Roma, 3 giu. (LaPresse) - Quasi centomila ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova sono senza acqua a causa dei danni provocati dalle scosse di terremoto agli impianti idraulici che garantiscono la sicurezza del territorio. E' quanto afferma la Coldiretti in una nota, sulla base delle analisi dell'Anbi, dalle quali si evidenzia che servono interventi per decine di milioni di euro nell'immediato per garantire l'irrigazione ed evitare che l'arrivo di forti piogge possa provocare alluvioni nelle campagne, ma anche nelle principali città emiliane.
"Il fenomeno della liquefazione delle sabbie che emergono dal terreno rubando spazio alla terra coltivata e provocano numerose crepe a case e magazzini- sottolinea la Coldiretti - solo l'effetto più evidente del dissesto idrogeologico provocato dal sisma che ha spaccato terreni nelle aree urbane ed agricole e messo in pericolo la stabilità del territorio". "Il terremoto - continua la Coldiretti - ha provocato danni agli impianti idraulici e frane in alcuni alvei che pregiudicano il regolare deflusso delle acque. Una prima conseguenza è stata la sospensione del servizio di irrigazione che è necessario far ripartire per preservare, nell'emergenza, una delle agricolture più floride della Pianura Padana: ortofrutta, viticoltura, riso, parmigiano reggiano in particolare i settori a rischio. L'80 per cento della produzione di pere made in Italy si concentra proprio nell' area compresa tra la provincia di Modena, di Ferrara e una parte di Bologna e la loro raccolta e ora a rischio".
"Sono inagibili - prosegue la Coldiretti -l'impianto irriguo modenese di Concordia (a servizio di 2.500 ettari a frutteto) e quello di Sabbioncello nel comune mantovano di Quingentole (a servizio di 18mila ettari vocati all'ortofrutta. A forte rischio di chiusura, per inagibilita, anche l'impianto Ubertosa, nel comune di Poggio Rusco (irriga 10mila ettari tra seminativi, frutteti e coltivazioni ortofrutticole) mentre e gia' sospesa l'irrigazione su un'area di 26mila ettari nel modenese (da Novi di Modena a Carpi e Campogalliano) dove, oltre alla frutticoltura ed alla produzione di Parmigiano Reggiano, sono presenti alcune risaie, secondo l'Anbi".
"Nell'impianto idrovoro di Mondine - sottolinea la Coldiretti - è crollata la torre dove si trova l'impianto elettrico, il cuore che dà energia alle possenti idrovore che assicurano la sicurezza idraulica di un territorio di 50mila ettari che va dall'Enza al Secchia a Nord della via Emilia comprendendo i centri abitati di Correggio, Poviglio e Carpi e che ora è a rischio di alluvione anche per il crollo dei manufatti di alcune chiaviche di fondamentale importanza per la regolazione dei canali. Grave è anche la situazione nella maggior parte dei 162 mila ettari di pianura del comprensorio del Consorzio della Bonifica Burana tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova . Una rete estesa per 2500 chilometri di canali, 52 impianti idrovori e 2000 manufatti, la maggior parte gravemente lesionata dal sisma".
"Risultano danneggiati in particolare - riferisce la Coldiretti - impianti idrovori, impianti irrigui, magazzini di servizio, abitazioni di servizio, arginature dei canali principali con il rischio crolli lungo centinaia di metri sulle arginature. Danni analoghi e rilevanti si registrano anche in provincia di Mantova, per gli impianti del consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga". Danni diffusi - conclude la Coldiretti - alle opere idrauliche, pur non tali da impedirne la funzionalita', sono segnalati anche nei comprensori del consorzio di bonifica dell'Emilia Centrale e del consorzio Canale Emiliano Romagnolo".
Pubblicato il 3 giugno 2012
o forse bisognerà chiedersi che cosa ha intasato le falde acquifere....
Già il primo terremoto ha rotto le tubature del gas e dell'acqua:
Un'altra notte nelle tendopoli, senza acqua, né gas. «La scia sismica, stanotte, è stata costante ed ha provocato la rottura delle tubazioni di acqua e gas» ha detto l'assessore Elisa Poletti stamani al centro operativo misto di Finale Emilia (Modena), uno dei comuni devastati dal sisma del 20 maggio. «Nelle cinque tendopoli che abbiamo allestestito - ha detto Poletti - la notte è passata abbastanza tranquilla ma, a causa del maltempo, è stato molto freddo. Abbiamo bisogno di coperte e le abbiamo richieste»
Roma, 3 giu. (LaPresse) servono interventi ....... nell'immediato per garantire l'irrigazione ed evitare che l'arrivo di forti piogge possa provocare alluvioni nelle campagne, ma anche nelle principali città emiliane.
mah! ....
ps: letto e riletto si direbbe che nel comprensorio sono danneggiate le arginature dei canali che farebbero fluire l'acqua di eventuali pioggie intense con conseguente esondazione nelle campagne.
il pericolo attuale sarebbe la mancanza di acqua irrigua causata dal fuoriuso delle centrali di pompaggio.
Quasi centomila ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova sono senza acqua a causa dei danni provocati dalle scosse di terremoto agli impianti idraulici che garantiscono la sicurezza del territorio. E' quanto afferma la Coldiretti
gli impianti idraulici non funzionano ad energia elettrica?
In quel territorio mancano gas e acqua ma non l'energia elettrica.
Più che altro pare che il problema sia nel pompaggio, anche se non viene esplicitamente detto.
PS-le forti pioggie a questo punto sono naturali o provocate in modo che non collassi tutta l'agricoltura proprio perchè le falde acquifere sono state danneggiate?Sono giorni che il cielo è coperto dopo un periodo di afa (in veneto)
Al momento non si sa ancora se la popolazione nelle tende ha acqua e gas dopo due settimane dal sisma. Le notizie scarseggiano ma sono 16mila gli sfollati.
La zona di Ferrara come pure buona parte della Romagna era un tempo una palude. Nei secoli sono state realizzate delle opere di canalizzazione con chiuse, idrovore ecc. In pratica sono zone bonificate.
Ora con il sisma pare si siano danneggiate delle infrastrutture, (non centrano le falde): i canali e tutti gli orpelli che servono per regolarli.
Avessi tempo andrei a scattare qualche foto che vale più di 1000 parole... canali "elevati" rispetto ai campi, chiuse... quelle cose che servono per bonificare zone che altrimenti stagionalmente sarebbero acquitrini.
Anche quei fanghi (la liquefazione) sono diffusi proprio per la natura del territorio.
Se si fa un buco per terra in quelle zone a pochi metri si trova l'acqua, piu si va verso il mare e più l'acqua è "alta". In molte zone non si fanno piani interrati proprio per questo e chi li ha in genere ha un sistema di drenaggio con delle pompe... e comunque gli interrati hanno problemi di umidità.
La zona di Ferrara come pure buona parte della Romagna era un tempo una palude. Nei secoli sono state realizzate delle opere di canalizzazione con chiuse, idrovore ecc. In pratica sono zone bonificate.
Ora con il sisma pare si siano danneggiate delle infrastrutture, (non centrano le falde): i canali e tutti gli orpelli che servono per regolarli.
Avessi tempo andrei a scattare qualche foto che vale più di 1000 parole... canali "elevati" rispetto ai campi, chiuse... quelle cose che servono per bonificare zone che altrimenti stagionalmente sarebbero acquitrini.
Anche quei fanghi (la liquefazione) sono diffusi proprio per la natura del territorio.
Se si fa un buco per terra in quelle zone a pochi metri si trova l'acqua, piu si va verso il mare e più l'acqua è "alta". In molte zone non si fanno piani interrati proprio per questo e chi li ha in genere ha un sistema di drenaggio con delle pompe... e comunque gli interrati hanno problemi di umidità.
grazie per queste tue descrizioni.
Ma quindi, l'acqua dovè finita?
La zona di Ferrara come pure buona parte della Romagna era un tempo una palude. Nei secoli sono state realizzate delle opere di canalizzazione con chiuse, idrovore ecc. In pratica sono zone bonificate.
Ora con il sisma pare si siano danneggiate delle infrastrutture, (non centrano le falde): i canali e tutti gli orpelli che servono per regolarli.
Avessi tempo andrei a scattare qualche foto che vale più di 1000 parole... canali "elevati" rispetto ai campi, chiuse... quelle cose che servono per bonificare zone che altrimenti stagionalmente sarebbero acquitrini.
Anche quei fanghi (la liquefazione) sono diffusi proprio per la natura del territorio.
Se si fa un buco per terra in quelle zone a pochi metri si trova l'acqua, piu si va verso il mare e più l'acqua è "alta". In molte zone non si fanno piani interrati proprio per questo e chi li ha in genere ha un sistema di drenaggio con delle pompe... e comunque gli interrati hanno problemi di umidità.
grazie per queste tue descrizioni.
Ma quindi, l'acqua dovè finita?
Credo (ma non ne sono sicuro) che abbiano problemi di irrigazione per via di condotte saltate/rotte, probabilmente si capirà meglio da altri articoli quali e quanti sono i danni di cui parlano.
Il problema piu grande non credo nemmeo sia annaffiare, se si mette a piovere parecchio e non riescono ad aggiustare le chiuse e tutto l'apparato... inimmaginabile quello che può succedere, campi e case allagate e se rimane allagato a lungo protebbero venir distrutti i frutteti e quelle colutre che richiedono anni per "tornare a regime". Speriam piova quanto basta per non far danni.
Se leggi bene, ti spiega tutto nelle prime righe: "Quasi centomila ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova sono senza acqua a causa dei danni provocati dalle scosse di terremoto agli impianti idraulici che garantiscono la sicurezza del territorio. E' quanto afferma la Coldiretti in una nota, sulla base delle analisi dell'Anbi, dalle quali si evidenzia che servono interventi per decine di milioni di euro nell'immediato per garantire l'irrigazione ed evitare che l'arrivo di forti piogge possa provocare alluvioni nelle campagne, ma anche nelle principali città emiliane. " E' molto stringato ma credo di avere interpretato correttamente. Anche le campagne della mia zona sono "dipendenti" dalle opere di bonifica, in autunno a volte non basta nemmeno e si allagano ugualmente...
La zona di Ferrara come pure buona parte della Romagna era un tempo una palude. Nei secoli sono state realizzate delle opere di canalizzazione con chiuse, idrovore ecc. In pratica sono zone bonificate.
Ora con il sisma pare si siano danneggiate delle infrastrutture, (non centrano le falde): i canali e tutti gli orpelli che servono per regolarli.
Avessi tempo andrei a scattare qualche foto che vale più di 1000 parole... canali "elevati" rispetto ai campi, chiuse... quelle cose che servono per bonificare zone che altrimenti stagionalmente sarebbero acquitrini.
Anche quei fanghi (la liquefazione) sono diffusi proprio per la natura del territorio.
Se si fa un buco per terra in quelle zone a pochi metri si trova l'acqua, piu si va verso il mare e più l'acqua è "alta". In molte zone non si fanno piani interrati proprio per questo e chi li ha in genere ha un sistema di drenaggio con delle pompe... e comunque gli interrati hanno problemi di umidità.
grazie per queste tue descrizioni.
Ma quindi, l'acqua dovè finita?
Credo (ma non ne sono sicuro) che abbiano problemi di irrigazione per via di condotte saltate/rotte, probabilmente si capirà meglio da altri articoli quali e quanti sono i danni di cui parlano.
Il problema piu grande non credo nemmeo sia annaffiare, se si mette a piovere parecchio e non riescono ad aggiustare le chiuse e tutto l'apparato... inimmaginabile quello che può succedere, campi e case allagate e se rimane allagato a lungo protebbero venir distrutti i frutteti e quelle colutre che richiedono anni per "tornare a regime". Speriam piova quanto basta per non far danni.
vediamo cosa riescono a fare con le scie chimiche.....sarebbe uno dei rari casi che servono a qualcosa.
ma:
MILANO - A due settimane esatte dal primo forte sisma (20 maggio, ore 4,04) in Emilia, l'emergenza non è affatto terminata. Lo testimoniano le tre forte scosse di domenica sera: le prime due poco prima delle 20 di 3,3 e 3,8 gradi, la terza alle 21,21 di 4,8 gradi con epicentro in provincia di Mantova a una profondità di 6 chilometri, scossa che è stata avvertita sino a Milano e Padova. Nelle zone terremotate sono in corso accertamenti sugli edifici già danneggiati. Mentre si stanno rinforzando le tende in previsione dell'arrivo del maltempo con forti raffiche di vento.
Ieri sera in TV mi pare dicessero che erano previsti temporali sopratutto nella zone a Nord... comunque in questo momento qua (provincia di BO) sta piovendo. Se piove il giusto è un bene, se piove molto è un problema. Però, molte chiuse sono azionabili "a mano"... il tutto è che tipo di danni hanno subito e è ancora possibile farle funzionare al mano. Nei giorni scorsi non ne parlavano molto ma c'era gia qualcuno che ipotizzava il problema.
Credo (ma non ne sono sicuro) che abbiano problemi di irrigazione per via di condotte saltate/rotte, probabilmente si capirà meglio da altri articoli quali e quanti sono i danni di cui parlano.
Il problema piu grande non credo nemmeo sia annaffiare, se si mette a piovere parecchio e non riescono ad aggiustare le chiuse e tutto l'apparato... inimmaginabile quello che può succedere, campi e case allagate e se rimane allagato a lungo protebbero venir distrutti i frutteti e quelle colutre che richiedono anni per "tornare a regime". Speriam piova quanto basta per non far danni.
Se leggi bene, ti spiega tutto nelle prime righe: "Quasi centomila ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova sono senza acqua a causa dei danni provocati dalle scosse di terremoto agli impianti idraulici che garantiscono la sicurezza del territorio. E' quanto afferma la Coldiretti in una nota, sulla base delle analisi dell'Anbi, dalle quali si evidenzia che servono interventi per decine di milioni di euro nell'immediato per garantire l'irrigazione ed evitare che l'arrivo di forti piogge possa provocare alluvioni nelle campagne, ma anche nelle principali città emiliane. " E' molto stringato ma credo di avere interpretato correttamente. Anche le campagne della mia zona sono "dipendenti" dalle opere di bonifica, in autunno a volte non basta nemmeno e si allagano ugualmente...
infatti, non avevo letto...ero passata dal titolo ad alcuni commenti.
quindi pare sia solo un problema del sistema di "drenaggio", che sarà rimasto strutturalmente danneggiato. pensavo fosse ceduta qualche struttura.
Certo che un articolo dal titolo "coldiretti: senza acqua 100mila ettari di terreno" è leggermente fuorivante, sopratutto per chi non si intende di questi sistemi di irrigazione.
quindi pare sia solo un problema del sistema di "drenaggio", che sarà rimasto strutturalmente danneggiato. pensavo fosse ceduta qualche struttura.
Certo che un articolo dal titolo "coldiretti: senza acqua 100mila ettari di terreno" è leggermente fuorivante, sopratutto per chi non si intende di questi sistemi di irrigazione.
il titolo dell'articolo non è per nulla fuorviante. Non è solo un problema di drenaggio.
qui....http://notiziein.it/2012/06/03/sisma-manca-acqua-nelle-campagne/
(non si puo copiaincollare) dice espressamente:
il dissesto IDROGEOLOGICO provocato dal SISMA ha danneggiato gli impianti idraulici ed originato frane in diversi alvei, tali da pregiudicare il normale deflusso delle acque
Quindi si parla di DISSESTO IDROGEOLOGICO provocato dal sisma.
Non mi pare sia tanto difficle capire che qualcosa alle falde acquifere è successo a causa dei continui sismi.
Ultima modifica di helios il Lun Giu 04, 2012 11:42 am, modificato 1 volta in totale
Credo (ma non ne sono sicuro) che abbiano problemi di irrigazione per via di condotte saltate/rotte, probabilmente si capirà meglio da altri articoli quali e quanti sono i danni di cui parlano.
Il problema piu grande non credo nemmeo sia annaffiare, se si mette a piovere parecchio e non riescono ad aggiustare le chiuse e tutto l'apparato... inimmaginabile quello che può succedere, campi e case allagate e se rimane allagato a lungo protebbero venir distrutti i frutteti e quelle colutre che richiedono anni per "tornare a regime". Speriam piova quanto basta per non far danni.
Se leggi bene, ti spiega tutto nelle prime righe: "Quasi centomila ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova sono senza acqua a causa dei danni provocati dalle scosse di terremoto agli impianti idraulici che garantiscono la sicurezza del territorio. E' quanto afferma la Coldiretti in una nota, sulla base delle analisi dell'Anbi, dalle quali si evidenzia che servono interventi per decine di milioni di euro nell'immediato per garantire l'irrigazione ed evitare che l'arrivo di forti piogge possa provocare alluvioni nelle campagne, ma anche nelle principali città emiliane. " E' molto stringato ma credo di avere interpretato correttamente. Anche le campagne della mia zona sono "dipendenti" dalle opere di bonifica, in autunno a volte non basta nemmeno e si allagano ugualmente...
infatti, non avevo letto...ero passata dal titolo ai commenti.
quindi pare sia solo un problema del sistema di "drenaggio", che sarà rimasto strutturalmente danneggiato. pensavo fosse ceduta qualche struttura.
Certo che un articolo dal titolo "coldiretti: senza acqua 100mila ettari di terreno" è leggermente fuorivante, sopratutto per chi non si intende di questi sistemi di irrigazione.
La descrizione è molto stringata... io che l'ho letta credo di aver capito, ma perchè conosco un po la mia zona e so sommariamente come funziona e che danni fa.
brevemente e superficialmente: Immagina di vedere dei campi a una quota inferiore rispetto alle banchine stradali e ai canali.
Quando piove il terreno assorbe ma se piove molto si riempono i fossi interpoderali. A quel punto entrano in funzione delle pompe di sollevamento che aspirano dai fossi e mandano l'acqua nei canali sopraelevati, contemporaneamente si aprono delle chiuse (altrimenti i canali tracimerebbero). Quando inizia smettere di piovere vengono richiuse le "chiuse" perchè il canale deve restare pieno come riserva d'acqua a scopo irriguo.
In alcuni casi i canali sono comunque bassi e necessitano a loro volta di pompe di sollevamento.
la mia spiegazione è essenziale, molto a grandi linee... il sistema è complesso ma sopratutto è molto delicato.
Per darti l'idea, i consorzi di bonifica della mia zona, laddove si realizzino vaste aree impermeabili (piazzali di fabbriche, capannoni, ecc) dove il terreno per ovvie ragioni non può assorbire acqua, obbliga alla realizzazione di bacini di laminazione che altro non sono che dei laghetti o grandi cisterne (a seconda dell'ampiezza della zona costruita). Questi bacini van tenuti vuoti in modo che quando piove a lungo l'acqua riempe il bacino senza riversarsi nei canali. I bacini sono dotati di uno scarico che butta nei canali l'acqua poco per volta (la portata è determinata dalla supeficie "cementata" come pure la capienza del bacino... ci sono le tabelle).
Tutto questo a farti capire la situazione di "equilibrio".
Una tv locale durante una trasmissione sulle zona terremotate ha detto che le popolazioni sono senza acqua potabile e che l'erogazione è stata sospesa subito dopo il primo terremoto del 20 maggio.
il dissesto IDROGEOLOGICO provocato dal SISMA ha danneggiato gli impianti idraulici ed originato frane in diversi alvei, tali da pregiudicare il normale deflusso delle acque
il dissesto IDROGEOLOGICO provocato dal SISMA ha danneggiato gli impianti idraulici ed originato frane in diversi alvei, tali da pregiudicare il normale deflusso delle acque
i terremotati in Emilia non hanno l'acqua potabile.
Dobbiamo dare anche a loro un Treccani per capire il motivo oppure possiamo supporre che dai rubinetti l'acqua non esce certamente potabile?
il dissesto IDROGEOLOGICO provocato dal SISMA ha danneggiato gli impianti idraulici ed originato frane in diversi alvei, tali da pregiudicare il normale deflusso delle acque
i terremotati in Emilia non hanno l'acqua potabile.
Dobbiamo dare anche a loro un Treccani per capire il motivo oppure possiamo supporre che dai rubinetti l'acqua non esce certamente potabile?
No, ma non centra con l'irrigazione di cui parla la Coldiretti o con i problemi di irrigazione e allagamento dei contadini.
Quando si verificano dei terremoti il terreno si muove, si spacca, si alza e si abbassa molto violentemente... e si rompono tubazioni dell'acqua, del gas, elettrodotti, fogne.
Poi, indipendentemente dalle rotture, se il sisma è tanto forte da "sciaquattare" le falde superficiali (i fanghi che fuoriescono), le falde profonde (i pozzi artesiani da cui attingono gli acquedotti) non ne restano immuni. Non ne hanno parlato ma si può immaginare che l'acqua che tirano su dai pozzi in questo periodo non sarà cristallina, probabilmente andrà decantata o filtrata prima di essere immessa in rete, almeno la prima.
Con il sisma probabilmente anche le tubature non aiuteranno, viene fuori acqua rossiccia e marroncina anche a casa mia quando fanno dei lavori e ho avuto cantieri di ristrutturazione in cui arrivavano i vicini incavolati perchè l'acqua usciva sporca e il filtri si erano intasati a seguito di demolizioni con i martelli demolitori e lavoro edili in genere.... figurati che può succedere quando le vibrazioni non riguardano solo pochi metri di tubi ma tutta la rete idrica di una città.
Ma continua a centrale poco con l'articolo che hai postato che parla di altro a dispetto del fatto che tu voglia cercare un'altra interpretazione tirata per i capelli.
Poi, indipendentemente dalle rotture, se il sisma è tanto forte da "sciaquattare" le falde superficiali (i fanghi che fuoriescono), le falde profonde (i pozzi artesiani da cui attingono gli acquedotti) non ne restano immuni
appunto. Per questo ti sto dicendo (fra le righe) ma forse te lo devo dire esplicitamente altrimenti non la finiamo più che ci potrebbero essere degli altri motivi se non c'è ancora l'erogazione dell'acqua potabile come per esempio l'inquinamento dei pozzi. Il continui trivellamento del territorio e il sisma potrebbero aver fatto un bel mix delle sostanze che da anni riversano in profondità. E tu stessso lo dici che i pozzi non ne restano immuni.
Dovrebbero rimanere immuni SOLO dagli inquinanti?
Citazione:
Non ne hanno parlato ma si può immaginare che l'acqua che tirano su dai pozzi in questo periodo non sarà cristallina, probabilmente andrà decantata o filtrata prima di essere immessa in rete, almeno la prima.
certo che bisogna essere del tutto 'ottimisti' nel non vedere che se nell'ambiente metti delle sostanze chimiche pericolose poi miracolosamente spariscono senza lasciare traccia. Nemmeno a topolinia potrebbero essere più ottimisti.
Citazione:
Ma continua a centrale poco con l'articolo che hai postato che parla di altro a dispetto del fatto che tu voglia cercare un'altra interpretazione tirata per i capelli.
l'articolo postato dice chiaro e tondo che non c'è acqua per le coltivazioni e parla di ettari di terreno. E' del tutto chiaro l'articolo. E voglio vedere poi come sarà l'acqua per irrigare le coltivazioni dopo lo sconvolgimento del sisma e di tutto quello che porta in superficie, vale a dire le schifezze che hanno presurizzato nel terreno.
Se poi non riesci ad andare oltre e pensare all'acqua potabile per la popolazione è un fatto tuo ma non è certo minore che l'irrigazione delle campagne e fa sempre parte dei dissesto idrogeologico che in tutti questi anni hanno fatto le perforazioni e tutti quei mix chimici immessi nel terreno di cui si dovrà fare i conti e non è detto che non sia proprio ora.
A meno che tu non pensi che sia una cosa l'acqua per le coltivazioni e l'acqua potabile quando di mezzo c'è l'agroalimentare cioè cose che si mangiano. E non è che poi la danno da mangiare e da bere a tutti quando insorgono malattie facilmente collegabili.
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