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antiUsrael Newbie


Registrato: Feb 08, 2012 Messaggi: 1526
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Inviato: Mer Apr 18, 2012 12:35 pm Oggetto: mercanti e mercato:la più spietata delle dittature |
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Mercato del lavoro. Così gli uomini diventano merce
di Massimo Fini
Oggi si parla tranquillamente e impunemente di mercato del lavoro”. Neppure i sindacati si scandalizzano che l’uomo (le sue energie, fisiche e intellettuali) sia considerato una merce. Ma prima della Rivoluzione industriale, nella società contadina e artigiana, l’uomo non era mai stato una merce. È il diverso modo di pensare, di concepire e di sentire il lavoratore che fa la differenza fra le società cosiddette “tradizionali” e quella che si afferma con la Rivoluzione industriale. Il signore, il maestro artigiano, il padrone della bottega non considerano i propri dipendenti una merce nè essi si sentono tali. I rapporti sono talmente intrecciati, complessi e personali che il valore economico delle reciproche prestazioni ne rimane inglobato e non può essere enucleato. Il feudatario può considerare il servo casato addirittura una sua proprietà, ma sempre come persona, non come cosa, oggetto, merce. L’attività del dipendente è incorporata nella sua persona. Quando con la Rivoluzione indu- striale, si stacca concettualmente e fittiziamente il lavoro (cioè l’energia umana) dalla persona che lo compie e lo si oggettivizza, allora, il lavoro diventa effettivamente una merce che può essere comprata e venduta o anche considerata scaduta, come tutte le altre e che, come le altre, è sottoposta ai meccanismi e alle regole del mercato. Fra queste c’è quella, molto attuale in tempi di “licenziamenti per motivi economici”, che si chiama “produttività marginale del lavoro” che è l’accrescimento del prodotto conseguente all’aumento di una unità lavorativa. Nell’attuale economia se questo accrescimento è nullo o insufficiente il lavoratore viene, prima o poi espulso e deve cercarsi un altro posto, se lo trova, dove la sua produttività marginale è remunerativa. Che cosa sarebbe successo nell’economia tradizionale se su un campo sul cui rendimento vivevano dieci persone ci si fosse accorti che il lavoro di due era superfluo essendo sufficiente quello degli altri otto a mantenere tutti? Avrebbero cacciato i due a pedate nel sedere? Proprio no. Si sarebbero divisi il lavoro in dieci, approfittando del maggior tempo a disposizione per andare in osteria, a giocare a birilli, a corteggiare la futura sposa. A quegli uomini premeva soddisfare il fabbisogno una volta assicurato questo tanto meglio se spartendosi il lavoro fra molti, ci si dedicava ad altro. Era gente, in genere legata da vincoli di parentela e comunque da relazioni strettissime, che stava insieme sulla base di un progetto esistenziale comune dove “l’economico”, purché fosse garantita la sussistenza, aveva una valenza secondaria rispetto agli altri elementi della vita (P. Fitoussi, Il dibattito proibito). Oggi siamo degli “schiavi salariati”, degli oggetti, delle merci. Non dipendiamo più da uomini ma da imprese che dipendono dalle banche che dipendono dal denaro. E nel complesso dipendiamo tutti, anche le “mosche cocchiere” che si illudono di guidar la carrozza e ne sono al massimo dei profittatori, dalla più spietata delle dittature, un meccanismo anonimo, senza volta che viene chiamato, senza che ciò provochi un qualche trasalimento, mercato, anzi “i mercati”.
Il Gazzettino, 31 marzo 2012 |
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Georgejefferson Newbie


Registrato: Oct 25, 2011 Messaggi: 1505 Località: Pontevico (bs)
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Inviato: Mer Apr 18, 2012 3:11 pm Oggetto: Re: mercanti e mercato:la più spietata delle dittature |
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E che ne sappiamo del passato?le opinioni degli storici?ipotesi con prove alla mano,e dove milioni di altre prove magari contrarie non sono rinvenute?La mercificazione delle persone nelle societa contemporanee e'abberrante,si sa e si vede...ma da li a farne un paragone col presunto PARADISO TRAZIONALE ne passa...
" Il feudatario può considerare il servo casato addirittura una sua proprietà, ma sempre come persona, non come cosa, oggetto, merce"
Basta questa stronzata,una persona di proprieta di un'altra(lo schiavo) e'esattamente una cosa,oggetto,merce.. |
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antiUsrael Newbie


Registrato: Feb 08, 2012 Messaggi: 1526
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Inviato: Mer Apr 18, 2012 3:28 pm Oggetto: |
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beh prima gli oppressori non pretendevano di essere liberatori democratici infarcendo la popolazione di consumo e utopia...
sicuramente non c'è da credere alla versione del sistema che ci racconta di un mondo buio prima di esso cosi illumiNATO  |
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Georgejefferson Newbie


Registrato: Oct 25, 2011 Messaggi: 1505 Località: Pontevico (bs)
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Inviato: Mer Apr 18, 2012 5:01 pm Oggetto: Re: mercanti e mercato:la più spietata delle dittature |
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| Io credo che gli oppressori dell'antico ti opprimevano a bastonate e basta(mia opinione,non verita assoluta)al lavoro nei campi dall'alba al tramonto,in guerra se chiamati(e in prigione se fuggivi)morire a 40/50 anni di stenti e malattie...certo attualmente tanti popoli sono messi non meglio,ed il benessere(tra virgolette)occidentale e'diretta conseguenza dello schiavismo dei paesi poveri..non sono ipocrita su questo,ma penso anche che piccoli passi siano stati fatti di vero progresso(vero quindi ideale sempre da definire)come per esempio non aver leggi in alcuni paesi che tutelano IL DIRITTO DI POSSEDERE SCHIAVI...certo quei passi avanti non provengono dalle elite traditrici della ragione che considerano le masse bestiame da sfruttare e il consumismo e cultura della visibilita son costruite apposta per un RITORNO alla totale sottomissione...col consenso.Se poi nell'antico esistevano eccezzioni di piccoli gruppi solitari a vivere in fratellanza e rispetto reciproco,puo darsi,non lo escludo.Comprendo comunque il tuo disappunto sul consumi e muori moderno |
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antiUsrael Newbie


Registrato: Feb 08, 2012 Messaggi: 1526
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Inviato: Mer Apr 18, 2012 5:40 pm Oggetto: |
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ribadisco che forse non sappiamo proprio niente del passato perchè(e voglio essere ingenuo nel paragone) è come sentire un tifoso dell'Inter che parla della storia del Milan: non sarà mai obiettivo.
Non mi convince neanche la teoria che il potere è sempre stato cosi e l'umanità pure cosi sfigata e serva:questa cosa nasconde alla fine la legittimazione del sistema vigente. |
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