Johannmatthias Newbie


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Inviato: Lun Giu 04, 2012 10:03 pm Oggetto: Ideale Democrazia |
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In un thread precedente si è fatto accenno alla “democrazia vera”
Vi è da stabilire cosa si intende per democrazia vera.
La democrazia cambia di valenza con l'andare del tempo.
Al tempo degli ideatori greci era una pretesa di partecipazione all'amministrazione della cosa pubblica perché, detto piatto piatto, si voleva togliere alla classe governante, già abbiente di suo, la possibilità di arricchirsi con soldi pubblici. Uno dei riformatori della democrazia, Efialte, pagò con la vita per questo. Non era comunque un ambientino tenero allora, altro che diritti ed uguaglianza: le donne fuori dai piedi, gli schiavi rimangano schiavi che servono all'economia bellica e di espansione tipicamente greca, chi tradisce viene sbattuto fuori dalla città, dalla polis, oppure ucciso. Del prossimo non mi fido tanto così ed allora via con la rotazione annuale, semestrale e così via. Meglio ancora il sorteggio che così evitiamo i brogli.
Carino l'ambiente ateniese vero? Allora cosa serviva? Semplice: a partecipare all'amministrazione della cosa pubblica.
Poi nei secoli avvengono i mutamenti, anche nel concetto dei diritti. Nell'Universitas Civium di San Marco in Lamis ad esempio, viene già nel 1360 sanzionato chi picchia donne e bambini. Certamente ce n’è voluta di strada per arrivare alle nostre Costituzioni ed alla dichiarazione dei diritti dell'Uomo.
Ci siamo massacrati per decenni nella guerra dei trent'anni per motivi religiosi innescati dalla chiesa e ne siamo usciti per questo con un nuovo concetto democratico che è la laicità. Fuori dai piedi la religione dall'amministrazione della cosa pubblica.
Siamo arrivati così alla Rivoluzione Atlantica e a quei tempi hanno pensato che fosse il caso di rimetter in piazza il concetto di democrazia. C’era però un problema: la democrazia greca era una democrazia diretta con i suoi limiti territoriali e di partecipazione. Che fare?
Niente di più facile: si è pensato alla delega, cioè non decido più io, ma do ad altri il potere di decidere per me facendo attenzione a non lasciarli razzolare troppo liberamente. Di conseguenza i primi che applicarono questo sistema di delega (USA, CH, IRL)aggiunsero la possibilità di revoca del mandato e qualche altro strumento di controllo. Quando fare la rivoluzione toccò alla borghesia francese, questi si guardarono bene di mettere queste vincoli e controlli. Da lì questo nuovo concetto di democrazia, delegata e monca nella possibilità di controllo, fece il giro dell'Europa ed ancora ce la teniamo stretta.
Ora, per quanto riguarda l'amministrazione della cosa pubblica, oltre aver stabilito un metodo democratico, quella della delega democratica senza possibilità di revoca, è stata istituita anche l’etica. Per quanto riguarda la nostra etica democratica l’ abbiamo affinata con l'andare del tempo ed abbiamo allargato i diritti: quello del voto alle donne, quello di uguaglianza, abbiamo abrogato ufficialmente la schiavitù e così via. Abbiamo trascritto queste conquiste nelle costituzioni e nei codici.
Peccato che con il metodo democratico a disposizione, questi diritti che abbiamo stabilito non si possano realizzare, come ad esempio l'articolo 3 della Costituzione Italiana.
Ed eccoci arrivati al nocciolo della questione che da tempo sto ponendo all’attenzione.
L'ideale della democrazia in quanto partecipazione alla cosa pubblica, in quanto metodo democratico, aveva sempre la stessa valenza in Grecia , nelle Universitas Civium medievali, nella Rivoluzione Atlantica, nella Comune di Parigi. L'immutabile questione era ed è sempre: partecipare all'amministrazione della cosa pubblica. Ciò che è cambiato, che evolve, che tende ad essere un ideale è l'etica democratica, il concetto di diritto e di eguaglianza. Questa è la seconda parte della nostra democrazia, certamente non condannabile ed in nessun caso da buttare.
La "democrazia", quindi, non è un ideale, perché il binomio metodo-etica democratici si evolve. Inizialmente, per i nostri concetti, il metodo era un aborto, ma serviva ad uno scopo, di seguito si è aggiunta e si è sviluppata con il tempo l'etica democratica.
L'ideale allora è di non fermare l'evoluzione dell'etica democratica e di correggere questo obbrobrio di metodo democratico attuale, sostituendolo con un nuovo metodo, come quello da me proposto, l’Unicivium, visto che ora ci sono lo possibilità di superare i limiti della democrazia diretta.
Questa è la mia proposta: http://urlin.it/245a6
Questo è il relativo libro: http://urlin.it/2db6e
Un cordiale saluto
Matthias von der Schulenburg _________________ Il sistema è tanto più democratico quanto più estesa è l’applicazione del principio elettivo o, in altre parole, quanto più numerose (ed importanti) sono le posizioni di potere assegnate attraverso il procedimento dell’elezione.
C. Marx. |
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