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I suicidi non sono aumentati per la crisi

 
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Autore Messaggio
Tao
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Registrato: Jul 29, 2005
Messaggi: 29464

MessaggioInviato: Ven Mag 11, 2012 2:51 am    Oggetto: I suicidi non sono aumentati per la crisi Rispondi citando


Le persone che si tolgono la vita a causa di difficoltà economiche sembrano solamente in aumento. Andiamoci piano: i dati statistici raccontano un’altra verità


Sembra inarrestabile l’ escalation di suicidi legati alle difficoltà economiche. Un bollettino di guerra, quasi all’ordine del giorno. Gli ultimi tre casi ( http://www.repubblica.it/cronaca/2012/05/08/news/crisi_suicidi_8_maggio-34735431/index.html ) , due nel salernitano e uno nel milanese nella giornata di ieri, portano a 38 il bilancio delle cosiddette vittime della crisi dall’inizio del 2012, quasi un terzo delle quali in Veneto. Tanto da spingere il segretario dell’ Associazione artigiani piccole imprese ( http://www.cgiamestre.com/2012/05/suicidi-bortolussi-intervenga-il-presidente-napolitano/ ) (Cgia) di Mestre, Giuseppe Bortolussi, a lanciare un appello al presidente Giorgio Napolitano perché intervenga. La politica cavalca l’onda funesta, con il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che ha usato parole fortissime ( http://www.corriere.it/politica/12_aprile_04/di-pietro-monti-suicidi_29b0e2d6-7e65-11e1-b61a-22df94744509.shtml ) contro il premier Mario Monti, accusandolo di avere queste morti sulla coscienza. Ma davvero stiamo assistendo a un’ impennata di suicidi? Davvero la crisi sarebbe la causa di questa strage? Il 2012 sarà ricordato come l’anno dei suicidi o forse ce lo stanno dipingendo così? I dati, se si reputano affidabili le 38 morti dichiarate, parlano chiaro: nel 2012, ogni giorno ci sono 0,29 suicidi per motivi economici, contro lo 0,51 del 2010 e lo 0,54 del 2009. Nessuna epidemia suicida in corso, almeno finora. Per valutare davvero la situazione, si dovrà aspettare.

“Ogni anno in Italia si verificano circa tremila casi di suicidio, con punte di quasi quattromila casi nei primi anni Novanta”, osserva Stefano Marchetti, responsabile dell’ultima, recentissima, indagine dell’ Istituto nazionale di statistica ( http://www.istat.it/it/ ) (Istat) su  suicidi e tentativi di suicidio <http> in Italia, relativa all’anno 2010: “ Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica. Temo che si stiamo facendo affermazioni forti, senza robuste evidenze scientifiche”.  

Può sembrare cinico snocciolare numeri e percentuali, ma è l’unico modo per separare i fatti dalle impressioni. Dicevamo: 38 suicidi per motivi economici dal 1 gennaio all'8 maggio 2012. Purtroppo sono la punta dell’iceberg rispetto al fenomeno generale. Nel 2010, per esempio, l’Istat ha contato 3.048 suicidi, di cui 187 per motivi economici, “ in base a quello – specifica Marchetti – che viene indicato dalle forze dell’ordine come il presunto movente”. Se si escludono i suicidi per motivi d’onore (18 in tutto), quello economico è, per assurdo, il movente meno preoccupante di tutti. Quasi una persona su due (1.412) ha deciso di farla finita a causa di una malattia (per 4 su 5 di origine psichica). La seconda causa di suicidio è affettiva: 324 persone si sono tolte la vita per questioni di cuore, quasi il doppio rispetto a chi l’ha fatto per il conto in banca. E quasi in un caso su tre non è stato possibile individuare il movente del gesto.

Questo per dire che debiti, tasse, difficoltà economiche possono sì indurre a compiere una follia, ma la piaga sociale dei suicidi è molto più vasta e complessa di come appare dai mezzi d’informazione.

Guardiamo agli anni passati, per vedere se la crisi ha colpito davvero. Nel 2008, i suicidi per ragioni economiche sono stati 150, su un totale di 2.828 casi. Nel 2009, sono stati 198 su 2.986 casi. Se si prende solo il dato numerico questo significa che sono aumentati del 24,6% tra 2008 e 2010, ma anche che sono diminuiti del 6 per cento tra 2009 e 2010. Rispetto al totale, questi atti rappresentano il 5,3% di tutti i suicidi nel 2008, il 6,6% nel 2009 e il 6,1% nel 2010. La variazione percentuale, insomma, appare minima. 

Dopo di che, è innegabile che le difficoltà economiche o la mancanza di un lavoro possano gettare nella disperazione. Secondo il recente rapporto dell’ Eures Ricerche Economiche e Sociali <http> , intitolato Il suicidio in Italia al tempo della crisi ( http://www.eures.it/dettaglio_ricerca.php?id=90 ) sarebbero in aumento i suicidi tra i disoccupati (362 nel 2010, contro 357 nel 2009 e una media di 270 nel triennio precedente), con un +40% tra 2008 e 2010. I più a rischio sarebbero proprio loro, quelli che hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo, seguiti da imprenditori e liberi professionisti.

Tuttavia occorre cautela prima di emettere sentenze. In Germania, la cui economia tiene, il numero dei suicidi è quasi doppio rispetto all’Italia e in Finlandia, dove la qualità della vita è molto più alta, i suicidi sono quattro volte superiori ai nostri. Nella Grecia sull’orlo del collasso ci sono poco più della metà dei suicidi rispetto all’Italia e può sembrare paradossale, ma il paese nel quale la situazione economica è più drammatica è anche quello dove si verificano meno suicidi in tutta Europa ( qui si trovano un po’ di tabelle <http> ).

È giusto affrontare il problema, ma interpretare la situazione attuale come una drammatica emergenza legata alla crisi è una forzatura. Ed è pericoloso, perché il fenomeno dei suicidi è a forte rischio emulazione. Questo sì, è scientificamente provato. “ Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso ‘effetto domino ’”, dice Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano: “ Le persone che compiono questi gesti estremi sono nella grande maggioranza dei casi entrate da tempo nel tunnel della patologia psichica, prevalentemente depressiva, che toglie la possibilità di trovare soluzioni alternative.

I gesti estremi possono essere scatenati da fatti contingenti che esasperano una situazione economica già complessa, ma s’innescano in personalità da tempo fragili e vulnerabili che non hanno avuto la possibilità di chiedere aiuto per la loro sofferenza psichica ”. L’appello rivolto a chi governa è che potenzino i servizi di salute mentale, in questo periodo di recessione. Perché c’è tanta gente che non sa a chi chiedere aiuto, ma non solo per motivi economici. 

Daniela Cipolloni
Fonte: http://www.wired.it/
9.05.2012
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LeoneVerde
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Registrato: Feb 08, 2010
Messaggi: 84

MessaggioInviato: Ven Mag 11, 2012 6:21 am    Oggetto: Rispondi citando

Questo articolo è un'infamia, una vergogna.
Dire che tanto quelle erano persone "fragili" che se non si fossero uccise per le difficoltà economiche forse lo avrebbero fatto comunque, è un tentativo schifoso di mistificazione.
Senza contare quanto la continua difficoltà economica, la tensione dell'imprenditore, la frustrazione, il senso di inutilità che prova il disoccupato, alla fine devastano la salute mentale di una persona anche normale...(se ne esistono!). A cui va aggiunta la solitudine affettiva e sociale in cui viviamo noi occidentali, dove i servizi sociali praticamente non esistono e perfino famiglia e amici sono spesso inadeguati, non comprendono la sofferenza, o peggio, abbandonano il "perdente".
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illupodeicieli
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Registrato: Jan 06, 2005
Messaggi: 555

MessaggioInviato: Ven Mag 11, 2012 8:03 am    Oggetto: Rispondi citando

LeoneVerde ha scritto:
Questo articolo è un'infamia, una vergogna.
Dire che tanto quelle erano persone "fragili" che se non si fossero uccise per le difficoltà economiche forse lo avrebbero fatto comunque, è un tentativo schifoso di mistificazione.
Senza contare quanto la continua difficoltà economica, la tensione dell'imprenditore, la frustrazione, il senso di inutilità che prova il disoccupato, alla fine devastano la salute mentale di una persona anche normale...(se ne esistono!). A cui va aggiunta la solitudine affettiva e sociale in cui viviamo noi occidentali, dove i servizi sociali praticamente non esistono e perfino famiglia e amici sono spesso inadeguati, non comprendono la sofferenza, o peggio, abbandonano il "perdente".

Leone hai perfettamente ragione. Ho commentato un articolo simile e forse chi ha scritto questo ha letto il mio commento, perchè scrivevo che i "conti si fanno a fine anno", come direbbe un commercialista e un ragioniere: mi hanno risposto che loro usano la statistica. Ovvio che per loro le persone sono solo numeri, in più non tengono conto che ci sono una miriade di aziende che chiudono ogni giorno: non tengono conto che ci sono suicidi non dichiaratamente collegati a fallimenti o a crisi economiche; ci sono familiari che non gradiscono far sapere il fatto , per scelta personale (qui a Cagliari ci sono stati diversi casi del genere). L'articolo è in sintonia con chi ,nei giorni scorsi, ha scritto che non prova pietà o compassione per gli imprenditori che si suicidano: forse distingue tra imprenditori e dipendenti che scelgono il suicidio.
Nel mio caso, ad esempio, ho scritto sul mio blog (quello "vecchio" che ho su leonardo.it) che cosa succede a una persona che viene dichiarata fallita: ho scritto anche di persone che non ce l'hanno fatta. Il punto è che oltre ai suicidi ci sono i morti che camminano, anzi , che strisciano: quando chiedono aiuto ,per ricominciare, e viene risposto picche, quando ti staccano le utenze o ti portano via i beni o i mezzi che ti occorrono, magari per lavorare in nero (dato che non puoi certo fare una fattura il cui pagamento la prima Equitalia cogliona ti pignora e sequestra). Per loro, gli altri ,quelli che pontificano dalle loro entrate sicure e abbondanti, che sindacano il tuo operato, che dicono che sei debole, che non hai chiesto aiuto, che sei un incapace.Poi ti dicono anche perchè non "ti sei venduto l'orologio, i mobili, la tv, l'automobile". Potrei continuare ma penso di essere stato chiaro.
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dana74
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Registrato: Apr 15, 2009
Messaggi: 13787

MessaggioInviato: Ven Mag 11, 2012 11:44 am    Oggetto: Rispondi citando

e non è manco l'unico, come se l'Istat raccontasse la verità ed i casi di suicidio fossero una farsa

Questo è un insulto verso i morti...

magari le aziende non chiudono e i licenziati non esistono anzi sono tutti quanti felicemente rioccupati

dovrebbero essere messi in galera per istigazione al suicidio

VA BENE LECCARE IL CULO A MONTI MA PASSARE SOPRA I CADAVERI

SCHIFOSI VERMI!!


addirittura questi di mente critica accusano la Cgia di Mestre di alimentare un circo indegno...la Cgia non è affidabile, MENTRE L'ISTAT che dice che la disoccupazione è all'8% si....

Monti, la CGIA e le Balle sui Suicidi

8 maggio, 2012 - 11:00 di mazzetta
Archiviato in Censura dell'Informazione, Cronache Italiane


Titolo dell’articolo originale: La CGIA di Mestre e la propaganda sulla pelle dei suicidi

Molti commentatori hanno rilevato come l’attuale attenzione dei media per i suicidi causati dalla crisi economica, non rifletta una realtà confermata dai dati. Non solo è assurdo legare un evento complesso come il suicidio a un unico motivo scatenante, ma i media e i politici sono andati più in là, falsando la realtà in maniera sconsiderata e dolosa, anche perché un dato invece certo è che il parlarne attivi fenomeni d’emulazione.

Merita il primo premio Mario Monti, per il suo discorso nel quale ha affermato di voler evitare all’Italia il gran numero di suicidi registrato in Grecia. Perché in Grecia non c’è alcun aumento statistico anomalo che segnali un’impennata dei suicidi per motivi economici e per di più perché i greci che si suicidano, sono percentualmente la metà degli italiani. Sarebbe quindi il caso di “fare la fine dei greci” in questo senso.

Tale improvvida uscita è stata probabilmente suscitata da alcuni dati diffusi da mani interessate dopo un’opportuna cosmesi, ad esempio da soggetti come la CGIA di Mestre, che al comunicato con il quale lanciava l’allarme per i suicidi degli imprenditori aggiungeva questa tabella.


A parte l’utilità e la difficoltà di catalogare anche i tentativi di suicidio, che appaiono in grande proporzione quando sono atti volti ad attirare l’attenzione e quasi mai quando si esauriscono nel silenzio delle case, si nota subito nella tabella l’assenza dei dati del 2009, eppure l’Istat li raccoglie tutti gli anni.

Viene da pensare che la presenza del numero 198 in corrispondenza dei suicidi del 2009 avrebbe rovinato la conclusione che la CGIA di Mestre appare interessata a spingere a costo di truccare i dati. Prendendo in esame il 2009 non si poteva scrivere e strappare titoli come “Tra il 2008 ed il 2010, segnala la CGIA di Mestre, i suicidi per motivi economici sono aumentati del 24,6%“, perché sarebbe apparsa subito evidente la scelta arbitraria dell’intervallo e l’omissione del 2009, come della previsione per un 2011 in calo.

Una maniera disonesta di esporre i dati omettendo quelli che contraddicono la tesi che s’intende veicolare. Una cosa del tutto aliena alle buone pratiche che dovrebbe adottare un “ufficio studi” che negli ultimi anni ha prodotto molti comunicati altrettanto ingannevoli e imprecisi, che hanno avuto grande risonanza. A conferma ecco una successiva “analisi” che pompa sempre il tema dei suicidi, effettuata leggendo i giornali e ignorando del tutto l’evoluzione statistica reale del fenomeno dei suicidi nel nostro paese.

La CGIA di Mestre non merita quindi di essere considerata una fonte affidabile e fededegna (la malafede è dimostrata dalla mancata rettifica dell’articolo e dalla mancata risposta alle critiche sollevate da molti), il suo “ufficio studi” e i suoi comunicati non devono essere considerati diversi da quelli di un qualsiasi partito o di una qualsiasi organizzazione sindacale, ancora meno attenzione meritano se appaiono farlocchi fin da come sono presentati. In questo caso l’area di riferimento è quella dei piccoli imprenditori del Nord-Est di centrodestra, la Confartigianato era un tempo contrapposta alla CNA (sinistra), poi è confluita insieme a questa e ad altre in R.ETE Imprese Italia, che ora rappresenta le piccole e medie imprese italiane . Il che forse spiega la grande risonanza di prodotti tanto scadenti e anche l’ossessione per certi temi, evidente nell’azione di questa specie di think tank in saor.

L’improvviso interesse del centrodestra per i suicidi e per Equitalia sta inquinando il dibattito con informazioni false che mirano ancora una volta al bersaglio pubblico. Quali che siano le responsabilità di Equitalia, afferiscono principalmente ai politici di centrodestra, che hanno costituito Equitalia e che ne hanno nominato i dirigenti. Spetta alla politica correggere una decisione comunque giusta che ora si tenta di sovvertire. Equitalia è l’esattore pubblico che ha sostituito una pletora di esattori privati, alcuni dei quali spariti con la cassa e non certo alieni alle inefficienze o alle cartelle pazze.

L’isteria contro Equitalia non aiuterà le vittime degli errori e degli abusi di Equitalia e favorirà ancora una volta l’occultamento delle responsabilità politiche e penali di chi ha operato male e di chi ha commesso delitti, così come l’isteria sull’inesistente ondata di suicidi serve solo a indicare pericoli immaginari al fine d’ottenere risultati concreti (il ritorno degli esattori privati) e nascondere le vere responsabilità.

La CGIA di Mestre ha alimentato questo circo indegno producendo capolavori come quella tabella, così come ormai da anni si esercita su altri temi, raccogliendo un’attenzione decisamente immeritata per quella che dovrebbe rimanere la modesta propaganda di una sezione territoriale del sindacato di centrodestra degli artigiani. Più gente ne prenderà atto e comincerà a fare le pulci a questa propaganda, meglio sarà per tutti.

http://www.mentecritica.net/monti-la-cgia-e-le-balle-sui-suicidi/informazione/cronache-italiane/mazzetta/25788/
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dana74
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MessaggioInviato: Ven Mag 11, 2012 11:46 am    Oggetto: Rispondi citando

cara daniela di matti ce ne è tanti in giro, ma mai quanto squallidi servi come i pennivendoli..

ma guarda un pò, arriva l'oracolo dell'istat a salvare gli adoratori di Monti Evil or Very Mad

fate schifo
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