Inviato: Dom Mar 25, 2012 11:09 am Oggetto: Siria,una scheda sul CNS,intervistato oggi dal Manifesto
Oggi su Il Manifesto e' uscita un' intervista a Ghalioun, presidente del Consiglio Nazionale Siriano. Gahlioun insegna a Parigi alla Sorbona ed in Francia e' molto forte, soprattutto sui media cosiddetti progressisti, in prima linea Le Monde e Liberation, la spinta all' intervento nel paese di Damasco.
Su Le Monde del 15 marzo, anniversario dell' inizio della "rivolta" in Siria, in prima pagina c'era un pezzo titolato, metto in italiano per evitare strafalcioni, "L' imperativo dell' intervento ".
In Italia,piu' fredda e diffidente verso "i ribelli", il CNS titola la sua intervista, perche' il titolo l' ha suggerito sicuramente in qualche modo il CNS,"Vogliamo un sostegno politico, non militare per fermare Assad ".
Ripropongo questa scheda di Marinella Correggia che e' stata piu' volte aggiornata ed e' stata pubblicata su vari media tra i quali Il Manifesto e CDC. Ma "repetita iuvant".
Quando l' intervista del Manifesto , firmata da Anna Maria Merlo, corrispondente da Parigi, ma anche da Bernard Ravenel, sara' disponibile in rete proporro' il confronto tra i due pezzi.
Articoli di Marinella Correggia sulla crisi siriana e sulla guerra libica sono consultabili sul sito www.sibialiria.org .
Marcopa
Chi è davvero e cosa chiede il Cns (Consiglio nazionale siriano), organizzatore della manifestazione del 19 febbraio a Roma
E’ stato il nuovo governo della Libia, frutto della guerra della Nato, il primo a riconoscere già lo scorso ottobre come “legittimo rappresentante del popolo siriano” il Consiglio nazionale siriano (Cns), in inglese Syrian National Council
Basato in Turchia (ma il suo leader Bhouran Gharioun vive a Parigi da decenni; sostiene però di rappresentare l’80% dei siriani), il Cns, attraverso i suoi “osservatori sui diritti umani” da Londra e i cosiddetti “Comitati di coordinamento locale”, è la fonte quasi esclusiva delle notizie pubblicate sui media che accreditano la versione di una “rivolta a mani nude contro il dittatore”. Peraltro c’è uno scontro interno fra “attivisti” che si accusano reciprocamente (vedi la Seconda puntata di questa serie).
A differenza dell’altra opposizione che vuole il negoziato e non accetta la lotta armata né l’ingerenza, il Cns rifiuta ogni negoziato e mediazione (come il Cnt libico, a suo tempo).Non ne ha bisogno, perché ha trovato molti alleati fra i paesi occidentali e petromonarchici, ai quali ha chiesto da tempo l’imposizione di una no-fly zone “per la protezione dei civili” (per esempio in ottobre: http://globalpublicsquare.blogs.cnn.com/2011/10/11/time-to-impose-a-no-fly-zone-over-syria/; e in gennaio: http://www.wallstreetitalia.com/article/1307700/siria-opposizione-invoca-intervento-onu-serve-no-fly-zone.aspx). Del resto come vari analisti hanno spiegato, anche nel caso siriano la no-fly zone non avrebbe senso e dovrebbe piuttosto sfociare in un vero e proprio sostegno aereo anti-governativo o Cas (close air support).
Il rappresentante del Cns in Italia e organizzatore della manifestazione a Roma del prossimo 19 febbraio (che ha già avuto diverse adesioni di associazioni italiane) è Mohammed Noor Dachan. Sul sito del Syrian National Council risulta affiliato come appartenente alla Muslim Brotherhood Alliance http://www.syriancouncil.org/en/members/item/241-mohammad-nour-dachan.html . Egli sostiene che l’Esercito siriano libero “sono soldati, sottufficiali e ufficiali che hanno scelto di rifiutare di sparare alla gente comune disarmata e non è un esercito di guerra, ma ha solo l'obiettivo di difendere le manifestazioni”. La realtà appare molto diversa.
Il cd Esercito libero appare responsabile di uccisioni di soldati e civili siriani (ci sono elenchi nominativi documentati) e atti di sabotaggio e terrorismo (di recente decine di morti in esplosioni ad Aleppo).
Accanto all’Esercito siriano libero, l’intervento armato occidentale e petromonarchico c’è già e da tempo. Non sotto forma di bombardamenti ma di finanziamenti e invio di armi, consiglieri e mercenari. In appoggio a gruppi armati anti-Assad. Che il Cns avalla e con i quali collabora. Mentre la Turchia offre la base logistica alla Free Syrian Army, Qatar e altri paesi non fanno mistero del loro appoggio “diplomatico” e finanziario e in armi; a metà gennaio lo sceicco Bin Khalifa Thani ha dichiarato la volontà di mandare truppe. Inglesi e francesi hanno confermato di aver mandato unità ad assistere i rivoltosi. Sono state scoperte armi inglesi avviate clandestinamente. A Homs truppe inglesi e qatariote dirigono l’arrivo di armi ai ribelli e consigliano sulle tattiche della battaglia, secondo il sito israeliano Debka file.
Da tempo l’opposizione siriana ottiene quotidianamente partite di armi http://rt.com/news/syria-opposition-weapon-smuggling-843/ . Obama chiede apertamente di sostenere gli armati anti-Assad e pensa di replicare i successi libici: nessun uomo, nessun morto, ma consiglieri e molti soldi. Fonti americane rivelano al Times un piano in fase di elaborazione da parte di Stati Uniti e alleati per armare i ribelli. Indiscrezioni che si incrociano con quelle del Guardian sulla presunta presenza di reparti speciali britannici e americani al fianco degli insorti, così come quella del sito israeliano Debka su una infiltrazione sul terreno, a Homs, di consiglieri militari sia britannici sia del Qatar. A queste indiscrezioni la Russia ha reagito affermando che si tratta di informazioni ''allarmanti'', secondo il portavoce del ministero degli Esteri, Aleksandr Lukashevich http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/siria-homs-strage-senza-fine-times-piano-1113360/www.peacelink.it .
Poi ci sono i mercenari libici. A dicembre il presidente del Consiglio nazionale siriano Burhan Ghalioun incontra a Tripoli i nuovi dirigenti. E scatta il piano che porta diverse centinaia di volontari libici in Siria, sparpagliati tra Homs, Idlib e Rastan http://www.corriere.it/esteri/12_febbraio_10/olimpio-siria-insorti_a9528996-53da-11e1-a1a9-e74b7d5bd021.shtml . La missione è coordinata dall’ex qaedista Abdelhakeem Belhaj, figura di spicco della nuova Libia, e dal suo vice Mahdi Al Harati.
Intanto il sito di petizioni Avaaz, dopo aver diffuso per la Libia notizie di bombardamenti su civili http://www.avaaz.org/it/libya_stop_the_crackdown_eu in seguito ampiamente smentite, invita alla "battaglia mondiale" per la Siria dicendo: "Questo è il culmine della primavera araba e della battaglia mondiale contro i despoti sanguinari".
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum Non puoi rispondere ai Topic in questo forum Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
La redazione non esercita un filtro sui commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso comedonchisciotte.org potrà essere considerato responsabile per commenti lesivi dei diritti di terzi. La redazione informa che verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi
vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
Disclaimer A meno di avvisi di particolari (articoli con diritti riservati) il materiale presente in questo sito può essere copiato e ridistribuito, purchè vengano citate le fonti e gli autori. Non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale pubblicato. I contenuti sono pubblicati senza periodicità.
Il logo del sito (adattato da xkcd.com) è rilasciato con licenza creative commons.