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Tao Newbie


Registrato: Jul 29, 2005 Messaggi: 26802
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Inviato: Dom Lug 01, 2012 10:47 am Oggetto: I giovani italiani sempre più… americani! |
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La gioventù italiana del XXI secolo non può che definirsi come “sottoprodotto culturale” del dominio degli Stati Uniti in Italia, e partendo da tali basi si farà un’indagine sul suo degrado culturale.
La gioventù è potenzialmente la reale forza capace di cambiare gli eventi, la reale forza politica futura. Diceva bene Mao Zedong, quando dichiarò durante l’incontro con i Cinesi che studiavano a Mosca: “Il mondo è nostro, come è vostro, ma in ultima analisi è vostro. Voi giovani, pieni di vigore e vitalità, siete nel fiore della vita, come il sole alle otto o alle nove del mattino. Le nostre speranze sono riposte in voi. [...] Il mondo vi appartiene. Il futuro della Cina vi appartiene”. All’incontro con il Presidium del II Congresso della Lega della Gioventù: “La nuova Cina deve dipendere dalla cura della gioventù e avere a cuore la formazione della nuova generazione”. E partendo da queste considerazioni, “atlantizzare” la gioventù Italiana significa letteralmente bruciare il futuro dell’Italia.
Constatando gli usi e i costumi dei nostri ragazzi: dall’indossare magliette, sciarpe e borse rigorosamente rivestite dalla bandiera a stelle e strisce, all’utilizzo di sostanze stupefacenti, alcool e fumo a grandi dosi, fino all’alimentazione – che rispecchia alla perfezione i canoni della “spazzatura culinaria” dei fast food – si arriva a capire che questo problema, non è altro che il frutto del colonialismo culturale statunitense, sempre pronto ad insistere sulla gioventù del nostro Paese con prepotenza, in particolare dopo la trasformazione in senso unipolare del campo dei rapporti di forza mondiali. Oltre a queste tendenze (che ormai non sono solo tendenze, ma sono diventate la ‘moda’) i giovani italiani, teoricamente futura classe dirigente italiana, sono principalmente ridotti all’apprendimento di un’educazione e in un ambiente sociale e culturale, pesantemente vincolati alle tendenze sociali d’Oltre Atlantico. Cominciando dallo sbiadito “sogno americano” (che tra molti giovani e giovanissimi riscuote ancora successo), si arriva fino al ripudio del proprio Paese, della propria cultura e delle proprie origini, considerate spesso “inutili” e/o “non interessanti” nel quadro di una civiltà “globalizzata”, forte di una cultura ritenuta acriticamente “progressista”, “avanzata”, “tecnologica” e “libera” come quella nordamericana. Questa tendenza, che si può riscontrare negli ultimi decenni, è proprio frutto di un’ambiente sociale rigorosamente “made in USA”, a partire dai cartoni animati (pieni di stereotipi patriottici americani, partendo dal culto americano della “libertà” e dei padri fondatori, oltreché della stessa “patria americana”), fino ai videogiochi (in particolare quelli di guerra), arrivando fino a ristoranti e programmi televisivi (in particolare quelli storici, dove un certo revisionismo storico ed una visione unipolarista ed liberale della storia e della politica la fa da padrona).
Oltre che nella società, anche nell’apparato scolastico si riscontrano tali mezzi propagadandistici. Non deve stupire, quindi, che tempo fa sia stata lanciata un’inchiesta contro la Divina Commedia, accusata, dopo quasi 700 anni dalla sua prima pubblicazione, di un ipotetico antisemitismo. In realtà i nostri giovani non sono adeguatamente formati né ad una vita politica seria, né ad una conoscenza adeguata della storia, della geografia e delle scienze sociali. Per quel che viene istruita, la sua preparazione rimane comunque estremamente insufficiente e piena zeppa di luoghi comuni o semplificazioni che tendono a fornire ai ragazzi blande conoscenze nozionistiche sullo stile del sistema nordamericano.
Proprio un’educazione “di parte” ed inefficace, sia in tema di politica che sulle questioni di primarie importanza, impone ai giovani sciocchi epiteti e frasi fatte. Ma l’ignoranza politica e storica, sono il solo problema della gioventù? No, ci sono anche la decadenza sociale, il qualunquismo assoluto e la totale apatia. Potremmo riassumere la questione educativa italiana, con una citazione del filosofo franco-cecoslovacco Kundera, che disse: “Per liquidare un popolo si comincia col privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive per loro altri libri, li rifornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia“.
Anche l’impegno sociale delle organizzazioni per i giovani viene a mancare e, quando esiste, non sono altro che gruppuscoli basati ancora su forze immaginarie ed inesistenti (vedasi il cattolicesimo organizzato o l’anacronistica dialettica tra un presunto fascismo di ritorno ed un inutile antifascismo di reazione), oppure le organizzazioni sono direttamente gestite da partiti politici. Proprio tali organizzazioni, che non dovrebbero introdurre solamente i giovani alla politica e al mondo del lavoro effettivo ma anche anche ad una vita sana e ad un comportamento sobrio, alla conoscenza della cultura nazionale e della letteratura, sono de facto assenti nel panorama politico italiano. Esempi di organizzazioni giovanili efficienti possono essere riscontrate nell’Unione della Gioventù Bielorussa, e storicamente nella Freie Deutsche Jugend, la Gioventù Libera Tedesca, movimento giovanile della Repubblica Democratica Tedesca e del Partito Socialista Unificato Tedesco. Nella FDJ, vi erano più del 75% dei ragazzi del Paese, e tale organizzazione giovanile, oltre a promuovere quanto menzionato, impegnava i ragazzi nelle attività lavorative, come l’aiuto sociale e il lavoro manuale. Scrive l’ex Segretario del Partito Socialista Unificato Tedesco Erich Honecker: “Un numero di persone sempre maggiore si accorgerà [...] che i bambini, nelle scuole dalla DDR, crescevano più spensierati, più felici, più liberi, più istruiti dei bambini delle strade dominate dalla violenza della Repubblica Federale”.
Leonardo Olivetti
Fonte:www.statopotenza.eu
Link: http://www.statopotenza.eu/4035/i-giovani-italiani-sempre-piu-americani
23.06.2012 |
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dana74 Newbie


Registrato: Apr 15, 2009 Messaggi: 10953
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Inviato: Dom Lug 01, 2012 12:24 pm Oggetto: |
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"Esempi di organizzazioni giovanili efficienti possono essere riscontrate nell’Unione della Gioventù Bielorussa, e storicamente nella Freie Deutsche Jugend, la Gioventù Libera Tedesca,"
o signur...abbattetele prima che diffondano l'idea che si possa essere fieri della propria cultura.....questo è un pericoloso sintomo di un nascente e strisciante nazionalismo.....
Allarme!!
ottimo articolo ovviamente.
La distruzione scientifica delle menti è avvenuta prima negli Usa, al di là del falso patriottismo di facciata, lo spiega bene un'intervista di Alex Jones a Charlotte Iserbyt, insegnate dell'epoca Reagan
http://www.youtube.com/watch?v=dh_8o__PCvU&list=PL1D50904681A5A678&index=1&feature=plpp_video
se hanno cominciato dalla propria di gioventù, figuriamoci noi che siamo loro carne da macello, con la compiacenza di tutta l'intellighezia e professori vari (sì sì lo so, tengono famiglia porelli) |
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stefanodandrea Newbie


Registrato: Jul 06, 2009 Messaggi: 468
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Inviato: Dom Lug 01, 2012 7:40 pm Oggetto: |
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| L'articolo mi piace. Grazie |
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Truman Newbie


Registrato: Oct 21, 2004 Messaggi: 2572
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Inviato: Dom Lug 01, 2012 10:38 pm Oggetto: |
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Attenzione che i giovani di oggi non sono solo quelli che si vedono in TV o sui giornali. Oggi giravo per Roma in zona Pigneto ed ho avuto una sensazione diversa dei giovani di oggi. Giovani che non credono più a nessuno dei loro "rappresentanti" e si organizzano tra di loro. Giovani che si frequentano di persona e discutono di problemi reali.
La frase pescata del giorno:
"la verità è più vera quando la dici, e può anche fare più male".
Comunque la fauna del Pigneto non è quella che piace a statopotenza. |
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