Si scrivono sul giornale cose un po’ vere e un po’ no su un gruppo enorme di persone cui si attribuiscono una serie di caratteristiche negative un po’ vere e un po’ no e poi si tira dentro qualcuno che in realtà è fuori dall’insieme, particolarmente fastidioso per il pensiero unico. Qualcuno di cui si vuole evitare che divulghi idee che potrebbero diventare di moda.
L’abbiamo già visto questo film e ne abbiamo già parlato ( http://www.cloroalclero.com/?p=9888 ) . Spesso tali attacchi provengono da aree politiche che teoricamente sembrerebbero affini: gente (in teoria) antisionista o comunista o anarchica. Delle specie piu’ svariate.
Cos’hanno in comune i due eventi mediatici? La condanna e la denigrazione di qualcuno in base a cio’ che viene letto, agli autori che si citano o, addirittura, a chi si rilascia (o da chi si riceve) un’intervista. Ora: a me Saviano sta massimamente ( http://www.ilfoglio.it/soloqui/13404 ) sulle ovaie, ma non credo che uno scrittore, un intellettuale, uno studioso o un filosofo (o un artista) debba essere giudicato per quel che legge. Anzi, credo che nessun essere umano debba esserlo.
E’ il frutto di una sottocultura oscurantista imposta dal potere, che ritiene tutti noi ragazzini influenzabili da “orientare”, incapaci di leggere e di capire quel che c’è scritto giudicando in autonomia. Da una parte ci dicono che “siamo cittadini” e dobbiamo adempiere a questo “dovere” di delegare la nostra oligarchia dominante alle urne, dall’altra ci considerano suggestionabili, influenzabili da uno scritto, che puo’ far uscire “la bestia che c’è in noi”. Mi sembra una contraddizione grossa come lo stadio di san siro, questa.
E’ una sottocultura che permea tutta questa contemporaneità ed è voluta: tra le classi sociali che si scontrano qualcuna di esse vuole mantenere -anche a costo dell’autodistruzione della specie- lo status quo e son queste a possedere le armi per la guerra mediatica. Ostruzionismi e boicottaggi di chi pensa, su internet, sui giornali e, se sei famoso ( http://www.linksicilia.it/2012/04/i-rigurgiti-antisemiti-di-gunter-grass/ ) , in TV, servono solo a limitare e scoraggiare la condizione di libertà. Perchè solo in libertà è possibile e vero l’esercizio dell’intelletto ed è proprio cio’ che nessun potere oligarchico vuole che si renda possibile.
Un intellettuale parla con chi cacchio gli pare, legge quel che gli pare e giudica come gli pare <http> , è la sua libertà che conta. Poi: se e quando l’ “intellettuale” si esprime sulla realtà comune, allora possiamo altrettanto liberamente giudicarlo.
Dopo aver tessuto le lodi di SEL e del partito democratico perchè trattasi di “sinistra” che ha rinunciato alla maleducazione e che almeno per questo merita di stare a montecitorio , l’autore di Gomorra si lascia uscire dalla penna questo giudizio:
Ma c’è invece, fuori dal Parlamento, una certa sinistra che vive di dogmi.
Sono i sopravvissuti di un estremismo massimalista che sostiene di avere la
verità unica tra le mani. Loro sono i seguaci dell’unica idea possibile di
libertà, tutto quello che dicono e pensano non può che essere il giusto. Amano Cuba e non rispondono dei crimini della dittatura castrista - mi è capitato di parlare con persone diffidenti verso Yoani Sánchez solo perché in questo momento rappresenta una voce critica da Cuba – , non rispondono dei crimini di Hamas o Hezbollah, hanno in simpatia regimi ferocissimi solo perché antiamericani, tollerano le peggiori barbarie e si indignano per le
contraddizioni delle democrazie. Per loro tutti gli altri sono venduti. Mai
che li sfiori l’idea che essere marginali e inascoltati nel loro caso non è
sinonimo di purezza, ma spesso semplicemente mancanza di merito.
Ecco, in questo caso è legittima la critica a saviano. Egli prende decisa posizione sull’assetto sociale e lo fa sempre da grandissimi media. E’ imperialista, filostatunitense, filosionista, favorevole alle “missioni di pace” all’estero. Accredita ( http://www.cloroalclero.com/?p=10235 ) Yoani Sanchez ( http://www.cloroalclero.com/?p=4067 ) come “una voce critica da Cuba”, parla di “crimini…della dittatura castrista…di Hamas… di Hezbollah” (che esistono anche eh, mica che li vogliamo negare) epperò per il Saviano le guerre statunitensi sarebbero solo “contraddizioni della democrazia <http> “. Per l’atteggiamento verso le quali, la ” certa sinistra che vive di dogmi” di cui parla (e di cui a ‘sto punto sono orgogliosa di appartenere) sarebbe “perdente” dal punto di vista della comunicazione delle idee, in quanto “avente poco merito”.
Cioè: chi è antimperialista, cioè considera il sistema economico americano causa del 90% delle guerre che ci sono sulla terra (guerre decennali o peggio) è un nerd per Saviano E non è che è perdente perchè l’idea antiguerrafondaia sia pura, ma perchè chi l’incarna sarebbe persona di poco merito.
E a proposito di “poco” o “tanto” merito, mi viene in mente di accostare un Saviano al dottor Giacobazzi, che è anche lui uno contro il dominio imperiale degli USA e contro qualsivoglia aggressione ai paesi esteri. Quindi un perdente senza merito, secondo Saviano.
Giacobazzi e’ uno storico, il suo lavoro è “raccogliere documenti originali e autentici negli archivi. E quando interessano pubblicarli, senza tesi o commenti, o sue considerazioni, solo disponendoli secondo un filo conduttore. Ebbene: al giovane storico è stata contestata la copertina che ha scelto per il suo lavoro, che è una vignetta degli anni ’30, già riprodotta da Renzo De Felice nella sua “Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo”, raffigurante un ebreo che pare sussurrare qualcosa in un orecchio a Mussolini”. Un’illustrazione d’epoca, che potremmo vedere anche nei libri di storia dei licei e che si prende per quello che è: un documento di un passato.
E poi certo, Giacobazzi è costretto a pubblicare con l’insegna del Veltro, casa editrice che vanta titoli parecchio di destra, ma non ha i “meriti” di Saviano che puo’ pubblicare ogni scoreggia sua con Mondadori e parlare a milioni di persone dalla trasmissione di Fazio in TV.
La vita professionale di un giovane ricercatore (storico, per giunta) oggi in Italia ce la possiamo immaginare come sia. E se è vero, come scrive Tassinari ( http://www.fascinazione.info/2012/03/il-fez-e-la-kippah-anna-foa-contro.html ) che “la cornice e gli “sponsors” che si è scelto per presentare la sua ultima fatica è equivoca e maliziosa. Dal nostro punto di vista, anche condannabile “perchè “La copertina scelta da Giacobazzi, riprodotta sul manifesto di un movimento dichiaratamente xenofobo ha immediatamente il sapore della propaganda antisemita” (alla Cattolica di Milano Giacobazzi fu sponsorizzato dai leghisti per i manifestini e tutto) è anche vero che la colpa non è di Giacobazzi se ai suoi appelli rispondono solo persone destrorse e case editrici “compagne” (ma ne esistono ancora?) non ne vogliono sapere,(men che meno le grandi case editrici. Non è colpa di Giacobazzi se la cultura “popolare” (nel senso quella spacciata dai mass media) emargina uno come lui (e promuove Saviano). Che deve fare Giacobazzi? deve rinunciare a fare quel che fa e andare a lavorare in un call center?
E’ come la storia delle “marce contro la guerra”. Se a quelle poche che ci sono potete vedere anche dei “fascisti” la colpa non è degli antimperialisti che le promuovono (e organizzano) ma della “sinistra” che non ci va. E perchè non ci va? Perchè c’è gente come Saviano (e tanti politici, come Vendola http://www.unita.it/italia/la-svolta-di-vendola-dopo-br-la-libia-neanche-cuba-ha-piu-alibi-1.275000 ) che stanno dalla parte di chi sostiene il capitalismo liberale che ha bisogno di guerre e colonie per far girare questa macchina economica. Saviano di questa macchina ne è un think-tank: un carrarmato del pensiero. Questo è il suo “merito”.
Il think-tank orienta massicciamente l’opinione pubblica verso il livellamento del giudizio su cose anche ovvie e banali che vengono rinnegate nella loro logicità e che però si spacciano come non contraddittorie (un esempio è guerra=missione di pace, con cui s’è fatto digerire all’intera sinistra italiana istituzionale e all’opinione pubblica di riferimento l’appoggio al mostro coloniale eurostatunitense ).
E, come han sempre sostenuto Brunetta, la Gelmini, Veltroni, Prodi e compagnia cantante che ci ha brillantemente governato in questi decenni, i valori della “responsabilità” e del “merito” sono basilari principi di scelta politica attuale. L’”intellettuale” Saviano va da sempre in questa direzione.
**Due parole anche sul “manifesto”: non vorrei pensar male, collegando questo evento alla povertà economica che lo affligge in questo periodo ( http://www.cloroalclero.com/%3Ca%20hrewww.indiscreto.info/2012/03/a-chi-importa-se-il-manifesto-fallisce. ) . Il giornale ha ordito questa schifezza (finchè passano sul web è un conto) con cui, devo dire, ha raggiunto un livello ben basso. Non ha senso attaccare degli intellettuali perchè non sono organici al sistema, contestando “quello che leggono” o “a chi” (o “di chi”) accettano un’intervista. Non si tratta di politici o figure pubbliche, per i quali un’obiezione così potrebbe essere piu’ giustificabile. Non mi risulta che nessuno del “Manifesto” abbia attaccato Paola Concia per la sua visita a Casa Pound (cosa a cui in linea di principio non sarei manco contraria) appellandola “fascista” o “rossobruna” ( http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/06/articolo/2978/ ) . Eppure proprio di sinistra di sinistra la Concia non è perchè ha dichiarato «Per molti aspetti più d’accordo con loro che con il Pd» e pare anche che qualcuno in loco le abbia dato della “camerata del PD”. ( http://roma.indymedia.org/articolo/12895 )
Eppure si attaccano sempre le stesse persone: quelli che organizzano presidi in favore dell’Iran davanti all’ambasciata USA o che protestano davanti al consolato libico contro il CNT o che scrivono difendendo il territorio siriano, facendo un enorme pentolone tra chi si dice antimperialista ma è guerrafondaio e chi no, tra chi è oggettivamente filofascista e chi no. Appellando tutti “fascisti” e sottintendo che “coi fascisti non si parla”.
Non si fa così. E’ un’operazione mediatica lercia. Mi spiace per gli ottimi giornalisti Marinella Correggia e Michele Giorgio, due perdenti (per dirla alla Saviano) che finora sono riusciti a stare puliti in tale melma.
"E’ imperialista, filostatunitense, filosionista, favorevole alle “missioni di pace” all’estero"
esattamente come la sinistra fuori dal parlamento che lo stesso saviano accusa di essere dogmatica.
Ma de che?
Ci siamo dimenticati della stessa propaganda del manifesto contro Ghedafi e contro Assad?
Certo, la loro preoccupazione è solo per i diritti umani violati, strano caso però che questa preoccupazione si traducesse in richiesta di bombardare la Libia come la Siria.
Poca considerazione sulla natura dei ribelli, quisquiglie, Ghedafi andava liquidato perché cattivo. Gli interessi americani e francesi da una derivanti dalla colonizzazione della Libia?
Quisquiglie e problemi secondari.
Ogni tanto concedono qualche articolo alla brava Marinella che fu boicottata dagli stessi puri di cuore del manifesto per raccontare la verità della natura di mercenari xenofobi (ma quelli che sterminano i neri libici per conto del Pentagono sono xenofobi di qualità accettabile, in fondo hanno un nobile scopo da portare avanti a quanto pare per i manifestini).
Sui danni collaterali dei bombardamenti, (per il manifesto quelli di Ghedafi erano veri e facevano male, quelli della Nato portano libertà e non fanno male) hanno scritto con approssimazione e minimizzazione, tanto perché non li si accusi di non averne parlato.
Potevano prendere tante cose da Russia Today, come la smentita dei radar russi che non hanno rilevato alcun bombardamento di Ghedafi) ma pare che al manifesto i puri di cuore abbiano preferito prendere le veline del Pentagono.
Stessa cosa succede nella trasmissione sul loro canale, rai tre.
C'era una volta, trasmette un reportage veritiero ma appunto, ora si può dire la verità tanto la Libia non c'è più.
E' una squallida operazione paraculo, operazioni nelle quali la sinistra eccelle.
Riprova? Ad un giorno di distanza dal reportage sulla Libia, ignorando le accomunanze con la Siria, chiamano una corrispondente a raccontare le balle del Pentagono mentre quella sinistra tanto pacifista che regna nel cervello di Saviano fa presidi e comunicati (vedi sito Fed della sinistra) a favore delle bombe umanitarie.
Sarebbe questa la sinistra dogmatica che vede Saviano?
Per quanto riguarda cuba stesso discorso, abbiamo un utente qui, cubainforma che più volte ha riferito di infamie contro Cuba riportate dal Manifesto.
A proposito di razzismo, SOSO ha dovuto difendere Eurasia che insieme all'associazione dei siriani sono stati accusati da questi mercenari intellettuali del Pentagono di fascismo perché sostenitori di Assad.
PS : sono una comunista libertaria , ma non mi interessa assolutamente difendere Rifondazione , Sinistra Critica , Ferrando , oppure la neonata ALBA ecc..ecc.. Z-E-R-O , non mi interessa , … mi interessa solo informare Eva Braun ( so che è inutile , ma ci provo )
@cloroalclero
Non ho mai letto nulla di “Stato&Potenza” , certo è che dal loro nome .. mi sembra un po’ strano considerarli “compagni” ..
Comunque , a parte questo , condivido ovviamente la repulsione verso Saviano , è impossibile non condividerla . Ma Saviano non c’entra nulla con il Manifesto . Sul Manifesto ci scrivevano Stefano Chiarini e Vik Arrigoni e ci scrivono Michele Giorgio , Marinella Correggia , Manlio Dinucci , Tommaso Di Francesco , Danilo Zolo ecc..ecc.. . Saviano è una persona dichiaratamente di destra che non a caso scrive su Repubblica
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