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gattocottero Newbie


Registrato: May 11, 2011 Messaggi: 657
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Inviato: Dom Giu 17, 2012 8:37 pm Oggetto: Bagnai al Fatto: «per salvarci dobbiamo tornare alla lira» |
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http://img850.imageshack.us/img850/9588/bagnaifatto.jpg
INTERVISTA AL FATTOQUOTIDIANO
Alberto Bagnai, professore di Politica economica a Pescara
"PER SALVARCI DOBBIAMO TORNARE ALLA LIRA"
di Marco Palombi
Alberto Bagnai insegna Politica economica a Pescara e in Francia e pensa che occorra uccidere l'euro per salvare l'Europa. Per spiegarlo, riempie il suo blog ( goofynomics.blogspot.it ) di articoli e sta organizzando un convegno internazionale a Pescara per il 22 e 23 giugno. Titolo: Euro: Manage it or leave it.
L'EURO VA BENE, E' CHE C'E' LA CRISI DEI DEBITI SOVRANI.
I maggiori economisti internazionali, da Paul Krugman a Paul De Grauwe, non la pensano così. Se il problema fosse il debito pubblico, dal 2008 - quando esplode la bolla dei mutui subprime - la crisi avrebbe colpito prima Grecia e Italia (debito pubblico al 110% e al 106% del Pil), invece i mercati punirono Irlanda (44%), Spagna (40%) e Portogallo (65%), Paesi accomunati da squilibri di bilancia dei pagamenti, causati dalla rigidità del cambio, che hanno portato all'accumulazione di debito privato.
DEBITO PRIVATO?
Senza flessibilità del cambio, se un Paese compra all'estero più di quanto venda, dovrà farsi prestare dall'estero la differenza. Un deficit di bilancia dei pagamenti porta così a debiti verso l'estero, prevalentemente privati. Il resto del mondo continua a far credito per finanziare la vendita delle proprie merci, come succede tra Cina e Usa. La crisi in Europa esplode quando le banche tedesche, scottate dai subprime, devono rientrare dei loro debiti verso la periferia.
MA TUTTI SCRIVONO CHE IL PROBLEMA SONO I DEBITI PUBBLICI.
A monte il problema nasce perché le banche - i cui crediti sono i debiti dei privati - hanno prestato largamente, realizzando profitti: quando la crisi economica ha messo famiglie e imprese in difficoltà, lo Stato ha salvato le banche, tassando le famiglie. e ora il debito è pubblico.
MA GIAVAZZI E ALESINA DICONO CHE E' COLPA NOSTRA PERCHE' NON ABBIAMO FATTO LE RIFORME.
Potevamo approfittare di più del dividendo dell'euro, ma comunque prima della crisi il debito pubblico era sceso di oltre 10 punti. La spesa pubblica però non l'abbiamo potuta ridurre di più perché l'euro, penalizzando il nostro commercio, già ci sottraeva domanda estera.
PERO' LA GERMANIA LE RIFORME LE HA FATTE, VENDE PURE IN CINA.
Non è vero: la bilancia commerciale della Germania con la Cina era negativa ed è peggiorata. Invece è migliorata coi Paesi dell'Eurozona. Perché le riforme del mercato del lavoro in Germania si sono tradotte in una sostanziale precarizzazione, volta a comprimere i salari. E' una svalutazione interna, la stessa che oggi viene chiesta a noi: ma la Germania, per assorbirne il costo sociale, violò per prima il Patto di stabilità e invece ora a noi chiede austerità.
COMPRIMERE I SALARI? L'OPERAIO TEDESCO GUADAGNA IL DOPPIO DELL'ITALIANO.
In Germania non c'è solo la Volkswagen: c'è anche sotto-occupazione, ci sono i mini-job. Dopo le riforme i salari reali in media sono calati del 6,5 per cento.
L'EURO, COMUNQUE, L'ABBIAMO FATTO PER AVERE STABILITA'.
Veramente oggi ci viene detto da illustri protagonisti dell'entrata nell'euro che questa valuta terrà perché conviene alla Germania.
CONVIENE ANCHE A NOI: DOVE ANDAVAMO CON LA LIRETTA...
I manuali di economia ci spiegano che gli agganci a una valuta forte spesso servono a imporre, agli attori sociali di un Paese, 'disciplina' con lo spauracchio del vincolo esterno: guardi come non sono cresciuti gli stipendi in Italia o quello che sta accadendo con l'articolo 18.
ORMAI PERO' SIAMO DENTRO E DOBBIAMO RESTARCI.
In Italia abbiamo sotto gli occhi 150 anni di unione monetaria, politica, fiscale, eccetera. Quali sono i risultati? Il Mezzogiorno è oggi in deficit strutturale per 17 punti del suo Pil, che colma con risorse prese dal resto del mondo, fra cui trasferimenti fiscali dal Nord Italia.
NON STARA' DICENDO CHE DOBBIAMO USCIRE DALL'EURO?
Temo sia doloroso ma inevitabile, dovremmo gestire questo processo anziché subirlo. L'euro è solo l'undicesima moneta dell'Unione, quella che funziona peggio: l'Europa c'era prima e ci sarà dopo.
L'USCITA DELL'EURO E' UNA CATASTROFE: LA LIRA SI SVALUTERA' E NON VARRA' PIU' NIENTE.
Nel medio periodo il cambio recupera il differenziale di inflazione accumulato col Paese di riferimento negli anni del cambio fisso. Così è successo all'Argentina e all'Italia quando uscì dallo Sme nel 1992: oggi la svalutazione sarebbe attorno al 20%.
E COSI' AVREMMO IL 20% IN PIU' DI INFLAZIONE.
Tutti gli studi negano ci sia un rapporto uno a uno tra svalutazione e inflazione: sarebbe lecito attendersi un aumento dell'inflazione fra i 2 e i 4 punti. Nel '92 dopo una svalutazione del 20% l'inflazione scese dal 5 al 4%. |
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Iacopo67 Newbie


Registrato: Jun 10, 2009 Messaggi: 599
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Inviato: Dom Giu 17, 2012 11:02 pm Oggetto: |
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Seguo volentieri Bagnai perchè ha saputo esprimere con grande chiarezza e logicità i motivi fondamentali della crisi economica europea in corso, dando la giusta importanza (che è CRUCIALE) a tutta la questione sugli squilibri commerciali nell'eurozona.
Non posso dire altrettanto degli economisti MMT, che tu Gattocottero sembri invece reputare così importanti per trovare una soluzione alla crisi europea.
Quelli della MMT parlano di tante cose, (cose giuste, per carità), ma poi non parlano di questi squilibri commerciali, almeno per quel che so, e neanche Barnard ne ha mai parlato.
Anche per questo non mi fido troppo di loro.
Ne parla Cesaratto in questo articolo;
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10279&mode=&order=0&thold=0
Non credo che abbiamo bisogno degli americani. Se la nostra economia va male non è perchè i nostri economisti non ci capiscono nulla, ma perchè abbiamo le mani legate, siamo una colonia, sono altri che ci dicono quello che dobbiamo fare, e non nei nostri interessi.
Per dirne una; Nino Galloni sa il fatto suo, ma gli è stato impedito di lavorare, quando aveva importanti incarichi di governo nella gestione dell'economia lo hanno silurato ben due volte, prima quando si oppose al divorzio tra Stato e banca d'Italia, e poi quando si oppose alle modalità sbagliate di come siamo entrati nell'euro.
La mia sensazione è che non abbiamo bisogno di economisti stranieri, invece avremmo bisogno di sovranità, di liberarci dalle ingerenze dei poteri forti della finanza e dalle potenze straniere, e poi ce la caveremmo anche per conto nostro, che Keynes lo conoscono anche i nostri economisti, non è un'esclusiva MMT. |
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gattocottero Newbie


Registrato: May 11, 2011 Messaggi: 657
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gattocottero Newbie


Registrato: May 11, 2011 Messaggi: 657
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Inviato: Mar Giu 19, 2012 1:18 am Oggetto: |
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| Iacopo67 ha scritto: | Seguo volentieri Bagnai perchè ha saputo esprimere con grande chiarezza e logicità i motivi fondamentali della crisi economica europea in corso, dando la giusta importanza (che è CRUCIALE) a tutta la questione sugli squilibri commerciali nell'eurozona.
Non posso dire altrettanto degli economisti MMT, che tu Gattocottero sembri invece reputare così importanti per trovare una soluzione alla crisi europea.
Quelli della MMT parlano di tante cose, (cose giuste, per carità), ma poi non parlano di questi squilibri commerciali, almeno per quel che so, e neanche Barnard ne ha mai parlato.
Anche per questo non mi fido troppo di loro.
Ne parla Cesaratto in questo articolo;
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10279&mode=&order=0&thold=0
Non credo che abbiamo bisogno degli americani. Se la nostra economia va male non è perchè i nostri economisti non ci capiscono nulla, ma perchè abbiamo le mani legate, siamo una colonia, sono altri che ci dicono quello che dobbiamo fare, e non nei nostri interessi.
Per dirne una; Nino Galloni sa il fatto suo, ma gli è stato impedito di lavorare, quando aveva importanti incarichi di governo nella gestione dell'economia lo hanno silurato ben due volte, prima quando si oppose al divorzio tra Stato e banca d'Italia, e poi quando si oppose alle modalità sbagliate di come siamo entrati nell'euro.
La mia sensazione è che non abbiamo bisogno di economisti stranieri, invece avremmo bisogno di sovranità, di liberarci dalle ingerenze dei poteri forti della finanza e dalle potenze straniere, e poi ce la caveremmo anche per conto nostro, che Keynes lo conoscono anche i nostri economisti, non è un'esclusiva MMT. |
POTERE CONTARE SUL SOSTEGNO ATTIVO DEGLI ECONOMISTI STRANIERI, POTERE CONTARE SU DI LORO, E' MOLTO IMPORTANTE, e ti mostro subito perché.
Bagnai illustra elegantemente gli squilibri commerciali, sia quelli nell'eurozona sia quelli presenti all'interno dell'Italia.
Giusto. Perfetto. Ottimo.
Bene, poniamo che usciamo dall'euro. Se l'uscita viene gestita bene allora un poco alla volta gli squilibri commerciali saranno mitigati anche dalla moneta nazionale. Fantastico.
Passiamo però per un momento agli squilibri commerciali INTERNI all'Italia, e che vanno avanti da 150 anni. Quelli come li risolvi?
Warren Mosler ha una ricetta originale: il TAX BACKED BOND
http://it.wikipedia.org/wiki/Tax_backed_bond
Si potrà dire qualunque cosa su questa soluzione, per quanto mi riguarda ritengo sia meglio permettere a ciascuna regione di stampare denaro in questo modo particolare, piuttosto che procedere a trasferimenti diretti di denaro come oggi accade.
Non dico che i trasferimenti non ci debbano essere, affermo però che utilizzare il tax backed bond su scala regionale e all'interno dell'Italia sarebbe di grande beneficio per affrontare la questione degli squilibri commerciali presenti tra le regioni italiane.
ps
Hai notato cosa ho fatto? Sono partito da Bagnai e sono finito a Mosler, e li ho legati insieme. C'è bisogno di un approccio sincretico.
pps
W Mosler ! ! ! (Vabbé, non sono riuscito a trattenermi...) |
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Iacopo67 Newbie


Registrato: Jun 10, 2009 Messaggi: 599
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Inviato: Mer Giu 20, 2012 10:17 pm Oggetto: |
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Si, va bene, anche questi tax backed bond sono una delle tante cose che si possono fare . Non ho nulla contro quello che questi economisti sono in grado di esprimere, mi sembrano gente in gamba.
Però se un giorno dovessimo avere un governo con un pò di indipendenza, che in qualche modo dovesse essere influenzato, direttamente o indirettamente, da questi economisti della MMT, spero che questi siano onesti nei loro consigli, nel pieno e vero interesse del nostro paese. O invece avranno in mente anche gli interessi USA ? |
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