| Precedente :: Successivo |
| Autore |
Messaggio |
Tao Newbie


Registrato: Jul 29, 2005 Messaggi: 26607
|
Inviato: Mer Set 27, 2006 2:21 pm Oggetto: I liberatori Said e Yassir |
|
|
Esce in Francia «Indigènes» di Richard Bouchareb, sui soldati delle ex colonie che combatterono per cacciare i nazisti dalla «madrepatria»
Un film ha fatto cambiare una legge: mercoledì esce in sala Indigènes, il film di Richard Bouchareb premiato a Cannes (Palma d'oro per i cinque principali attori) che racconta la storia dei soldati delle ex colonie che hanno combattuto per la liberazione della Francia nel 1944-'45. Lo stesso giorno, Jacques Chirac annuncerà che le pensioni di guerra pagate a questi veterani saranno equiparate a quelle versate ai loro colleghi francesi. È una grande vittoria, dopo un braccio di ferro durato anni.
Nel 1959, il generale De Gaulle con una legge «congelò» le pensioni pagate a questi soldati, nel frattempo diventati stranieri (con la fine dell'impero coloniale francese). Questa «cristallizzazione» (è il termine ufficiale della burocrazia) fa sì che oggi i circa ottantamila veterani sopravvissuti, di 23 nazionalità diverse, non prendano più del 30% delle pensione versata agli ex combattenti francesi. Nel 2001, il Consiglio di stato aveva condannato questa distinzione a detrimento dei soldati delle ex colonie e l'allora governo, guidato dal socialista Lionel Jospin, aveva promesso una «decristallizzazione». Ma, di fronte ai costi dell'operazione - allora calcolati intorno a 1,83 miliardi di euro - il governo si era limitato a un'operazione definita di «equità», cioè una rivalutazione delle pensioni agli ex colonizzati in funzione del costo della vita nei rispettivi luoghi di residenza. «Era equo - dice il ministro agli ex combattenti, Hamlaoui Mékachéra - ma non soddisfacente politicamente». Il ministro parla di «ingiustizia manifesta». I dettagli della rivalutazione non sono ancora noti. Ma quello che è certo è che riguarderanno solo gli ex combattenti e gli invalidi di guerra ma non tutti i militari di carriera di nazionalità straniera. Inoltre, non è chiaro se ci sarà retroattività: di sicuro non per i 47 anni di arretrati, visto che la legge francese prevede in genere solo quattro anni di retroattività.
Jacques Chirac ha deciso di fare un gesto a favore degli «indigeni» - i servizi di comunicazione dell'Eliseo hanno fatto trapelare volontariemente che sarebbe su suggerimento della moglie Bernadette - in un momento in cui la questione dei «comunitarismi» crea polemica nella Francia «repubblicana», mentre si stanno moltiplicando, a un anno dall'esplosione delle banlieues, i segnali premonitori di una nuova rivolta dei giovani di origine immigrata.
Degli 80mila veterani ancora in vita, 40mila vivono in Algeria e Marocco, 15mila nell'Africa sud-sahariana, principalmente in Senegal e nel Ciad. Nel '44, la metà dei 550mila soldati che componevano l'esercito francese veniva dall'oltremare: 134mila algerini, 73mila marocchini, 26mila tunisini e 92mila originari dell'Africa sub-sahariana. Tra il '39 e il '45, questi soldati rappresentarono un quarto delle perdite dell'esercito francese.
Indigènes racconta la storia di quattro di loro, Saïd (interpretato da Jamel Debbouze), Yassir (Samy Nacer), Messaoud (Roschdy Zem) e Abdelkader (Sami Bouajila). Anche se in modo un po' agiografico - è un film che si dichiara militante - riporta alla memoria in modo efficace una storia che era stata del tutto occultata. Siamo nel '43, in Nord Africa. Un reclutatore dell'esercito francese passa nelle stradine dei villaggi per incitare dei «volontari» ad arruolarsi per liberare la madrepatria dai nazisti. I quattro, che non avevano mai messo piede in Francia, andranno a combattere fino in Alsazia contro i tedeschi. Vivranno sulla loro pelle le ingiustizie dovute alla condizione di «indigeni», pur arruolati a pieno titolo a difendere la Francia: razioni alimentari più piccole dei «francesi», una paga inferiore, nessun permesso, la carriera bloccata, una serie di angherie dai superiori, che li disprezzano anche se si servono di loro. Il più istruito, Abdelkader, si costruisce una coscienza di rivolta, anche se in fondo quello a cui ambisce è il riconoscimento da parte della madrepatria. «Né io né gli attori vediamo Indigènes come un film comunitario fatto per la comunità maghrebina - spiega il regista Rachid Bouchareb - ma come un atto generale di affermazione della nostra identità francese, per tutti i figli dell'immigrazione».
Anna Maria Merlo
Fonte: www.ilmanifesto.it
26.09.06 |
|
| Torna in cima |
|
 |
alex1922 Newbie


Registrato: Oct 02, 2006 Messaggi: 1
|
Inviato: Lun Ott 02, 2006 2:11 pm Oggetto: |
|
|
Caro/a Tao; ma invece di lekkare il culo ai francesi e sparare un mare di cazzate sulla liberazione e sul coraggio di queste orde di barbari, perchè non ti sei informato un po' su quello che hanno combinato in giro per l'Italia? Se hai tempo vai a fare un giro in Ciociaria, specialmente ad Esperia e prova a chiedere cosa hanno fatto nel 45 quegli animali.....quasi 7000 stupri tra donne; uomini, bambini e anche animali, villaggi devastati e persone impalate in piazza....Mai visto la Ciociara con Sofia Loren? Be guardatelo e la prox volta attento a dire minchiate, rischi di offendere chi ha subito traumi che non puoi immaginare.....Anzi Boicottiamo sto cazzo di Film!!!!!!!!!!! Ps Non so se hai copiato l'inserto del Manifesto, cmq lasciali stare quelli, hanno goduto quando hanno visto le Twin Towers cadere giù..............
Alex |
|
| Torna in cima |
|
 |
|
|
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum Non puoi rispondere ai Topic in questo forum Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
|
Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
|
|