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Ue sulla Grecia non vuole rischiare

 
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Autore Messaggio
dana74
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Registrato: Apr 15, 2009
Messaggi: 13894

MessaggioInviato: Lun Feb 20, 2012 6:42 pm    Oggetto: Ue sulla Grecia non vuole rischiare Rispondi citando

Supercommissariamento per la Grecia, l’Europa non vuole rischiare
Fabrizio Goria

Siamo alla vigilia dell’Eurogruppo, la riunione dei ministri delle Finanze europei, che dovrebbe deliberare la seconda tranche di aiuti alla Grecia. Non mancano i punti controversi. Il primo è quello di un conto esterno, gestito da terzi, dove dovrebbero rientrare parte delle entrate derivanti dalle imposte elleniche. Un secondo conto dovrebbe ricevere i fondi, con l’obiettivo di creare un trust per garantire un pieno utilizzo strategico dei 130 miliardi di euro. Sul tavolo rimane anche la trattativa sull’haircut, cioè una svalutazione sul valore nominale dei bond in portafoglio dei privati, che potrebbe salire al 75 per cento.

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Un manifestante in Piazza Syntagma ad Atene (Afp)
Un manifestante in Piazza Syntagma ad Atene (Afp)
Economia
20 febbraio 2012 - 17:14

Tutti lo pensano, nessuno lo dice. All’interno del Palazzo Justus Lipsius di Bruxelles, dove si sta svolgendo l’Eurogruppo, la riunione dei ministri finanziari europei, nessuno parla apertamente di commissariamento della Grecia. Eppure, il concetto è quello. Il ministro ellenico delle Finanze, Evangelos Venizelos, si è detto tranquillo: «Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare e oggi si leverà l’incertezza dalla crisi greca». Le aspettative sono positive, ma le sorprese possono essere dietro l’angolo. Ed è possibile che venga presa in considerazione l’opzione del ministro olandese delle Finanze, Jan Kees de Jaeger. «Sarebbe utile una missione permanente in Grecia», ha detto. L’impressione è che, dopo questo Eurogruppo, sarà ancora più stringente il giro di vite della troika composta da Fondo monetario internazionale (Fmi), Banca centrale europea (Bce) e Commissione Ue.

«L’Europa non può permettersi che la Grecia fallisca in modo disordinato o esca dall’eurozona, nessuno lo vuole». Le parole che il diplomatico italiano dice a Linkiesta rappresentano il pensiero comune in ambito europeo. Tuttavia, gli sforzi che Atene deve fare sono ancora tanti. La manovra di austerity da 3,2 miliardi di euro siglata la settimana scorsa è solo l’ultimo passaggio di un percorso che durerà fino al 2020. È questa la data più importante per il Fondo monetario internazionale (Fmi). L’istituzione guidata da Christine Lagarde vuole riportare il rapporto debito/Prodotto interno lordo al 120% entro quella data, partendo dall’attuale 165 per cento.

Uno dei punti più controversi è quello dell’ escrow account. Si tratta di un conto esterno, gestito da terzi, all’interno del quale, secondo fonti diplomatiche, dovrebbero rientrare parte delle entrate derivanti dalle imposte elleniche. L’obiettivo è quello di fornire un garanzia per il secondo piano di salvataggio. L’Ue, dietro la spinta della Germania, sta valutando questa opportunità, che sarà discussa oggi nell’Eurogruppo. L’argomento è però delicato, dato che si tratterebbe di una perdita di sovranità rilevante per Atene. «È vero, ma questo potrebbe essere il solo modo che l’Ue può avere per tutelarsi da frodi e brogli», spiega un funzionario della Commissione europea a Linkiesta. La scorsa notte il premier ellenico Lucas Papademos è volato a Bruxelles proprio per discutere, fra gli altri temi, di questo speciale fondo a garanzia.

Questo però non sarebbe che il primo escrow account. Il secondo, infatti, sarebbe quello dentro cui dirottare i fondi del secondo piano di salvataggio. L’obiettivo è quello di creare un trust per garantire un pieno utilizzo strategico dei 130 miliardi di euro. Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schäuble, ha spiegato che «tutto è pronto per questo conto speciale» giusto pochi minuti prima che iniziasse l’Eurogruppo. In tal modo, con un controllo esterno da parte della troika, i soldi sarebbero utilizzati evitando sprechi. «È ormai necessaria una misura di questo tipo, perché le erogazioni dirette non sono state utilizzate nel modo corretto», spiega uno sherpa francese. Chiaro il riferimento ai 110 miliardi di euro del primo piano di salvataggio varato nel maggio 2010. Resta da definire in che modo potranno accettare i greci un’opportunità di questo genere.

Ancora da definire è il ruolo della Banca centrale europea (Bce). La scorsa settimana ha comunicato di aver concluso uno scambio dei titoli ellenici che aveva in portafoglio, circa 50 miliardi di euro, con altri titoli, di stesso valore e stessa struttura. L’unica differenza è che ai nuovi bond non si potranno applicare le clausole di azione collettiva (Cac), per forzare la ristrutturazione del debito ellenico. Domani il Parlamento greco voterà l’introduzione per via costituzionale di queste clausole retroattive da applicare a tutti i bond possibili emessi sotto la legislazione greca. La mossa della Bce è stata fatta in tempo per evitare perdite significative, che invece colpiranno i creditori privati che non accettano l’offerta di swap del governo greco.

Attesa per domani in caso di risposta positiva dal vertice di oggi, come è prevedibile ma non scontata, è la tappa più importante del Private sector involvement (Psi) deciso con il Consiglio europeo del 21 luglio scorso. I circa 365 miliardi di euro di debito pubblico saranno tagliati di circa 105 miliardi, dato che i privati detengono quasi 206 miliardi in bond. In pratica la lobby bancaria internazionale Institute of international finance (Iif), rappresentante dei creditori privati, ha sul tavolo un’offerta che prevede un haircut, cioè una svalutazione sul valore nominale dei bond in portafoglio, del 50 per cento. Oltre a questo, nuove obbligazioni trentennali a un coupon del 3,6%, ma con un grace period di 10 anni in modo da soddisfare le esigenze del Fmi. Ma, come anticipato in settembre, «rimane la possibilità che si arrivi a un haircut del 75%, dato che molto dipende dall’analisi sulla sostenibilità del debito greco che oggi sarà presentata dal Fmi all’Eurogruppo», spiega un diplomatico italiano a Linkiesta.

L’ottimismo dei mercati finanziari è stato elevato per tutta la giornata. Eppure, i passi sono ancora tanti e tutti delicati. In cambio dei 130 miliardi di euro (più quelli per le ricapitalizzazioni bancarie), la Grecia di fatto ha optato per farsi commissariare. Il ministro olandese delle Finanze de Jaeger ha parlato per la prima volta di «troika permanente», utile per aiutare il Paese nel consolidamento fiscale dei prossimi dieci anni. Ma ora la scadenza più vicina è quella dell’8 marzo. In quella data dovrà essere completata sotto il profilo formale l’offerta di swap ai creditori privati, in modo da avere i tempi tecnici per effettuare la ristrutturazione del debito dal punto di vista contrattualistico. Se non si troverà un accordo, la Grecia vedrà scadere il 20 marzo il suo maxi bond, nome in codice GR0110021236, da 14,4 miliardi di euro e non potrà rimborsarlo. In altre parole, fallirà.

http://www.linkiesta.it/grecia-eurogruppo-default#ixzz1mwdF7dGP
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dana74
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Registrato: Apr 15, 2009
Messaggi: 13894

MessaggioInviato: Lun Feb 20, 2012 6:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cosa troviamo all’interno delle “nuove misure di austerità”?
Una sentenza di morte per la Grecia!


Mike Whitney

Tradotto da Curzio Bettio



“Siamo di fronte ad una distruzione. Il nostro paese, la nostra case stanno per bruciare. Il centro di Atene è in fiamme.”
– Costis Hatzidakis, parlamentare conservatore

Domenica scorsa, 12 febbraio 2012, il Parlamento greco ha approvato una nuova tornata di misure di austerità, che ulteriormente aggraveranno la depressione che dura da cinque anni e troncheranno gli ultimi logorati fili di coesione sociale.
Al fine di garantire un prestito di 130 miliardi di euro, i leader politici della Grecia hanno convenuto di conformarsi ad un “Memorandum di Intesa” (MOU), che non solo intensificherà i sacrifici della gente comune che lavora, ma effettivamente assegnerà anche il controllo dell’economia nazionale a banche ed imprese straniere.
Il Memorandum è tanto calcolatore e venale come mai un documento del tipo sia stato scritto. E mentre la maggior parte dell’attenzione è stata focalizzata sui tagli profondi alle pensioni integrative, al salario minimo, e agli stipendi del settore privato, molto di più balza agli occhi in questo mandato oneroso.

Il documento di 43 pagine deve essere letto nella sua interezza per apprezzare appieno la vacuità morale delle persone che dettano la politica nell’Eurozona.
La Grecia dovrà dimostrare di avere acquisito diversi parametri di riferimento prima di ricevere una qualsiasi parte del denaro assegnato per il piano di salvataggio. Il Memorandum delinea, in modo ricco di dettagli, quali sono questi parametri, a partire dai provvedimenti per la riduzione della spesa per farmaci salva-vita, fino all’“abolizione di ogni limitazione per i dettaglianti di vendere categorie riservate di prodotti, come gli alimenti per bambini.”
Proprio così: secondo gli autori di questo protocollo fuligginoso, il solo modo con cui la Grecia sarà in grado di sollevare se stessa fuori dalle secche è quello di avvelenare i suoi bambini con alimenti per l’infanzia non controllati o vietati.
Il Memorandum esige inoltre un taglio del 10 per cento sui salari per i lavoratori statali, tagli ai “fondi per la previdenza sociale e per gli ospedali”, e più privatizzazioni dei beni di proprietà pubblica, ognuno dei quali porterà solo ad un’ulteriore contrazione del PIL.

Sulle privatizzazioni: “Il Governo è pronto a offrire in vendita le sue rimanenti quote in imprese di proprietà statale, se necessario al fine di raggiungere gli obiettivi della completa privatizzazione. Il controllo pubblico verrà limitato solo ai casi di essenziali infrastrutture di rete.”
Invece di fornire aiuti fiscali perché la Grecia possa raggiungere i suoi obiettivi di bilancio e possa rimettersi in piedi ancora una volta, la Troika (la Commissione europea, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale) sta usando la crisi per strappare i beni vitali dello Stato e consegnarli ai suoi amici delle corporation.
Il Memorandum sta aprendo nuove strade per lo sfruttamento e il saccheggio.
E c’è di più:

”Il governo non proporrà né metterà in atto misure che possano violare le norme relative alla libera circolazione dei capitali. Né lo Stato né altri enti pubblici concluderanno contratti di partecipazioni azionarie con l’intento o l’effetto di ostacolare la libera circolazione dei capitali o influenzare la gestione o il controllo di imprese. Il governo non avvierà e nemmeno introdurrà limiti agli accordi o alle acquisizioni, e non imporrà alcun diritto di veto sproporzionato e non giustificabile, o qualsiasi altra forma di diritti speciali, alle imprese, compagnie e società privatizzate.”

Beh, è abbastanza chiaro: “Regole imposte dal Capitale”. Gli interessi delle imprese e delle banche hanno la precedenza rispetto a quelli del popolo.
Il dettato limita il ruolo del governo, che dovrebbe approvare senza sollevare obiezioni le azioni predatorie di spietati speculatori, il cui unico interesse è quello di ingrassare i rendiconti finanziari dei loro azionisti.
Nel Memorandum è anche presente un lungo paragrafo sulle “riforme strutturali che favoriscano la crescita”, che comunque non spiega come l’economia potrebbe espandersi quando misure di austerità stanno riducendo la quantità di spesa dei consumatori e gli investimenti delle imprese. Invece, il documento si concentra con azione da laser per eviscerare le barriere commerciali e tagliare di netto i salari dei lavoratori.
Ecco un esempio:

“Dato che il risultato del dialogo sociale per promuovere l’occupazione e la competitività non è stato all’altezza delle aspettative, il governo adotterà misure per favorire un rapido adeguamento del costo del lavoro, per combattere la disoccupazione e recuperare competitività economica, garantire l’efficacia delle recenti riforme del mercato del lavoro, allineare le condizioni di lavoro nelle ex imprese statali a quelle del resto del settore privato, e fare accordi su orari di lavoro più flessibili. Questa strategia dovrebbe mirare a ridurre il costo del lavoro unitario nominale nel settore delle imprese del 15 per cento, nel 2012-14. Allo stesso tempo, il governo promuoverà una contrattazione salariale omogenea ai vari livelli, e combatterà il lavoro nero.”

Non credi, caro lettore, che se tu avessi raccomandato politiche che hanno prodotto come risultato in due anni una grave recessione e il record di disoccupazione, (attualmente in Grecia il tasso di disoccupazione ha raggiunto il picco del 20,6 per cento), ora ti sentiresti di tenere la bocca chiusa e ammettere che non sapevi di che diavolo stavi parlando?
No, se tu fossi un ministro delle finanze dell'UE, non lo avresti mai ammesso! Tu prescriveresti le stesse politiche che hanno fallito dappertutto; le politiche che hanno ridotto la spesa pubblica e le possibilità di spesa delle persone, che hanno contratto le entrate del governo, che hanno accresciuto la disoccupazione, e approfondito la crisi. Questo è il tipo di idiozia che passa come politica nell’Eurozona!

Il Memorandum contiene anche una sezione illuminante sul “contesto economico e d’impresa”, che comprende tutto, dai vantaggi per l’industria al libero scambio senza limitazioni.
Ecco un tipico esempio:
“... cessare di accantonare l’addebito non-reciproco calcolato sul prezzo dei carburanti in favore del Fondo assicurativo per la Distribuzione, la mutua degli operatori dei distributori di combustibili liquidi.”
Ka-ching! Soldi in arrivo! Omaggi alle grandi imprese. L’intero paragrafo recita come sopra, come composto da una velina aziendale dietro l’altra.

“Attuazione della legge 3982/2011, relativa alla procedura veloce del percorso per ottenere la concessione di licenze per le professioni tecniche, per le attività manifatturiere, per i centri commerciali, e altre disposizioni.”

Voi vi domanderete, tutto questo cosa a che fare (con il salvataggio della Grecia)?
Proprio nulla! E ciò dimostra che il Protocollo consiste solo di una “lista dei desideri” della grande finanza e delle imprese, una mistura di politiche punitive da far stringere la cinghia ai lavoratori, e per agevolare i profitti per i petrolieri, per le compagnie del gas, di elettricità, del trasporto aereo, delle ferrovie, delle comunicazioni, ecc.
“Rendere veloce il percorso per ottenere la concessione di licenze” e gli “alimenti per l’infanzia” non hanno nulla a che fare con l’aiutare la Grecia a raggiungere i suoi obiettivi di bilancio. Si tratta di uno scherzo!
Basta leggere questo:

Memo: “In linea con gli obiettivi di politica strategica della legge 3919/2011 sulle professioni regolamentate, il governo elimina le barriere all’ingresso del mercato dei taxi ... in linea con la migliore pratica internazionale.”

Così anche i tassisti otterranno un posto alla mangiatoia? Non vi sembra tutto questo un po’ irrilevante?
Niente di tutto questo ha a che fare con l’aiutare la Grecia. Si tratta solo di un saccheggio da parte del sistema finanziario e delle corporation in stato confusionale. La Grecia è una grande pignatta che è stata fatta a pezzi e tutti fanno a spintoni per afferrare la loro manciata di caramelle.

Memo: “Il governo istituisce una task force per .... rivedere la gestione del settore giudiziario, compresa la possibilità di rimuovere dai registri dei tribunali i casi in sospeso.... Dopo la presentazione del piano di lavoro per la riduzione del cumulo dei casi fiscali e tributari in tutti i tribunali e le corti d’appello amministrative nel mese di gennaio 2012, che prevede l’obiettivo intermedio di riduzione dell’arretrato di almeno il 50 per cento entro la fine di giugno 2012, e di almeno l’80 per cento entro la fine di dicembre 2012, e la liquidazione integrale delle cause arretrate alla fine di luglio 2013, il governo deve relazionare entro la fine di maggio 2012.”
Se la Grecia vuole aumentare le sue entrate dalle imposte, allora perché limitare la ricerca delle evasioni ed elusioni fiscali? Non è forse tutto ciò controproducente? Questo è solo un altro segno che il Memorandum è stato imposto da uomini potenti che operano dietro la copertura dei loro lacché politici.


Memo: “Il governo attua il decreto presidenziale sulla riforma del consiglio superiore della Magistratura, creando una nuova struttura, riempiendo i posti vacanti con i laureati della Scuola Nazionale di Diritto e ridistribuendo i giudici e il personale amministrativo sulla base delle risorse esistenti disponibili nell’ambito del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione della Grecia. [Q4-2012] Il governo, in collaborazione con un organismo esterno di esperti, implementa uno studio sui costi dei contenziosi civili, sulla loro recente crescita e gli effetti sul carico di lavoro dei tribunali civili, con le dovute raccomandazioni entro la fine di dicembre 2013.”
Certo, lasciamo che la grande finanza e le élite bancarie e aziendali “razionalizzino” i tribunali o impongano sul banco delle corti loro magistrati “prescelti”, e le azioni legali saranno dimezzate! Che cosa dire degli uomini autori di questo testo?

Si può vedere che tipo di farsa sia in realtà questo cosiddetto “Memorandum di Intesa”.
Non aiuta la Grecia ad uscire dalla sua depressione, e non la guiderà ad una maggiore integrazione nell’Eurozona. Si tratta solo di altra pastura per le iene… “corporate”.
Quello di cui la Grecia ha bisogno è una radicale ristrutturazione del suo debito. Ha bisogno di spazzare via i detentori dei titoli, di ricapitalizzare le banche e aumentare il sostegno fiscale finché l’economia si rimetta in piedi. Un altro pacchetto di prestiti non aiuterà a raggiungere questi obiettivi. Ritarderà solo la resa dei conti.
Sarebbe meglio per tutti, se il paese si dichiarasse inadempiente in modo rapido, e iniziasse il processo della fuoruscita e di far piazza pulita subito, adesso piuttosto che più avanti.



Per concessione di Counterpunch
Fonte: http://www.counterpunch.org/2012/02/13/a-death-sentence-for-greece/
Data dell'articolo originale: 13/02/2012
URL dell'articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=6873
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