediazione definita tra i partiti di governo si e' trasferita sul progetto di legge, Cisl e Uil hanno accettato e la Cgil ha finito di opporsi. E, fatto ancor più grave, ha accettato la mediazione che cancellava l'articolo 18 facendo finta di aver vinto. A quel punto la prospettiva di una unificazione delle lotte e' saltata e anche la Fiom ha drasticamente ridimensionato la propria iniziativa.

Il movimento si é quindi ridotto a singole azioni di lotta, da ammirare ringraziare, ma insufficienti a pesare sul quadro politico. Tante fabbriche metalmeccaniche, prime la Same e la Piaggio han continuato eroicamente a scioperare. I sindacati di base hanno generosamente scioperato il 22 scorso. Ma non poteva bastare, tenendo conto anche del terribile regime informativo che censura ogni dissenso mentre ossessivamente grida: viva Monti, viva l'euro, viva il rigore.

La giornata del voto ha così rappresentato la sconfitta. Con poche centinaia di persone davanti Montecitorio divise a metà, e con gli organizzatori della Cgil che mettevano la musica rock ad alto volume per coprire le voci dell'assemblea spontanea che si stava svolgendo in una parte della piazza.

Sì io sento il bisogno di scusarmi per questa sconfitta e per come e' maturata, anche se credo di aver fatto tutto quello di cui sono capace per impedire che le cose andassero così.

Ora abbiamo il modello Marchionne esteso a tutto il mondo del lavoro e dobbiamo ricostruire potere e forza. Non sarà facile ma ci dobbiamo provare, ancor di più noi che siamo consapevoli della portata di questa sconfitta. Senza fare sconti a chi ne e' più responsabile nel sindacato, e senza dimenticare mai più la colpa di Monti e del Pd che lo sostiene. Dei quali dovremo essere solo intransigenti avversari.

Giorgio Cremaschi


Link: http://www.antimperialista.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2100:la-costituzione-esce-dalle-fabbriche&catid=78:italia
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dana74
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Registrato: Apr 15, 2009
Messaggi: 10953

MessaggioInviato: Dom Lug 01, 2012 9:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

Pensavo ancora alla Cgil guidata da Cofferati"

chi quello che invitò a non andare a votare per estendere l'art 18 agli "untermenschen" che ne erano privi?

Un cuor di leone, un bell'invito a discriminare i lavoratori tra di sé, e bravi questi ad obbedire come pecore.
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radisol
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Registrato: Jan 01, 2008
Messaggi: 3089

MessaggioInviato: Dom Lug 01, 2012 10:24 pm    Oggetto: Beh ... Rispondi citando

Beh ... la Cgil guidata da Cofferati la sua battaglia la vinse ..... non solo contro il Berlusca e la Confindustria ma anche contro gli allora Ds, basti ricordare, in materia di modifica dell'art.18, il "possibilismo" tanto di D'Alema che di Veltroni... e riuscì a portarsi dietro nella battaglia anche Cisl, Uil e sindacati autonomi tradizionali - persino la post-fascista Ugl ! - impresa già allora ciclopica ... ed anche a fare da collante e da garante - anche rispetto alle spinte repressive - per tutti i movimenti che provenivano dalla battaglia di Genova 2001 .... cui pure ufficialmente la Cgil non aveva aderito ....

La gestione di Cofferati - dal 1994 al 2003 - è stato forse il momento storico in cui la Cgil ha più seriamente e coerentemente portato avanti il suo compito ... nemmeno nei settanta del secolo scorso era stata così protagonista ma piuttosto si era messa a correre dietro, con gran fatica, alle spinte dell'autonomia operaia - quella rigorosamente con le minuscole - sviluppatasi nel 1968/69 .... dal 1994, invece - sviluppando una intelligente e spregiudicata "alleanza tattica" con la Lega di Bossi che portò al salvataggio delle pensioni di anzianità tutto sommato salvaguardate anche nella successiva riforma Dini - ed ancora di più poi nel 2002/2003, la Cgil fu veramente "avanguardia", non solo sull'art.18 e nella difesa del welfare ma anche nella battaglia contro la guerra irakena e nel supporto ai movimenti sociali sul territorio, nel senso più pieno del termine ... e si pose anche un problema di "supplenza politica" all'insipienza totale della sinistra cosiddetta "di governo" ..... se non addirittura l'idea di portare la Cgil e lo stesso Cofferati alla leaderschip tout court della sinistra ...

La storia del referendum è successiva e già il "cinese", irretito in questo senso dalla dirigenza dei Ds - ma anche da Bertinotti che ne aveva sempre sofferto la "concorrenza" - aveva rinunciato al suo progetto politico per essere proiettato in incarichi istituzionali ... peraltro poi dimostratisi, a Bologna, del tutto fallimentari ... non è infatti assolutamente detto che un ottimo "tribuno della plebe" come era Cofferati sia poi necessariamente un buon amministratore .... anzi ...

E comunque non credo che quanto di pure mefitico disse allora Cofferati fu decisivo in quella sconfitta referendaria ... quanto piuttosto il totale oscuramento mediatico di quel referendum ..... ed anche il diffondere, negli ultimissimi giorni, l'idea da parte di tutti media che, se vinceva quel referendum, molti investimenti si sarebbero spostati fuori dell' Italia .... cosa che poi, anche se quel referendum fu sconfitto, non è avvenuta per niente ....

E comunque, di fronte al cretinismo politico della Camusso e prima ancora di Epifani, comprendo comunque che Cofferati, con tutti i suoi limiti di coerenza successivi, possa sembrare oggi un gigante ... tanto più che, pur da parlamentare europeo eletto nelle liste del Pd, si è nei mesi scorsi schierato apertamente con le battaglie della Fiom contro Marchionne e contro Fornero e Monti .... criticando quindi pesantemente anche la gestione Camusso della Cgil ... e l'appoggio del Pd all'attuale governo ...

E, in questo senso, il dato che Cremaschi - a suo tempo fiero oppositore, all'interno della Cgil, anche di Cofferati e pure tra i principali promotori di quel referendum che Cofferato osteggiò - sia oggi indotto a recuperarne positivamente l'operato, è tutto dire per capire i tempi nefasti che viviamo ....
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