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helios Newbie


Registrato: Jun 13, 2005 Messaggi: 3953
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Inviato: Ven Mag 25, 2012 9:46 am Oggetto: Ecco chi veniva pagato da Lusi(arrestato ex tesoriere) |
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ROMA - Sono registrate in una chiavetta Usb le fatture pagate da Luigi Lusi ai politici della Margherita. È stata Francesca Fiore, la segretaria del senatore indagato per associazione a delinquere, appropriazione indebita e illecito reimpiego, a consegnarla due giorni fa ai magistrati romani. Convocata dopo che davanti al Parlamento l'ex tesoriere aveva affermato di aver dato soldi a numerosi leader, la donna ha confermato i versamenti a numerosi esponenti del partito svelando anche dettagli su alcuni documenti finanziari riconducibili a Francesco Rutelli che non sarebbero stati registrati nella contabilità ufficiale. «Per Lusi passavano le fatture per l'attività politica», ha dichiarato la testimone, poi ha indicato anche altre spese che sarebbero state effettuate negli ultimi anni. Il suo verbale è stato depositato - insieme a quello delle altre segretarie della Margherita e dei due commercialisti indagati con Lusi - al Tribunale del Riesame che proprio ieri ha confermato l'ordine di arresto per il senatore confermando l'impianto accusatorio e fornendo ulteriori elementi alla Giunta di Palazzo Madama, mentre ha ordinato la scarcerazione dei due commercialisti che erano ai domiciliari. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Stefano Pesci hanno così avviato verifiche sulle «uscite». Anche perché è stata la stessa segretaria ad evidenziare come «negli ultimi due anni Lusi mi iniziò a passare alcune fatture che dovevano essere "riviste" da lui».
Soldi a politici e assistenti
Racconta Fiore: «Tutto nasce con le europee 2009, quando Lusi mi parlò della necessità di trattare alcune spese distinguendole dal resto in quanto rimborsi della politica. Cominciai a raccogliere queste fatture segnando anche le persone che le portavano. Io ho tenuto una copia delle fatture e poi le avevo inserite in un file Excel. Una volta pronte tornavano a Lusi che me le ridava perché le passassi all'amministrazione. L'imputazione a questo o quel parlamentare la facevo sulla base di chi portava le fatture e di quel che mi diceva Lusi. Verso il 2010/2011 Lusi mi disse che occorreva essere precisi anche nelle imputazioni delle fatture ai vari soggetti autorizzati a spendere perché c'era un accordo per suddividere le spese in termini di 60/40. Non ricordo chi aveva il 60 e chi il 40». I magistrati chiedono chiarimenti, lei specifica meglio e fa i nomi dei destinatari.
«Bianco, Bindi, Bocci, Fioroni, Franceschini, Letta e Marini erano "popolari" e Gentiloni, Renzi e Rutelli invece "rutelliani". Conoscevo alcune persone che venivano per conto dei singoli politici. Per Bindi veniva o la segretaria o un certo Paolo. Per Bocci veniva il suo assistente Paolo Martellini e a volte, forse, lo stesso Bocci; per Marini c'è ben poco; per Fioroni me le dava di solito lo stesso Lusi o Giovanni Iannuzzi che mi portava le fatture in busta chiusa; Franceschini non è mai venuto e veniva Giacomelli; per Letta non è mai venuto né lui né la sua segretaria, credo se ne occupasse lo stesso Lusi. Quanto a Rutelli le fatture me le dava Lusi; si trattava più che altro di rutelliani come Milana e anche Renzi, per il quale veniva un certo Gavini (si tratta di Bruno Cavini, ndr ), suo mandatario elettorale».
Fatture tolte e regali
La segretaria parla di un incontro avvenuto con il leader del partito dopo l'avvio dell'inchiesta sulle ruberie del tesoriere. «Dopo che era scoppiata la cosa, forse nel febbraio 2012, mi chiamò da lui Rutelli e mi chiese "Francesca, ma come è possibile che tu non ti sia accorta di niente?" riferendosi a quello che usciva sui giornali. Io gli dissi che non mi ero accorta di nulla e dissi anche di quello schema che io avevo preparato e che ora ho consegnato a voi. Lui mi parve stupito, tuttavia ricordo che in un'occasione, nel 2011, Lusi mi chiese di fare una stampata del tabulato perché doveva incontrarsi con Rutelli. Non so però se glielo abbia mostrato. Anzi. A ben pensare credo lo abbia mostrato, perché dopo l'incontro con Rutelli mi fece togliere alcune fatture imputate a quest'ultimo. Mi pare che fossero fatture di Cristina de Luca e di Mario Di Carlo, i cui costi dovevano essere ripartiti tra Rutelli e Gentiloni. Mi pare che poi me li fece ricambiare un'altra volta».
L'accusa sollecita spiegazioni sulle modalità di pagamento visto che Fiore specifica come «le prestazioni erano generalmente di tipografia in gran parte connesse a scadenze elettorali perché se non erano legate all'attività politica Lusi non concedeva il pagamento».
Pm: e il contante?
Fiore: Solo per i regali in occasione delle festività o per qualche compleanno. Si trattava di regali che faceva lui (Lusi ndr ). Forse molti anni fa furono fatti regali per conto di Rutelli e non so come fossero pagati e da chi. Quello che so è che il contante che prelevava era destinato a regali che faceva Lusi. Gli importi erano alti.
Pm: Diecimila al mese?
Fiore: Forse un po' meno. Per Natale assai di più, solo di enoteca saranno stati 30 mila euro.
Pm: I destinatari chi erano?
Fiore: Politici, specialmente abruzzesi o a lui legati, come Fioroni e Rutelli.
I rendiconti modificati
Quando i pubblici ministeri chiedono alla segretaria se sia a conoscenza di «operazioni di modifica dei rendiconti» lei conferma e spiega: «A volte le ragazze si sfogavano perché veniva richiesto di effettuare modifiche "impossibili" e che loro non sapevano come fare. Sfoghi simili li aveva anche Sebastio», uno dei due commercialisti finiti sotto inchiesta insieme a Lusi. La donna racconta poi che quando si seppe dell'inchiesta «fu Lusi a dirmi che era scoppiato un problema a seguito di "accordi saltati". Mi disse che la vicenda riguardava case che lui aveva comprato su accordi con altri che ora "si facevano indietro". Disse che sarebbe cominciata la guerra e che lui si sarebbe dimesso».
Sulla gestione della contabilità si concentra l'interrogatorio del commercialista Giovanni Sebastio di fronte al giudice Simonetta D'Alessandro. E lui cerca di coinvolgere i vertici del partito: «Nella sua relazione il tesoriere riportava il dettaglio delle macrovoci: attività politica, consulenze, spese generali. Quindi informava anche chi non era un tecnico per potergli permettere di fare le sue valutazioni e quindi gli associati della Margherita potevano sapere se un partito che alla fine del 2007 è finito, è confluito dentro il Pd, nel 2008 come mai sono stati spesi più soldi dell'anno precedente. Queste cose non c'è bisogno di essere un tecnico per poterle leggere e infatti all'ultimo bilancio, nell'assemblea, Parisi alza la mano e dice: "Come sono stati spesi questi 4 milioni di attività politiche?". Sospendono l'assemblea, si riuniscono a porte chiuse alla fine della giornata e approvano il bilancio». I magistrati ritengono che sia lui sia l'altro commercialista Mario Montecchia avallassero tutte le «uscite» perché inseriti nell'associazione a delinquere creata da Lusi. E quando il giudice gli chiede perché avessero avallato i versamenti alla società «TTT srl» di proprietà del tesoriere, Sebastio afferma: «Se al tesoriere che ha la fiducia di Rutelli e di tutto il partito gli vengono dati tutti quei poteri, i bilanci vengono approvati senza alcuna remora da parte degli stessi politici, perché se loro non hanno dubbi li devo avere io che sono un consulente?».
http://www.corriere.it/politica/12_maggio_25/lusi-fondi-marcherita-politici-sarzanini_67a31106-a62c-11e1-adca-f1e67e46c97e.shtml |
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dana74 Newbie


Registrato: Apr 15, 2009 Messaggi: 10953
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Inviato: Ven Mag 25, 2012 2:07 pm Oggetto: |
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Luigi Lusi pagava, tutti versamenti dell’ex tesoriere della Margherita
14:04 | Pubblicato da admin |
Franceschini, Letta e Fioroni rimborsati fino al febbraio 2012. I documenti ora sono sul tavolo dei pm. La risposta dell'ex partito di Rutelli: "E' già stato accertato che i suoi collaboratori non sapevano dei prelievi"
Rutelli, Bianco, Letta, Fioroni, Franceschini, Gentiloni, Marini: dai conti della Margherita gestiti dall’ex tesoriere Luigi Lusi hanno attinto praticamente tutti i vertici del partito nel periodo compreso tra il gennaio 2009 e il febbraio 2012. Quello che fino a ieri era solo la parola di un “ladro” e “corruttore”, come è stato definito dai suoi ex colleghi di partito, ora ha preso forma in documenti ufficiali consegnati ai pm di Roma, Alberto Caperna e Stefano Pesci.
I resoconti dettagliati sono finiti sui tavoli degli inquirenti solo due giorni fa, quando è stata sentitaFrancesca Fiore, che si è definita la “segretaria particolare” dell’ex senatore. La donna ha consegnato ai magistrati una chiavetta usb con i file excel dei bonifici disposti da Lusi. Dei soldi che sono usciti dal 2009 al febbraio del 2012 ha segnato tutto: chi ne era il beneficiario, ma anche chi andava a ritirarli e, ovviamente, casuale e relativi importi. E da una prima lettura, la documentazione (di cui i pm dovranno ora verificare la veridicità attraverso le ricostruzioni dei movimenti bancari) conferma quello che Lusi ha dichiarato anche in giunta per le autorizzazioni del Senato. Ha tirato in ballo Enrico Letta, Giuseppe Fioroni, Paolo Gentiloni, Rosy Bindi, Dario Franceschiniaffermando di aver pagato fatture a questi esponenti del partito.
Molte voci, bisogna dirlo, sono relative al 2009 e quindi sono configurabili come rimborsi per spese elettorali o relative a “prestazioni di stampa o connesse a scadenze elettorali”, come ha affermato a verbale Francesca Fiore. Ma i conti registrati dalla segretaria di Lusi arrivano fino a febbraio del 2012, quando l’allora tesoriere lascia l’incarico e la gestione dei conti. Così i dati relativi all’ultimo anno sono riferibili esclusivamente al primo mese.
Fioroni nel 2010 percepisce circa 180 mila euro tra “rimborsi vari” e “noleggio automezzo”. Un valore nettamente superiore rispetto a quello registrato nel 2012, dove per “spese telefoniche” vengono percepiti 204 euro. Dario Franceschini invece nel 2010 ha ricevuto 162.230 euro e nel 2012 solo 583 euro. A Paolo Gentiloni vanno 72.283 euro per il 2010, 38 mila nel 2011 e 3.154 nel 2012. C’è poi Enrico Letta, con i suoi 132 mila euro percepiti nel 2010 e 1.680 nel 2012. Il file con le voci relative a Francesco Rutelli, è danneggiato e visibile solo in parte. Si legge il dato del 2010: il totale è di 900 mila euro.
I documenti saranno letti con attenzione dai magistrati. Si dovrà comprendere anche perché Lusi disponesse questi pagamenti fino a febbraio del 2012, ciò quando la Margherita non esisteva più. Dopo aver tirato in ballo tutti, sempre in giunta, Lusi aveva affermato di aver pagato “per le loro attività politiche, non direttamente ma attraverso loro intermediari”. Aggiungendo di aver escluso finanziamenti a Pierluigi Castagnetti e Franco Marini, che avevano costituito l’Associazione dei Popolari. Anche se pure Marini figura nei file excel. Nel 2009 riceve 55 mila euro, mentre nell’anno successivo il valore è uguale a zero.
La segretaria di Lusi dice anche altro. Ai pm afferma che “negli ultimi due anni (Lusi, ndr) mi iniziò a passare alcune fatture che dovevano essere “riviste” da lui. Ad esempio verificava se l’Iva veniva indicata al 20% o al 4% (che è l’aliquota per l’attività politica) o se era precisa l’indicazione. Era lo stesso Lusi a dare le indicazioni per le fatture che non andavano direttamente alla contabilità”. Poi conferma l’esistenza dell’accordo tra rutelliani e popolari. E ricostruisce: “Tutto nasce con le europee 2009, quando Lusi mi parlò della necessità di trattare alcune spese distinguendole dal resto in quanto rimborsi della politica. Verso il 2010 o il 2011 Lusi mi disse che occorreva essere precisi anche nelle imputazioni delle fatture ai vari soggetti autorizzati a spendere, perché c’era un accordo per suddividere le spese in termini di 60/40. Non ricordo chi aveva il 60 e chi il 40 per cento”. E ancora: “Bianco, Bindi, Bocci, Fioroni, Franceschini, Letta e Marini erano popolari. E Gentiloni, Renzi e Rutelli, invece rutelliani. Conoscevo alcune persone che venivano per conto dei singoli politici”. Infatti a ritirare quei rimborsi non erano direttamente i politici nominati, ma loro persone di riferimento.
“Per Bindi veniva o la segretaria o un certo Paolo; per Bocci veniva il suo assistente Paolo Martellini e a volte forse lo stesso Bocci; per Marini c’è ben poco; per Fioroni me le dava di solito lo stesso Lusi o Iannuzzi che mi portava le fatture in busta chiusa; Franceschini non è mai venuto e veniva Giacomelli; per Letta non è mai venuto, credo se ne occupasse Lusi. Quanto a Rutelli le fatture me le dava Lusi; si trattava più che altro di rutelliani, come Mi-lana e anche Renzi, per il quale veniva un certo Gavini, suo mandatario elettorale”. Tutti pagamenti disposti tramite bonifici. Ma giravano anche soldi in contante che, spiega Fiore, “veniva usato solo per i regali in occasione delle festività o per qualche compleanno o simili. Si trattava solo di regali che faceva lui (Lusi, ndr). Gli importi erano alti, un po’ meno di 10 mila al mese. Per Natale assai di più, solo di enoteca saranno stati 30 mila euro. I destinatari erano politici, specialmente abruzzesi o a lui legati, come Fioroni e Rutelli. Fuori dalla politica potevano essere i parenti e gli amici”. Una testimonianza che potrebbe rivelarsi importante al fine dell’inchiesta. Ma, secondo la Margherita, quando dichiarato da Fiore “conferma ciò che abbiamo sempre detto: la piena separazione tra le spese politiche, assolutamente ordinarie e legittime, e le malversazioni del tesoriere”. I vertici dei Dl hanno così commentato con una nota le rivelazioni sottolineando che “gli accertamenti sulla cassa hanno confermato neppure i più stretti collaboratori del tesoriere erano a conoscenza del reale ammontare dei suoi prelievi”.
da Il Fatto Quotidiano del 25 maggio 2012 |
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