Tao Newbie


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Inviato: Lun Mar 30, 2009 2:33 am Oggetto: Bruciò un ufficio della Monsanto: 22 anni di galera |
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Usa, Marie Mason dell'Earth Liberation Front subisce una durissima condanna per un'azione anti Ogm compiuta nel '99
Erano più o meno le nove di sera del 31 dicembre 1999. Gli uffici dell'Istituto internazionale di Agricoltura dell'Università del Michigan erano deserti. Marie Mason, originaria di Cincinnati, Ohio, allora aveva 37 anni. Frank Ambrose era tredici anni più giovane di lei. Si erano sposati da appena un anno. Era stata la passione condivisa per la causa ambientalista a mettere insieme l'idealista Marie, amante degli animali, una laurea in chimica e due figli a carico e Frank, un po' scavezzacollo, sempre in prima linea nelle battaglie per salvare i bosschi nel midwest. I due erano all'epoca compagni di vita e di "battaglia" ecologista.
Per questo, quell'anno, invece che preparasi al veglione, come qualunque altra coppia di novelli sposi, Marie e Frank si aggiravano per le stanze dell'ateneo del Michigan a luci spente. Avevano una missione da compiere: sabotare l'impiego di Organismi geneticamente modificati nelle colture dei paesi poveri.
Così Marie e Frank si intrufolarono nell'ufficio del Direttore del Programma di ricerca per colture geneticamente modificate da sviluppare in Africa, finanziato dall'Agenzia americana per lo sviluppo internazionale (US Agency for International Development) e dalla Monsanto, muniti di taniche di benzina e maschere antigas.
Come altri ambientalisti nel mondo, Marie e Frank erano convinti che invece che assicurare sicurezza alimentare alle popolazioni di aree svantaggiate della terra, gli Ogm avrebbero finito piuttosto per rovinare i produttori locali a vantaggio di grandi multinazionali come la Monsanto, azienda specializzata nello sviluppo di biotecnologie agrarie. Nella visione dei due eco-attivisti, quei contadini africani ed asiatici da aiutare, di cui si parlava elle lezioni di agronomia sponsorizzate dalla Monsanto nell'univerità in cui erano illegalmente entrati per compiere un reato, avrebbero finito, per diventare dipendenti dalle società produttrici di Ogm.
Nell'appiccare il fuoco all'ufficio qualcosa andò storto. Le fiamme bruciarono una ciocca di capelli di Marie, che prima di fuggire non fece in tempo a scrivere sulla parene "no Ogm", a firma dell' Earth Liberation Front.
Marie e Frank riuscirono comunque a causare danni per un milione di dollari all'edificio e ai macchinari. Ma nessuno rimase ucciso o ferito nell'incendio. Non era nelle intenzioni dei due far male a delle persone. Ma per quell'incendio Marie Mason è stata condannata il 5 febbraio di quest'anno a 22 anni di carcere.
La donna, che intanto si era separata da Frank, è stata arrestata il 10 marzo dell'anno scorso. L'Fbi l'ha catturata mentre si trovava in visita a casa di sua madre. Marie sapeva che la stavano accusando per quell'incendio. Ma rimase scioccasa nell'apprendere l'accusa: Attività terroristica.
La sentenza per l'incendio all'Università del Michigan è la più dura mai inflitta per reati legati all'attivismo animalista ed ecologista. Ora l'avvocato di Marie, John Minock è ricorso in appello. Secondo il parere del legale, una sentenza tanto pesante per qualcuno con una fedina penale pulita, equivale a "sparare a un topo con un cannone".
Per lo stesso reato, Frank, il suo ex marito ed ax compagno di attivismo ecologista, è stato condannato a 9 anni. E' stato lui a far arrestare Marie. Da quando avevano compiuto l'attacco negli uffici del programma di ricerca finanziato dalla Monsanto, i due non erano mai stati rintracciati dalla polizia. Poi, nel 2007 Frank aveva deciso di lasciarsi tutto alla spalle una volta per tutte, gettando in una discarica le vecchie maschere antigas e le cartine con la pianta dell'Università del Michigan, usate anni prima, oltre a dei residui di esplosivo. Qualcuno che rovistando tra i rifiuti ha rinvenuto l'insolito materiale, ha avvisato la polizia, che ha sua volta ha allertato gli agenti federeali. Una volta individuato, Frank ha collaborato per far arrestare Marie. I due non si parlavano spesso. Ma tutto a un tratto Frank ha cominciato a chiamare Marie parlando dei vecchi tempi. Ed è stata incastrata. In un intervista concessa al quotidiano britannico The Guradian, la donna ha dichiarato di essere stata l'ultima a sapere del "tradimento" da parte dell'ex marito.
La donna ha ammesso le sue colpe, confessando di aver partecipato ad altre azioni di attivismo, secondo la sua visione, "terroristiche" secondo le accuse, inclusi altri incendi minori. Tuttavia, ventidue anni per un reato che Marie Mason ha ammesso, ma che appartiene al passato, sembrano una sentenza pesante. Sopratutto se si considera la giurisprudenza in materia. Per esempio attivisti che avevano incendianto una segheria in un bosco dell'Oregon e nello Stato di Washington hanno ricevuto sentenze molto più miti. Un militante ambientalista, Stanislas Meyerhoff, che ha appiccato almeno 11 incendi per 30 milioni di dollari di danni, è stato condannato a 13 anni di carcere.
Marie Mason è certamente colpevole. Ma non è pare che sia una "terrorista". Oggi ha un figlio adulto e una figlia adolescente con cui ha un ottimo rapporto e nel quartiere di Detroit in cui vive è conosciuta come una donna impegnata ma mite, che raccoglie randagi in casa.
Per la legge federale statunitense tuttavia, a giudicare dalla condanna che pende sulla sua testa, è la più pericolosa eco-terrorista della storia. Secondo alcune analisi sul caso, la mano pesante usata dal governo americano contro Marie è una conseguenza delle campagne antiterrorismo seguite all'11 Settembre. Marie ha dichiarato a the Guardian che la sua condanna a 22 anni di carcere è un modo per inviare un messaggio. Un modo per dissuadere altri a compiere illeciti in nome dell'ambiente. Frank, dice Marie, dovrà prima o poi vedersela col proprio Karma.
Francesca Marretta
Fonte: www.liberazione.it
28.03.2009 |
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