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Gioco di sponda degli anglofoni contro la Germania

 
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Autore Messaggio
dana74
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Registrato: Apr 15, 2009
Messaggi: 10949

MessaggioInviato: Mer Giu 27, 2012 4:02 pm    Oggetto: Gioco di sponda degli anglofoni contro la Germania Rispondi citando

Gioco di sponda degli anglofoni contro la Germania

Commenti Gli attacchi alla Merkel sugli eurobond riflettono le visioni tecnocratiche e centraliste dei vari Monnet e Spinelli

Filippo Ghira

Alcuni giornali italiani hanno reagito in maniera isterica al calo delle Borse lunedì scorso con Piazza Affari a segnare un meno 4%.
La Merkel affonda le Borse con il no agli eurobond, così hanno titolato.
In realtà la Cancelliera non ha fatto altro che ribadire la sua nota posizione. Non si possono mettere in comune tutti i debiti dei Paesi dell’Unione, ha obiettato, se prima non viene realizzata una reale Unione politica, con una comune normativa monetaria, finanziaria, bancaria e fiscale.
Una vera Unione in nome della quale ci sia un ferreo controllo sulla spesa pubblica e nessun Paese possa aumentare il debito e il disavanzo senza incorrere in sanzioni automatiche.
Insomma, voleva dire la Merkel, non si può rinunciare alla propria sovranità per devolverla a strutture centralistiche a Bruxelles e a Francoforte se prima tutti i Paesi membri della UE non avranno dimostrato di essere in grado di tenere sotto controllo la propria capacità di spesa e di accettare in caso contrario di essere commissariati più di quanto sia successo alla Grecia. Non si possono mettere in comune tutti i debiti, protesta la Merkel, confidando sul fatto che la Germania, come prima potenza economica continentale, tirerà fuori la maggior parte delle risorse necessarie. Oltretutto, ha ricordato, ogni giorno emergono nuovi debiti e spese occultate nei Paesi più a rischio come in Spagna per le banche e in Grecia per i dipendenti pubblici assunti dopo la concessione dei prestiti internazionali. La conclusione logica della Cancelliera è che con tali premesse sia a rischio la stessa sopravvivenza dell’euro soprattutto perché le migliaia di miliardi di euro immessi nel sistema finanziario sono serviti a ben poco visto che esso nel suo complesso è più debole che nel 2007-2008, quando scoppiò negli Usa la crisi finanziaria. Infatti, gli Stati, e la stessa Bce, si sono dissanguati per salvare le banche con soldi pubblici.
Di conseguenza, anche se la Merkel continua ad affermare la sua fiducia nell’euro, in Germania sono molti quelli che ne temono la fine per colpa dei Paesi cicala dell’area Sud e rimpiangono il marco che era l’emblema della forza economica tedesca.
In realtà gli attacchi alla Merkel e al suo scarso spirito solidaristico rappresentano l’emergere della visione tecnocratica tipica di alcuni dei padri storici dell’idea europea, come Jean Monnet o Altiero Spinelli, che volevano che l’Unione federale (contro cui emerse la visione dell’Europa delle Patrie di De Gaulle) fosse governata da una struttura centralista messa in grado di imporre il proprio volere a tutti i Paesi membri. Una visione purtroppo mai morta e che adesso, in nome dell’emergenza, provocata dalla speculazione anglofona, i terminali politici europei della stessa, facenti capo alla City londinese e a Wall Street, vorrebbero imporre in tutta fretta all’Unione. Il tutto condito dagli attacchi della stampa anglofila che non solo ha rimarcato il presunto egoismo dei crucchi ma ha anche suggerito accostamenti inquietanti tra la Germania odierna, con la Merkel trasformata in SS, e quelle guglielmina e hitleriana che con le loro mire imperialistiche sarebbero le uniche responsabili dei due conflitti mondiali.
A questo punto c’è da fare una puntualizzazione. Nessuno come noi è contrario al potere della Bce (guidata dall’ex Goldman Sachs, Mario Draghi) e alla moneta unica che si è rivelato essere lo strumento principe per svuotare di sovranità gli Stati nazionali. Nessuno come noi è contrario a tutte le misure di austerità che sono state imposte, soprattutto su spinta della stessa Germania in nome della più classica disciplina teutonica, e che hanno aggravato la recessione in corso da diversi anni aumentando le sacche di povertà in Europa e in Italia. Ma questo non ci deve spingere a condividere questo tipo di attacchi alla Germania che in realtà sono parte di un disegno per la nascita di un potere tecnocratico finanziario autoreferenziale, che Berlino vuole rimandare il più possibile, grazie al quale gli uomini della Commissione e della Bce potranno dettare ordini ai governi nazionali. Direttive funzionali agli interessi dell’Alta Finanza e delle multinazionali che da tempo hanno piazzato i loro uomini ai posti di comando di entrambi gli organismi.


27 Giugno 2012 12:00:00 - http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=15670

un ripassino però non guasta per gli euro totalitaristi per l'unione delle banche

"Nascita dell'unione monetaria

Dopo la creazione dell'Istituto monetario europeo[1] (IME), entro il 1º gennaio 1999 sarebbe nata da esso la Banca centrale europea (BCE) e il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC) che avrebbe coordinato la politica monetaria unica. Venivano distinte due ulteriori tappe: nella prima le monete nazionali sarebbero continuate a circolare pur se legate irrevocabilmente a tassi fissi con il futuro Euro; nella seconda le monete nazionali sarebbero state sostituite dalla moneta unica. Per passare alla fase finale ciascun Paese avrebbe dovuto rispettare cinque parametri di convergenza:

Rapporto tra deficit pubblico e PIL non superiore al 3%.
Rapporto tra debito pubblico e PIL non superiore al 60% (Belgio e Italia furono esentati).
Tasso d'inflazione non superiore dell'1,5% rispetto a quello dei tre Paesi più virtuosi.
Tasso d'interesse a lungo termine non superiore al 2% del tasso medio degli stessi tre Paesi.
Permanenza negli ultimi 2 anni nello SME senza fluttuazioni della moneta nazionale"
da
http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Maastricht

chi, tra coloro che si scatenano contro la Germania, si sollevò contro queste clausole?
Chi denunciò che rispettare questi parametri avrebbe condotto all'austerità, tra coloro che scagliano pietre contro la Germania?

Chi accusò che questo progetto faceva ingrassare solo i tedeschi?

Le nazioni che hanno ratificato il trattato, sono state obbligate dalla Germania?
Come mai non hanno concesso un referendum? Colpa della Germania?

Non è che si intende piuttosto "far fuori" la Merkel perché si oppone agli eurobond?

E CHI HA INTERESSE AGLI EUROBOND???

I cittadini con l'eurobond saranno più ricchi, felici, sereni, questi eurobond andranno alla gente o alle banche???????

Gradirei risposta degli eurofanatici che si scagliano contro la Germania.
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Chigi
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Messaggi: 39

MessaggioInviato: Mer Giu 27, 2012 4:32 pm    Oggetto: Re: Gioco di sponda degli anglofoni contro la Germania Rispondi citando

dana74 ha scritto:
Gioco di sponda degli anglofoni contro la Germania

Commenti Gli attacchi alla Merkel sugli eurobond riflettono le visioni tecnocratiche e centraliste dei vari Monnet e Spinelli

Filippo Ghira

Alcuni giornali italiani hanno reagito in maniera isterica al calo delle Borse lunedì scorso con Piazza Affari a segnare un meno 4%.
La Merkel affonda le Borse con il no agli eurobond, così hanno titolato.
In realtà la Cancelliera non ha fatto altro che ribadire la sua nota posizione. Non si possono mettere in comune tutti i debiti dei Paesi dell’Unione, ha obiettato, se prima non viene realizzata una reale Unione politica, con una comune normativa monetaria, finanziaria, bancaria e fiscale.
Una vera Unione in nome della quale ci sia un ferreo controllo sulla spesa pubblica e nessun Paese possa aumentare il debito e il disavanzo senza incorrere in sanzioni automatiche.
Insomma, voleva dire la Merkel, non si può rinunciare alla propria sovranità per devolverla a strutture centralistiche a Bruxelles e a Francoforte se prima tutti i Paesi membri della UE non avranno dimostrato di essere in grado di tenere sotto controllo la propria capacità di spesa e di accettare in caso contrario di essere commissariati più di quanto sia successo alla Grecia. Non si possono mettere in comune tutti i debiti, protesta la Merkel, confidando sul fatto che la Germania, come prima potenza economica continentale, tirerà fuori la maggior parte delle risorse necessarie. Oltretutto, ha ricordato, ogni giorno emergono nuovi debiti e spese occultate nei Paesi più a rischio come in Spagna per le banche e in Grecia per i dipendenti pubblici assunti dopo la concessione dei prestiti internazionali. La conclusione logica della Cancelliera è che con tali premesse sia a rischio la stessa sopravvivenza dell’euro soprattutto perché le migliaia di miliardi di euro immessi nel sistema finanziario sono serviti a ben poco visto che esso nel suo complesso è più debole che nel 2007-2008, quando scoppiò negli Usa la crisi finanziaria. Infatti, gli Stati, e la stessa Bce, si sono dissanguati per salvare le banche con soldi pubblici.
Di conseguenza, anche se la Merkel continua ad affermare la sua fiducia nell’euro, in Germania sono molti quelli che ne temono la fine per colpa dei Paesi cicala dell’area Sud e rimpiangono il marco che era l’emblema della forza economica tedesca.
In realtà gli attacchi alla Merkel e al suo scarso spirito solidaristico rappresentano l’emergere della visione tecnocratica tipica di alcuni dei padri storici dell’idea europea, come Jean Monnet o Altiero Spinelli, che volevano che l’Unione federale (contro cui emerse la visione dell’Europa delle Patrie di De Gaulle) fosse governata da una struttura centralista messa in grado di imporre il proprio volere a tutti i Paesi membri. Una visione purtroppo mai morta e che adesso, in nome dell’emergenza, provocata dalla speculazione anglofona, i terminali politici europei della stessa, facenti capo alla City londinese e a Wall Street, vorrebbero imporre in tutta fretta all’Unione. Il tutto condito dagli attacchi della stampa anglofila che non solo ha rimarcato il presunto egoismo dei crucchi ma ha anche suggerito accostamenti inquietanti tra la Germania odierna, con la Merkel trasformata in SS, e quelle guglielmina e hitleriana che con le loro mire imperialistiche sarebbero le uniche responsabili dei due conflitti mondiali.
A questo punto c’è da fare una puntualizzazione. Nessuno come noi è contrario al potere della Bce (guidata dall’ex Goldman Sachs, Mario Draghi) e alla moneta unica che si è rivelato essere lo strumento principe per svuotare di sovranità gli Stati nazionali. Nessuno come noi è contrario a tutte le misure di austerità che sono state imposte, soprattutto su spinta della stessa Germania in nome della più classica disciplina teutonica, e che hanno aggravato la recessione in corso da diversi anni aumentando le sacche di povertà in Europa e in Italia. Ma questo non ci deve spingere a condividere questo tipo di attacchi alla Germania che in realtà sono parte di un disegno per la nascita di un potere tecnocratico finanziario autoreferenziale, che Berlino vuole rimandare il più possibile, grazie al quale gli uomini della Commissione e della Bce potranno dettare ordini ai governi nazionali. Direttive funzionali agli interessi dell’Alta Finanza e delle multinazionali che da tempo hanno piazzato i loro uomini ai posti di comando di entrambi gli organismi.


27 Giugno 2012 12:00:00 - http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=15670

un ripassino però non guasta per gli euro totalitaristi per l'unione delle banche

"Nascita dell'unione monetaria

Dopo la creazione dell'Istituto monetario europeo[1] (IME), entro il 1º gennaio 1999 sarebbe nata da esso la Banca centrale europea (BCE) e il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC) che avrebbe coordinato la politica monetaria unica. Venivano distinte due ulteriori tappe: nella prima le monete nazionali sarebbero continuate a circolare pur se legate irrevocabilmente a tassi fissi con il futuro Euro; nella seconda le monete nazionali sarebbero state sostituite dalla moneta unica. Per passare alla fase finale ciascun Paese avrebbe dovuto rispettare cinque parametri di convergenza:

Rapporto tra deficit pubblico e PIL non superiore al 3%.
Rapporto tra debito pubblico e PIL non superiore al 60% (Belgio e Italia furono esentati).
Tasso d'inflazione non superiore dell'1,5% rispetto a quello dei tre Paesi più virtuosi.
Tasso d'interesse a lungo termine non superiore al 2% del tasso medio degli stessi tre Paesi.
Permanenza negli ultimi 2 anni nello SME senza fluttuazioni della moneta nazionale"
da
http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Maastricht

chi, tra coloro che si scatenano contro la Germania, si sollevò contro queste clausole?
Chi denunciò che rispettare questi parametri avrebbe condotto all'austerità, tra coloro che scagliano pietre contro la Germania?

Chi accusò che questo progetto faceva ingrassare solo i tedeschi?

Le nazioni che hanno ratificato il trattato, sono state obbligate dalla Germania?
Come mai non hanno concesso un referendum? Colpa della Germania?

Non è che si intende piuttosto "far fuori" la Merkel perché si oppone agli eurobond?

E CHI HA INTERESSE AGLI EUROBOND???

I cittadini con l'eurobond saranno più ricchi, felici, sereni, questi eurobond andranno alla gente o alle banche???????

Gradirei risposta degli eurofanatici che si scagliano contro la Germania.



Non capisco tutto questa passione a difendere l'operato di uno stato straniero, che efficacemente sta distruggendo l'Europa, vedi Grecia, Spagna, Italia ecc. anche con la complicità di chi "governa" i paesi vittime, certamente.
Ripeto, la Germania fa BENE il proprio interesse, fa BENE a farlo, ma io sono italiano, orgoglioso di esserlo, non mi sento inferiore a nessuno, men che meno dei tedeschi.
Per quanto mi riguarda degli eurobond non me ne può fregare di meno, voglio che l'Italia esca dall'euro e torni ad essere quella nazione di poveracci che eravamo prima che l'euro ci rendesse tutti ricchi, che ci si possa difendere con una moneta nazionale libera di svalutare quando necessita.

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Giancarlo54
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MessaggioInviato: Mer Giu 27, 2012 4:52 pm    Oggetto: Re: Gioco di sponda degli anglofoni contro la Germania Rispondi citando

dana74 ha scritto:
Gioco di sponda degli anglofoni contro la Germania

Commenti Gli attacchi alla Merkel sugli eurobond riflettono le visioni tecnocratiche e centraliste dei vari Monnet e Spinelli

Filippo Ghira

Alcuni giornali italiani hanno reagito in maniera isterica al calo delle Borse lunedì scorso con Piazza Affari a segnare un meno 4%.
La Merkel affonda le Borse con il no agli eurobond, così hanno titolato.
In realtà la Cancelliera non ha fatto altro che ribadire la sua nota posizione. Non si possono mettere in comune tutti i debiti dei Paesi dell’Unione, ha obiettato, se prima non viene realizzata una reale Unione politica, con una comune normativa monetaria, finanziaria, bancaria e fiscale.
Una vera Unione in nome della quale ci sia un ferreo controllo sulla spesa pubblica e nessun Paese possa aumentare il debito e il disavanzo senza incorrere in sanzioni automatiche.
Insomma, voleva dire la Merkel, non si può rinunciare alla propria sovranità per devolverla a strutture centralistiche a Bruxelles e a Francoforte se prima tutti i Paesi membri della UE non avranno dimostrato di essere in grado di tenere sotto controllo la propria capacità di spesa e di accettare in caso contrario di essere commissariati più di quanto sia successo alla Grecia. Non si possono mettere in comune tutti i debiti, protesta la Merkel, confidando sul fatto che la Germania, come prima potenza economica continentale, tirerà fuori la maggior parte delle risorse necessarie. Oltretutto, ha ricordato, ogni giorno emergono nuovi debiti e spese occultate nei Paesi più a rischio come in Spagna per le banche e in Grecia per i dipendenti pubblici assunti dopo la concessione dei prestiti internazionali. La conclusione logica della Cancelliera è che con tali premesse sia a rischio la stessa sopravvivenza dell’euro soprattutto perché le migliaia di miliardi di euro immessi nel sistema finanziario sono serviti a ben poco visto che esso nel suo complesso è più debole che nel 2007-2008, quando scoppiò negli Usa la crisi finanziaria. Infatti, gli Stati, e la stessa Bce, si sono dissanguati per salvare le banche con soldi pubblici.
Di conseguenza, anche se la Merkel continua ad affermare la sua fiducia nell’euro, in Germania sono molti quelli che ne temono la fine per colpa dei Paesi cicala dell’area Sud e rimpiangono il marco che era l’emblema della forza economica tedesca.
In realtà gli attacchi alla Merkel e al suo scarso spirito solidaristico rappresentano l’emergere della visione tecnocratica tipica di alcuni dei padri storici dell’idea europea, come Jean Monnet o Altiero Spinelli, che volevano che l’Unione federale (contro cui emerse la visione dell’Europa delle Patrie di De Gaulle) fosse governata da una struttura centralista messa in grado di imporre il proprio volere a tutti i Paesi membri. Una visione purtroppo mai morta e che adesso, in nome dell’emergenza, provocata dalla speculazione anglofona, i terminali politici europei della stessa, facenti capo alla City londinese e a Wall Street, vorrebbero imporre in tutta fretta all’Unione. Il tutto condito dagli attacchi della stampa anglofila che non solo ha rimarcato il presunto egoismo dei crucchi ma ha anche suggerito accostamenti inquietanti tra la Germania odierna, con la Merkel trasformata in SS, e quelle guglielmina e hitleriana che con le loro mire imperialistiche sarebbero le uniche responsabili dei due conflitti mondiali.
A questo punto c’è da fare una puntualizzazione. Nessuno come noi è contrario al potere della Bce (guidata dall’ex Goldman Sachs, Mario Draghi) e alla moneta unica che si è rivelato essere lo strumento principe per svuotare di sovranità gli Stati nazionali. Nessuno come noi è contrario a tutte le misure di austerità che sono state imposte, soprattutto su spinta della stessa Germania in nome della più classica disciplina teutonica, e che hanno aggravato la recessione in corso da diversi anni aumentando le sacche di povertà in Europa e in Italia. Ma questo non ci deve spingere a condividere questo tipo di attacchi alla Germania che in realtà sono parte di un disegno per la nascita di un potere tecnocratico finanziario autoreferenziale, che Berlino vuole rimandare il più possibile, grazie al quale gli uomini della Commissione e della Bce potranno dettare ordini ai governi nazionali. Direttive funzionali agli interessi dell’Alta Finanza e delle multinazionali che da tempo hanno piazzato i loro uomini ai posti di comando di entrambi gli organismi.


27 Giugno 2012 12:00:00 - http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=15670

un ripassino però non guasta per gli euro totalitaristi per l'unione delle banche

"Nascita dell'unione monetaria

Dopo la creazione dell'Istituto monetario europeo[1] (IME), entro il 1º gennaio 1999 sarebbe nata da esso la Banca centrale europea (BCE) e il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC) che avrebbe coordinato la politica monetaria unica. Venivano distinte due ulteriori tappe: nella prima le monete nazionali sarebbero continuate a circolare pur se legate irrevocabilmente a tassi fissi con il futuro Euro; nella seconda le monete nazionali sarebbero state sostituite dalla moneta unica. Per passare alla fase finale ciascun Paese avrebbe dovuto rispettare cinque parametri di convergenza:

Rapporto tra deficit pubblico e PIL non superiore al 3%.
Rapporto tra debito pubblico e PIL non superiore al 60% (Belgio e Italia furono esentati).
Tasso d'inflazione non superiore dell'1,5% rispetto a quello dei tre Paesi più virtuosi.
Tasso d'interesse a lungo termine non superiore al 2% del tasso medio degli stessi tre Paesi.
Permanenza negli ultimi 2 anni nello SME senza fluttuazioni della moneta nazionale"
da
http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Maastricht

chi, tra coloro che si scatenano contro la Germania, si sollevò contro queste clausole?
Chi denunciò che rispettare questi parametri avrebbe condotto all'austerità, tra coloro che scagliano pietre contro la Germania?

Chi accusò che questo progetto faceva ingrassare solo i tedeschi?

Le nazioni che hanno ratificato il trattato, sono state obbligate dalla Germania?
Come mai non hanno concesso un referendum? Colpa della Germania?

Non è che si intende piuttosto "far fuori" la Merkel perché si oppone agli eurobond?

E CHI HA INTERESSE AGLI EUROBOND???

I cittadini con l'eurobond saranno più ricchi, felici, sereni, questi eurobond andranno alla gente o alle banche???????

Gradirei risposta degli eurofanatici che si scagliano contro la Germania.


Impeccabile. Io sono stato in diversi post molto più stringato e assai meno diplomatico, ma la conclusione è la stessa. Rinnovo l'invito: eurofanatici fuori il filmato con cui dimostrate che i cattivissimi krukki vi hanno costretto, pistola alla tempia, a firmare i vari trattati. Fuori il filmato, altrimenti siete dei cialtroni.
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pippo74
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MessaggioInviato: Mer Giu 27, 2012 5:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

@chigi
Devo constatare, purtroppo, che affrontare l'argomento "Responsabilità della Germania nell'attuale crisi dell'eurozona" con Dana e Giancarlo sia semplicemente impossibile. Se noti non rispondono mai nel merito, per cui io ci rinuncio.
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MessaggioInviato: Mer Giu 27, 2012 5:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

pippo74 ha scritto:
@chigi
Devo constatare, purtroppo, che affrontare l'argomento "Responsabilità della Germania nell'attuale crisi dell'eurozona" con Dana e Giancarlo sia semplicemente impossibile. Se noti non rispondono mai nel merito, per cui io ci rinuncio.


Fossero solo loro sarebbe irrilevante, comunque hai ragione.
Da noi si dice "E' come pestare l'acqua nel mortaio"

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Iacopo67
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Registrato: Jun 10, 2009
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MessaggioInviato: Mer Giu 27, 2012 9:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Insomma io non vi capisco, Dana e Giancarlo.
Che la Germania abbia accumulato un surplus commerciale di oltre mille miliardi di euro, soprattutto ai danni dei paesi deboli dell'euro, grazie ai meccanismi dell'euro, voi a questa cosa ci credete oppure no ?
Credete veramente che questo trasferimento di ricchezza sia accaduto senza che i capitalisti tedeschi abbiano fatto nulla per favorirlo ?
OOps... vi abbiamo tolto anche le mutande, ma non volevamo, ci è scappato...
Che Nino Galloni, avendo la possibilità e la volontà di frenare l'ingresso dell'Italia nell'euro in un modo a noi non favorevole, sia stato fatto fuori, LICENZIATO dal suo delicato incarico, dopo una telefonata di... ma vedi un pò... di un certo HELMUT KOHL... voi a questa cosa ci credete, si o no ?
Vi è mai capitato di inciampare nel seguente articolo ?
Ce la fate a leggerlo e a ragionarci sopra ?

http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/i-salvataggi-che-non-ci-salveranno.html

O credere ancora al mito della razza ariana ve lo impedisce ?
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ws
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MessaggioInviato: Mer Giu 27, 2012 10:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

sono tornati a galla quelli de "l'euro ci ha salvati !"... Cool

prossimo slogan : " l'eurobond ci ha salvati ! " Mr. Green
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pippo74
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Registrato: May 14, 2010
Messaggi: 249

MessaggioInviato: Mer Giu 27, 2012 11:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

ws ha scritto:
sono tornati a galla quelli de "l'euro ci ha salvati !"... Cool

prossimo slogan : " l'eurobond ci ha salvati ! " Mr. Green


Scusa a chi ti stai rivolgendo?
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MessaggioInviato: Gio Giu 28, 2012 9:42 am    Oggetto: Rispondi citando

pippo74 ha scritto:
ws ha scritto:
sono tornati a galla quelli de "l'euro ci ha salvati !"... Cool

prossimo slogan : " l'eurobond ci ha salvati ! " Mr. Green


Scusa a chi ti stai rivolgendo?


a tutti quei ciarlatani che non potendo piu dire come hanno fatto per anni che " l' euro ci ha salvato " ( datosi che siamo in una evidentissima euro-cacca ... Cool ) adesso ci propagandano le virtu' salviche degli " eurobond ".
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