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Inviato: Ven Giu 22, 2012 6:31 pm Oggetto: Fondale nero in Mar Grande, la reazione dell’Ilva |
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Fondale nero in Mar Grande, la reazione dell’Ilva
21 giugno 2012 00:36
TARANTO – Un nuovo video, girato da Fabio Matacchiera il 19 giugno, ha fatto il giro del web e dei social network. Nel filmato, pubblicato ieri anche nel sito de “La Repubblica” (edizione di Bari), l’ambientalista mostra del materiale simile a petrolio che sarebbe stato prelevato dai fondali di Mar Grande, nella zona prospiciente gli scarichi dell’Ilva. Il presidente del Fondo Antidiossina Onlus fa sapere che i campioni di sedimento raccolti saranno analizzati per verificare la natura della sostanza “pescata”.
La reazione dell’Ilva non si è fatta attendere. Nel pomeriggio di ieri, infatti, è stato diffuso un comunicato stampa in cui viene smentito categoricamente qualsiasi addebito riferito all’azienda. Il gruppo Riva avvisa, inoltre, di aver conferito incarico ai propri legali per tutelare la propria immagine nelle sedi giudiziarie competenti. E questa non è l’unica “misura” annunciata. «Nei prossimi giorni – si legge nel comunicato - saranno analogamente intraprese azioni equivalenti anche nei confronti dei giornalisti che, senza alcuna verifica della fondatezza della notizia, hanno divulgato tale video».
www.inchiostroverde.it/news/fondale-nero-in-mar-grande-matacchiera-denuncia-e-lilva-reagisce.html
ILVA, RINVIATI A GIUDIZIO PER OMICIDIO I RIVA E 27 DIRIGENTI
di Gianni Lannes
Ogni tanto affiora una buona notizia, anche se non servirà a riportare in vita i numerosi morti e a restituire salute ai tanti ammalati nella provincia più inquinata d’Italia. Grazie allo Stato, s’intende: in loco le scie chimiche sono niente a confronto. Vero Prodi e Berlusconi? Sono stati rinviati a giudizio il pluripregiudicato Emilio Riva, già presidente dell’Ilva, e altri 28 individui tra dirigenti ed ex dirigenti dello stabilimento siderurgico di Taranto in quanto ritenuti dalla Procura della Repubblica responsabili della morte di 15 operai dello stabilimento a causa della prolungata esposizione all’amianto, deceduti dal 2004 al 2010 per malattia professionale.
Lo ha deciso il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Tommasino, nel solco di quanto deciso il 9 giugno scorso dal gup e dal sostituto procuratore Raffaele Graziano, il quale aveva rinnovato la richiesta di rinvio a giudizio per i tutti gli imputati accusati di omicidio colposo. Emilio Riva non è più il presidente operativo del gruppo, ma resta il massimo rappresentante, è imputato assieme a suo figlio Fabio, il direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, e poi alcuni dirigenti che hanno gestito il passaggio del siderurgico dalla gestione pubblica (Finsider e Partecipazioni Statali) a quella privata, avvenuta nel 1995 con la vendita dell’Ilva a Riva da parte dell’Iri.
Per tutti gli imputati è stato ipotizzato il disastro colposo e l’omissione dolosa di cautele sul luogo di lavoro in quanto “omettevano nell’esercizio ovvero nella direzione dell’impresa, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, di adottare cautele che secondo l’esperienza e la tecnica sarebbero state necessarie a tutelare l’integrità fisica dei prestatori di lavoro”.
Il governatore Nichi Vendola che aveva già stravolto la legge sulla misurazione della diossina, a favore dei Riva, ovvero dei suoi compagni di merende , è ora avvisato per la sua incredibile autocandidatura a Palazzo Chigi.
Ultime autorizzazioni ad inquinare!
http://img39.imageshack.us/img39/4853/ilva.pdf
fonte. sulatestagiannilannes.blogspot.it |
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