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comedonchisciotte :: Leggi il Topic - Chi maltratta gli animali può diventare un serial killer
Inviato: Ven Apr 10, 2009 3:13 am Oggetto: Chi maltratta gli animali può diventare un serial killer
Lo sostenne l'Fbi negli anni 70 e oggi lo conferma il team del progetto Link
«I serial killer sono bambini a cui non è stato detto mai che è sbagliato cavare gli occhi a un animale». A dirlo in termini lapidari fu Robert Ressler, investigatore e criminologo del Fbi che negli anni 70 coniò la definizione stessa di serial killer. Una lunga tradizione anglosassone di studi sul rapporto tra il maltrattamento sugli animali e il crimine violento, mai approfondita in Italia, è ora oggetto di riflessione del progetto Link-Italia, lanciato da un team formato da operatori sociali, psicologi, psichiatri e avvocati. L'obiettivo è in primis la raccolta di dati su un fenomeno di forte evidenza e gravità, ma scarsamente o per nulla valutato nelle azioni investigative e di prevenzione del crimine. Infatti laddove i dati sono stati raccolti il maltrattamento di animali è apparso come un vero e proprio tirocinio di violenza contro le persone: più del 70% delle donne che hanno subito abusi domestici ha dichiarato che il marito aveva prima ferito o ucciso l'animale di casa, il 50% degli stupratori confessa di aver maltrattato animali durante l'adolescenza. Esistono anche luoghi, come Sidney, dove la polizia ha verificato negli anni che nella totalità degli omicidi a sfondo sessuale gli aggressori avessero avuto storia di maltrattamento di animali.
«Eppure - è il commento di Francesca Sorcinelli, educatrice professionale e specializzanda in criminologia che coordina il progetto Link - si tratta di ricerche sinora solo retrospettive, svolte nei paesi anglosassoni, su un argomento che in Italia è quasi sconosciuto. Ma per chi lavora in questo settore il collegamento tra la violenza sull'animale, percepito come soggetto debole, e quella su donne e bambini è assolutamente evidente. Lo scopo del nostro lavoro è far capire l'importanza della risposta che il mondo adulto dà alle manifestazioni di violenza contro gli animali da parte degli adolescenti: bisogna rendersi conto che l'atteggiamento di indifferenza che comunemente si ha verso questo tipo di prevaricazioni non trasmette un messaggio di neutralità, ma viene invece percepito dal ragazzo come complice e giustificatorio. Ai suoi occhi, sono i soprusi in quanto tali ad essere legittimati. E da quel momento la possibilità dell'abuso rischierà di sofisticarsi e ampliarsi ai soggetti umani, fino a costituire una vera e propria abitudine alla violenza».
Il neonato progetto Link ha una serie di proposte concrete in cantiere: innanzitutto la creazione di un database sulla base dei modelli americani, poi la pubblicazione del primo manuale di investigazione sul legame tra crudeltà su animali e crimine violento, l'attivazione di corsi di formazione per operatori che si occupano di violenza interpersonale, l'ampliamento del network, già attivo, di centri di recupero per animali scampati alla violenza in casa. Già sono stati formalizzati accordi di collaborazione tra gli operatori di Link-Italia e l'istituto di alta formazione in scienze criminologiche di Modena, alcune aziende Asl, associazioni che operano nelle carceri e comunità per minori e tossicodipendenti.
Nello stesso ambito sta lavorando anche il Cnr con una ricerca che vedrà la luce tra qualche mese per evidenziare il rapporto eventuale tra gli atti di bullismo e il maltrattamento degli animali. «Il discorso è molto ampio - spiega Camilla Pagani, ricercatrice dell'istituto di psicologia del Cnr e autrice dell'indagine - infatti non solo esercitare violenza e restare impuniti, ma anche assistere a certi spettacoli può rappresentare un serio pericolo per l'educazione dei più giovani. E' per questo che abbiamo analizzato anche il fenomeno del circo e come psicologi ci siamo espressi in favore di una legge che vieti l'utilizzo degli animali in qualsiasi tipo di spettacolo. Sotto il tendone essi vengono caricaturizzati e ridicolizzati per divertire. E non c'è niente di peggio dell'ilarità dei grandi verso un sopruso, che viene già percepito come tale anche in età giovanissima: può avere un effetto devastante nell'interpretazione del mondo di una psiche ancora in via di maturazione».
Secondo... ebbene si, il topic è serio, però diciamo anche che il discorso, come dice la stessa dott. Pagani.
Comunque diciamo anche che poi si possono dire molte cose tipo "i negri hanno il ritmo nel sangue".
Io certo non mi permetto di contestare tali studi, ma sta di fatto che alla fine di serial killer ce ne sono pochi... si dovrebbe dedurre che allora ci sono prochi animali maltrattati.
Chi maltratta un animale è definibile genericamente una testa di cazzo, non ci sono dubbi. Come tale andrebbe messo nudo innanzi ad una tigre affamata (o la branco di cani affamati di qualche giorno fa), e tale bestia umana sicuramente si metterebbe a fare pio pio con la manina e diventerebbe tenerissimo.
Quindi diciamo che innanzi tutto la violenza o la personalità violenta è di molti tipi.
Chi maltratta gli animali di solito è un vigliacco, e sadico.
Ma lo stesso si può dire di chi maltratta un bimbo, una donna o comunque un debole.
Il forte contro l'inerme.
Altre violenze, o persone che applicano la violenza più spesso della media vanno valutate. Dalla personalità scontrosa, al metodico "marziale-militare".
Ma nulla hanno a che vedere con il sadismo o l'omicidio seriale.
Il circo poi di norma è visto come attività ludica, è il bambino lo riconosce.
Dare un calcio ad un gatto da bambini è una cosa.
Soprendere il proprio figlio a tagliuzzare le orecchie di un gatto o a far di peggio è un'altra.
Scene di violenza vera non fanno mai bene ai bambini, e nemmeno simulate.
Interessante è la versione "Grattachecca e Fichetto" dei Simpson.
Ma anche in questo caso la correlazione tra violenza e omicidio seriale sembra forzata, difatti non sembra ci sia un'aumento di serial killer dopo una guerra, anche aspra e efferata come quella della yugoslavia.
Magari ci sono più omicidi, in quanto comunque gli uomini fanno presto ad imparare e dopo un conflitti ci si ritorova con una generazione di uomini dai metodi spicci che fanno presto a tirare fuori la pistola.
Ma del resto, alcuni aspetti della psiche vengono naturali, o diciamo così dire sono forme di "talento e predisposizione".
Per cui per cento che nascono portati per la musica 30 diverranno musicisti da "banda" e 1 da orchestra.
100 portati per la violenza, 30 diventeranno bulli e maltrattatori, e magari 1 violento serio e magari seriale.
Comunque anni addietro la cosa mi interessava, poi siccome in genere gli umani, in gran parte, sono comunque stronzi, per cui alla fine meno ce ne sono nei dintorni meglio è.
C'è poco da studiarli, con un buon libro di proverbi si capisce già abbastanza...
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