Welcome to ComeDonChisciotte
 
 

  USER PANEL

. Home
. Archivio per Data
. Cerca
. Il Forum
. Il Tuo Profilo
.
Messaggi Privati
. Pubblica
. Segnala Questo Sito
 

 

GLI ARTICOLI POSTATI NEL FORUM

entra nei forum

. Notizie dal mondo

. Notizie dall'Italia

. Opinioni

. Segnalazioni

. Cinema

. Libri

 

  FORUM: ULTIMI ARTICOLI


 Ue 2 miliardi: Cameron, non avrà un bel niente
 consumi,calano vendite Confesercenti lancia allarme IVA
 LENR - elettromagnetismo influenza reazioni nucleari
 Renault rossa di Moro abbandonata dietro albero limoni
 CH: iniziativa sul controllo demografico
 La ristrutturazione neoliberale di Renzi
 I media "scoprono" sciopero solo per il traffico
 CH: lettera dalle Centovalli
 Bruxelles: i compiti dello scolaro
 La leopolda
 Manlio Dinucci - Vola il business delle armi
 Di vescovi ed orsi
 Renzi tassatore seriale
 Renzi: basta democrazia, frena la crescita. E noi, zitti?
 L' etica alla base della nuova costituzione europea

ComeDonChisciotte Forums

 

  UTENTI

Benvenuto, anonimo
Nickname
Password
(Registrare)
Iscrizione:
più tardi: erioIlPadano
News di oggi: 0
News di ieri: 1
Complessivo: 8098

Persone Online:
Visitatori: 1352
Iscritti: 59
Totale: 1411

Online ora:
01 : BIESSE
02 : Arno
03 : fengtofu
04 : DomaniSera
05 : Rosanna
06 : rutzboy
07 : antsr
08 : tobiashome
09 : fase2
10: jamesly
11: vic
12: tao
13: cdcuser
14: giovina
15: MarioG
16: detrollatore
17: Servus
18: Abrazov
19: Pin0cchi0
20: Marilouise
21: affus
22: Gosha
23: praffone
24: albertoconti
25: Arcadia
26: iside
27: Petrus
28: helios
29: maristaurru
30: ottavino
31: giosinoi
32: earth
33: storpio
34: Galactus
35: haward
36: gigio
37: InvernoMuto
38: lanzo
39: gioco
40: bigrex
41: luiginox
42: clausneghe
43: Rebel69
44: quantum
45: GiovanniMayer
46: Iacopo67
47: ivi
48: brauronios
49: kovacs
50: kagiuro
51: spadaccinonero
52: Tetris1917
53: Giancarlo54
54: Teopratico
55: EFESTOX
56: kiddo
57: kenobi
58: Rosberg
59: oggettivista
 

 

La netiquette di ComeDonChisciotte: alcune norme minime per la convivenza e il dialogo costruttivo nel sito





UNA PRESENTAZIONE DI TRUMAN BURBANK
 

  LETTURE SEGNALATE

Crocifissioni riprese dallo smartphone. Antropologia politica di Isis

Cassazione a Napolitano: tornare subito al voto

Libertà e Giustizia: Verso la svolta autoritaria

Marco Mamone Capria - Vivisezione: un po' di chiarezza sul dibattito in corso

Perché nessuno stato ha il Credito pubblico?

GZ - Più Moneta Creano più ti Dicono che non ci Sono Soldi

Il Sussidiario - Una nuova mega-bolla finanziaria ci darà la ripresa

Antonio Camuso - Kabul: stragi di piloti e guerre tra contractor

Rigamo - La notte dei Ganzer viventi

Marco Mamone Capria - La scienza in una società democratica

Giulio Sapelli - Col potere ai professori venne l’inverno della nostra civiltà

Bagnai - Crisi finanziaria e governo dell'economia

Petras - Verso dittature tecnocratiche

 

 

Alfabeta2

andreacarancini.blogspot.it

Animal Station

Appello al Popolo

ArruotaLibera

Alberto Bagnai

Carlo Bertani

Bye Bye Uncle Sam

Cado In Piedi

Campo Antimperialista

Franco Cardini

Carmilla Online

Marco Cedolin

Civium Libertas

Clarissa

Cloroalclero

Cobraf

COMIDAD

Conflitti e Strategie

Da Dietro Il Sipario

Decrescita Felice

Democratic Nutrition

Doppio Cieco

Eddyburg

Eurasia

Free Animals

Geopolitica

Geopoliticamente

Giornale del Ribelle

Fulvio Grimaldi

Iceberg Finanza

Io Non Sto Con Oriana

Karlmarxplatz

Kelebleker

Libre Idee

Loop on Line

Domenico Losurdo

Mainstream

Antonio Mazzeo

Megachip

Nazione Indiana

Nena News

Nogeoingegneria.com

L’Orizzonte degli Eventi

Eugenio Orso

Palestina Libera!

I Quaderni di Truman

Rinascita

Rischio Calcolato

Salamelik

Selvas

Senza Soste

Sinistra In Rete

Sollevazione

Tlaxcala

Veganzetta

La Voce delle Voci

La Voce del Ribelle

Voci Dalla Strada

Voci Dall'Estero

 

 

fratelli

fini



 

 

Alainet.org

Argenpress

Cubadebate

Daniel Estulin

Gara

Percy Francisco Godoy

InSurGente

La Haine

Kaos en la Red

La Jornada

Alberto Montero

Vicenç Navarro

Nueva Tribuna

Pagina/12

Rebelion

Sinpermiso

Adrian Salbuchi

Sur y Sur

Tercera Informacion

Visiones Alternativas

Rodolfo Walsh

 

 
  comedonchisciotte :: Leggi il Topic - La guerra di Libia si fa psicologica
 FAQFAQ   CercaCerca   Gruppi utentiGruppi utenti   ProfiloProfilo   Messaggi PrivatiMessaggi Privati   LoginLogin 

La guerra di Libia si fa psicologica

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Opinioni
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
Tao
Newbie
Newbie


Registrato: Jul 29, 2005
Messaggi: 30010

MessaggioInviato: Mer Mar 23, 2011 2:32 am    Oggetto: La guerra di Libia si fa psicologica Rispondi citando

Oggi il giornale “Libero” comunica ai suoi lettori che ci sono dei commandos inglesi all’opera in Libia. Credevo fosse un quotidiano e non un trimestrale. Ora che è diventato un segreto di Pulcinella, gli inglesi se lo vendono per accattivarsi i giornalisti, sia pur falsando un po’ le date .

Ormai è più importante la conquista delle simpatie di un giornalista che quella di un accampamento beduino. La guerra si sta trasferendo sul piano psicologico che è il terreno nel quale gli alleati hanno più mezzi e, paradossalmente, sono più deboli, anche perché combattono su più fronti, uno dei quali incognito: quello degli arabi.

E’ cominciato anche il bombardamento psicologico sugli italiani a cui evidentemente viene riconosciuta una posizione contraria sia alla irresolutezza del governo (che sta perdendo consensi a valanga) che avversa a quella che appare ai più come una evidente prevaricazione “americana”. In pratica i vantaggi andrebbero ai franco inglesi e la nomea dei cattivi agli americani. Ne riparleremo.

La politica americana con gli arabi è stata sempre caratterizzata dalla incomprensione. Le categorie di pensiero degli arabi, sembrano loro troppo complesse e trovano l’uso che gli arabi fanno della metafora nelle conversazioni incomprensibile.

Anche risalendo ad anni lontani, troviamo questa incapacità di comprendere l’altro che è alla base di ogni scontro e di molti dei rovesci politici americani in quell’area dal 1979 ( Iran) in poi.

La cosiddetta “primavera del Maghreb” è stata accolta con entusiasmo dai più, per la fame di novità che contagia sempre le società immobili di fronte alla prospettiva di cambiamenti trendy.

Poi è subentrato lo stupore di fronte alla riuscita della prima e della seconda spallata. La caduta di due longevi prepotenti ha sollevato le speranze dei tanti diseredati che si sono inurbati in questi anni a causa del dumping americano sui prodotti agricoli, di coloro che aspirano a una democrazia di standard europeo e anche di quanti aspirano a svolgere il ruolo di “bravi” di fiducia delle potenze egemoni. Uno studioso americano le ha addirittura chiamate “urban elites”

Ogni rivolta si è presentata come endogena, non violenta ed ha evitato di apparire come ispirata dall’esterno.

Poi, i dubbi hanno cominciato a farsi strada. Nei paesi arabi, i dittatori vengono avvicendati dalla morte. Ben Alì se l’è cavata e di Mubarak non si sa più nulla. I famosi settanta miliardi di dollari che avrebbe rubato non ci sono più. Le elezioni egiziane avvenute ier l’altro non hanno avuto gli onori delle cronache che per una botta in testa a El Baradei, l’uomo degli USA.

Insomma il boschetto narrativo nel quale sono stati condotti per mano, comincia a svanire e la realtà è quella di sempre: vogliono il petrolio. Specie da quando gli incidenti alle centrali nucleari giapponesi, ne ha allargato le prospettive di sfruttamento. In una situazione di smarrimento, gli italiani si rivolsero verso la religione e ne nacque la DC: un partito basato sulla cultura religiosa dei cittadini. Nei paesi arabi e orientali, succederà lo stesso fenomeno: i partiti si agglomereranno intorno all’islam e ci sarà la rincorsa “a chi è di più”.

Sulla Libia, sfortuna volle che “il pazzo” non si è rivelato né molle né vile. Ha deciso di combattere forte del suo apparato di sicurezza e questa risposta non prevista ha messo in crisi il modello di golpe democratico, che prevede armonia senza spargimenti di sangue.

Gheddafi che realizzò un colpo di Stato senza sparare un solo colpo, rischia di andarsene con un bagno di sangue. Ma rischia anche di rimanere: il coraggio piace. Piace la lotta del piccolo contro il grande. Piace la solidarietà familiare. Piace la morte per fini patriottici. Piace il proscritto che combatte. Piace il contagio del coraggio.

Gli americani non è la prima volta che sbattono il naso contro la mentalità orientale, ma non vogliono imparare. Hanno commesso errori di valutazione in Libano, con la Siria, con il Maghreb, con Al kaeda, col Sudan, con Gheddafi versione uno e due e si apprestano a fare altri errori con lo Yemen, il Bahrain e – Dio non voglia – con l’Arabia Saudita.

La base dell’incomprensione è data dal fatto che i nord americani credono che tutti abbiano la loro mentalità e cultura e siano sensibili alla tecnica del bastone e della carota che sperimentarono per la prima volta con gli indiani d’America e anche con l’Italia fascista: bombardamento della capitale il 20 luglio, sfiducia al duce dall’interno il 25 luglio (“la guerra continua”) e resa con comunicato bellicoso 38 giorni dopo (“reagire a qualsiasi attacco da qualunque parte provenga”).

Le periodiche reazioni arabe e orientali in genere, vengono liquidate come nel medio evo si liquidavano le sconfitte: l’opera del demonio. Dai 250 marines saltati in aria in Libano (contro un morto nostro, accoppato al policlinico di Bari per la verità) ai tremila e passa dell’attacco alle due torri, agli scontri in Irak e Afganistan creduti in un primo tempo vittoriosi, non ne azzeccano né ne prevedono una.

L’esempio di Gheddafi è stato contagioso: il presidente dello Yemen, il re del Bahrain e quello dell’Arabia saudita hanno fatto capire che sono anch’essi intenzionati a resistere e che i comunicati stampa del presidente USA sono scritti con la stessa carta degli altri.

Ecco perché questo scontro gli americani non possono perderlo: si combatte per conquistare il cuore e il rispetto degli arabi e degli orientali e non solo per il petrolio.

Ma le foto che speculavano sulla ignoranza della religione, le balle sui diecimila morti, il sequestro dei beni personali, tutto contribuisce ad allontanare gli arabi dall’ammirazione dei primi giorni.

Gli arabi ammirano il valore personale in battaglia (gli altri stanno dietro una consolle), hanno il senso dell’ospitalità come primo valore (loro chiedono in Afganistan la consegna dell’ospite Ben Laden) amano la tradizione (loro demoliscono gli edifici quando “invecchiano”) la famiglia è sacra (in Libano si sospese la guerra per la morte della moglie di Gemayel e tutti i capi nemici parteciparono indisturbati al funerale) gli arabi mentono in privato e sono sinceri in pubblico, gli yankees il contrario: guai dire bugie alla moglie, ma sui comunicati stampa le sparano grosse.

Lo stesso accadde con Saddam Hussein in Irak : Bush giurava che gli irakeni avevano mezzi di distruzione di massa e Saddam diceva non essere vera l’accusa e che se avessero attaccato ”li avrebbero rimandati indietro a uno a uno rinchiusi in sacchi di plastica nera”. Gheddafi nega di aver mai fatto massacri di massa e assicura che lascerà le sue ossa in Patria come baluardo sul Mediterraneo dove peraltro non oseranno venire a stanarlo.

Questo è il paradosso democratico: i cattivi dicono la verità e i buoni raccontano balle.

Fonte: http://corrieredellacollera.com
Link: http://corrieredellacollera.com/2011/03/22/la-guerra-di-libia-si-fa-psicologica/
22.03.2011
Torna in cima
Profilo Messaggio privato
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Opinioni Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum

Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
 
 

Forums ©

 
  La redazione non esercita un filtro sui commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso comedonchisciotte.org potrà essere considerato responsabile per commenti lesivi dei diritti di terzi. La redazione informa che verranno immediatamente rimossi:

- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)




Disclaimer A meno di avvisi di particolari (articoli con diritti riservati) il materiale presente in questo sito può essere copiato e ridistribuito, purchè vengano citate le fonti e gli autori. Non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale pubblicato. I contenuti sono pubblicati senza periodicità.

Il logo del sito (adattato da xkcd.com) è rilasciato con licenza creative commons.