Tao Newbie


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Inviato: Mer Giu 27, 2012 4:08 pm Oggetto: Morte accidentale di un militare |
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Morte accidentale di un militare ma l'Italia racconta un'altra storia
L'Italia parla di "vile attacco". Purtroppo si è trattato di un incidente. Ne sono convinti tutti in Afghanistan, racconta Ahmed Qureishi, fondatore dell'Afghanistan Journalism Center.
«Il carabiniere italiano? E' morto per un incidente, un'esplosione accidentale causata dagli stessi italiani». Ne è sicuro Ahmed Qureishi, giornalista afghano, coordinatore dell'agenzia giornalistica Pajhwok per l'area occidentale del paese, fondatore dell'Afghanistan Journalism Center di Herat e da qualche mese rappresentante per l'intero Afghanistan del Center for International Media Ethics. Secondo Qureishi la morte del trentenne Manuele Braj, del 13esimo reggimento Friuli Venezia Giulia, non sarebbe da attribuire a un «attacco vile», come dichiarato dal ministro degli esteri Giulio Terzi e dal ministro della difesa Giampaolo Di Paola. Subito dopo l'incidente, avvenuto due giorni fa in una base di addestramento ad Adraskan, nella provincia di Herat, entrambi i ministri avevano sposato la versione fornita dal portavoce del contingente italiano: Manuele Braj sarebbe morto in seguito all'esplosione di un razzo sparato dall'esterno della base.
Non è così, secondo Qureishi, che conferma le tesi già circolate sui media afghani e smentite categoricamente dalle fonti italiane: «Ho parlato di persona con il governatore in pectore della provincia di Adraskan, e con gli ufficiali di polizia afghani della base», mi spiega Qureishi nel suo ufficio di Herat, «e tutti mi hanno detto che è morto per un incidente, causato accidentalmente proprio dagli italiani». I Taleban dunque non c'entrano, e non ci sarebbe stato nessun attacco alla base di Adraskan. «D'altronde - prosegue il giornalista - non c'è nessuna dichiarazione attendibile da parte dei Taleban; non ci hanno inviato sms né ci hanno contattato, come fanno di solito in queste occasioni. E se pure ci fosse una rivendicazione, non sarebbe la prima volta che viene fatta dopo il tamtam mediatico, per accreditarsi sul fronte interno ed esterno». Per Qureishi non ci sono dubbi: «la versione degli italiani rientra nel gioco delle parti. Qui la guerra si combatte sulle percezioni, e i media vengono usati a fini di propaganda. Non è certo una novità, ma rimane il fatto che la realtà di quanto accaduto in Adraskan è un'altra».
Lui racconta una storia diversa: «Sono 51 gli italiani morti in Afghanistan. Domandatevi come sono morti. Nessuno è morto in combattimento. E' un caso? Per noi afghani, questo significa che sono morti inutilmente, per pattugliare le strade, in Gulistan, nel Farah o qui a Herat, ma non per combattere realmente gli insorti, che rimangono forti». L'unica eccezione, per Qureishi, è quella della provincia del Badghis, al confine con il Turkmenistan, dove gli italiani avrebbero combattuto davvero, in questi anni. «Ma stanno per andarsene: ho parlato con esponenti politici locali e con membri dell'esercito, e mi hanno assicurato che dopo l'estate gli italiani lasceranno la responsabilità della zona agli afghani, come previsto». Anche sull'inizio del ritiro del nostro contingente, conclude Qureishi, «gli italiani dovrebbero esigere dal proprio governo maggiore trasparenza». Aspettiamo che il ministro Di Paola renda pubblica l'agenda del ritiro.
Giuliano Battiston
Fonte: www.ilmanifesto.it
27.06.2012 |
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lucamartinelli Newbie


Registrato: Dec 15, 2006 Messaggi: 731
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Inviato: Mer Giu 27, 2012 6:51 pm Oggetto: militare morto |
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| trovo comunque ridicolo definire un attacco della resistenza Afgana "vile". In guerra non ci sono attacchi vili, ci sono attacchi e basta. Secondo i coglionazzi trombettieri di regime gli Afgani dovrebbero farsi infilare lo spiedo per far piacere ai loro padroni guerrafondai. |
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