dana74 Newbie


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Inviato: Dom Apr 15, 2012 5:56 pm Oggetto: Libero mercato. Una distesa di croci |
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Libero mercato. Una distesa di croci di lavoratori e di imprenditori
Sono quasi 20 i suicidi per lavoro. Oltre 100 nel corso del 2011
michele mendolicchio
La crisi e soprattutto le misure del governo Monti lasciano lungo la strada tante vittime. Ormai le croci di imprenditori e di semplici lavoratori non si contano più. Dall’inizio dell’anno sono circa una ventina, tra imprenditori e lavoratori, le persone che si sono tolte la vita per colpa della crisi. Mente nel corso del 2011 sono stati più di 100 i suicidi legati al lavoro. Invece di aiutare le imprese e le famiglie si è pensato solamente ad ingrassare le banche. Ai poveri cristi invece una valanga di tasse e di negazioni, in riferimento alle imprese che lavorano per lo Stato. Come se sa debbono attendere mesi e mesi prima di essere liquidate. E se le banche non ti vengono in soccorso rischi la chiusura e il fallimento. Vero che la politica dei partiti è in crisi ma non si può delegare i tecnici per ammazzare lavoratori e imprese. E’ quello che sta succedendo con il sostegno dell’ABC al governo dei Professori. La delega al lavoro sporco sta dando i suo frutti amari: lavoratori e imprenditori che la fanno finita e una distesa di precarietà e di disoccupazione.
Ora va bene che ci sono i conti da risanare ma continuando di questo passo si corre il rischio di una moria di lavoratori e imprenditori abbandonati a se stessi. Chi si impicca, chi si butta sotto il treno, chi si getta dal balcone. La perdita del lavoro, che di questi tempi di crisi è un fatto quotidiano, spinge tanti italiani a farla finita. E se hai una famiglia da mantenere non ce la fai proprio a sopportare l’umiliazione. Senza contare i tanti che finiscono in depressione e quindi in cura nelle tante strutture psichiatriche. Alla fine se non ti suicidi finisci per diventare pazzo. La crisi della politica e l’avvento dei tecnici ha finito per accrescere le difficoltà di tutto il mondo del lavoro. Oltretutto ci si sente pure presi in giro dai tanti che parlano della flessibilità come di un arricchimento. Ma davvero è così bello cambiare lavoro molto spesso? Allora dovrebbe valere anche per i politici di centrodestra e di centrosinistra? Invece D’Alema, Fini, Casini, Di Pietro, Berlusconi e Bersani stanno da una vita al Palazzo del piacere. Il piacere di cambiare è riservato solo ai comuni lavoratori. E così non resta che buttarsi sotto un treno. La globalizzazione abbinata all’avvento dei Professori ha dato il colpo finale. Impoverimento della classe media e crescita della disoccupazione giovanile. Alla fine ci si trova di fronte ad un muro di gomma e la prospettiva è di finire dinanzi ad una struttura della Caritas, assieme a tanti immigrati. E’ vita questa? Una marea di giovani che vivono grazie alla pensione del nonno e che finiscono per invecchiare senza aver quasi mai lavorato. “Si sentiva inutile”, “Non se ne faceva una ragione” questa la serie di domande inevase che sta dietro la scia di suicidi. L’ex manager di una società del marmo Giuliano V., di appena 42 anni, non ce l’ha fatta ad accettare la perdita del lavoro. E così ha scelto di buttarsi sotto un treno. A casa rimane la moglie e una figlia di 13 anni. A Treviso, invece, un imprenditore di 53 anni si è impiccato all’interno della sua azienda. Lasci moglie, quattro figli e un mutuo da pagare. E il governo dei Professori pensa solo alle banche e a privatizzare. E con l’appoggio di Pdl, Pd e Terzo Polo a rendere il lavoro più flessibile e senza diritti. E il diritto ad una retribuzione dignitosa è ormai fumo negli occhi. Solo precarietà, salari vergognosi e il diritto di farla finita.
14 Aprile 2012 12:00:00 - http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=14337 |
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